La scomparsa di Valentino Vago

Valentino-Vago-
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“Milano ricorda con affetto e rimpiange un grande artista protagonista dell’arte del Novecento, al quale ha dedicato negli oltre sessant’anni di carriera molte mostre personali e antologiche, tra cui quelle ospitate negli anni Ottanta a Palazzo Reale e al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e quella del 2011 al Museo Diocesano. Milanese fin dalla sua formazione – si è diplomato infatti all’Accademia di Brera – Vago ha spinto la sua ricerca verso nuove forme di rappresentazione della realtà e della luce, elaborando nel corso degli anni una poetica sempre più spirituale e religiosa. Siamo tuttavia lieti, in questo momento di tristezza, che siano ancora aperte le due mostre a lui dedicate nelle due storiche gallerie milanesi Il Milione e L’Annunciata e che i funerali si svolgano nella chiesa in cui Vago ha realizzato la sua ultima opera, ” Il mio paradiso”. Un’occasione in più per i milanesi di omaggiare un grande artista dei nostri tempi”.

Così l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno a seguito della notizia della morte di Valentino Vago.

Luigi Busi. L’eleganza del vero 1837-1884

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Palazzo d’Accursio, Bologna
28 gennaio – 18 marzo 2018
inaugurazione: 27 gennaio, ore 17.30

L’artista Luigi Busi è il protagonista della quattordicesima mostra retrospettiva promossa da Bologna per le Arti, associazione culturale da anni impegnata nel percorso di riscoperta e valorizzazione della pittura bolognese tra Ottocento e Novecento.

Si tratta della prima grande esposizione monografica dedicata al pittore nella sua città natale, che accoglierà circa quaranta opere di provenienza sia pubblica che privata affiancate dai dipinti dei maestri che hanno segnato la sua formazione e degli artisti contemporanei che ne hanno influenzato l’iter creativo.

La mostra è curata da Stella Ingino e inaugurerà sabato 27 gennaio 2018 alle ore 17.30 presso la Sala Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna. Per l’occasione sarà pubblicato anche un ampio catalogo dedicato alla variegata produzione dell’artista, corredato da testi critici di Stella Ingino, Ornella Chillè, Alessio Costarelli e Ilaria Chia.

L’arte di Luigi Busi trova la sua dimensione nel realismo ottocentesco, spaziando dalle opere di carattere storico a scene di vita borghese, con una predilezione verso temi familiari resi con vibrante sensibilità che gli garantirono ben presto l’ammirazione del pubblico. La morte prematura, avvenuta all’età di soli 47 anni, stroncò una brillante carriera caratterizzata da un grande successo che gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali come la nomina di Socio Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Milano, di Bologna e di Perugia, oltre al titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

La mostra ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Nel corso dell’esposizione, e precisamente tra febbraio e marzo 2018, si terrà l’ottava edizione dei “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”, un ciclo di conferenze sull’arte e le sue declinazioni tenute da studiosi e personalità del panorama culturale della città. Gli appuntamenti si terranno presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 28 gennaio al 18 marzo 2018 e si potrà visitare gratuitamente martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.30 e venerdì dalle 15 alle 18.30 (lunedì chiuso).

Museo del Ferro: Giornate della Partecipazione

Musil museo del ferro
Musil museo del ferro

Il Musil – Museo del Ferro di San Bartolomeo (in via del Manestro 117 a Brescia), in collaborazione con i Consigli di Quartiere, partecipa alle Giornate della Partecipazione, in programma venerdì 20 e sabato 21 ottobre 2017 dalle ore 15:00 alle 18:30.
Il Museo organizza visite guidate e intrattenimento per i bambini con truccabimbi. Durante il corso della giornata saranno inoltre proiettati film relativi al patrimonio di Fondazione Musil e Fondazione Micheletti.
Durante l’apertura saranno esposte alcune opere del pittore Giuseppe Merigo.

Vittorio Sgarbi presenta CARAVAGGIO – 13 febbraio Creberg Teatro Bergamo

Sgarbi
“Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.”
(Vittorio Sgarbi)

Vittorio Sgarbi ci condurrà, attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino, e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. La regia è di Angelo Generali.

Informazioni
Teatro Creberg Bergamo
Via Pizzo della Presolana – Bergamo
http://www.crebergteatrobergamo.it Biglietteria
Via Pizzo della Presolana, 24125 – Bergamo
Tel.: +39 035 34.34.34
biglietteria@crebergteatrobergamo.it
Orari di Apertura da mercoledì a sabato dalle 13.00 alle 19.00.Il giorno dello spettacolo la vendita apre 1 ora prima dell’inizio

Biglietteria on-line: www.ticketone.it Pagamento possibile attraverso le carte di credito dei circuiti Visa, Mastercad, Maestro, American Express, Diners e PayPall

Punti vendita:  Fiera di Bergamo – Via Lunga Bergamo Tel. 035.3230911;MediaWorld c/o Orio Center – Tel. 035.42.11.111

 

 

Ciulla, il grande malfattore


Ciulla, il grande malfattore
Dario Fo e Piero Sciotto
164 pag. 14€
Guanda Editore

6 dicembre 2014, di Elisa Zini – Dario Fo e il suo storico collaboratore Piero Sciotto affascinati dalla straordinaria vita di Paolo Ciulla, pittore anarchico siciliano, malfattore e falsario di banconote da 500 lire, decidono di raccontare, a due teste, la sua storia.

“Ci siamo naturalmente trovati a scriverlo semplicemente a due teste…Le nostre teste, i nostri cuori, le nostre pance (per restare nella contemporaneità) ci hanno portato a reagire in modo diverso alle sollecitazioni offerte dalla vicenda di Ciulla: uno è rimasto affascinato soprattutto dalla sua carica umana di benefattore, l’altro, dal contesto in cui la sua vicenda ebbe a svolgersi. Entrambi, dal genio, dalla sapienza tecnica e dal carattere ribelle, irriverente, spiazzante di questo malfattore”.

Dario Fo e Piero Sciotto si sono impossessati degli atti del processo, depositati al tribunale di Catania, a cui Ciulla venne sottoposto dopo il suo arresto, nel 1921, nel quale gli fu inflitta una condanna a cinque anni. Dagli atti del processo emerge un personaggio indomito, ribelle, combattente come all’interna di un arena, pronto a difendersi accusando i suoi complici che lo avevano tradito. Le aule del tribunale si riempivano di gente per non perdersi lo spettacolo, in uno dei primi processi mediatici del nostro Paese.
Ciulla nacque a Caltagirone nel 1867 con una grande passione per il disegno che ben presto divenne virtù. Dopo aver studiato alle accademie di Roma, Napoli, Parigi divenne un importante pittore e illustratore di libri. A Buenos Aires impara l’arte della falsificazione e la migliora con una geniale tecnica di sua invenzione. Tornato in Italia sarà ricordato per la produzione di banconote false da 500 lire mettendo in circolazione un ammontare di 12 milioni di lire.

Come fu scoperto? Il vecchio anarchico spediva alle famiglie povere di Catania buste anonime con le famose banconote dal fondo viola pallido, cornice azzurra e stemma sabaudo. Fu scoperto dalle guardie regie nella sua casupola insieme ai suoi macchinari ormai mezzo cieco probabilmente a causa degli acidi usati nell’arco della sua vita.