Simona Colonna allo Spazio Teatro 89 Milano

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“Folli e Folletti” è il nuovo lavoro discografico che Simona Colonna, musicista e cantante perfettamente a suo agio nei territori della world music, del folk e del jazz, presenterà sabato 3 marzo allo Spazio Teatro 89 di Milano

Sono quindici i brani – in italiano e in piemontese – che compongono l’album e che Simona proporrà al pubblico dell’auditorium di via Fratelli Zoia 89, accompagnata dal suono del suo violoncello: «Attraverso la mia voce e sostenuta da Chisciotte, il nome che ho dato al mio strumento, racconto la musica, le storie e le tradizioni della terra dalla quale provengo, il Roero, la provincia di Cuneo e il Piemonte».

Le canzoni sono il “canale” che l’artista piemontese utilizza per raccontare le sue emozioni attraverso la vita e i destini delle sue creature, a volte fantastiche a volte reali.

Musicista e cantante, Simona Colonna si è diplomata in giovanissima età in flauto traverso e violoncello nei Conservatori di Cuneo e Torino. Al lavoro di docente affianca un’intensa attività concertistica e, nel corso della sua carriera, ha collaborato con artisti del calibro di Peppe Servillo, Enrico Rava, Stefano Bollani, Roberto Gatto, Marco Brioschi, Mauro Negri, Barbara Casini, Franco Fabbrini, Enzo Favata, Daniele Di Bonaventura, Javier Girotto, Maurizio Giammarco, Mauro Grossi, gli Aires Tango, Danilo Rea, Stefano Cantini, Riccardo Fioravanti e i Pollock Project.

Nel suo ricco bagaglio di esperienze non mancano neppure collaborazioni in ambito teatrale, in particolare con il Teatro Stabile e il Teatro Ragazzi di Torino.
Tra i tanti attestati sin qui ottenuti spicca quello del 2012, quando Simona è stata finalista al premio “Andrea Parodi” di Cagliari, aggiudicandosi i riconoscimenti come miglior arrangiamento, migliore interpretazione del brano “Brigante stella” e migliore artista del concorso.

Nel 2016 è stata, inoltre, selezionata dal Cirque du Soleil come cantante solista e violoncellista per lo spettacolo “Alis”: con la formazione Le Cirque with the World’s Top Performers è stata impegnata in un tour in tutta Italia.

SPAZIO TEATRO 89, via Fratelli Zoia 89, Milano
Tel: 02-40914901; info@spazioteatro89.org; www.spazioteatro89.org
Biglietti: intero 13 euro; ridotto 10 euro (under 25, over 65, convenzioni)

“Notes and Words”, l’ultimo progetto di Letizia Onorati

Letizia Onorati © Roberto Cifarelli
Letizia Onorati © Roberto Cifarelli

Uscirà il 19 gennaio 2018 “NOTES AND WORDS”, l’ultimo progetto di LETIZIA ONORATI, giovane e talentuosa cantante jazz leccese, alla sua seconda esperienza discografica. Autrice o coautrice di quasi tutti i testi, ora Letizia si presenta per la prima volta come compositrice.

I 9 brani inediti sono composti e arrangiati da Paolo Di Sabatino (sua anche la rielaborazione dei 3 standard che completano il lavoro), vero e proprio “regista” del lavoro realizzato.
Il progetto è impreziosito dalla partecipazione di musicisti di prim’ordine.

Oltre a Paolo Di Sabatino (che è anche produttore artistico dell’album) al pianoforte, di assoluto rilievo le presenze di Flavio Boltro alla tromba, Max Ionata al sax, Giovanna Famulari al violoncello, Daniele Mencarelli al basso elettrico e contrabbasso, Glauco Di Sabatino alla batteria e Bruno Marcozzi alle percussioni. Special guest il notissimo crooner newyorkese Sachal Vasandani.

«Questo disco sono io, mi rappresenta totalmente – afferma Letizia – le mille sfaccettature di una strobosfera che si muove e prova a illuminare tutto. La forza propulsiva è la musica senza la quale non ci sarebbe niente. La musica che ti fa crescere, che ti fa maturare e ti fa capire giorno dopo giorno chi sei veramente. La musica che ti risolleva quando cadi, che ti costruisce quando ti senti in frantumi e che ti fa sopportare il dolore. La musica che amplifica la gioia, che regola il ritmo del tuo respiro e accompagna le pulsazioni del cuore. Con questo disco posso viaggiare dentro me stessa ma posso raccontare, a chi lo ascolta, ogni tappa del viaggio».

I Concerti della liuteria toscana: ultimo appuntamento

Quartetto futurista violino
Quartetto futurista violino

Innanzitutto le forme, particolarissime. Del resto stiamo parlando del “quartetto futurista” che il liutaio toscano Igino Sderci realizzò nel 1947 su disegno del pittore Ziffer.

Sagome originali, timbri eccellenti, gli stessi che vedremo e ascolteremo sabato 16 dicembre nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi (ore 17 – via Cavour, 3 – Firenze – ingresso libero) per l’ultimo appuntamento dei Concerti dei Quartetti della liuteria toscana, promossi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dall’Orchestra da Camera Fiorentina in collaborazione l’Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

Sul palco il Quartetto d’Archi di Toscana Classica composto da Daria Nechaeva e Emanuele Brilli ai violini, Marco Alessandro Morelli alla viola e Leonardo Ascione al violoncello.

In programma il “Quartetto n. 76 in re minore” che il padre dei quartetti per archi, Franz Joseph Haydn, compose nel 1797 con la tecnica dell’intervallo di quinta (da cui il nomignolo “delle quinte”).

E proprio a Haydn Wolfgang Amadeus Mozart dedicò il “Quartetto per archi n. 19 K 465” – detto “delle dissonanze” per le arditissime battute introduttive – il brano che chiude l’appuntamento e tutta la rassegna dei Concerti dei Quartetti della liuteria toscana.

Il concerto sarà introdotto da un breve video dedicato al lavoro dei liutai toscani, ideato da Gaia Giannangeli e realizzato da Juri Ciani per l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

Negli undici appuntamenti che si sono succeduti da ottobre a dicembre sono stati utilizzati strumenti realizzati da maestri quali Ettore e Luigi Cavallini, Guido Maraviglia, Paolo Vettori, Paolo Sorgentone e Michele Mecatti, Dario e Carlo Vettori, Ovidio Giarelli, Igino Sderci.

Sono state coinvolte le più importanti istituzioni musicali del territorio quali il Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra da Camera Fiorentina, l’Orchestra di Toscana Classica, l’Associazione Giovanile Musicale A.Gi.Mus. di Firenze, la Scuola di Musica di Fiesole, il Conservatorio Luigi Cherubini, il Liceo musicale Dante di Firenze e il Crazy Quartet che si esibiranno in scenari ricchi di storia come il Palagio dell’Arte della Lana, il Museo di Orsanmichele, il Cenacolo della Basilica di Santa Croce, Palazzo Medici Riccardi, Palazzo Vecchio, Villa Bardini e in altri spazi della città.

La realizzazione di un “quartetto d’archi”, cioè di strumenti destinati a suonare insieme che abbiano una coerenza sia sotto il profilo estetico sia in quello acustico, rappresenta il punto più alto nella produzione di ogni liutaio. Sfida ambiziosa a cui si arriva di solito in età matura, dopo aver messo da parte del legno considerato particolarmente adatto.

Il primo passo per un “quartetto” è infatti il materiale. E poi la sfida più ambiziosa: riuscire a dare una omogeneità timbrica, una “voce” sola ai quattro strumenti: che poi è l’obbiettivo di ogni gruppo di musica da camera.

Con il patrocinio di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze.

Quartetto Domino

Quartetto Domino
Quartetto Domino

Violino e violoncello furono realizzati nell’Ottocento da Luigi Cavallini, violino e viola risalgono alla prima metà del Novecento, e a plasmarli fu il figlio, Ettore Cavallini.

Strumenti che portano la firma di una storica famiglia toscana di liutai e che torneranno a suonare sabato 14 ottobre nella Sala del Buonumore del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze (ore 21 – ingresso libero) per l’appuntamento inaugurale dei “Concerti dei Quartetti della liuteria toscana”, organizzati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dall’Orchestra da Camera Fiorentina in collaborazione l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

I preziosi archi saranno nelle mani del Quartetto Domino, formazione nata in seno allo stesso conservatorio sotto la guida di Alina Company, composta dai violinisti Daria Nechaeva e Neri Nencini, dalla violista Katia Moling e dalla violoncellista Martina Bellesi.

In programma due pilastri del repertorio cameristico: il “Quartetto K 428” che Wolfgang Amadeus Mozart dedicò al collega e amico Franz Joseph Haydn, e il “Quartetto d’archi n. 14 in re minore” di Franz Schubert, conosciuto come ” La morte e la fanciulla”, una delle pagine più apprezzate del compositore viennese per armonia, equilibrio e varietà, definita dal musicologo Walter Dahms come l’anello di congiunzione fra Beethoven e Brahms.

Il concerto sarà aperto da un breve video dedicato al lavoro dei liutai toscani, ideato da Gaia Giannangeli e realizzato da Juri Ciani per l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

“I concerti dei Quartetti della liuteria toscana” prevedono 11 appuntamenti da ottobre a dicembre 2017, a Firenze. L’iniziativa vuole valorizzare la musica e l’artigianato artistico fiorentino e consentire al pubblico di riscoprire un patrimonio di competenze talvolta sottovalutato o ignorato.

Programma concerto sabato 14 ottobre
W. A. Mozart – Quartetto in mi bemolle maggiore, KV428
Allegro ma non troppo – Andante con moto – Minuetto, allegretto – Allegro vivace
F. Schubert – Quartetto in Re minore “La morte e la fanciulla” – D810 n° 14
Allegro – Andante con moto – Scherzo, allegro molto – Presto

Violoncellisti della Scala

Attivi dal 2003, nel tempo hanno costituito un proprio repertorio fatto di nuove commissioni ad autori contemporanei italiani e di interessanti riletture di autori classici in  trascrizioni dedicate all’ensemble di violoncelli. Un repertorio che mira a illuminare la tavolozza dei colori propri del violoncello e a esaltarne la resa armonica e timbrica.

Nasce così il desiderio di rivisitare un repertorio che risale alla nobile tradizione degli ensemble di viole da gamba del XVI secolo, per spostarsi di secolo in secolo alla scoperta di cosa è rimasto sedimentato da allora nella tradizione musicale.

Tra i compositori più “visitati” dai Violoncellisti della Scala: Henry Purcell, Giovanni Battista degli Antonii, Antonio Vivaldi, Georg Philipp Telemann, Johann Sebastian Bach, fino ad autori contemporanei come György Ligeti, Alfredo Piatti, Jimi Hendrix.

Una menzione particolare meritano autori come Carlo Galante, Carlo Boccadoro, Wolfgang Marschner, Nicola Campogrande, Giovanni Sollima, che hanno scritto e dedicato ai Violoncellisti nuove composizioni che sono state eseguite al Teatro alla Scala nelle scorse stagioni.