Coppa America: le finaliste

Suarez

di Fiorenzo Di Costanzo, Perù – Uruguay: il CT peruviano effettua 4 cambi nella formazione titolare rispetto al match contro la Colombia, mentre Tabarez inserisce Coates e Gargano al posto di Victorino e dello squalificato Perez.

Il match parte con un buon ritmo con il Perù che si fa pericoloso dalla lunga distanza ma Muslera non si fa sorprendere. La risposta dell’Uruguay non si fa attendere e Suazo prova la battuta al volo su azione di calcio di punizione ma la posizione è defilata e l’attaccante del Liverpool non trova lo specchio della porta. Al 15esimo minuto ottima occasione per Alvaro Pereira che su una palla vagante colpisce in qualche modo la palla nell’area piccola ma il portiere Fernandez ha un riflesso straordinario e riesce a bloccare la palla. Il primo tempo continua con numerosi capovolgimenti di fronte e alla metà del tempo tocca al Perù sfiorare il gol: il fiorentino Vargas si libera sulla fascia sinistra e mette al centro un cross rasoterra interessantissimo e sia Guerrero che Advincula non riescono a deviare in spaccata la palla verso la rete. È l’ultima occasione del primo tempo.

Nei minuti iniziali della ripresa il Perù sembra voler giocare il match alla pari e cerca di impostare un ritmo più alto alle sue manovre, ma al settimo minuto ecco la doccia fredda: Forlan prende palla sulla trequarti e lascia partire un tiro con il suo piede più scarso, il sinistro; Fernandez si allunga e cerca di bloccare il tiro, destinato peraltro ad uscire, ma la sfera gli sfugge dalle mani e sulla  ribattuta il più lesto è Suarez che da posizione molto angolata riesce a far passare la palla sotto il corpo del portiere. La partita si sblocca, è 1 a 0 per l’Uruguay. Passano pochi minuti e il match si chiude: il Perù si fa trovare sbilanciato in avanti ed Alvaro Pereira lancia Suarez in contropiede; il centravanti della “Celeste” è freddo davanti all’estremo difensore e lo salta con estrema facilità prima di appoggiare la palla del 2 a 0 in fondo alla rete. Il Perù esce dal match, sia dal punto di vista del risultato che dal punto di vista mentale: Vargas reagisce in malo modo alla pressione di Lugano e l’arbitro non può far altro che mostrargli il cartellino rosso.  In superiorità numerico l’Uruguay si rilassa un po’ e concede qualche occasione, prima su calcio d’angolo dove Muslera si fa trovare pronto su un colpo di testa ravvicinato, poi dalla lunga distanza con Guerrero che impegna l’ex laziale in una parate in due tempi con la palla bloccata a pochi centimetri dalla linea di porta. Dopo tre minuti di recupero l’arbitro fischia la fine.

Risultato finale Perù 0 – Uruguay 2; marcatori: Suarez, Suarez.

 

Paraguay – Venezuela: due squadre molto diverse da quelle viste nei quarti di finale. Il Paraguay schiera un centrocampo più di copertura e nella formazione titolare trovano spazio Barreto per uno stanco Estigairibia e Piris per lo squalificato Alcaraz. Nel Venezuela trova spazio a centrocampo De Giorni che sostituisce lo squalificato Rincon mentre in attacco Farias preferisce la coppia Rondon-Moreno a quella composta da Miku-Maldonado.

Primo tempo molto intenso con buone occasioni da una parte e dall’altra. La prima occasione è per il Paraguay, che si fa vedere con Veron su azione di calcio di punizione. Gli avanti del Paraguay combinano bene e al 15esimo minuto mandano Barreto alla conclusione dopo un’ottima sponda di testa di Barios. Il Venezuela però non sta a guardare e va in gol sul solito cross millimetrico di Arango: palla lunga sul secondo palo che trova la testa di Cichero che fa da sponda per Vizcarrondo che insacca. Bellissima combinazione, ma il guardalinee segnala il fuorigioco di Rondon. Gol annullato. La “vinopinto” trova il coraggio di attaccare e nel finale del tempo va ancora vicinissimo al vantaggio: su cross di Gonzalez Moreno colpisce di testa ma la palla sbatte contro la traversa; sulla ribattuta il più pronto e Rondon che colpisce in maniera secca ma Villar è bravissimo a distendersi sulla propria destra.

Il secondo tempo è avaro di emozioni, con l’unica occasione da segnalare nei primi minuti con la fuga di Valdez che viene però chiuso dal portiere Vega. Il Paraguay sembra non avere molte energie dopo il match contro il Brasile, terminato solo ai calci di rigore. Sono necessari i tempi supplementari.

La mezz’ora supplementare conferma la sensazione avuta nel secondo tempo regolamentare, il Venezuela atleticamente è più fresco. Al terzo minuto costruisce un’occasione del tutto casuale: Maldonado svirgola dal limite dell’area e sulla traiettoria si fionda Miku che in qualche modo indirizza verso la porta. Villar sembra battuto ma la corsa della palla si ferma sul palo interno e poi viene allontanata da Da Silva. Il Venezuela ci crede e colpisce ancora un palo, questa volta con il sinistro magico di Arango che da calcio piazzato calcia verso la porta e la parabola sorprende Villar che lascia passare la palla che va ad impattare all’incrocio dei pali. Ancora emozioni nel finale del primo tempo supplementare: prima Veron si fa espellere per doppia ammonizione, poi Rondon gira a volo dal centro dell’area di rigore ma Villar è ben posizionato. Nel secondo tempo supplementare la pressione del Venezuela è continua, con buone azioni da entrambe le fasce con Miku e Cichero ma l’unico pericoloso è il subentrato Maldonado che dal limite dell’area di rigore conclude di poco a lato.

La seconda finalista si decide ai calci di rigore: le prime serie sono pressoché perfette e la lotteria è decisa dall’errore di Lucerna che calcia malamente e debolmente. Il rigore decisivo per il Paraguay è realizzato da Veron.

Risultato finale: Paraguay 0 – Venezuela 0 ( 5 – 3 d.c.r.)

 

La finale si giocherà domenica, tra Uruguay e Paraguay. Per L’Uruguay è l’occasione di portarsi a quota 15 successi nella Copa America e di confermare di essere la miglior squadra del continente dopo l’ottima spedizione in Sud Africa conclusa con un eccellente quarto posto. Per il Paraguay è l’occasione di ripetere il successo del lontano 1979. La formazione bianco-rossa ha confermato di essere una squadra molto tosta da battere, come sa bene la Spagna che ha sudato 7 camice ai mondiali, e raggiunge la finale dopo ben 5 pareggi.