Madonna a Rolling Stone Italia

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“Il sesso è un dono sacro che ci è stato concesso”
Arriva a Torino per tre date (19, 20 e 21 novembre) con il suo tour mondiale: Madonna, 57 anni ad agosto,  ogni volta tira fuori uno show nuovo, che manda in delirio il pubblico. È il suo concerto più stravagante di sempre – un set di due ore con samurai, matador, zingari, ragazzini rockabilly che ballano in uno spazio che simula una carrozzeria, un numero piuttosto pericoloso in cima a dei pali ondeggianti e un gran finale in uno scintillante café parigino anni ’20.

A Rolling Stone Italia (in edicola dal 5 novembre) anticipa le novità del Rebel Heart Tour che piacerebbe anche a Papa Francesco perché “il mio messaggio è l’amore, ed è anche il suo messaggio”.

Una volta iniziato il processo creativo sul tour, quali obiettivi ti sei posta? “I miei obiettivi sono sempre gli stessi. Voglio portare le persone in un viaggio. Penso che, se hai a disposizione un luogo enorme come un’arena o uno stadio, è tuo dovere offrire un tipo d’intrattenimento che coinvolga tutti i sensi”.

Quali sono i temi principali di questo tour? “Il primo è l’autoaffermazione. In apertura usiamo la canzone Iconic. Parla dell’essere un guerriero e del lottare per ciò in cui credi. Tutti abbiamo la possibilità di diventare icone a modo nostro, tutti siamo guerrieri e possiamo brillare. Poi Devil Pray è una canzone che tratta di quando si viene risucchiati nell’illusione che l’alcol e l’erba possano fornirti uno scorcio su un mondo superiore, per così dire, o che possano avvicinarti a Dio. E in effetti è vero, ma penso che alla fine sia un’illusione. Dobbiamo iniziare come guerrieri, e poi esploriamo i temi del sesso e della religione: sono cose che nella nostra società sono sempre tenute separate. Invece per me il sesso è un dono sacro che ci è stato concesso. È fatto per giocarci. Mi piace, com’è evidente, provocare le persone con concetti legati al sesso e a punti di vista diversi sulla religione”.

Credi che potrebbe piacerti fare uno spettacolo più sobrio, solo tu e una piccola band, senza tutta la teatralità? “L’idea di sedermi su uno sgabello con una bottiglia di vino, una chitarra e integrare nello spettacolo i miei testi comici mi piace un bel po’. Mi piace parlare al pubblico, raccontare storie. Penso che potrei farne un bello spettacolo, a essere sincera. Mi piace molto l’idea di fare qualcosa di semplice”.

È buffo che il tuo tour sia iniziato insieme al tour americano del Papa. “È esilarante, già. Spero di incontrarlo, prima o poi”.
Hai parlato molto di lui durante i tuoi show. Sei una sua fan? “Ho una storia lunga con il Papa, il Vaticano, la Chiesa Cattolica, la mia scomunica. Nonostante tutto sono stata educata al Cattolicesimo, e qualsiasi percorso spirituale io scelga, avverto sempre una sorta di legame inesplicabile con esso. È presente in quasi tutto il mio lavoro, come forse avrai notato”.
Sei soddisfatta della direzione che sta prendendo la Chiesa sotto questo Papa? “Dirò una cosa scontata, e cioè che sembra un individuo molto più aperto dei suoi predecessori, che sembra muoversi al di fuori dei dogmi rigidi della Chiesa Cattolica, rimasti invariati dai tempi di Costantino”. Fa un effetto strano ripensare al Blond Ambition Tour, quando Papa Giovanni Paolo II cercò di fermare il tuo concerto a Roma. “Sì, ci aveva provato. Ma i tempi sono cambiati così tanto, in così tanti modi, e non solo per il Papa”.
Pensi che gradirebbe la tua esibizione? “A dire il vero, penso di sì, perché alla fine il messaggio del mio show è l’amore, ed è anche il suo messaggio”.

Le italiane e il sesso

Violante Placido su Glamour

IL SONDAGGIO DI GLAMOUR SULLE ITALIANE E IL SESSO:
IN BILICO TRA TRADIZIONE, FANTASIA E DESIDERI INCONFESSABILI

“E in cucina, sul pavimento?”
“Mai, c’erano delle mattonelle di ceramica messicana così dure…”
Forse ricorderete questo dialogo tratto dal film “Harry ti presento Sally” in cui la protagonista raccontava una vita sessuale con il suo partner meno fantasiosa di quanto avrebbe immaginato. E anche le donne italiane, quando si tratta di scegliere il miglior luogo dove fare l’amore, si scoprono abbastanza tradizionaliste. Con qualche guizzo di fantasia. É il risultato di un sondaggio realizzato dal mensile Glamour di Condé Nast – in edicola da domani anche nel nuovo formato Pad – che ha commissionato l’indagine all’istituto di ricerca SWG. Seicento donne, tra i 18 e i 50 anni, residenti in piccole o grandi città e appartenenti a ogni classe sociale, sono state intervistate sui loro desideri sessuali più privati.

Il risultato? Le donne italiane, quando si tratta di sesso, sono in bilico tra tradizione e fantasia, ma il loro immaginario è molto, molto ricco. Se per esempio il 92 % di loro non l’ha mai fatto in ascensore, il 15% sogna comunque di provare a farlo. Anche il tanto chiacchierato sesso in aereo sembra rientrare più nella sfera della fantasia che non in quella della realtà, se è vero che il 96% delle donne intervistate non l’ha mai provato e solo il 12% si spinge a desiderarlo. Più successo riscuote il tavolo di casa, che ha sostituito il letto per il 66%. E non manca una certa dimestichezza con panna e miele, dato che il 41% delle intervistate ne fa uso durante i rapporti. Fare l’amore con i vestiti addosso sembra rientrare invece nella quasi normalità, considerando che il 74% l’ha provato almeno una volta, così anche come farlo open air, con il 68% che ammette di averlo fatto all’aria aperta, ma senza dubbio al riparo da sguardi indiscreti, dato che il 92% delle intervistate non l’hai mai fatto sotto gli occhi di un’altra persona.

Sesso e tecnologia non sembrano andare molto d’accordo, se il 93% non ha mai avuto un rapporto davanti a una videocamera e il 90% non ha mai fatto sesso “dal vivo” su Internet. in compenso al 38% delle intervistate è capitato di fare sesso ben cinque volte in un giorno, risollevando decisamente la scarsa media sul versante virtuale.
E poi, avreste mai detto che il 30% ha avuto un solo uomo in tutta la vita (ma il 43% l’ha fatto almeno una volta pensando a un’altra persona) e che una percentuale ancora altissima come il 56% ha finto l’orgasmo almeno una volta?

Nonostante i tempi da bunga bunga, infine, travestimenti da sex bomb, da infermiera o addirittura da uomo non sembrano incontrare il gusto delle intervistate, che lo evitano in una percentuale di casi che si aggira tra l’87 e il 95% mentre, udite udite, solo il 3% ammette di aver fatto sesso in cambio di favori di carriera e solo il 2% l’ha fatto per soldi, o pagando un uomo.