Bari In Jazz

Lucia de Carvalho 2 HD Julien Intile
Lucia de Carvalho 2 HD Julien Intile

Prosegue il fitto calendario della XV edizione del Festival Metropolitano BARI IN JAZZ, che ha preso il via lo scorso 29 giugno.

Il 25 luglio lo splendido Giardino dei Limoni del Monastero di San Benedetto di Conversano ospiterà il concerto di ZARA MCFARLANE (25 luglio) per l’unica data al Sud Italia della cantante, mentre il 26 luglio sarà teatro dell’originale blend fra tradizione indiana jazz, Africa ed elettronica del percussionista SARATHY KORWAR (26 luglio), che vedrà in formazione anche la presenza al sax di BinkerGolding (Binker& Moses).

Il 27 luglio, invece, Piazza Duomo di Giovinazzo sarà cornice del concerto della cantante brasiliana/angolese LUCIA DE CARVALHO, mentre il 30 luglio piazza del Duomo di Gravina avrà protagonista un orgoglio nazionale e star internazionale, il trombettista PAOLO FRESU in un concerto insieme al bandoneista DANIELE DI BONAVENTURA e all’ospite d’eccezione JAQUES MORELENBAUM.

La kermesse pugliese prosegue con una programmazione ancora ricca di show di altissimo livello, dopo che anche Francesco De Gregori con la Gaga Symphony Orchestra + Gnu Quartet e CaetanoVeloso hanno dato il loro magnifico contributo al Festival, illuminando con le loro performance la splendida Piazza Ciaia di Fasano.

Dopo la trombettista spagnola Andrea Motis e la cantautrice pugliese Erica Mou, che hanno inaugurato la rassegna con un sold out a Cala Paura, il Festival ha dato spazio al pianista brasiliano Amaro Freitas e al concerto nato nell’ambito del progetto speciale italo-malgascio New Generation Connection. Inoltre, Piazza Castello di Conversanoè stata teatro dei ritmi travolgenti dei Benin International Musical, l’Hyper Club di Alberobello è stato cornice dell’originale esibizione di percussione acquatica a mani nude di Akutuk duo, accompagnata dal sassofonista Gaetano Partipilo, mentreAcquaviva è stata teatro della performance della formazione Radicanto.

Organizzato dall’associazione culturaleAbusuan, il festival di quest’anno si svolgeràin nove tra i più caratteristici comuni pugliesi tra siti Unesco, uliveti secolari e testimonianze architettoniche di grande pregio, con molti nomi di spicco che attrarranno un pubblico eterogeneo per interessi, gusti musicali ed età. La rassegna, al suo quindicesimo anno, è sempre più parte integrante del tessuto sociale di un territorio splendido come quello pugliese, contribuendone all’immagine e alla valorizzazione.

Il Festival è realizzato con il sostegno di Unione Europea, MiBAC, Regione Puglia, Comuni di: Bari, Acquaviva, Alberobello, Conversano, Fasano, Giovinazzo, Gravina, Monopoli, Polignano, Sammichele.
Il programma prevede più di venti performance dal vivo per quasi due mesi di rassegna tra i comuni dell’area di Bari e di Brindisi con numerosi musicisti nazionali, internazionali e talenti locali che proporranno jazz ma anche melodie italiane, commistioni con elettronica, musica indiana, africana, brasiliana, nord europea.

Da sempre caratterizzato come un ambiente poliedrico, Bari In Jazz si compone non solo di concerti, ma anche di contaminazioni ed occasioni di incontro, come laboratori e workshop, per avvicinare il pubblico alla cultura internazionale. Tutto ciò valorizzando, al contempo, i comuni e i territori coinvolti, che da semplici location, si trasformano in veri e propri co-protagonisti di questo splendido viaggio culturale.

L’associazione Abusuan, con il Festival Metropolitano BARI IN JAZZ, fa parte del circuito ministeriale “Art Bonus – Misure urgenti per favorire il mecenatismo culturale”.

Leggere è un pò come viaggiare

libri
libri

La giornata mondiale del libro che si è celebrata ieri 23 aprile, può essere l’occasione giusta per rispolverare alcuni libri lasciati da tempo sul comodino. O per entrare in una libreria e farci trasportare dai colori delle copertine, dal profumo delle pagine intrise di inchiostro, dalla narrativa e dal fantasy.

Ma perchè proprio il 23 aprile? L’Unesco nel 1996 ha scelto questo giorno perché nel 1616 morirono, a poche ora di distanza l’uno dall’altro, Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garciloso de la Vega, tre dei più grandi scrittori e poeti di sempre.

A scuola ne abbiamo studiati tanti, ma nel frattempo i libri non hanno mai smesso di riempire gli scaffali delle librerie e, speriamo, le mensole di casa, i comodini, le poltrone vicino alla nostra coperta preferita. I libri sanno di casa, di alcova, ma allo stesso tempo ci permettono di viaggiare nel tempo, nello spazio e nelle culture. I libri ci danno la possibilità di vivere diverse vite, di vestire i panni di chiunque vogliamo.

E’ per questo che i libri non smetteranno mai di avere un fascino senza tempo. Al giorno d’oggi stanno lottando a denti stretti contro l’avvento del digitale, ma non sono ancora stati sconfitti del tutto. Oggi, l’e-book occupa solo il 5% del mercato librario italiano (dati AIE), quindi forse possiamo affermare che noi lettori preferiamo ancora il libro fisico rispetto al supporto digitale.
Per un dato positivo, purtroppo, c’è un dato negativo: secondo il World Culture Score Index, l’Italia è in fondo alla classifica dei Paesi per tempo di lettura: al 24esimo posto con sole 5:36 ore a settimana.

Peccato. Ci sono libri che possono cambiare la giornata, migliorare l’umore, fare da sfondo ad un momento importante della nostra vita: alcuni libri insomma lasciano il segno. Un esempio: il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry ri ricorda qualcosa? :-)

E per molti di noi un buon libro è un ottimo compagno di viaggio, una delle prima cose da infilare nello zaino prima di partire.

Torino – mostra dedicata a L. Zamenhof

Ludwik-Lejzer-Zamenhof
Ludwik-Lejzer-Zamenhof

In occasione della Giornata della Memoria 2018, l’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma, il Consolato onorario di Polonia in Torino, la Città metropolitana di Torino, la Federazione Esperantista Italiana, la Comunità Ebraica di Torino, la Comunità Polacca di Torino e il Gruppo Studi Ebraici invitano la cittadinanza alla mostra dedicata a Ludwik Zamenhof, ebreo polacco, riconosciuto dall’Unesco come “una delle grandi personalità” del genere umano.

L’inaugurazione dell’esposizione avverrà lunedì 29 gennaio 2018 alle 17 nel Palazzo Dal Pozzo della Cisterna (Via Maria Vittoria 12 Torino)

Ludwik Zamenhof è nato nel 1859 a Bjalistok nell’attuale Polonia, allora parte dell’Impero Russo e si è spento nel 1917 a Varsavia dopo aver vissuto nell’Europa in conflitto ed aver lanciato il suo “Appello ai diplomatici”, in cui si era schierato a fianco delle minoranze etniche e religiose, sottolineando che “ogni paese deve appartenere moralmente e materialmente a tutti i suoi abitanti naturali e naturalizzati, qualsiasi sia la loro lingua, religione o supposta provenienza”.

La figura di Zamenhof è legata non solo alla lingua esperanto ma anche a due progetti di fratellanza universale: l’hilelismo e l’homanarismo, che mettevano al centro i diritti dell’uomo e il rispetto della diversità. In poche parole, possiamo dire che Zamenhof ha dedicato la sua vita alla costruzione di un ponte tra uomini e comunità di cultura diverse ed alla loro reciproca comprensione.

A più di 100 anni della scomparsa di Ludwig Zamenhof, il suo messaggio e le sue idee sono attuali come allora. L’esperanto, nonostante le difficoltà, le persecuzioni di nazismo, è tutt’ora una lingua viva, patrimonio di una comunità internazionale diffusa in tutto il mondo.

La mostra dedicata a Ludwig Zamenhof sarà visitabile nei giorni feriali (sabato escluso) dal 29 gennaio al 9 febbraio dalle 9 alle 18

“Il gran Gala Chaine Rouge Della Chaine Francigena Toscana”,

Gran Galà
Gran Galà

Grande emozione e trionfo per l’evento dell’anno 2017, “Il gran Gala Chaine Rouge Della Chaine Francigena Toscana”, rendendo merito in primis alla tenace e determinata Presidente della neonata Bailliage Francigena Toscana, l’Avvocato Giovanna Elettra Livreri, ha aperto la serata inaugurale Chaine des Rotisseurs nella splendida Villa Medicea La Ferdinanda, patrimonio dell’Unesco, ospitata da Annabella Pascale, AD della Artimino spa, per spiegare il tema della serata che si riassume in un nuovo Umanesimo delle arti, della cultura della convivialità e della tavola, dunque dell’amicizia.

Giovanna Elettra Livreri, avvocato e direttore generale della prestigiosa camera estera CC-ICRD (Italia Caraibi e America Latina), presidente della neonata Chaine Francigena Toscana, ha voluto presentare il neonato Balliage della storica internazionale Confrérie de la Chaîne des Rôtisseurs in questo mondo fatato, interpretando in maniera moderna la filosofia della Chaine per ricomporre un nuovo Rinascimento, mixando come un giocoliere il mondo del food gourmet con quello del fashion haute couture, proposto dalla Charge des Missions Cristina Vittoria Egger, le opere d’arte degli artisti Fabrizio Savi e dello scultore Madelin Ciuca, cioccolato artigianale di Pura Delizia, un evolversi di emozioni che annunciano l’inizio con una fantastica performance di apertura con lo spettacolo della Compagnia Teatrale dell’Accademia Creativa, tutto perfetto in un luogo d’incanto nel cuore della toscana, dove il primo attore è il Castello di Artimino e la sua storia.

Ed ecco poesia e sinergia di immagini e gusto con una cena placée creata dalla Chef Executive Michela Bottasso del ristorante Biagio Pignatta, premiata anche di recente in occasione della World Gourmet Society, la piattaforma internazionale che riunisce oltre 50mila chef, critici e appassionati di food & wine in tutto il mondo. Sulla tavola apparecchiata a lume di candela, in bianco ed argenti, i piatti ed i calici da vino si sono riempiti lungo tutta la durata della cena delle fragranze ed essenze prodotte nelle Terre di Artimino. Il raffinato menù ideato da Caterina de Medici e rivisitato dalla Chef Bottasso, un trionfo enogastronomico, uno spettacolo per gli occhi e una delizia per il palato. Un viaggio sensoriale che solo Artimino poteva donare ai selezionati commensali.

Un evolversi di performance per questa meravigliosa serata, presentata dal noto conduttore Beppe Convertini, ed allietata dalle magiche note del compositore pianista Alessandro Martire, un susseguirsi di emozioni tra premiati ed ospiti d’eccezione, che in primis annunciano l’aperitivo con tutta una serie di piccoli tegamini che contengono l’assaggio del frugale pasto toscano prediletto da Leonardo da Vinci, accompagnato dai vini bianchi e rossi, a dir poco eccellenti, provenienti dalle cantine Carmignano di Artimino e consumato nella vinaia della Villa Medicea La Ferdinanda, patrimonio dell’Unesco, nelle cucine leonardesche con, in bella mostra, il focolare e lo spiedo, ovvero il girarrosto, su disegno dello stesso Leonardo.

A seguire il magico mondo del fashion con accenni di sfilata per la donna di Dario Biglino creativo della maison Avaro Figlio che ha immaginato un giardino di donne-petalo, dagli abiti senza orlo, che sbocciano in un risveglio di sensualità che si evince nei dettagli e nell’armonioso movimento del tessuto; in contemporanea hanno sfilato le calzature di Fabi, eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali ed emotivi con un abbinamento impreziosito da Swarosky,lacci, seta, pietre e metalli; e poi la presentazione di Virage, il primo orologio del brand Lonville che rinasce dopo 50 anni di silenzio; i diamanti e le pietre preziose di Berg orologi e gli incantevoli e preziosissimi monili del Moro di Venezia; la selezione delle opere del pittore Fabrizio Savi, dello scultore Mădălin Ciucă e della iconografista Marcela Joanna Vasi, e prima di calare il sipario su Artimino e la neonata Chaine Bailliage Francigena Toscana,la incantevole presentazione del libro “In viaggio con Leonardo” della Contessa Melzi d’Eril.

L’evento è stato un vero romanzo incantato sullo sfondo di un castello da fiaba. Un Gran Gala’ che ha accolto molti personaggi noti e famosi nel mondo della Chaine des rotisserus e non solo: come il Presidente Nazionale della Chaine Dr. Roberto Zanghi, stimato chirurgo maxillofacciale di Bolzano; il Bailli della Chaine di Firenze, Enrico Spallazzi titolare del noto Tour Operator internazionale Clementson; il Bailli della Chaine di Firenze Stefano Pistorozzi; la Charge des Missions nazionale della Chaine, la designer d’interni Anna Accalai noto giudice in concorsi enogastronomici; il Giudice di Master Chef Albania Gezime Musliaka; e nel mondo della società italiana ed estera come: il famoso pittore cinese Prof. Cheng Yajie con la sua delegazione; l’industriale delle biciclette Olmo di Milano, rappresentato dalla figlia Donna Silvana Olmo; il Presidente di Amites Sans Frontiers di Firenze, il noto commercialista Dr Eugenio Virgillito; la Presidente della International Womans di Roma, la Contessa Erika Emma Fodrè; La A.D. di Artimino spa, Donna Annabella Pascale; il Marchese Giuseppe Ferraioli proprietario del bel Palazzo Ferrajoli in Roma; il Conte Guido Anzilotti di Uzzano; la Contessa Katia Melzi D’Eril scrittrice; il Conte Domenico Savini; il Presidente della camera Italo estera CC-ICRD, Prof Giuseppe Frisella; la famosa stilista Eleonora Altamore; il modello internazionale ed attore Alessandro Egger; Elisabetta Rogai artista internazionale promotrice del progetto Eno-arte; le stiliste della Maison Francesca Cappelletti.

Un trionfo che conferma che il grande inizio per la Chaine Bailliage Toscana Francigena e la Presidente determinata a diffondere il nuovo umanesimo della cultura gastronomica italiana ed i suoi valori storici e culturali, in linea con l’essenza della Confrèrie, ove il piacere della tavola e il valore dell’amicizia.

Alba proclamata “Città Creativa per la Gastronomia”

Alba premiata città della gastronomia
Alba  città  creativa per la gastronomia

Alba è stata proclamata ufficialmente dall’UNESCO, “Città Creativa per la Gastronomia”. Un riconoscimento che rafforza la vocazione internazionale della città. Grazie a questa nomina Alba potrà incrementare la visibilità e la reputazione internazionale, ampliare potenzialità e target del suo patrimonio culturale enogastronomico e pianificare azioni di potenziamento e sviluppo delle attività di Cooperazione Internazionale, insieme ad altri territori dall’identità culturale affine.

La città ha basato la sua candidatura a Creative Cities sulla consapevolezza dell’importanza strategica che il reparto enogastronomico della città di Alba, ma anche del territorio circostante di Langhe e Roero, riveste sia in campo economico, sia in campo culturale.

Una vocazione non solo millenaria, ma innovativa e pulsante, che coinvolge il settore agroalimentare, meccanico, industriale, dell’artigianato, della ristorazione e – oggi più che mai – del turismo enogastronomico, che ha eletto le Langhe e il Roero a meta prestigiosa del buon cibo e del buon vino.

Cosa vuol dire fare parte del network? Significa entrare in un circuito d’eccellenza, “certificato” UNESCO, di città e soggetti pubblici e privati che individuano in questa impostazione condivisa un’occasione di scambio, sviluppo e soprattutto di internazionalizzazione, con impatto diretto su: turismo e visibilità, imprese e categorie di settore, formazione/educazione. Le città del circuito infatti si impegnano a condividere best practices, sviluppare partneship e progetti comuni.

“Sono davvero orgogliosa di questo riconoscimento – commenta l’assessore alla Cultura ed al Turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi – dimostra quanto l’enogastronomia abbia, in particolare nel nostro territorio, un profondo valore culturale, capace di dare identità ai luoghi. Un principio particolarmente forte ad Alba che, con questo riconoscimento UNESCO, ha confermato di saper fare del valore aggiunto culturale un tratto sempre più distintivo e allo stesso tempo capace di portare sviluppo economico e sociale sul territorio”.