Vincent Van Gogh- L’odore assordante del bianco

Alessandro Preziosi
Alessandro Preziosi

Le austere e slavate pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco?

È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare.

Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, che si avvale della messa in scena di Alessandro Maggi, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Il testo vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.) firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta, ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

Al Teatro Manzoni di Milano
dal 15 novembre al 2 dicembre 2018
Khora.Teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo
presentano
ALESSANDRO PREZIOSI
VINCENT VAN GOGH
L’odore assordante del bianco
di Stefano Massini

Quattro donne e una canaglia al Teatro Nuovo di Milano

Quattro donne e una canaglia
Quattro donne e una canaglia

Dopo il successo dello scorso anno, torna al Teatro Nuovo di Milano il 3 e 4 marzo (sabato ore 20.45, domenica 15.45) Quattro donne e una canaglia di Pierre Chesnot, adattato da Mario Scaletta, con Gianfranco D’Angelo, Barbara Bouchet, Corinne Clery ed una Marisa Laurito in tutta la sua coinvolgente simpatia partenopea, diretti da Nicasio Anzelmo.

La storia è quella di Walter, anziano e scatenato latin lover che, nonostante l’età, si divide tra l’attuale consorte, l’ex moglie e un’amante francese.
A turbare la precaria quiete delle tre donne è il nuovo giovane amore di Walter, la sua seconda amante trentacinquenne.

Una sorta di harem che Walter ha saputo gestire fino ad ora attraverso bugie ed equivoci che si sveleranno la sera del suo compleanno, quando tutte le sue donne si troveranno per la prima volta insieme.

Cosa riuscirà ad inventarsi questa simpatica canaglia per uscire dai guai?
Senza dubbio chiederà aiuto a Paolo, suo vecchio amico e scrittore di libri horror, in grave crisi, che sviene ogni volta che viene pronunciata la parola “sangue”.

Quella che va in scena è una commedia leggera, talvolta persino sexy, con allusioni mai volgari, un’incalzante serie di situazioni surreali e divertenti, nonché alcuni slogan amarcord inseriti al momento giusto, come l’Has Fidenken di D’Angelo e il monologo sul babà di Marisa Laurito.

Il profilo stravagante di questi personaggi lascia anche spazio a qualche riflessione sull’attuale visione della donna.
Nella cornice di un salotto borghese come tanti, è la risata a predominare sia il primo che il secondo tempo, tra feste di compleanno mal riuscite, tentativi di fuga, svenimenti, sbornie, baruffe e persino tentati omicidi.

QUATTRO DONNE E UNA CANAGLIA
di Pierre Chesnot
con Marisa Laurito Corinne Clery e Barbara Bouchet e Nicola Paduano
con la partecipazione straordinaria di Gianfranco D’Angelo
adattamento di Mario Scaletta
regia di Nicasio Anzelmo

Teatro Nuovo di Milano
Piazza San Babila
3 e 4 marzo
ore 20.45 – domenica ore 15.30
www.teatronuov.it
biglietti da 17.00
tel 02.794026

“La fuoriuscita” – Il nuovo romanzo di Giuseppe Lago

La fuoriuscita - copertina libro
La fuoriuscita – copertina libro

Presentato il 15 dicembre 2017 dallo scrittore Giuseppe Lago e dal regista Livio Bordone a Roma, presso la libreria Altroquando, il romanzo “La Fuoriuscita” offre un percorso narrativo all’interno del quale emergono le complesse dinamiche che si instaurano tra paziente e psicoterapeuta.

L’essenza del racconto risiede nella riflessione su questa importante relazione, e di come essa possa modificare in bene o in male la vita intima e affettiva di chi si sottopone alle sedute.

Attraverso le figure antitetiche dei dottori Livio Spada e Adele Lussari, lo scrittore getta luce sulle differenze tra un percorso psicoanalitico incentrato sul benessere e l’equilibrio del paziente, e quello orientato a far emergere esclusivamente la personalità carismatica del terapeuta, divenuto guida spirituale e interessato solo a creare proselitismo e adorazione.

Con una prosa impeccabile e argomentativa, ricca di spunti di riflessione, di citazioni letterarie e cinematografiche e di interpretazioni oniriche, Giuseppe Lago restituisce un ritratto estremamente attuale della fragilità umana e del bisogno di appartenere a un gruppo che possa legittimare la propria esistenza.

La forza del romanzo sta nel trattare di argomenti di interesse scientifico e psicologico senza disturbare lo scorrimento di una trama appassionante, venata di tinte gialle, e abitata da personaggi complessi in cui ogni lettore può trovare una parte di sé.

Titolo: La Fuoriuscita
Autore: Giuseppe Lago
Genere: Psicologico
Casa Editrice: Alpes Italia
Collana: Psicoterapia e Storia

Noemi al Festival di Sanremo, col brano:”Non smettere mai di cercarmi”

RITRATTO J HARGRAVES
RITRATTO J HARGRAVES

È “Non smettere mai di cercarmi” il brano che Noemi porterà in gara alla 68esima edizione del Festival di Sanremo. Il singolo, che segue il successo di “Autunno” e “I miei rimedi”, anticipa il nuovo album “La luna” in uscita il 9 febbraio per Sony Music.

“Non smettere mai di cercarmi” è una canzone semplice, che parla d’amore e del legame che abbiamo con gli altri. “È uno slogan da cantare a polmoni aperti, ispirato all’equazione dell’amore del fisico britannico Paul Dirac, il quale affermava che quando due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema” – afferma l’artista – “Nel brano questa equazione diventa una riflessione sui rapporti umani e i sentimenti: nonostante a volte la vita ci separa da persone con cui abbiamo condiviso momenti importanti, ci rimarranno dei ricordi indelebili che non ci allonteranno mai da loro e ci cambieranno per sempre”.

Scritto da Noemi, con Diego Calvetti, Massimiliano Pelan e Fabio De Martino, “Non smettere mai di cercarmi” è un brano pop che rappresenta al 100% l’artista ed unisce l’elettronica alla musica d’autore italiana. Una produzione quasi cinematografica per la canzone che segna la quinta partecipazione di Noemi al Festival di Sanremo e che le permette di dare sfogo alla sua voce grintosa e graffiante.