“Monumentale: Museo a Cielo Aperto”

museo-a-cielo-aperto
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Al via, domenica 26 giugno, gli appuntamenti estivi tra musica, teatro e poesia per scoprire il Monumentale che dal 1866 è uno dei luoghi più amati da milanesi e turisti. Da 150 anni con il Famedio e le sue edicole racchiude i racconti della città e le vite dei suoi personaggi più illustri: da Alessandro Manzoni a Carlo Cattaneo, da Filippo Turati a Giorgio Gaber, da Alda Merini a Enzo Jannacci.

Il ricco calendario di appuntamenti è realizzato dal Comune di Milano e dalla Fondazione Milano Scuole Civiche presente anche con allievi, diplomati insieme alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.

Ad aprire la giornata, domenica 26 giugno, saranno le passeggiate tematiche dal piazzale esterno  con i protagonisti della Milano di oggi: alle 10.30 Valeria Cantoni, Presidente di Art for Business e docente all’Università Cattolica di Milano, condurrà un percorso dedicato alla filosofia; alle 11 partirà la passeggiata condotta dall’architetto Giorgio Fiorese sull’architettura e ad alcune delle più belle sculture del Cimitero; alle 11.30 il Primario di Medicina e specialista di fama mondiale nelle malattie del pericardio, Antonio Brucato, guiderà un percorso sulla medicina “ieri e oggi”.

 Sempre dal piazzale esterno partiranno anche le visite guidate – alle ore 12, alle 14 (anche in lingua inglese), alle 15 e alle 16 – a cura delle volontarie del Servizio Civile e del personale dipendente del Cimitero Monumentale.

Nella sala conferenze, dalle 10 alle 15, si susseguiranno tre cortometraggi -Handling life di Alice Gagliardi, Tutto si tiene di Chiara Specchiarello e Drops di Lorenzo Goria – realizzati dagli studenti del corso di Multimedia della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti l su rapporto tra colonna sonora e immagine.

Sempre nella sala conferenze, per tutta la giornata,  si potrà ammirare la mostra fotografica “Il Silenzio (scatti scelti)” di Luigia Introini, che concentra la sua attenzione sulle sculture bronzee e lapidee e in particolare sulle figure femminili del Monumentale, alle 15.30 incontro con l’autrice.

  Spazio anche al teatro con un cartellone ideato e realizzato da diplomati della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi che, alle ore 11, propone “Felicità vietata” di Luca Rodella con Stefano Annoni e Roberto Palasciano, musiche di Francesco Marchetti e Roberto Dibitonto, regia di Luca Rodella. Una lettura scenica ispirata al re del noir Scerbanenco. La lettura sarà riproposta alle ore 16.

Alle ore 12.30 e alle 15, nella galleria di ponente, andrà in scena il corto teatrale I cadaveri del Monteggia di Emanuele Aldrovandi con Stefano Annoni, accompagnamento musicale di Francesco Marchetti, regia di Luca Rodella. Protagonista una losca figura in camice bianco che si aggira nei meandri del cimitero.

 A conclusione della giornata, alle ore 16.45 nella Galleria superiore di levante, il duo Caterina Caramella – Victor Gordo, violino e pianoforte, si esibiranno nel concerto “Dove la musica classica e il jazz si incontrano”. Il progetto dei due giovani musicisti, nato da un’idea del Maestro Enrico Intra all’interno di Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, si pone come motivo di scambio culturale attraverso una contaminazione musicale reciproca dove il classico può diventare jazz e viceversa.

Il concerto propone un programma variegato attraverso stili ed epoche musicali differenti: un omaggio al Jipsy Jazz di Stephane Grappelli, un salto nel passato con l’esecuzione di un celebre brano per violino solo di J.S Bach e il ritorno al presente con alcuni brani composti da Victor Gordo ed eseguiti in duo con Caterina Caramella.

 I prossimi appuntamenti della rassegna “Monumentale: Museo a Cielo Aperto” sono domenica 31 luglio, domenica 28 agosto e domenica 25 settembre, dalle 10 alle 13. Mentre per il 30 ottobre gli eventi dureranno per l’intera giornata.

Gam: “Sei stanze, una storia ottocentesca”

Una storia ottocentesca
Una storia ottocentesca

La Galleria d’Arte Moderna presenta, da oggi e fino al 4 settembre, “Sei stanze, una storia ottocentesca”, un percorso dedicato alle opere pittoriche inedite provenienti dalle Collezioni del Museo.

L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di UBS, partner GAM dal 2013, che sostiene il museo e le sue collezioni attraverso una programmazione dedicata alla valorizzazione e tutela del suo patrimonio.

Sei stanze accompagnano il visitatore alla scoperta delle raccolte d’arte e della loro formazione attraverso 62 capolavori mai esposti prima d’ora in un percorso compiuto e conservati nei depositi della Galleria d’Arte Moderna.

Un’opportunità per ammirare un “patrimonio nascosto”, per la maggior parte inedito al pubblico, che documenta una vicenda di lasciti, donazioni e depositi, in larga parte sviluppatasi dal penultimo decennio del XIX secolo, che vede come protagonisti Francesco Hayez, Vittore Grubicy de Dragon, Domenico e Gerolamo Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Gaetano Previati e altri.

E’ a questa storia che l’esposizione intende dare testimonianza attraverso la ricchezza di un patrimonio nascosto e dei suoi nuclei più significativi tanto dal punto di vista artistico, quanto dei legami con le vicende della città, della sua evoluzione culturale e sociale. Questo principio ha guidato le ultime mostre organizzate dalla GAM, dedicate a due protagonisti delle raccolte come Medardo Rosso e Adolfo Wildt, e guiderà la programmazione dei prossimi anni.

L’esposizione si articola in sei sezioni che indagano i temi più cari alla ricerca figurativa ottocentesca quali il Ritratto, la Veduta e il paesaggio, la Scena di genere, la Natura morta, e infine un approfondimento dedicato alle correnti artistiche del Realismo e del Simbolismo. Le prime due sale – dedicate al Ritratto dalla fine del Settecento ai primi decenni dopo l’Unità d’Italia, rivelano lo sviluppo del genere a partire dal ritratto neoclassico ufficiale e di rappresentanza, all’attenzione crescente per l’interpretazione psicologica in cui veridicità descrittiva ed indagine emotiva si fondono nella rappresentazione quotidiana e realistica di richiamo impressionista.

La terza sezione propone vari esempi di Paesaggi e vedute dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli inizi del Novecento, quando la sperimentazione materica si rivolge a definire al meglio le diverse condizioni fisiche ed atmosferiche dei luoghi e allo stesso tempo restituirne un senso più profondo.

A lungo considerata “minore”, la Pittura di genere – protagonista della quarta sezione – riscuote uno specifico interesse da parte della committenza del XIX secolo, per la particolareggiata rappresentazione di scene ed eventi tratti dalla vita quotidiana, con protagonisti anonimi, borghesi o popolani, occupati in faccende domestiche in interni, così come in momenti di lavoro.

La quinta sezione del percorso è dedicata alla Natura morta: un genere che nella seconda metà dell’Ottocento incontra una rinnovata fortuna soprattutto a Milano, capitale del regno Lombardo-Veneto, dove la nuova classe borghese e imprenditoriale, in forte ascesa sociale, si fa committente di nature morte con fiori, frutta e più raramente animate dalla presenza di animali, impreziosite dall’inserimento di vasellame e altri oggetti di uso quotidiano, per arredare le dimore e, allo stesso tempo, esaltare il proprio status economico e sociale.

Il percorso si conclude con la sala dedicata ad alcuni tra i più interessanti protagonisti del Realismo lombardo dove l’indagine sociale, le problematiche e drammi contemporanei sono al centro della narrazione realista a cui fa da contraltare la grande stagione artistica del Simbolismo, in cui le regole della composizione e della resa pittorica vengono rivoluzionate da immagini nuove e affacciate al nuovo secolo.

La mostra intende restituire al pubblico il patrimonio artistico della Galleria d’Arte Moderna di Milano, formato grazie a importanti lasciti e donazioni da parte dei più affermati collezionisti milanesi dell’epoca, come Bice Barbiano Belgiojoso, Riccardo Ripamonti, Alberto Robiati, Giacomo Cottalorda, Giuseppe Castelli e Maria Teresa Segàla Castelli, Carla Volpato Besnati, vedova Tessaro, Giuseppe Albani, Cesare Ravasco o ancora la Società di Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano e l’Istituto Marchiondi. Infine la donazione del celebre artista e collezionista Vittore Grubicy de Dragon, presente in mostra con due ritratti, ha avuto grande rilevanza nella formazione delle collezioni del museo.

Istambul e il Museo dell’innocenza di Pamuk

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Sbarca sul grande schermo solo il 7 e l’8 giugno la storia del museo di Istanbul nato dall’immaginazione del Premio Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk: l’unico luogo al mondo che ha preso vita… da un romanzo

In genere i musei più belli del mondo sono quelli cui si ispirano i registi e i romanzieri per le loro opere: basti citare Belfagor – Il fantasma del Louvre o la Mary Beton descritta da Virginia Woolf, che aggirandosi tra gli scaffali del British Museum dà il via a Una stanza tutta per sé.
A volte, però, accade anche il contrario.
Prendete uno degli scrittori contemporanei più amati al mondo, premio Nobel per la letteratura nel 2006, tradotto in più di 60 lingue e con oltre dodici milioni di copie vendute in tutto il pianeta. Sia che siate suoi lettori da sempre, sia che vi avviciniate per la prima volta alle sue opere, permettete a Pamuk, il romanziere più famoso di Istanbul, e al film di Grant Gee di guidarvi per le vie della città e lasciatevi ammaliare da una storia di collezionismo misteriosa e intensa che racconta come un luogo reale possa nascere, in occasioni particolari come questa, dalla forza dell’immaginazione e della scrittura.

Il Museo dell’innocenza di Pamuk ci conduce infatti attraverso i sentieri di un’ossessione amorosa, quella di Kemal per la giovane Füsun. Per placare il suo desiderio verso la ragazza che non può avere, Kemal inizia a raccogliere ogni oggetto che gliela ricordi, a cominciare ovviamente dall’orecchino che lei perse la prima volta che fecero l’amore insieme, “il momento più felice della mia vita”.

Così, proprio per riconquistare quell’attimo perduto nel tempo, Kemal assembla, oggetto dopo oggetto, una collezione che, agli occhi del mondo, non può che apparire follia. Giunto al termine della vita, Kemal chiede all’amico scrittore Orhan Pamuk di costruire un museo che raccolga queste memorie: il Museo dell’innocenza. E lo scrittore lo accontenta, scrivendo un libro che conquista i lettori di tutto il mondo.

Da quel libro, pubblicato in Italia da Einaudi, è nato però qualcosa di più: il progetto di un museo reale a Istanbul – nel vecchio palazzo dove “abitava” Füsun- un museo nato dalla forza dell’immaginazione e ormai visitatissimo dai viaggiatori che arrivano nell’unica città del mondo che si divide tra due continenti e che ha avuto tre nomi illustri nel corso dei secoli: Costantinopoli, Bisanzio, Istanbul.

Per raccontare questo museo e questa storia d’amore, il 7 e 8 giugno (proprio nei giorni in cui Pamuk festeggerà il suo compleanno) arriva al cinema ISTANBUL E IL MUSEO DELL’INNOCENZA DI PAMUK. Quando l’immaginazione diventa realtà diretto da Grant Gee, una produzione Hot Property Films in coproduzione con Illuminations Films, Venom, In Between Art Film e Vivo film e in associazione con Finite Films e con ARTE France-La Lucarne, distribuito Nexo Digital come appuntamento conclusivo del ciclo della Grande Arte al Cinema (l’elenco delle sale sarà a breve disponibile su www.nexodigital.it).

Spiega il regista Grant Gee “Ero consapevole che Orhan aveva immaginato un luogo chiamato Il museo dell’innocenza e nel 2008 aveva pubblicato un grande romanzo con lo stesso titolo. Quello che invece non sapevo era che, due mesi dopo la mia prima visita a Istanbul nel 2012, Orhan avrebbe aperto le porte del vero Museo dell’innocenza. Un museo reale di oggetti reali – i resti e i tesori di un amore tragico che risale a 30 anni prima.

Un museo che è diventato immediatamente parte integrante dell’itinerario istituzionale della Istanbul culturale: la crociera sul Bosforo, Santa Sofia, la Moschea Blu, il Grand Bazaar, il Museo dell’innocenza… Un museo reale che è una finzione”.
Non solo a Istanbul l’immaginazione di un grande scrittore è diventata dunque parte integrante dell’immagine stessa della città, ma una delle storie immaginate da Pamuk ha dato origine a un luogo fisico, a un museo vero e proprio da visitare ed esplorare con tutti i nostri sensi. Un tesoro nel cuore di Istanbul: una storia di collezionismo e amore, la celebrazione del potere dell’immaginazione di plasmare la realtà che ci circonda.

Spiega Franco di Sarro, amministratore delegato di Nexo Digital: “Questo è un film strabiliante e penso che la stagione della Grande Arte al Cinema non potesse concludersi in modo più sorprendente: intrecciando cinema, letteratura e arti visive. In questi mesi abbiamo portato sul grande schermo le storie dei pittori più amati, da Leonardo da Vinci a Goya, da Monet a Renoir, e alcuni dei musei più importanti del mondo. Siamo stati nella Firenze rinascimentale e abbiamo scoperto gli Uffizi, ci siamo immersi in quel Tempio di meraviglie che è il Teatro alla Scala di Milano, abbiamo riscoperto le magnifiche collezioni dell’Accademia Carrara di Bergamo ed esplorato i tesori delle Basiliche Papali di Roma. Ora, con ISTANBUL E IL MUSEO DELL’INNOCENZA DI PAMUK, ci spingiamo ancora oltre e ci interroghiamo sull’arte del collezionismo e sulla cultura turca raccontata dal Premio Nobel che ha dato vita al primo romanzo nella storia della letteratura… che è anche un museo vero e proprio”.

Mostra per Muti

riccardo muti
riccardo muti

Il M° Riccardo Muti compie 75 anni il prossimo 28 luglio e il Teatro di cui è stato Direttore Musicale per vent’anni, dal 1986 al 2005, lo festeggia con una mostra al Museo Teatrale alla Scala.
Il 5 giugno, dopo l’inaugurazione, il Maestro incontrerà il pubblico nel corso di una serata nella sala del Piermarini, con inizio alle ore 20, cui parteciperanno anche il curatore della mostra Lorenzo Arruga e il Quartetto della Scala.

Difficile riassumere l’intensissima attività degli anni scaligeri di Riccardo Muti: dal percorso di riscoperta del dettato verdiano che da Ernani, Nabucco,  Attila, I due Foscari e Macbeth è giunta a Otello e Falstaff attraverso la cosiddetta trilogia popolare (La traviata, Rigoletto, Il trovatore), Don Carlo, La forza del destino, I vespri siciliani e Un ballo in maschera, agli storici titoli mozartiani (Don Giovanni, Così fan tutte, Le nozze di Figaro, Idomeneo, Die Zauberflöte) al neoclassicismo tra Gluck (Orfeo, Alceste, le due Ifigenie, Armide), Cherubini (Lodoïska), Salieri (Europa riconosciuta) e Spontini (La vestale), fino a Fidelio e al fondamentale passaggio wagneriano con Parsifal e le quattro giornate del Ring, senza dimenticare il ‘900 (da ricordare almeno Les dialogues des Carmélites di Poulenc) e il contemporaneo.

E ancora Pergolesi (Lo frate ‘nnamorato), Paisiello (Nina, o sia la pazza per amore), Bellini (I Capuleti e i Montecchi), Rossini (Guglielmo Tell, La donna del lago, Moïse et Pharaon), Puccini (Manon Lescaut e Tosca), Boito (Mefistofele) e Leoncavallo e Mascagni (Pagliacci e Cavalleria rusticana). All’attività in Teatro si aggiungono i 370 concerti in tutto il mondo con la Filarmonica della Scala.

La mostra curata da Lorenzo Arruga sfrutta gli spazi del Museo per proporre al visitatore un incontro con l’uomo e il musicista concentrandosi su aree tematiche circoscritte: l’attività sinfonica, Mozart, Verdi, Wagner e il percorso tra riforma gluckiana, neoclassicismo e belcanto attraverso una suggestiva selezione di contributi audio e video arricchita da un corredo fotografico che ripercorre le numerosissime collaborazioni con cantanti, scenografi e registi.

dal 6 giugno 2016
Riccardo Muti
Gli anni della Scala
Mostra a cura di Lorenzo Arruga
Museo Teatrale alla Scala
Largo Ghiringhelli 1
Tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 13.30 alle 17

5 giugno 2016 ore 20 – Teatro alla Scala
Incontro pubblico al Teatro alla Scala
Partecipano il M° Riccardo Muti, Lorenzo Arruga e il Quartetto della Scala

L’accesso al teatro sarà consentito fino a esaurimento posti
previo ritiro del biglietto di ingresso gratuito (posti non riservati)
presso la Biglietteria Centrale – MM Duomo, Galleria del Sagrato.
I biglietti saranno disponibili da lunedì 16 maggio, dalle 12 alle 18.

 

Campus al museo – aperte iscrizioni

campus al mueo -leonardo
campus al mueo -leonardo

Dal 20 giugno riaprono i Campus al museo per bambini dai 6 ai 10 anni. Un’opportunità unica per vivere cinque giorni tra attività nei laboratori interattivi, visite alle collezioni, divertenti giochi di gruppo e affascinanti racconti per scoprire quanta scienza e tecnologia si nascondono nella vita di tutti i giorni. I bambini potranno cimentarsi, attraverso giochi ed esperimenti, nella realizzazione di un vero e proprio film di fantascienza oppure mettendo alla prova le loro capacità creative, scopriranno  in modo inedito i segreti delle invenzioni di Leonardo.

CAMPUS AL MUSEO 6-10 ANNI
Ciak si gira!
Oggetti volanti non identificati, misteri da risolvere e avventurose missioni da compiere. Una settimana all’insegna del divertimento dedicata alla realizzazione di un film di fantascienza tra giochi e esperimenti.
Una settimana con Leonardo da Vinci
Mettiamo alla prova il nostro genio creativo e scopriamo i segreti del più grande inventore di tutti i tempi. Costruiamo un grande meccanismo, scolpiamo il nostro nome e divertiamoci con strane invenzioni volanti.

Quando
Dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 17.30 nelle seguenti settimane
20-24 giugno: Ciak si gira
27 giugno-1 luglio: Una settimana con Leonardo da Vinci
4-8 luglio: Ciak si gira
11-15 luglio: Una settimana con Leonardo da Vinci
18-22 luglio: Ciak si gira
25-29 luglio: Una settimana con Leonardo da Vinci
29 agosto-2 settembre: Una settimana con Leonardo da Vinci
5-9 settembre: Ciak si gira

Dove
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” – ingresso da Via Olona 6 – Milano

Per chi
Bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni

Quanto costa
Iscrizione per una settimana: 155,00 euro per ogni partecipante.

Come prenotare
Le iscrizioni sono aperte da lunedì 11 aprile
didattica@museoscienza.it
T 02 48 555 558
Sul sito www.museoscienza.org è disponibile il kit d’iscrizione.