Nota del Sindaco Sala

Sergio Escobar
Sergio Escobar

Nota del Sindaco Sala

Milano, 28 giugno 2020 – “Sergio Escobar ha segnato con il suo lavoro e la sua presenza la seconda fase storica del Piccolo Teatro, mantenendo una profonda lealtà alla missione originale designata dai fondatori Strehler e Grassi di un “teatro d’arte per tutti”, e innovando profondamente la dimensione progettuale e produttiva del Teatro.
I successi degli spettacoli, dei quali moltissimi legati al magistero di Luca Ronconi, chiamato proprio da Escobar alla guida artistica del teatro, e gli importantissimi conseguimenti gestionali ed economici, ottenuti grazie alle proprie capacità organizzative, hanno permesso al Piccolo Teatro di ottenere il riconoscimento di autonomia quale Teatro d’Europa per il nostro Paese, traguardo che ha sancito l’assoluta unicità dell’esperienza del Piccolo. In tutti questi anni Sergio Escobar non ha fatto mai mancare una costante cura di ogni aspetto della complessa vita di un teatro, riuscendo a gestire saldamente anche questa difficilissima fase della chiusura per l’emergenza sanitaria. Il Piccolo Teatro ha sempre saputo parlare a Milano e al mondo intero, coniugando la propria vocazione di palcoscenico internazionale con quella di vera e propria assemblea cittadina; con senso di responsabilità per questa storia e questa tradizione, sono certo che verrà individuato, dal CdA di concerto con i Soci del Teatro, il modello di gestione e la figura più adatta a raccogliere e proseguire il lavoro di Escobar, a cui va espressa la più profonda gratitudine per tutto ciò che ha saputo dare al Teatro della nostra città”. Così il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

L’isola di Arlecchino

IsolaArlecchino_Compagnia_fotoMasiar-Pasquali
IsolaArlecchino_Compagnia_fotoMasiar-Pasquali

Al Teatro Studio Melato, dal 22 gennaio al 2 febbraio 2020, L’isola di Arlecchino, una nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano, con la regia di Stefano de Luca. Ispirato al reale naufragio del cargo che trasportava scene e costumi di Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler, uno spettacolo sulla scoperta della magia del teatro.

Il 9 dicembre 2005 il cargo CP Valour, salpato dalle coste americane e diretto a Genova, dopo quasi tremila chilometri di navigazione viene sorpreso da una furiosa tempesta nel mezzo dell’Oceano Atlantico e si incaglia vicino alla costa dell’isola di Faial, nelle Azzorre.

Un container, che cade in mare, trasporta scene e costumi dello spettacolo Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler, di ritorno da una lunga tournée negli USA. Il container si apre e i materiali sono trascinati dalle onde sulla spiaggia, dove vengono ritrovati da un gruppo di giovani attori di una compagnia amatoriale locale, il Teatro de Giz.

Stefano de Luca, regista e già allora collaboratore alla messinscena di Arlecchino, ispirandosi a quell’episodio realmente accaduto, a quindici anni di distanza ha concepito una fantasia teatrale, ambientata in un’immaginaria isola «situata al confine tra Mondo e Teatro».

È una sorta di isola del tesoro, un emozionante luogo di gioco e di scoperte, in cui un gruppo di ragazzi, come in un romanzo di avventure e come ha raccontato la cronaca, ritrova costumi, maschere, oggetti scampati al naufragio. La loro mappa del tesoro è il copione, una specie di diario di bordo scritto da un certo G.S.(acronimo di Giorgio Strehler), che li conduce e li guida lungo la rotta di una navigazione teatrale tutta da ricostruire.

Recitato da sette giovani attori (Andrea Coppone, Gilberto Giuliani, Daniele Molino, Marco Risiglione, Walter Rizzuto, Elisabetta Scarano, Rosanna Sparapano) e pensato per un pubblico di giovani, che si avvicinino al teatro magari anche per la prima volta, L’isola di Arlecchino evoca l’avventura, il divertimento e la scoperta della magia del palcoscenico.

“Freud o l’interpretazione dei sogni”

FREUD_TIEZZIGIFUNI
FREUD_TIEZZIGIFUNI

Uno spettacolo monumentale che abiterà il grande palcoscenico dello Strehler per oltre un mese e mezzo, debuttando, in prima nazionale assoluta, il 23 gennaio 2018. Un tema potente, una compagnia numerosa di interpreti d’eccezione, guidati da Federico Tiezzi che nel 2015, con il Pirandello di Questa sera si recita a soggetto inaugurò la collaborazione con il Piccolo Teatro, come regista di una nuova produzione, ottenendo un consenso di pubblico straordinario.

Un’opera mai portata in scena per uno degli spettacoli di punta della Stagione: è Freud o l’interpretazione dei sogni ispirato al testo che si affacciò al Novecento (fu pubblicato nel 1899), anticipandone inquietudini e illuminazioni. Nella lettura drammaturgica di Stefano Massini e nella visione registica di Tiezzi, il mosaico di casi e personaggi raccontati da Freud diventano tasselli di un grande enigma da decifrare. Un catalogo della contemporaneità che attraverso i sogni, misura la potenza e le oscurità della mente umana.

“Strehler legge i Mémoires di Carlo Goldoni”

1977Ciminaghi_PiccoloTeatroMilano
1977Ciminaghi_PiccoloTeatroMilano

Domani, mercoledì 13 dicembre, ore 15, al Chiostro di via Rovello, sarà possibile rivedere “Strehler legge i Mémoires di Carlo Goldoni” (ed. 1992), il grande progetto lasciato sospeso, la summa di un rapporto durato tutta la vita con l’autore prediletto.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Piccolo Teatro Sudio Melato: “Strehler e Brecht”

IoBertoltBrecht1967_Ciminaghi_PiccoloTeatroMilano
IoBertoltBrecht1967_Ciminaghi_PiccoloTeatroMilano

Nel corso della prossima settimana, da domenica 10 a domenica 17 dicembre, proseguono le iniziative di “Giorgio Strehler. L’umanità del teatro”.

Domenica 10 dicembre (alle ore 18, al Teatro Studio Melato), l’appuntamento è con ‘Strehler e Brecht’. È a Strehler, oltre che a Paolo Grassi, che si deve, nel 1956, la “scoperta” di Brecht in Italia, autore che il regista avrebbe approfondito in quarant’anni e tantissime produzioni.

Ne parlano gli artisti che lo accompagnarono in quell’avventura teatrale e culturale: Umberto Ceriani, Gianfranco de Bosio, Andrea Jonasson, Glauco Mauri, coordinati da Alberto Bentoglio, con un approfondimento di Michel Bataillon, drammaturgo del TNP di Villeurbanne, gemello francese del Piccolo nella ricerca di un teatro d’arte per tutti.

Intervengono in video: Rosalina Neri, Massimo Ranieri, Paolo Rossi, Luisa Spinatelli e Milva. In questo caso il coordinamento musicale è affidato alla cura di Marco Mojana.

Nella stessa settimana, al Chiostro di via Rovello, sempre alle ore 15, si concludono le proiezioni dedicate agli spettacoli storici di Strehler. Lunedì 11 dicembre sarà possibile rivedere I giganti della montagna di Pirandello, nell’edizione del 1994, che vede in scena Andrea Jonasson; L’isola degli schiavi di Marivaux (martedì 12 dicembre); Strehler legge ‘‘I Mémoires’’ di Carlo Goldoni (mercoledì 13 dicembre), il grande progetto lasciato sospeso, la summa di un rapporto durato tutta la vita con l’autore prediletto; Strehler legge ‘‘Vita di Galileo’’ (sabato 16 dicembre): trent’anni dopo una regia entrata nella storia, Strehler torna in prima persona a leggere il testo di Brecht.

Sono, infine, sempre visitabili, a partire dalle ore 15, la mostra allestita al Teatro Strehler e la videoinstallazione multimediale nello spazio RovelloDue.