Aj – Sassari Gara 2

Mancinelli

Assago (Mi) 20-05-11 di Stefano Daprile.

Il vento cambia davvero. Alzi la mano quale cittadino milanese non conosce questo slogan. Magari non lo si condivide, ma è assai probabile che l’aria che stanno respirando i milanesi stia cambiando. La mia personalissima impressione è che qualcosa che definirei “frizzante” si stia diffondendo all’ombra della madonnina.
Ma qui non si parla di politica, bensì di pallacanestro. E allora quale abbaglio posso aver preso per aprire un articolo sull’Olimpia in questo modo?
La verità è che poco più di 4 mesi fa, quando Livio Proli tirò fuori, da me stesso definito, il coniglio Peterson dal cilindro Olimpia, respiravo la stessa aria.
L’entusiasmo si era impossessato di me e del forum di Assago. Ritenevo coach Dan Peterson l’uomo giusto per far riapparire sorrisi nei troppi musi lunghi che si erano incrostati intorno l’Olimpia di Piero Bucchi. Le prime apparizioni della squadra confermavano che il vento era cambiato davvero.
Oggi, dopo una sola gara di Play Off, di quel vento non vi è più traccia.
La faccia dei giocatori di Milano dopo la sconfitta in gara 1 contro Sassari, e quella di Coach Peterson, mischiata alle sue stesse parole pronunciate in conferenza stampa, sono le stesse che c’erano alla fine dell’era Bucchi. Semplicemente tristi.
Ovvio che le responsabilità non sono da attribuire tutte all’amatissimo Coach, società e giocatori sono sul banco degli imputati più di Dan. Rimpiazzare Maciulis con un americano, con la conseguente esclusione obbligata di uno tra Pecherov e Petravicius è una scelta quanto meno bizzarra che di fatto non aumenta in alcuna maniera la profondità (e forse la qualità) del roster. E poi tagliare Finley perché non stava bene, per prendere un Greer doppiamente svogliato, e che si viene a scoprire non stia bene nemmeno lui, è quantomeno inquietante.
Magari questa serie con Sassari si riuscirà a raddrizzare, ma per un ipotetica Cantù in semifinale c’è bisogno che appaiano altri conigli…  Se poi arrivasse anche Siena bisognerebbe scomodare forze divine…

L’imperativo quindi di stasera è vincere per poi andare in terra sarda a far conquiste. Per farlo coach Peterson alla palla a 2 manda in campo  Jaaber, Karl, Hawkins, Mancinelli ed Eze mentre Coach Sacchetti si affida agli stessi 5 di gara 1,  Pinton, White, Tsaldaris, Plisnic e Hunter.

Si capisce subito che stasera l’Olimpia è più concentrata mentre Sassari è insolitamente sbadata. Dopo 5 minuti Coach Sacchetti è costretto a chiamare il primo timeout perché l’8 a 1 sul tabellone sta anche stretto a Milano che arriva a canestro con una certa facilità con Jaaber, Eze e Mancinelli. Alla ripresa i sardi continuano a non vedere il canestro dal campo e il distacco cresce. I 5 punti consecutivi di Pecherov dicono 18 a 4 per Milano prima che De Vecchi a 1 e 20 dal termine del periodo firmi il primo canestro su azione della Dinamo bissato subito dopo da una schiacciata di Hunter per il  22 a 8 di fine quarto.
Nella seconda frazione si inverte la tendenza. E’ Milano a far fatica a trovare la via del canestro e Sassari prova ad avvicinarsi. Il timeout chiamato da Coach Peterson sistema un pò la situazione, per merito soprattutto di Eze , in versione guardiano,  che costringe i lunghi sardi sempre a traiettorie sporche. La Dinamo però così come in gara 1 non si disunisce mai e ricuce parzialmente lo strappo guidata da White e Plisnic. Si va negli spogliatoi con Milano sopra 36 a 28.

La terza frazione è la fiera delle palle perse. Milano ovviamente espone una varietà di prodotto per nulla invidiabile, e Sassari continua con pazienza certosina e recuperare punti su punti. Hawkins ne infila 6 ma è l’unico dei suoi ad andare a segno; Plisnic invece fa male dalla distanza e piazza la Dinamo a sole 4 lunghezze da Milano. Per fortuna dell’Olimpia, sul finire di frazione anche Sassari ha un passaggio a vuoto, non che le scarpette rosse lo sfruttino appieno, ma per lo meno all’ultimo intervallo si arriva con un promettente 50 a 43.

Piovono bombe nell’ultima frazione;  Hawkins e Jaaber  sfidano Sacchetti e De Vecchi che vincono 3 a 2 la mini sfida. Un antisportivo fischiato a Hawkins sembra l’antipasto di un’altra rimonta subita. White e la Dinamo non lo sfruttano a dovere e Milano prova a riallungare con Mancinelli che inizia a sistemare il mirino. Ma l’Olimpia di questo periodo sembra aver perso totalmente l’istinto killer ammazza partite. I sardi galleggiano sempre pericolosamente a un paio di possessi di distanza, fino a quando anche Mancinelli entrando definitivamente in guerra, piazza la seconda e la terza bomba della frazione, che ridanno la doppia cifra di vantaggio all’Olimpia sul 68 a 58 e soprattutto l’1 a 1 in questo quarto di finale con Sassari.  73 a 63 il risultato finale.

Le Pagelle
Mancinelli 7 – Pecherov  6  – Maciulis s.v. – Mordente 6,5 –  Karl 6 – Jaaber 7 – Rocca 6,5 –  Petravicius s.v. – Ganeto s.v.  – Hawkins 6,5 – Greer 6 – Eze 6,5

In Conferenza

Peterson:  Con grande fatica abbiamo rotto il ghiaccio nei Play Off. Adesso dobbiamo strappare almeno una partita la.  Stiamo soffrendo moltissimo l’infortunio di Maciulis. E l’innesto di Karl ci sta condizionando molto. E’ difficile mettere le cose apposto in una situazione del genere. Oggi Greer ha tolto il busto e si è visto. Lo voglio ringraziare. E ringrazio anche Mancinelli e Mordente perché sputano sempre sangue. Il pubblico è poco? Vero. Però voglio ringraziare i pochi che sono venuti.

Sacchetti:  Primi 5 minuti veramente troppo irriverenti e titubanti. Dovevamo essere molto più spavaldi. Quando si parte in questo modo poi non si può più sbagliare mentre noi abbiamo continuato. Diener era al 50% adesso e al 75%. Noi adesso non dobbiamo avere nessuna pressione addosso. Adesso ce la giocheremo senza paura.

Olimpia Armani Jeans Milano (Punti: 17 Mancinelli ,  16 Hawkins – Rimbalzi 7 Jaaber, Rocca  – Assist: 9 Hawkins)

Dinamo Sassari (Punti:  18 Pl1snic, 16 White – Rimbalzi: 11 Plisnic –  Assist: 6 Pinton)