Cercasi Tenore

Gianfranco Jannuzzo

Al Teatro Manzoni dal 7 al 26 febbraio

Biglietto:  poltronissima € 30,00  –  poltrona € 20,00

Orari:  feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

Fenice srl presenta

GIANFRANCO JANNUZZO

in

CERCASI TENORE

di Ken Ludwig  –  traduzione di Lilla Picciotto

 

con la partecipazione di MILENA MICONI

e

Federico Pacifici, Claudia Coli, Tiziana Bagatella, Fabrizio Apolloni,

Rodolfo Medina, Stefania Papirio

 

scene Nicola Rubertelli – costumi Dora Argento 

musiche Luciano Francisci – light designer Franco Ferrari

 

Regia Giancarlo Zanetti

 

Stanley Tucci firma a Broadway la regia di una delle commedie più esilaranti degli ultimi

tempi: lo spettacolo resterà in scena per due anni diventando un cult della comicità

 

Importante sforzo produttivo della Fenice che segna questa fase storica di trasformazione del teatro italiano; la produzione non cede alla tentazione di spogliare il teatro della magia della messa in scena in nome del momento di crisi e investe in un progetto intelligente e in qualità su tutti i piani della produzione: la scelta di un cast di eccellenza, bellissime scenografie, importanti costumi, luci firmate da un famoso creatore, regia moderna ed allo stesso tempo di grande attenzione alla tradizione del teatro.

“Cercasi tenore”, spettacolo che si preannuncia come l’evento comico dell’anno, riporta in Italia un testo che a Broadway è rimasto in scena ininterrottamente per due anni. Non sempre questo è elemento di certezza per il pubblico italiano ma in questo caso, sia la stampa che gli spettatori hanno attribuito a questa messa in scena il medesimo plauso.

Gianfranco Jannuzzo, attore dalle grandissime capacità istrioniche, mostra tutta la sua forza teatrale in un personaggio nuovo, diverso da quelli che lo hanno reso celebre e amatissimo dal pubblico. Un personaggio esilarante, scritto con incredibile ironia in una partitura drammaturgica in cui, l’attore siciliano, mostra tutto il suo grande talento e una faccia molto interessante.

Milena Miconi, stupirà il pubblico non solo per la sua bellezza,ma per la bravura e la capacità di far ridere e coinvolgere in iperboliche situazioni gli spettatori. Un cast di attori di grande esperienza corona questo spettacolo che lascia senza fiato per le continue risate e l’avvicendarsi di una storia concertata con incredibile perfezione drammaturgica.

Nicola Rubertelli, scenografo del teatro lirico San Carlo di Napoli e del Petruzzelli di Bari, che ha firmato gli allestimenti televisivi degli spettacoli su De Filippo curati da Massimo Ranieri, disegna una scenografia raffinatissima e molto intrigante.

Franco Ferrari, reduce dall’aver illuminato la mostra su Zeffirelli e il Duomo di Milano, esalta con le sue luci magiche la bravura degli attori e la bellezza della scenografia.

I costumi sfarzosi di Dora Argento seguono rigorosamente un’epoca molto sensuale e rappresentano il piacere di questo spettacolo.

La regia di Giancarlo Zanetti è di grande attenzione al testo e restituisce una messa in scena intrigante in cui si ride e contemporaneamente si apprezza la dedizione al teatro di qualità. Sua è anche la produzione, un segno preciso, con cui ha voluto mettere in scena  non  solo una bella rappresentazione piena di divertimento e classe ma anche sottolineare come il teatro, in un momento di crisi come questo che drammaticamente sta attraversando, debba investire in progetti e in qualità.

 

 

La storia: siamo negli anni ’30, la vicenda ruota attorno a Max aspirante ed incerto cantante lirico che in qualità di assistente affianca un direttore senza scrupoli di teatro d’opera di provincia. Grandi fermenti agitano gli animi dei protagonisti per l’arrivo di un tenore di fama mondiale di rara bravura, tanto da essere soprannominato “lo stupendo”, che interpreterà Otello. Cosa accade però quando a poche ore dallo spettacolo il grande artista soccombe ad un potente mix di alcool e sedativi?? Tutto precipita in un esilarante vortice di fraintendimenti, scambi di persona, doppi sensi mal interpretati, vulcaniche gags che strappano allo spettatore risate a non finire.