Vela sul lago di Bracciano

vela planet sail
vela planet sail

Vieni a provare la vela sul lago di Bracciano: 11 e 25 luglio 2020 quattro appuntamenti

Opportunità gratuita nell’ambito di Tesori Naturali Giovani del Parco di Bracciano-Martignano finanziata dalla Regione Lazio per ragazze e ragazzi dagli 8 ai 18 anni. Prenotazione obbligatoria

Grande opportunità per tutti ed in particolare per ragazze e ragazzi dagli 8 ai 18 anni per mettersi alla prova divertendosi nella vela, nel windsurf e nello stand up in modo del tutto gratuito. Nell’ambito del calendario Tesori Naturali Giovani del Parco di Bracciano-Martignano, finanziato dalla Regione Lazio, l’11 luglio e il 25 luglio 2020 è in programma l’iniziativa “Vieni a provare la vela sul lago di Bracciano”. Quatto appuntamenti suddivisi in due giornate ai quali si può partecipare per avvicinarsi, nell’incantevole scenario del lago di Bracciano, alla vela e alle attività in acqua seguiti da istruttori della Federazione Italiana Vela.

Obbligatoria solo la prenotazione con segnalazione del nome, dell’età e della data ed orario ovvero 11 luglio mattina inizio ore 9.30, 11 luglio pomeriggio inizio ore 15; 25 luglio mattina inizio 9.30; 25 luglio pomeriggio inizio ore 15. Ogni turno è riservato a massimo 15 partecipanti. Si tratta di una iniziativa che mira a promuovere in special modo nei giovanissimi la passione per le attività veliche e per le altre discipline sportive che animano il lago, cuore del Parco di Bracciano-Martignano.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Sabate che opera dal 1992 per la promozione turistica del lago di Bracciano, la salvaguardia degli usi e costumi locali e che gestisce Il Museo Della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori” di Anguillara Sabazia in collaborazione con il Circolo Velico Planet Sail Bracciano, che ha organizzato sul lago di Bracciano il Campionato del Mondo di 470 nel 2016 e nel 2018.

L’iniziativa si tiene sabato 11 luglio e sabato 25 luglio 2020 secondo il programma indicato.

Mattina

Ore 9.30 – Introduzione alle risorse turistico-culturali del territorio a cura dell’Associazione Culturale Sabate – Il Parco di Bracciano-Martignano: storia e natura dell’area protetta.
Ore 10 – Inizio attività. Prove individuali in acqua in barca a vela, windsurf e sup con istruttori Federazione Italiana Vela. A rotazione i ragazzi potranno sperimentarsi nelle singole discipline sportive.
Ore 13 – Termine attività.

Pomeriggio

Ore 15 – Introduzione alle risorse turistico-culturali del territorio a cura del presidente dell’Associazione Culturale Sabate Il Parco di Bracciano-Martignano: flora e fauna dell’area protetta.
Ore 16 – Inizio attività. Prove individuali in acqua in barca a vela, windsurf e sup con istruttori Federazione Italiana Vela. A rotazione i ragazzi potranno sperimentarsi nelle singole discipline sportive.
Ore 19 – Termine attività.

I partecipanti avranno in omaggio a ricordo della giornata una maglietta del circolo Planet Sail.

Per quanti volessero è possibile pranzare o cenare a proprie spese presso il Ristorante del Circolo Velico.

Quota di partecipazione: nessuna. Prenotazione obbligatoria: associazionesabate1@tiscali.it

Per informazioni: www.parcobracciano.it nello spazio dedicato all’iniziativa

Progetto Terminillo Stazione Montana

Progetto Terminillo Stazione Montana
Progetto Terminillo Stazione Montana

Il Cartello di 14 Associazioni
WWF Lazio, FederTrek – Escursionismo Ambiente, Club Alpino Italiano GR Lazio, Italia Nostra – Sabina e Reatino, Mountain Wilderness Lazio, Salviamo il Paesaggio Rieti e Provincia, Postribù, Inachis – Gabriele Casciani Rieti, Altura, Salviamo l’Orso, LIPU, G.U.F.I. Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, Pro Natura Lazio, Orso and friends.

Progetto Terminillo Stazione Montana atto II Ancora disinformazione e attacchi risibili al cartello ambientalista

Vola la petizione, lanciata dal CAI di Leonessa e da tutto il cartello delle Associazioni in difesa del Terminillo, contraria al progetto TSM, inutile e dannoso: in meno di una settimana è arrivata a 10.000 firme.
Già bocciato due volte dai valutatori della Regione Lazio, ha assunto il ruolo di “caso limite” di speculazione sulla piccola montagna appenninica diventando un problema di interesse nazionale.
Mentre aumenta il numero di associazioni che chiedono di partecipare alla causa, giunte ad essere 14, si intensifica il processo di disinformazione con attacchi infondati e risibili nei confronti delle ragioni del NOTSM, a riprova che i sostenitori di TSM2 non hanno argomenti, non hanno letto il progetto o lo hanno letto in modo “distratto” fidandosi ciecamente dei pareri entusiastici dell’ente proponente, la Provincia di Rieti, e dei comunicati prodotti da politici, sindacati e diverse, quanto variegate, associazioni di categoria.
Tutto ciò emerge proprio quando i sostenitori del TSM tentano di entrare nel merito, apportando affermazioni totalmente false, ignare della materia o fuorvianti, solo per gettare discredito e inattendibilità sul cartello ambientalista.
In particolare leggiamo sui giornali con meraviglia le posizioni risibili del Direttore della Scuola di Sci del Terminillo, Simone Munalli, già consigliere comunale a Rieti per 5 anni con delega per il Terminillo, il quale avrebbe potuto fare molto per equilibrare le diverse posizioni e trovare una sintesi di partenza più condivisa, prima di questa presentazione di un ennesimo progetto sbagliato, il TSM2. Cosa che non è mai accaduta.
Ci riferiamo al recente articolo, a firma di Giacomo Cavoli, dal titolo “I falsi argomenti usati dal fronte del no”. Intervenendo in maniera fantasiosa sul tema dei faggi e sul tema dell’acqua necessaria per l’innevamento artificiale, Munalli mette in bocca agli ambientalisti affermazioni false e confonde le argomentazioni, dimostrando scarsa competenza in materia. Munalli, stando almeno all’articolo suddetto, palesa una lettura distorta e contorta delle Osservazioni che le Associazioni hanno prodotto e inviato alla Regione Lazio in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale.

Confonde, per localizzazione e gravità, il taglio dei 17 ettari della faggeta della Vallonina (per una superficie pari a 7 volte Piazza S.
Pietro) con un taglio in corso, con regolare progetto approvato dalla Regione Lazio, nella zona Arca – Micigliano. Il Bosco della Vallonina è riconosciuto dall’Europa come zona di alto pregio da proteggere (ora Zona Speciale di Conservazione) e, se si danneggiasse, si incorrerebbe a una pesante procedura d’infrazione con sanzioni molto salate.
Confonde lucciole per lanterne il maestro di sci, equiparando il taglio massiccio di boschi vetusti e di pregio, per farne ampie piste da sci, con il taglio forestale ordinario di manutenzione del bosco, per di più in altra area del Terminillo che non è la Vallonina. Quei faggi nella Vallonina sono un habitat che ha meritato la tutela in maniera prioritaria dalla Unione Europea. Gli interventi di avviamento ad alto fusto previsti comportano dei tagli, ma sono finalizzati alla conservazione del bosco stesso, non per fare piste di sci. Gli interventi del progetto TSM2 sono tagli a raso ed hanno l’obiettivo di non far nascere più i faggi nell’area tagliata.

Per quanto riguarda l’innevamento artificiale – punto dolente del Progetto TSM poiché ha dei costi esorbitanti e non si capisce ancora chi lo dovrebbe sostenere – Munalli afferma che basterà che piova e che nevichi da fine marzo a fine novembre: i due bacini “di 50 metri cubi d’acqua l’uno” (sic) potranno soddisfare tutte le necessità per la raccolta idrica necessaria all’innevamento programmato, dichiara. A ciò si aggiunge quella del bacino già esistente. Insomma, perché pensare che si dovrà ricorrere a usare quella dell’acquedotto, sottolinea Munalli?
In realtà Munalli pensa che bastino due nuove vasche da cantiere “da 50 mc” (così dichiara), di cui non ne conosce neanche le reali misure. Il progetto prevede sì 2 bacini ma di ben più ampia dimensione, uno
(VALL’ORGANO) da 66.000 mc ed uno (MICIGLIANO-PRATO COMUNE) da 70.000 mc, per un totale di 136.000 mc, che possono essere caricati in 110 giorni, assicurando al massimo 2 interventi di innevamento artificiale l’anno su tutte le superfici del progetto!
Tutto ciò non è sostenibile né tecnicamente, né ambientalmente, né economicamente, né assicurerà al Terminillo un futuro per le prossime generazioni.

Conforta, al contrario, leggere le recenti posizioni in linea con gli orientamenti europei di sostenibilità ambientale integrata e attenzione ecologica da parte del MIBACT. Nell’atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche da realizzare nell’anno 2020 e per il triennio 2020-2022, sul tema turismo si precisa che massima attenzione sarà data “all’attuazione efficace di tutte le misure previste per il settore” purché gli obiettivi del rilancio in Italia del turismo siano raggiunti “tramite una sempre maggiore integrazione tra turismo e patrimonio culturale, allo scopo altresì di valorizzare i borghi, le aree interne, i cammini e gli itinerari culturali”.
Insomma, non è la monocultura dello sci che farà il rilancio del turismo dei territori.

Nota a cura di Ines Millesimi a nome del cartello delle associazioni

Qui il link alla petizione

https://www.change.org/p/regione-lazio-salviamo-terminillo-fermiamo-un-progetto-inutile-e-dannoso-notsm-af051c5a-78be-43a9-be3d-9f6fe660ba08

Lago di Bracciano: “Lago ancora ai minimi storici”

bracciano-e-martignano
bracciano-e-martignano

Solo ora che il cavallo è in agonia Acea starebbe per mollare la presa. Il livello del lago di Bracciano, oggi a – 186,5 centimetri rispetto allo zero idrometrico, torna a sfiorare il mimino storico di – 187 centimetri registrato il 9 settembre scorso

In attesa di leggere il verbale dell’ultima riunione della Conferenza dei Sindaci di Ato 2 nella quale è stata diffusa una nota della Segreteria Tecnico Operativa che scrive che Acea avrebbe informalmente comunicato “che la captazione dal lago di Bracciano non verrà più riattivata, neppure come compenso stagionale, fermo restando il suo eventuale utilizzo come riserva strategica”, il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale di Bracciano non abbassa la guardia ed anzi chiede che una simile decisione venga immediatamente formalizzata nelle sedi opportune e diffusa pubblicamente.

Le dichiarazioni Acea non bastano. Le istituzioni competenti devono imporre lo stop alle captazioni fino a quando il livello del lago di Bracciano non sarà tornato al suo livello di normalità storica.
Quanto al processo partecipativo mirato alla costituzione di un comitato promotore per dare via ad un vero e proprio Contratto di Lago, non vorremmo che questo sia uno strumento attraverso il quale il Parco di Bracciano-Martignano e la Regione Lazio possano sottrarsi alle proprie precise responsabilità.

A giugno scorso abbiamo inoltrato una formale diffida al Parco di Bracciano-Martignano affinché adottasse un provvedimento a tutela dell’ecosistema protetto del lago, ai sensi dell’art. 164 del Codice dell’Ambiente, dichiarando non captabili le acque del lago.
Malgrado ripetute sollecitazioni ad oggi ancora non è stato adottato alcun provvedimento al riguardo.

Questa la norma: «Nell’ambito delle aree naturali protette nazionali e regionali, l’ente gestore dell’area protetta, sentita l’Autorità di bacino, definisce le acque sorgive, fluenti e sotterranee necessarie alla conservazione degli ecosistemi, che non possono essere captate. […] Gli enti gestori di aree protette verificano le captazioni e le derivazioni già assentite all’interno delle aree medesime e richiedono all’autorità competente la modifica delle quantità di rilascio qualora riconoscano alterazioni degli equilibri biologici dei corsi d’acqua oggetto di captazione, senza che ciò possa dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione».
Molte le norme che sono state disattese in questa incredibile vicenda nella quale un ecosistema protetto a livello regionale ed europeo è stato duramente compromesso, molte le responsabilità a tutti i livelli ancora da accertare.