Mantova e il tumore al seno

Mantova

 

Mantova ai primi posti nella lotta al tumore al seno,

grazie alla diagnosi precoce e alle terapie personalizzate

Promuovere la diagnosi precoce, diffondere gli strumenti diagnostici e terapeutici più innovativi

e far conoscere l’eccellenza della Breast Unit dell’A.O. Carlo Poma di Mantova che,

insieme alla ASL, promuove la tutela della salute delle donne sul territorio:

questi gli obiettivi dell’iniziativa d’informazione promossa all’A.O. Carlo Poma,

 in collaborazione con la ASL di Mantova e con il sostegno organizzativo di Roche,

nell’ambito del progetto “I Trust You – Mi fido di voi”.

Insieme alla prevenzione e alla diagnosi precoce, la target therapy è oggi

un’arma in più per le donne nella lotta al tumore al seno:

consente di curare anche forme molto aggressive, come l’HER2 positiva,
che rappresenta circa il 20% di tutti i carcinomi della mammella

 e che oggi può essere trattata efficacemente grazie all’uso di trastuzumab,

terapia mirata e innovativa, indicata sia in fase iniziale che avanzata di malattia.

Mantova, 29 aprile 2011 – Nel corso del 2008 nella provincia di Mantova più di 52.000 donne sono state invitate a partecipare al programma di screening mammografico organizzato: Mantova ha dunque raggiunto il 100% dell’estensione del programma e ciò significa che tutte le donne che per età rappresentano la popolazione bersaglio per il controllo delle neoplasie mammarie sono state raggiunte dall’invito. Un’estensione capillare che supera di molto la media nazionale, ferma al 62%, e che oltrepassa anche la media regionale, che si attesta intorno all’83%.

Anche il dato della partecipazione al programma testimonia l’efficienza dell’A.O. Carlo Poma e il successo delle politiche sanitarie della ASL mantovana nella tutela della salute delle donne contro le insidie di una diagnosi tardiva di tumore al seno: Mantova raggiunge, infatti, una percentuale di adesione da parte delle donne del 70,1%, quasi il doppio rispetto all’esiguo tasso d’adesione nazionale del 36% – che drammaticamente rappresenta i ritardi che i programmi di screening hanno subito nelle regioni meridionali della nostra Penisola – e più alto rispetto al 64,3% della media lombarda.

La sinergia tra ASL e Breast Unit, insieme all’eccellenza degli specialisti che la compongono, ha reso possibile raggiungere il traguardo del 100% di interventi chirurgici conservativi eseguiti su tumori più piccoli di 2 cm, superando anche in questo ambito la già buona media lombarda, che è dell’85,8%. Inoltre, come sottolinea Emanuela Anghinoni, Responsabile organizzativo dello Screening Mammografico della ASL di Mantova, “nel 2010 è stata effettuata la prima rilevazione dei cancri d’intervallo, cioè quelli che compaiono nell’intervallo tra due mammografie di screening, che rappresentano un indicatore di sensibilità del programma. Allo stato attuale, solo pochi programmi italiani sono in grado di registrarli, poiché si rende necessaria una forte integrazione tra tutti gli attori del sistema e una robusta piattaforma tecnologica capace di garantire l’accesso ai dati necessari”.

Carlo Bello