Jekyll e Hyde ovvero io e la Bestia

Jekyll e Hyde
Jekyll e Hyde

Debutta la prima delle nuove produzioni 2019/20 della Compagnia Teatro Binario 7 di Monza: lo fa con uno spettacolo ispirato all’immaginario di Robert Louis Stevenson. Appuntamento al Binario 7 in sala Chaplin da mercoledì 27 novembre a domenica primo dicembre: sul palco Alessia Vicardi e Corrado Accordino, che di Jekyll e Hyde ha curato anche la drammaturgia e la regia. Aiuto regia Valentina Paiano.

Alle date monzesi seguiranno quelle milanesi in programma al Teatro Libero di via Savona 10, in calendario dal 4 al 15 dicembre.

Quattro grandi quadri: per ogni quadro un genere teatrale. Per ogni quadro una caduta nell’abisso della lotta tra bene e male. In ogni quadro la volontà di raccontare l’uomo Jekyll e l’uomo Hyde, la bestia della creazione e la nudità dell’essere.

Il sipario si alza tra sospensione e astrazione. Due attori che aspettano un racconto. Aspettano che prenda forma, tra la storia nota del dottor Jekyll e di mister Hyde e la reale fragilità dell’artista che davanti ai grandi temi come il dualismo, il bene e il male, l’azione umana nel mondo, deve scegliere che forma dare alla sua nuova azione artistica.

Poi ci sono le violenze: quelle raccontate attraverso le efferatezze della bestia, alter ego del dottore. E allora è un viaggio negli inferi, tra il tormento della creazione e il disperato bisogno di capire dove risieda il male, quale parte di noi dovrebbe essere sacrificata e perché. Quali sono le azioni che scegliamo e che ci qualificano come esseri umani o come bestie? Cos’è, realmente, la Bestia?

Dalle violenze all’ironia. Un incontro apparentemente normale, tra un uomo e il suo dottore. Il confronto tra la lucida mente della scienza e il vortice della passione incontrollata. Un dialogo che tra forma e surreale richiede nuovi vocaboli per capire veramente l’altro e togliere alla parola il suo senso per attribuirgliene uno nuovo.

Dall’abisso ai cieli con il quarto quadro. Arriva la sacralità, la sincera confessione di due anime che insieme compongono l’uomo. Si manifesta la nuda verità. La poesia che dopo l’azione, l’orrore e lo smarrimento, racchiude la rinascita.

Teatro Libero: “Dove Crescono le ortiche”

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Da giovedì 14 a martedì 19 giugno andrà in scena al Teatro Libero di Milano, Dove crescono le ortiche, spettacolo che racconta un pezzo di storia americana da un punto di vista inconsueto: quello di Big Edie e Little Edie Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di Jacqueline Kennedy, indimenticata first lady e icona di stile.

Una pièce dolceamara e desolata che racconta di due anime (e due corpi) alla deriva, quelle delle due Bouvier Beale, passate alla storia come le parenti povere di Jacky, figure femminili border line perennemente sospese tra i ricordi di un passato di fasti e un futuro opaco e incerto.

Nella loro residenza di Grey Gardens tutto marcisce e le due consumano una logorante quotidiana lotta alla sopravvivenza. L’istituto di igiene stabilisce che le condizioni igienico sanitarie della mansione sono del tutto insufficienti e richiede uno sfratto coatto.

Ecco quindi che Big Edie non ha altra possibilità che rivolgersi alla “Parente influente” (qui interpretata da un’inedita Justine Mattera) generando così l’emersione di conflitti sopiti, segreti non detti e ferite mai rimarginate…

Lo spettacolo mostra allo spettatore, privilegiato e occasionale voyeur, la vita di questi due personaggi reali – icone cult in America ma poco conosciuti in Italia – e lo conduce alla scoperta del mondo di “Mammina” e “Tesoro”, creature fragili e disperate che si mantengono vive tra offese reciproche, vivono di ricordi, perlustrano la loro tenuta, i loro corpi e i loro cuori alla ricerca disperata di brandelli di umanità.

Teatro Libero: “Mater Certa”

mater certa
mater certa

Da giovedì 7 a martedì 12 giugno andrà in scena al Teatro Libero diMilano, Mater certa, spettacolo che racconta cosa succede quando desiderio di maternità e paternità si scontra con la realtà.

Quali sono le conseguenze di una maternità mancata su una coppia?

Intorno a queste domande ruota Mater certa. Con ironia, ma senza negare il dramma, racconta cosa succede quando desiderio di maternità e paternità si scontra con la realtà.

Si alternano esperienze di fecondazione assistita e consigli della tradizione popolare, mentre piccole angosce si insinuano nella coppia fino a metterne in crisi fiducia e intimità.

La storia si confronta con il mito rivisitando la tragedia a lieto fine di Euripide, Ione, nella quale Creusa e Xuto si recano all’oracolo di Delfi perché non riescono ad avere un figlio. Si sposta poi nel presente, puntando il focus sulla sfera femminile. In scena la protagonista, una versione moderna di Creusa, che cerca risposte in chiunque sia disposto a darle ascolto.

Prende quindi vita un forum in cui donne che vorrebbero un figlio si danno consigli, si confidano segreti, si scambiano angosce. Lo spettacolo racconta il percorso di Creusa e delle donne che le si stringono attorno, mostrando speranze e paure di un coro di madri mancate.

Il blues di Malaussène – Teatro Libero

Il blues di Malaussène
Il blues di Malaussène

Un salto emozionale nel mondo del capro espiatorio di professione più famoso della letteratura, quello inventato dalla fantasia di Daniel Pennac, e un’avventura sonora dal ritmo travolgente. Questo è, in breve, “Il Blues di Malaussène”, che venerdì 27 e sabato 28 aprile farà il suo ritorno in scena al Teatro Libero.

Ne “Il Blues di Malaussène” alle parole, liberamente tratte dal celebre romanzo di Pennac “Ultime notizie dalla famiglia”, fanno eco le musiche originali di Davide Carafòli e Diego Donelli.

E in questa vivace trasposizione dal ritmo blues, a metà strada tra lo spettacolo teatrale e il concerto, c’è tutta l’assurda parentela del capro Benjamin Malaussène: il suo amore Julie, la mamma, il Piccolo con i suoi occhiali rosa, lo zio Stojil e il resto della scombinata tribù di Belleville.

È un dialogo, o meglio un monologo, intenso, in alcuni momenti divertente e a tratti commovente, in cui il futuro padre Benjamin presenta al figlio, che sta crescendo nel grembo della compagna, la coraggiosa giornalista Julie, la bizzarra famiglia di cui sarà presto parte e cerca di prepararlo a quello che troverà una volta venuto al mondo. “Se un giorno mi chiederai cos’è la felicità (e me lo chiederai) ti risponderò che è questa…”, gli dice.

Tra un brano musicale e l’altro, interpretati dal vivo dagli irresistibili “Les Garçons de Belleville”, la voce narrante del giovane talento Valerio Ameli accompagnerà il pubblico tra le pagine di Pennac.

A scorrere sullo sfondo, le illustrazioni e i video curati da Claudio Francescato, che permetteranno allo spettatore di tuffarsi nei colori del multiculturale quartiere parigino di Belleville, dov’è ambientata la famosa saga, e dei personaggi che lo affollano.