Viaggio nella scatola magica del teatro Duse

Visita guidata Teatro Duse 2017
Visita guidata Teatro Duse 2017

Torna la visita guidata negli spazi più suggestivi del teatro Duse di Bologna, solitamente inaccessibili al pubblico. E’ lo spettacolo ‘Viaggio nella scatola magica’ in scena lunedì 18 giugno, lunedì 25 giugno, lunedì 24 settembre e mercoledì 3 ottobre, che guida gli spettatori a scoprire i segreti dello storico teatro di Via Cartoleria.

Un percorso tra aneddoti, storie e leggende a cura degli attori Andrea Ramosi e Beatrice Festi, che guideranno i visitatori/spettatori in compagnia del macchinista del teatro Marco De Barba, nei luoghi più significativi dal punto di vista storico e architettonico: i foyer, la grande platea, gli ordini di palco e il palcoscenico, luogo segreto di ogni opera teatrale.

Il numero degli spettatori è limitato, la prenotazione è obbligatoria.

A.ArtistiAssociati
VIAGGIO NELLA SCATOLA MAGICA
Di Enrico Cavalleri

CON Andrea Ramosi e Beatrice Festi

BIGLIETTI

Posto Unico intero € 10

ORARI

lunedì 18 giugno | ore 19:00
lunedì 25 giugno | ore 19:00
lunedì 24 settembre | ore 19:00
mercoledì 03 ottobre | ore 20:00

Msmt – Comunicato

Milano_-_autostrada_A4_-_cartelli
Milano_-_autostrada_A4_-_cartelli

A52 TANGENZIALE NORD
Per lavori urgenti di manutenzione manufatti, verranno effettuate le seguenti chiusure:
Dalle ore 22:00 di Martedì 6 Marzo alle ore 02:00 di Mercoledì 7 Marzo 2018, verranno chiusi al traffico i rami di svincolo in entrata da Monza S. Alessandro – Viale delle Industrie (Km 4+500) per carreggiata sud (direzione A1-Bologna) e Autostrada A4 Torino.

I percorsi alternativi, indicati in loco, prevedono l’indirizzamento del traffico in direzione nord allo svincolo Monza Centro (Km 5+281) per il successivo ingresso in carreggiata sud. Gli utenti diretti in Autostrada A4 Torino potranno seguire le indicazioni stradali presenti in viabilità ordinaria per il successivo ingresso in Autostrada allo svincolo Cinisello Balsamo/Sesto San Giovanni (A4, Km 136).

Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica di Milano.

Foto Master Aula_Sibilla_2017
Foto Master Aula_Sibilla_2017

Giunto alla sua 17° edizione, il Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica continua a formare a 360° i suoi studenti, portando in cattedra docenti universitari, artisti e un numero sempre maggiore di ex alunni del Master.

È il caso di Luca Di Cataldo, Direttore di produzione e Tour manager presso Ponderosa Music&Art, di Giovanni D’Amico, Project Manager di iAM Management & Artist Consulting, e di Gabriele Sinesio, Social media Manager presso Believe Digital: tutti ex studenti del Master passati all’altro lato della cattedra in quanto affermati professionisti del settore della musica.

Continuando a dedicare spazio al ciclo di lezioni tenute da ex-allievi per raccontare le case history delle aziende presso le quali oggi lavorano, il corso si arricchisce di due nuovi laboratori: “Comunicazione strategica e gestione del rapporto con gli artisti” tenuto da Veronica Corno (Responsabile Comunicazione di F&P Group) e “Gestione della musica sui media: videoclip e playlist” a cura di Marco Danelli (Music Editor e Programmer di MTV).

«I nostri ex studenti sono ormai affermati professionisti del settore – racconta Gianni Sibilla, direttore didattico del Master – è impossibile lavorare nella musica oggi e imbattersi in qualcuno che non sia passato dalle nostre aule. “Anche tu dal Master Musica?” è ormai una domanda di rito. E i ragazzi sono diventati talmente bravi ed esperti che spesso passano dall’altro lato della cattedra, come docenti dei nuovi studenti del Master. È una delle cose che ci rende più orgogliosi».

Distintosi negli anni per il proprio livello di aggiornamento e innovazione, il Master in Comunicazione Musicale è stato il primo corso universitario in Italia rivolto a laureati e laureandi di qualsiasi facoltà (e/o titolo equipollente, es. diplomati al conservatorio) specificatamente dedicato allo studio dell’industria della musica pop e al suo rapporto con il mondo della comunicazione e dei media.

Il Master si riconferma come il percorso di formazione più valido per chi desidera lavorare nel settore della comunicazione musicale: agli studenti viene fornita una conoscenza teorica e pratica delle tecniche e dei processi di comunicazione per la diffusione del prodotto musicale attraverso tutti i media: radio, televisione, internet, uffici stampa, discografia, eventi, live. Gli strumenti sono corsi, laboratori, project work, incontri e case history.

Il percorso prevede inoltre un periodo di stage finalizzato all’inserimento formativo dello studente nel contesto reale del mondo del lavoro, sia presso aziende convenzionate – con le quali il Master ha maturato una consolidata collaborazione negli anni – sia presso nuove realtà ricercate ogni anno in base all’andamento del mercato musicale. Con oltre 400 stage attivati presso etichette discografiche, agenzie media musicali, uffici stampa e promoter, le percentuali di placement si attestano tra il 66% e il 90% a soli sei mesi dal termine delle lezioni.

In 16 anni sono stati selezionati oltre 400 studenti tra le quasi 1500 domande di ammissione ricevute, per un totale di oltre 7000 ore in aula, tra incontri con gli operatori del settore, laboratori e lezioni sulla discografia, distribuzione, promozione e marketing, fino alle nuove frontiere dei big data e dello streaming. Le testimonianze dei professori e degli ex studenti sono disponibili sul sito ufficiale dell’ALMED nella sezione “Alumni” e sui canali social del Master.

MANCANO POCHI GIORNI ALLA CHIUSURA DELLE ISCRIZIONI PER L’ANNO ACCADEMICO 2017/2018

I colloqui di selezione si terranno il 19 e il 20 ottobre, le lezioni partiranno il 6 novembre 2017.

Festivaletteratura: Atlante, una mappa collettiva on the road da Brescia a Mantova

Mappa
Mappa

Con il progetto Atlante il Festivaletteratura di Mantova si lancia quest’anno in un’avventura editoriale mai tentata prima: la redazione collettiva e on the road di una mappa turistica del territorio che si distende tra Brescia e Mantova, sul percorso che passa per Rezzato, Desenzano, Solferino, Cavriana, Volta Mantovana e Goito.
L’obiettivo è di offrire uno strumento di esplorazione decisamente inusuale, compilato sul campo da tutti coloro che prenderanno parte a questo viaggio cartografico – compiuto rigorosamente a piedi – e destinato a chi vorrà esplorare in profondità e con il giusto tempo questo scorcio di Lombardia posto tra colli, laghi e pianura, forse ancora non conosciuto come meriterebbe.
In un viaggio in quattro tappe (la partenza è prevista da Brescia domenica 3 settembre, l’arrivo a Mantova mercoledì 6), i partecipanti – guidati da Luigi Farrauto e Andrea Novali, map designers e incalliti viaggiatori – avranno il compito di segnare sulle mappe mute, inserite in uno speciale taccuino impressioni, appunti, immagini, notizie relative ai punti di attrazione che incontreranno, guidati anche dalle segnalazioni pervenute sul sito di Festivaletteratura durante l’estate.

Piccoli tesori artistici, oasi naturali, ma anche botteghe, storie e personaggi notevoli andranno a comporre una guida della Lombardia profonda proposta sotto forma di installazione alla Tenda dei Libri di piazza Sordello per tutta la durata del Festival (da mercoledì 6 a domenica 10 settembre).

Ma per il successo di Atlante serve l’aiuto di tutti! La precisione e il dettaglio della mappa finale dipenderà certo dalla sensibilità e dalla capacità di osservazione dei partecipanti ad Atlante, ma soprattutto dalla conoscenza diffusa di chi vive e conosce il territorio.
Attraverso un apposito form attivo sul sito festivaletteratura.it/atlante è possibile infatti segnalare ai curatori di Atlante tutti i luoghi imperdibili presenti sul percorso Brescia – Mantova o nelle immediate vicinanze, che – nell’opinione di chi ce li segnalerà – devono assolutamente entrare in questa guida collettiva. Insieme alle indicazioni su memorie storiche, opere d’arte, oasi naturalistiche, vedute panoramiche, corti rurali, case private, botteghe, fabbriche, atélier di artisti, saranno particolarmente preziose le indicazioni sulle bellezze sconosciute e i posti segreti che solo chi vive nei luoghi attraversati dal percorso conosce. Saranno le loro annotazioni sulla mappa

Alla scoperta dei luoghi del Percorso di S.Benedetto

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La Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, in collaborazione con i Comuni di Vicovaro e Subiaco e con il Monastero di S. Scolastica, invita a visitare i monumenti legati alla memoria del fondatore del monachesimo occidentale e Patrono d’Europa.

 Il “Percorso di San Benedetto”, infatti, che rientra nelle “Vie del Giubileo. Itinerari tra archeologia e spiritualità nel Lazio” proposti dalla Soprintendenza, si sviluppa lungo il tragitto seguito agli inizi del VI secolo dal giovane originario di Norcia che andò alla ricerca di un luogo solitario ove accostarsi a Dio.

L’edificante racconto di Gregorio Magno è la guida più preziosa per ricostruire, nello splendido scenario della valle dell’Aniene tra i monti Simbruini, l’atmosfera dei luoghi ove Benedetto sostò e dimorò per vari anni prima della partenza per Montecassino nel 535 ca.

Il suo anelito religioso e la rigida regola di vita, che anticipò quella francescana (lo stesso poverello di Assisi ripercorse, a secoli di distanza, la “valle santa”), sono ambientati in un paesaggio che l’odierno visitatore può ancora ammirare nella sua incantevole bellezza. Di estrema suggestione sono gli “Eremi” presso Vicovaro, oggetto di un recente restauro, incastonati nella parete rocciosa a picco sull’Aniene, ove secondo la tradizione Benedetto rischiò di essere avvelenato per opera di religiosi insofferenti della sua disciplina.

Le fabbriche della villa di Nerone a Subiaco (stupefacente per la sua articolazione a nuclei separati e per i laghi artificiali creati sbarrando il fiume) ospitarono invece il protocenobio, in cui furono accolti i primi discepoli e avvennero miracoli. Alla fine del secolo scorso gli scavi archeologici vi hanno riportato alla luce, oltre agli ambienti termali e a un ninfeo della villa (costruita prima del 60 d.C.), la cucina del convento, che fu il primo di tredici monasteri dispersi in tutta la valle. Una vicina grotta (oggi Santuario del Sacro Speco), che si apre sull’impervio versante montuoso, fu invece il rifugio di Benedetto nei primi tre anni trascorsi da eremita.

Alla scoperta dei luoghi del

Percorso di S.Benedetto

 Vicovaro, Frazione di S. Cosimato

Subiaco, via dei Monasteri

 Sabato 19 dicembre 2015