Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Harry Potter in concert
Harry Potter in concert

Dopo gli storici eventi de “Il Gladiatore” al Colosseo e al Circo Massimo a giugno e un lungo tour estivo di cine-concerti in Cina, l’Orchestra Italiana del Cinema torna, a grande richiesta, a Milano il 27 e 28 dicembre 2018 al Teatro degli Arcimboldi, nella stessa prestigiosa cornice che ha registrato nel 2017 il sold out dei primi due episodi della saga di Harry Potter.

Sul palco una straordinaria formazione di oltre 130 musicisti tra Orchestra e Coro, sotto la direzione del M° Timothy Henty, eseguirà la magica partitura di John Williams dal vivo in perfetto sincrono con l’intero film HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN™ , il terzo capitolo della celebre saga di J.K.Rowling.
Marco Patrignani Presidente della O.I.C. (Orchestra Italiana del Cinema ) e produttore dello show in Italia, dichiara:

“Siamo orgogliosi di tornare a Milano con un nuovo ed emozionante capitolo della Harry Potter Film Concert Series, già sold-out in tutto il mondo: Il ruolo della musica nel film è cruciale, immaginate la suggestione di ascoltare una grande orchestra sinfonica eseguire dal vivo la colonna sonora originale del premio Oscar John Williams in perfetta sincronia con il film: semplicemente magnifico !”
“Harry Potter è una delle maggiori saghe di successo della storia del cinema. Vivere l’esperienza del film con l’orchestra dal vivo rappresenta una rara opportunità per tutte le età e in particolare per i più piccoli una imperdibile occasione per scoprire l’affascinante suono di una grande Orchestra Sinfonica”.

Concerto inaugurale del Trasimeno Music Festival

un concerto TMF alla Basilica di San Pietro a Perugia
un concerto TMF alla Basilica di San Pietro a Perugia

Giovedì 30 giugno 2016, alle ore 21, a Perugia, presso la Basilica di San Pietro si terrà il Concerto inaugurale della dodicesima edizione del Trasimeno Music Festival, organizzato dall’omonima associazione e con la direzione artistica della pianista canadese Angela Hewitt.

C’è molta attesa per tale appuntamento dato i musicisti e il programma che la Hewitt ha pensato per la Basilica di San Pietro:l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta dal finlandese Hannu Lintu e la pianista Angela Hewitt eseguiranno un’opera monumentale, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 1 in Re minore, Op. 15 di Brahms.

Dopo l’intervallo, sarà la volta della Sinfonia N. 4 in Re minore, Op. 120  di Schumann.

 

Teatro alla Scala – La Stagione Sinfonica parla italiano: Chailly dirige Cherubini e Verdi

chailly teatro
Nel suo primo anno da Direttore Principale Riccardo Chailly presenta due programmi nell’ambito della Stagione Sinfonica. Il primo impaginato è interamente italiano, il secondo attinge al repertorio internazionale, in un’ideale presentazione delle radici storiche e culturali dell’Orchestra e della sua versatilità.

Il 17, 19 e 20 marzo Chailly accosterà due pagine sinfoniche di Luigi Cherubini, l’Ouverture da concerto in sol maggiore e la Sinfonia in re maggiore, ai ballabili e alla Sinfonia da I vespri siciliani di Verdi.

I ballabili sul tema de Le quattro stagioni sono tra le pagine sinfoniche più impegnative di Verdi, con parti di brillante virtuosismo per gli strumentini e una sorprendente varietà ritmica: Chailly e la Filarmonica le avevano eseguite nel 2013 in un concerto per il bicentenario della nascita del compositore.Completamente nuovi per l’Orchestra sono invece i due brani di Cherubini: l’autore di Medea e Lodoïska, senza dubbio una figura cardine della musica italiana tra Sette e Ottocento che suscitò l’ammirazione di Beethoven e di Schumann, è assente dalla programmazione scaligera dal 2001, quando Riccardo Muti diresse la Messa solenne.

Entrambi i brani furono composti nel 1815 per la Royal Philharmonic Society di Londra, che in occasione di una serie di concerti aveva commissionato al compositore un’ouverture da concerto, una sinfonia e una cantata. Le cronache delle prime esecuzioni indicano un vivo successo dell’ouverture e una certa freddezza per la Sinfonia, ma fu quest’ultima a godere di numerose riprese in tutta Europa.

Tra i sostenitori moderni della Sinfonia c’è Giulio Confalonieri che, nella sua biografia di Cherubini, scrive: “Immaginazione musicale che è l’estendersi dell’attività musicale entro zone fino allora precluse; che è il nervosismo di un episodio del primo tempo, precorritore dei pensieri fissi romantici; è l’aria un po’ svagata del Larghetto, quell’apparente incepparsi del discorso che viene invece regolato da una superiore unità di disegno; è l’accettazione di una visuale un po’ grottesca nello Scherzo (Minuetto), dubbi tra il brivido e l’ironia alla maniera di Gérard de Nerval; è la corsa spavalda del Finale che anticipa le spedizioni dei Davidsbundler; è, lungo tutto il ritmo dell’opera, il contrasto continuo fra stati d’animo opposti”.

Quindici anni dopo Cherubini, secondo un processo piuttosto insolito, trasformò tre dei quattro movimenti della sinfonia in un quartetto d’archi.  Chailly e la Filarmonica inseriranno la Sinfonia e i brani dai Vespri in un programma italiano che, già sperimentato per l’inaugurazione di Stagione del Teatro Grande di Brescia, sarà presentato in tournée a Gstaad e al Festival di Salisburgo nel prossimo agosto e a Essen, Mosca e al Musikverein di Vienna dal 15 settembre al 1° ottobre.

La Stagione Sinfonica

“La Traviata”

L’Associazione Spettacolo Cultura di Genova, considerato il successo di pubblico e di critica ottenuto con la “Cavalleria Rusticana”, ha deciso di realizzare, il 26 maggio 2012, alle ore 20,00, al Teatro Verdi di Sestri Ponente, un’altra opera molto popolare ed amata, “La Traviata”  di Giuseppe Verdi.

Il Teatro Verdi di Sestri Ponente, attivo dal lontano 1899, ristrutturato una prima volta nel 1955 ed una seconda volta nel 2003, quando è stato messo a norma, ha ospitato in passato compagnie drammatiche ed operistiche di spicco. A tutt’oggi alterna ad una scelta accurata di pellicole cinematografiche, spettacoli di prosa, concerti e attività operistica di grande qualità.

Questa “Traviata”, diretta dal M° Giovanni Battista Bergamo (che è anche direttore dell’eccellente coro Quadrivium),  presenta due caratteristiche di grande rilievo.  I ruoli di Violetta e di Alfredo sono stati affidati a due cittadini ungheresi, cantanti bravissimi,  in carriera: Monika Fischl e Daniel Vadasz. Si realizza così il grande sogno dell’Associazione Spettacolo e Cultura, quello di cooperare con uno stato estero e promuovere, nel caso specifico,  i contatti bilaterali tra Italia  e Ungheria.

La seconda peculiarità riguarda invece la scelta dell’Orchestra, momento fondamentale per la riuscita di un’opera. L’Associazione ha nuovamente privilegiato l’Associazione Volontari per la Musica di Chiavari e alla sua Nuova Orchestra Sinfonica di Chiavari, diretta appunto dal M° G.B. Bergamo, affidando a quest’ultima il compito di accompagnare e sostenere i cantanti. Si tratta di

un’ Orchestra Sinfonica tutta ligure, la sola, come tale, operante nel Levante Ligure, costituita da professionisti provenienti dalle maggiori orchestre nazionali e dai conservatori liguri che sono veramente eccellenti. Un’Orchestra dunque, espressione dell’eccellenza che sa e può dare il nostro territorio.

A proposito di cooperazione internazionale, l’Associazione Volontari per la Musica ha un’ampia esperienza artistica all’estero. Per il 2012, come per l’anno precedente, ha inviato in tournée all’estero di alcuni rappresentanti e collaboratori della Nuova Orchestra Sinfonica di Chiavari consentendo così a giovani direttori, strumentisti  e cantanti di vivere un’esperienza musicale e culturale in paesi lontani. Questa esperienza di internazionalizzazione si è aperta con due concerti di un giovane direttore ligure a Caracas. La giovane violinista (appena diciassettenne) Masha Diatchenko, italianissima, diplomatasi a soli dodici ani con il M° Massimo Coco presso il Consevatorio di Genova, si concreterà nel prossimo mese di luglio a Lima (Peru’) e quindi a Caracas (Venezuela). Sono inoltre in corso dei contatti per inviare altri giovani in terre lontane, laddove l’emigrazione ligure è stata fortissima – come per esempio in Peru’ – e dove il nome della Liguria non circolava da molti anni.