Kikuyu

di Stefany SanzoneLa tribù Kikuyu , del gruppo Bantu, è la più numerosa tra le tribù kenyote, prende il nome dal suo fondatore, un uomo chiamato Gikuyu e scelto, secondo la tradizionale leggenda, direttamente dal Dio Ngai.

Tradizionalmente sono grandi lavoratori, agricoltori e allevatori di bestiame.

La società kikuyu è organizzata secondo tre tipi di strutture: la famiglia, con discendenza patrilinea, la tribù (mbari), e una suddivisione basata sull’età e sul sesso (i riika). Il potere è esercitato da un complesso sistema di assemblee (kiama) di diversi livelli e con diversi gradi d’autorità, ma sempre con meccanismi decisionali basati sul consenso collegiale. Il passaggio di un individuo da un kiama a un altro di livello superiore è associato a requisiti relativi alla struttura familiare (per esempio, il numero di figli) e viene pagato con una capra da sacrificare durante la cerimonia della “promozione”.

Nomi delle danze cerimoniali effettuate alla circoncisione, i riti stessi della clitoridectomia, nomi degli animali, dei fiori e cosi via, mostrano l’influenza di popolazioni cuscite e nilotiche.

Molte di queste usanze si sono perdute con i tempi, ma alcune sono ancora in uso, non solo tra i Kikuyu, ma anche in altre tribù che loro hanno influenzato. Le usanze Kikuyu richiedono che uno abbia almeno quattro figli, due maschi e due femmine, per perpetuare il nome dei nonni. I bambini sono simbolicamente situati nello stesso gruppo d’età dei loro nonni, per questa ragione, talvolta la nonna si riferisce al bambino chiamandolo affettuosamente “mio marito” e alla bambina come “mia co-moglie”, il nonno si riferirà al nipote maschio come “mio pari” e alla bambina come”mia sposa”.

Sono questi alcuni modi di dire, proverbi, che i Kikuyu utilizzano quotidianamente durante i loro lavori o le diverse cerimonie.

Gatami kari mondo yene gatirataga nguo – Il pezzo di pelle che è nella bisaccia altrui non rappezza il tuo vestito  ;

Gatuma kairu kainagia murigwo – Un po’ di buio notturno fa ballare anche chi non sa ;

Gutiri thahu ingirema ng’ondu – Non c’è peccato che non sia cancellato dalla pecora (la pecora era la migliore vittima sacrificale) ;

Kanua kendagia kiongo – La bocca vende la testa (tradendola) ;

Kayu ni kegekagia mundu – L’eco mima l’uomo ;

Kiri ngoto gitihootaga – Cosa che rimane in cuore non trionfa nella realtà ;

Kiro gitunyagwo riri ni guciara. Mbui ikuuragwo guoya ni guciara – Il fiore viene spogliato del suo splendore dal portar frutto ;

Marurumi matigambaga gutara mbura – I tuoni non scoppiano se non c’è pioggia ;

Muiritu murugi ndangiaga muuria – La ragazza che sa cucinare non manca di essere chiesta in sposa ;

Uukaga kahora, nduugaga mbu – La vecchiaia viene piano-piano, non  grida “Allarme!” .