Calendario Web di Miss Italia 2017

calendario_miss_italia2017
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Il calendario Web di Miss Italia 2017, con le immagini di Rachele Risaliti realizzate da Gianmarco Chieregato, è dedicato da Patrizia Mirigliani a suo padre Enzo nel centenario della nascita. Il patron era nato a Santa Caterina sullo Jonio, in provincia di Catanzaro, il 22 aprile 1917.

Enzo ha guidato il concorso dal 1959, dopo averlo ereditato da Dino Villani, il creatore della manifestazione da lui perfezionata nella formula e nello spirito, fino a raccontare, attraverso la bellezza e il talento delle ragazze, la storia del costume del nostro Paese. Nel 2003 ha affidato il concorso alla figlia che ha saputo rinnovarlo e proiettarlo nel nuovo millennio con una conduzione rigorosa aperta al mondo del sociale e della solidarietà.

Il calendario è, come sempre, senza pubblicità, privo di immagini di nudo, gratuito, improntato all’attualità: è a disposizione da oggi del pubblico sul web e, inoltre, ogni mese, gli amici del concorso iscritti alla newsletter possono ricevere l’immagine di riferimento che potrà essere scaricata dal sito e utilizzata come sfondo per il desktop.

Gianmarco Chieregato, uno dei più affermati e stimati fotografi italiani, ha già realizzato nel 2007 uno dei calendari di Miss Italia, quello dedicato a Claudia Andreatti. “Ho provato – ha spiegato – a togliere a Rachele la semplicità della ‘ragazza della porta accanto’ per vederla come una donna consapevole della sua bellezza”.

Miss Italia 2016, toscana, studentessa ai corsi universitari di Polimoda a Firenze, sembra proprio la ‘normale’ ragazza  descritta da Mirigliani, motivata e decisa a raggiungere i suoi obiettivi. Qui è davvero una modella particolare, come le sue immagini.

Il primo calendario di Miss Italia ha visto protagonista Francesca Chillemi, la Miss del 2003, con le foto di Lorenzo Bringheli; l’ultimo, Alice Sabatini, con l’abito tricolore ispirato ai 70 anni del concorso. Le altre miss sono state fotografate dal maestro Gianni Berengo Gardin, da Tiziana Luxardo, da quattro giovani dell’Istituto Superiore di fotografia, da Marino Parisotto, Bob Krieger e, come detto, da Gianmarco Chieregato.

Miss Italia: La Giuria

Miss Italia Giuria
Miss Italia Giuria

Raoul Bova, Mara Venier, Vincenzo Salemme, Anselma Dell’Olio: è una giuria artistica da “serie A” – come l’ha definita Francesco Facchinetti – quella dell’edizione 2016 di Miss Italia.

Volti noti del mondo dello spettacolo e del giornalismo sono arrivati questa mattina a Jesolo, dove si è svolto un incontro con la stampa a poche ore dalla serata finale. Presenti Patrizia Mirigliani, Francesco Facchinetti, il produttore Vincenzo Russolillo ed il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia.

“L’edizione 2016 del Concorso porta la firma dei grandi nomi della giuria artistica che quest’anno abbiamo l’onore di avere con noi. Non poteva essere diversamente per i 70 anni di Miss Italia”, ha detto la Patron.

“Possiamo contare su una giuria da serie A e su una scaletta di 78 punti. Nemmeno le ‘Domenica In’ di Mara Venier ne avevano così tanti – ha scherzato Francesco Facchinetti – sono felice di vedere qui ‘zia Mara’; sono molto legato a lei, fu la prima persona a credere in me e ad invitarmi come ospite, nel suo programma, per presentare la mia canzone, quando ancora nessuno mi conosceva”.

“Sono legata in modo particolare a Jesolo, ho passato qui tutta la mia infanzia”, racconta Mara Venier, veneziana di nascita, vissuta a Mestre. “In estate, mamma e papà affittavano una piccola casetta proprio qui, per trascorrere le vacanze. A 16 anni scappai da Jesolo per raggiungere quello che divenne poi il mio primo marito, venni denunciata, ma cosa potevo fare, ero innamorata – ricorda la conduttrice – a Jesolo sono rimasta affezionata e mi hanno persino dedicato un tratto di lungomare, un gesto che mi onora”.

Torna a Miss Italia dopo 23 anni in veste di giurato Raoul Bova: l’attore, protagonista di tanti successi in tv e al cinema, arrivò a Miss Italia per la prima volta nel ’93, anno in cui vinse Arianna David.

“I nomi che compongono la giuria di quest’anno mi hanno convinto a tornare, so che sarò in buona compagnia. Anche la presenza di Ivana Sabatini, tra gli autori del programma, ha fatto sì che decidessi di tornare dopo tanti anni – racconta -. Non ho canoni femminili prestabiliti, anzi: parlare di un ideale è restrittivo e sbagliato. Sono felice di vedere qui Mara, che incontrai nel 1992 nella prima edizione di ‘Domenica In’. Mara avrebbe dovuto fare un film insieme a me, ma rinunciò proprio per condurre il programma televisivo”.

Per Vincenzo Salemme la nuova Miss Italia deve essere “’na bella guagliona, che a Napoli significa una ragazza bella in senso complessivo, per luminosità, intelligenza e spirito” dice l’attore. “È sbagliato pensare che la a bellezza sia data da un paio di gambe o di occhi – continua – la bellezza è fatta di chimica, di gestualità, di sguardi, di colori, e arriva piano piano al cuore”.

Per la prima volta in giuria a Miss Italia anche la giornalista Selma Dell’Olio, femminista storica, protagonista delle battaglie per i diritti civili negli Stati Uniti durante gli anni sessanta e settanta. “Perché sono qui? Perché è la cosa più anticonformista che si potesse fare – dice sicura – quando si vuole denigrare un uomo, si attacca la sua virilità; quando invece si vuole denigrare una donna, si attaccano il suo aspetto fisico e la sua età. Dal palco di Miss italia voglio sfatare tutto questo. Il mio modello di donna? Simone de Beauvoir”, ha concluso.

Al termine della conferenza stampa, la giuria artistica ha incontrato per la prima volta le 40 finaliste tra cui si eleggerà la nuova Miss Italia.

Violenza sulle donne: da Tara Gandhi a Del Piero: cosa dicono

patron e miss italia-salone del libro torino
patron e miss italia-salone del libro torino

Tara Gandhi spiega che cosa diceva il Mahatma sul risveglio della coscienza dell’uomo, Alessandro Del Piero sostiene di essere più bravo con il pallone che con le parole, anche se poi, con la sua prosa, dimostra il contrario, Maurizio Costanzo vorrebbe assegnare l’etichetta di impotente a chi vessa una donna. Anche il poeta Dante Maffia, già candidato al Nobel per la letteratura, fa parte delle voci raccolte nell’antologia “Scriviamo un’altra storia (perché di silenzi, talvolta, si muore)” a cui è collegato il premio letterario “Donne, stop alla violenza”, iniziativa promossa da Equilibra e da Miss Italia. equilibr,premio letterario,tara gandhi,

A nome del concorso, Patrizia Mirigliani, “una imprenditrice coraggiosa – è scritto nell’introduzione – paladina della grazia e della bellezza, come virtù che si sommano al valore delle donne, sempre in prima linea per l’autonomia e la libertà femminili”, è intervenuta  alla presentazione, avvenuta nel Salone Internazionale del Libro di Torino. Vale la pena di sfogliare insieme il libro di Albatros Edizioni. Qualche sintesi:

Tara Gandhi:  “Il contrario dell’amore è la paura. Andare oltre la paura significa liberarsi dallo stereotipo che la donna deve subire e sottomettersi. Bisogna rimanere sempre vigili sul tema della violenza.

Alessandro Del Piero: “Sono figlio di una donna alla quale devo molto dell’uomo che mi ha fatto diventare; ho sposato una donna con la quale ho costruito la nostra famiglia e che mi ha donato la cosa più bella del mondo: tre figli, due maschi e una bambina. La piaga della violenza sulle donne, quindi, non può lasciarmi insensibile. Essere informati e consapevoli su questo problema enorme è un dovere per tutti.  Io non sono bravo a trovare le parole giuste, diciamo che sono più abituato a usare i piedi … Per questo mi affido a quanto ha scritto un grande giornalista, Mario Calabresi, che nel suo libro ‘La fortuna non esiste’ racconta la storia di sua nonna ‘nata due volte’ perché salvata quando tutti pensavano fosse morta. Tutti tranne uno. Augurandoci che, come questa piccola vita salvata, tante donne possano ricevere dalla bontà, dalla volontà e dal coraggio di chi le circonda, la forza per continuare a vivere e a crescere”.

Maurizio Costanzo: “Voglio consegnare una bandiera: quella dell’impotenza. Nella mia professione ho intervistato donne vittime di soprusi e di violenze, ma non ho mai incontrato un uomo autore di queste malefatte. Se dovessi incontrarlo – ma colgo l’occasione adesso – gli direi che il suo comportamento fa supporre un’impotenza psicofisica, ma più fisica che psichica. Ovvero: a chi ha fatto della virilità una bandiera, intendo consegnare quella dell’impotenza. L’ho detto in qualche trasmissione, provocando un po’ di malumore. Spero che questa volta i soggetti indicati si arrabbino un po’ di più”.

Dante Maffia: “La violenza si può vincere soltanto con la tenerezza e con l’amore, quello che però sa rispettare i valori dei ragazzi, i loro desideri, la loro dignità, i loro spazi vitali. Che non sono raggiungimenti che arriveranno in tarda età, sono addirittura premesse di libertà. Certo, la violenza inconsapevole non stupra, non apre ferite al costato, non ammazza, ma rende molti ragazzi aridi, indifferenti, serrati nel mutismo, fino a creare delle vere patologie della psiche. Mamme, per favore, date ai vostri figli un amore senza pretese, sereno, altruista. Vedrete, gli psicoterapeuti avranno molto meno lavoro” .

Giorgio Pasotti: “Non solo lividi come conseguenza della violenza sulle donne, ma disturbi che arrivano alla depressione, all’ansia, ai sensi di vergogna, fobie, attacchi di panico. L’infamia, la codardia, la deprecabilità di tali comportamenti andrebbero semplicemente puniti severamente. Con questo libro sarebbe già buona cosa riuscire a sensibilizzare le persone alla denuncia, possibilmente preventiva, di questi gesti, senza dover arrivare a raccontarne la cronaca, come purtroppo si è abituati ad assistere”.

Maria Rita Parsi: dal racconto “Giulia”: “Ci sono tanti modi per fare del male: c’è l’indifferenza, c’è la rabbia, c’è la paura, c’è la persecuzione, c’è la percossa, c’è la minaccia. Mio marito le usa tutte. Perché lui, per me, è un danno. E non c’è pericolo che finisca, perché la malvagità non muore. Esiste per torturare, per opprimere i fragili, per tormentare i deboli. Io sono debole, e lo so. Per questo motivo non oso che ribellarmi con la fantasia. La verità è che se non avessi i figli sarei fuggita”.