Acquario Milano: mostra “Il colore dell’acqua.”

Maria Cristiana Fioretti
Maria Cristiana Fioretti

“I talenti delle donne”. Acquario Civico, dal 6 febbraio apre al pubblico la mostra “Il colore dell’acqua. Maria Cristiana Fioretti”

 “Qual è il colore dell’acqua? E quello dell’aria?”. A queste domande si accinge a rispondere la mostra di Maria Cristiana Fioretti, artista multimediale sperimentale nell’ambito della cromatologia, che si terrà dal 6 febbraio all’8 marzo 2020 all’Acquario Civico di Milano.

La rassegna è promossa dal Comune Milano|Cultura e dall’Acquario Civico e rientra nel palinsesto “I talenti delle donne”, promosso dal Comune di Milano e dedicato all’universo femminile che durante tutto il 2020 propone iniziative disciplinari – dalle arti visive alle varie forme dello spettacolo dal vivo, dalle lettere ai media, dalla moda alle scienze – dedicate alle donne protagoniste nella cultura e nel pensiero creativo.

Il percorso proposto dalla curatrice Raffaella Resch presenta circa 30 opere pittoriche e multimediali, tra cui una decina di tele della serie “Meduse”, realizzate appositamente per la mostra milanese, e due installazioni site specific.

Dal 2010, anno della sua personale “Light-Abstr-Action” presso la Casa dell’Energia a Milano, il lavoro di Cristiana Fioretti si basa sulla fusione tra colore, luce, spazio e suono. In mostra affiancheranno le nuove opere alcuni suoi lavori più significativi di questi ultimi dieci anni, tratti dai cicli “Dream in box” (2010), “LightNess” (Light Art, 2010) e “Colormaps or spices” (2015), oltre al dipinto “fluo” (“Black light Art”, 2017) realizzato con colori sensibili alla luce e l’opera multimediale installativa “Sensorial Space” (2013) presentata per la prima volta a Palazzo Bembo a Venezia (in occasione della 55. Biennale d’Arte di Venezia) e qui riproposta: un “sensorial box”, ideato come una sorta di acquario, un gioco d’acqua ribollente all’interno di trasparenti vasche emisferiche, accompagnate da effetti di luce e suoni che ricordano il mare e il sole del sud della Francia dove l’artista vive.

La ricerca di Cristiana Fioretti è rivolta principalmente alla luce, al colore e all’interazione con elementi quali l’acqua e la terra. L’artista esplora tecniche e materiali sempre diversi, sia in rapporto con la storia dell’arte europea, a partire dalle ricerche ottiche di Goethe, fino all’impiego di elementi illuminanti artificiali del contemporaneo. Nelle sue opere Fioretti mette in atto pigmenti speciali da lei composti, che interagiscono nella composizione materica del dipinto allo scopo di ottenere risultati sorprendenti, con colori e riflessi a seconda dell’incidenza e della quantità di luce nel giorno.

L’artista prosegue nelle sue indagini sull’utilizzo di reperti materiali legati alla terra e all’ambiente, per definire una mappatura artistica di alcuni siti costieri che si caratterizzano come suoi luoghi d’affezione Mentone in Francia, dove abita, con la costa affacciata sul Mar Ligure; il mare Adriatico delle Marche dove è nata e cresciuta; le Isole tropicali Keys situate tra l’Oceano Atlantico e il Golfo del Messico; e ora, in occasione della mostra milanese, il paesaggio immersivo del fondale sottomarino.

L’allestimento è a cura di Domenico Nicolamarino, con la collaborazione di Gaetano Corica e Fabio Agrifoglio.

Il catalogo, edito da Silvana editoriale, conterrà una presentazione di Maria Cristina Galli, Vicedirettore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, e i testi di Raffaella Resch (introduzione alla mostra), Jacqueline Ceresoli (“Sensorial Space. Da Venezia 2013 a Milano 2020”), Guido Curto (“Cromatologia. Le mostre di San Remo e di Torino del 2013”), Hugues De la Touche (“Colori e luce del Sud della Francia”), Gisella Gellini (“Le opere di Light art e Black Light art e le lezioni al Politecnico di Milano”), Xu Jin (“Arte e didattica. Scambi internazionali tra Italia e Cina”), Ida Chicca Terraciano (“Colori e didattica e la serie Dream Box”), Cristiana Fioretti (“Ricerca artistica e didattica: colore e natura, colore e luce, colore e tecnologia”).

Orari

Martedì – Domenica 9.30 – 17.30

Lunedì chiuso (La biglietteria chiude alle 16.30)

Biglietti d’ingresso ǀ 5 euro intero, 3 euro ridotto

(la visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso all’Acquario)

Info: www.acquariocivicomilano.eu, Tel. 02.88465750

Sgarbi e Murano presentano libro a Palazzo Bonaparte

Palazzo Bonaparte - Vittorio Sgarbi e Francesco Murano
Palazzo Bonaparte – Vittorio Sgarbi e Francesco Murano

In occasione della mostra “Impressionisti Segreti”, martedì 4 febbraio a Palazzo Bonaparte si terrà la presentazione del libro di Francesco Murano, edito da Maggioli

Palazzo Bonaparte – Vittorio Sgarbi e Francesco Murano presentano il libro “L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte”

Tra gli errori più ricorrenti, in fatto di illuminazione, troviamo macchie sulle pareti, buchi di luce, riflessi sui dipinti e abbagliamenti molesti negli ambienti. “Brevettato, assieme al Politecnico di Milano, un sistema intelligente in grado di individuare, analizzare e illuminare puntualmente i dipinti e le sculture”, spiega l’autore

In occasione della mostra record di visitatori “Impressionisti Segreti”, martedì 4 febbraio 2020 alle ore 18 presso Palazzo Bonaparte – Spazio Generali Valore Cultura a Roma, Vittorio Sgarbi presenta il libro L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte di Francesco Murano edito da Maggioli. Tutti coloro che parteciperanno alla presentazione saranno omaggiati di uno speciale coupon che permetterà di visitare la mostra “Impressionisti segreti” a tariffa ridotta fino all’8 marzo, ultimo giorno di apertura della mostra (le riduzioni non sono cumulabili).

Un libro tra gli Impressionisti – Francesco Murano è oggi tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte ed è l’autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia come quelle ora in corso a Milano, a Trieste, a Bologna, a Napoli, a Melfi e a Roma dove in particolare sono visibili Canova. Eterna bellezza a Palazzo Braschi e Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte. Per l’occasione l’autore presenterà una prima ristampa del volume in oggetto.

“Sono particolarmente contento di questa presentazione romana – dichiara Francesco Murano – Innanzitutto perché la copertina del mio libro riproduce un quadro di Renoir, una delle opere più importanti dell’Impressionismo, corrente artistica ben approfondita nella mostra in corso a Palazzo Bonaparte, le cui tele esposte sono state anche mio oggetto di analisi e lavoro. In aggiunta Roma è la città dove mi sono laureato in Architettura e dove ho iniziato la mia attività di Lighting Designer, con l’illuminazione di Edward Hopper”.

L’importanza della luce – Ogni anno in Italia si svolgono moltissime mostre nelle quali vengono esposte migliaia di opere d’arte, dipinti, disegni e sculture illuminate da luce artificiale o naturale. La luce utilizzata serve principalmente ad illuminare le opere esposte, ma svolge anche altre funzioni. Come quella di permettere la lettura delle didascalie e delle grafiche introduttive, di rendere più o meno luminosi gli ambienti, di delineare i percorsi, le vie d’uscita e quelle di sicurezza, di illuminare i bookshop e le biglietterie, fino a mettere in evidenza i banner d’ingresso delle esposizioni. di luce sulle pareti.

Illuminare una mostra d’arte, quindi, presuppone conoscenze tecniche articolate e specifiche che si maturano in anni di esperienza e che non possono essere apprese solo dalla lettura dei comuni testi di illuminotecnica. L’autore, nel suo libro, argomenta magistralmente quali accorgimenti seguire, quali sono gli errori più comuni e come evitarli. Secondo Murano, in sintesi, sono cinque le regole d’oro per non sbagliare la luce: 1) conoscere le opere e l’artista; 2) studiare il luogo e l’allestimento; 3) calibrare gli apparecchi e la tecnica; 4) stare sempre al servizio dell’artista che è più importante di noi; 5) lasciarsi appagare dall’opera e dalla sua luminosa bellezza.

“Ho recentemente brevettato, assieme al Politecnico di Milano, un sistema intelligente applicato all’illuminazione delle opere d’arte – dichiara Murano – Questo sarà in grado di individuare, analizzare e illuminare puntualmente i dipinti e le sculture. Bisognerà quindi stabilire i parametri che guideranno le loro prestazioni: questo compito spetterà a tutti coloro che lavorano per la conservazione e per la valorizzazione delle opere d’arte”.

Gli errori in fatto di illuminazione – “L’errore principale nel quale spesso si incorre – spiega Francesco Murano – è quello di considerare l’illuminazione delle opere d’arte un’attività secondaria rispetto alla cura che in generale si pone negli allestimenti. Di conseguenza i costi riservati alla progettazione, spesso non prevista, e alla realizzazione dei sistemi di illuminazione sono molto ridotti e vengono perciò impiegati personale e apparecchi non adeguati con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Tra gli errori più ricorrenti troviamo macchie di luce sulle pareti, buchi di luce, riflessi sui dipinti e abbagliamenti molesti negli ambienti. Episodi che ricorrono anche in molte mostre importanti, a causa della pessima abitudine di indire per gli allestimenti gare al massimo ribasso, arrivando a penalizzare proprio tale aspetto. “Per quanto riguarda le mostre ben illuminate – aggiunge l’autore – potrei far riferimento a quella di Leonardo o a quella di Caravaggio, entrambe a Palazzo Reale, con luci realizzate da Barbara Balestrieri, grande professionista dalla grande sensibilità la quale, purtroppo, ci ha lasciato e alla quale voglio dedicare un mio ricordo”.

Il libro – L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte intende riordinare e sistematizzare le conoscenze tecniche e progettuali necessarie a un progettista d’interni per illuminare un dipinto di Raffaello, un disegno di Leonardo, un’opera di Warhol o il teschio di Damien Hirst. Questo breve trattato, anche in formato ebook, illustra gli elementi preliminari da prendere in considerazione (abbagliamenti, riflessi, ombre, vicinanza delle opere), le diverse tecniche da adottare in base al taglio critico adottato dal curatore e al progetto di allestimento (colore delle pareti, sistema di illuminazione già esistente, acquisizione dei dati di progetto, sorgenti da utilizzare, temperatura di colore), e le scelte progettuali di puntamento delle luci per quadri, sculture, ma anche dell’ambiente espositivo e delle grafiche introduttive.

Biografia dell’autore – Francesco Murano è docente della Scuola di Design e membro del laboratorio “Luce e colore” del Politecnico di Milano. Architetto, ha conseguito un master presso la Domus Academy e un dottorato di ricerca in disegno industriale con una tesi di laurea dal titolo “Le figure della Luce“. Ha svolto ricerche accademiche, scientifiche, programmi e attività di progettazione per importanti industrie italiane ed estere concentrandosi sulla progettazione illuminotecnica e illuminando molte delle più importanti mostre d’arte in Italia e all’estero.

Roma: mostra di Rossocinabro

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On Earth and Elsewhere
Ricevimento: Venerdì 7 Febbraio, ore 13 su invito
7 – 29 Febbraio

On Earth and Elsewhere prende come punto di partenza da due dei temi più significativi dell’arte: il paesaggio e il volto umano. Nel loro insieme, i 39 artisti in mostra offrono una visione meditativa di come individui e gruppi sperimentano il loro rapporto con la terra. Operando principalmente in modo figurato, la mostra si muove attraverso diversi punti di vista della storia dell’arte, dal tenore dell’avanguardia storica occidentale alla realtà contemporanea. Visita la mostra e per maggiori informazioni sugli artisti presenti ti rimandiamo al sito rossocinabro.com

Artisti: Adda Florie, Misa Aihara, Ianice Alamanou, Annabelle Art Gallery, Brian Avadka Colez, Marco Azario, Frank Briffa, Udi Cassirer, Benny De Grove, Der Poeck, Onno Dröge, Stephan Fischnaller, Mark Goodwin, Yvon Jolivet, Ksenia Koloskova, Rosana Largo Rodríguez, Vincent Léger, M. Yellena Mazin, Bianca Neagu, Mehdi Oveisi, Ann Palmer, Ludwika Pilat, Sal Ponce Enrile, Irena Procházková, Przemko, Daniela Rapisarda, Joakim Sederholm, Merja Simberg, Christine Stettner, Taka & Megu, Petra Tiemann, HowardArthur Tweedie, Katja van den Bogaert, Stèphane Vereecken, Diana Wahlborg, Anna Weichert, Xingzi, Mike Yang

Curatore: Joe Hansen

Rossocinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma

Ricevimento: venerdì 7 Febbraio, ore 13 su invito
Orario apertura: da lun a ven 11-19
Visita: rossocinabro.com

Arriva al cinema: “Maledetto Modigliani”

MaledettoModigliani_POSTER
MaledettoModigliani_POSTER

In occasione delle celebrazioni a 100 anni dalla morte di Modigliani, arriva al cinema solo il 30 e 31 marzo e l’1 aprile Maledetto Modigliani, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital. Diretto da Valeria Parisi e scritto con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi, il docufilm racconta la vita e la produzione di Amedeo Modigliani (1884-1920), un artista d’avanguardia diventato un classico contemporaneo amato e imitato in tutto il mondo.

Livornese dalla vita breve e tormentata, Dedo o Modì, come fu soprannominato, viene qui narrato da un punto di vista originale: quello di Jeanne Hébuterne, l’ultima giovane compagna, che si suicidò due giorni dopo la morte dell’amato, avvenuta all’Hôpital de la Charité di Parigi il 24 gennaio del 1920.

All’epoca Jeanne era incinta e lasciava una figlia di un anno. È proprio a partire dalla sua figura e dalla lettura di un passo dai “Canti di Maldoror”, il libro che Modigliani teneva sempre con sé, che si apre il nuovo docufilm della stagione 2020 della Grande Arte al Cinema.

Il docufilm trae ispirazione anche dalla mostra “Modigliani – Picasso. The Primitivist Revolution” curata da Marc Restellini che aprirà all’Albertina di Vienna nel settembre del 2020 ed è arricchito dalle immagini di opere esposte sia all’Albertina, sia alla National Gallery of Art di Washington, nei musei e nelle collezioni di Parigi e nella grande mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” del Museo della Città di Livorno.

Nel docufilm sono  i suoi dipinti ripresi in set dedicati, da “La Filette en Bleu” al ritratto di Jeanne Hébuterne, a parlarci. Giocando tra riprese della città di oggi e foto e filmati d’archivio in bianco e nero, la voce narrante di Jeanne racconta di quella Parigi di inizio secolo: la ville lumière, la metropoli, il centro della modernità, già mercato d’arte e polo d’attrazione per pittori e scultori da tutta Europa.

Mostra collettiva JOBS.

Olivo-Barbieri-da-Work-in-progress-2003-
Olivo-Barbieri-da-Work-in-progress-2003-

La Mostra collettiva, vede la partecipazione di autori quali Michele Borzoni, Allegra Martin, Guido Guidi, Olivo Barbieri, Stephen Shore, Paola De Pietri, Andrea Simi, William Guerrieri, Andrea Paco Mariani.

Oltre che una mostra JOBS è soprattutto un laboratorio aperto alla discussione e al confronto sul tema del lavoro nell’epoca della quarta rivoluzione industriale, che comprende anche un concorso fotografico under 35 (la cui selezione finale sarà esposta lo stesso giorno) e una Giornata di studio che vedrà la partecipazione del sociologo Aldo Bonomi, dell’urbanista Stefano Munarin, dello scrittore Gianfranco Bettin, dell’architetto Claudio De Gennaro, delo storico della fotografia Antonello Frongia Spagna, dei fotografi Olivo Barbieri, Jorge Ribalta, Michele Borzoni, William Guerrieri, Andrea Pertoldeo, Andrea Simi e del regista Andrea Paco Mariani.

Mostra:
Inaugurazione: sabato 16 novembre alle ore 13, alla presenza delle autorità e degli autori.
Periodo mostra: 17 novembre – 22 dicembre 2019
Ingresso libero

Giornata di studio:
Sabato 16 novembre dalle ore 10 alle ore 13 e dalla ore 15 alle ore 19. Partecipazione a
iscrizione gratuita entro il 15 novembre: info@lineadiconfine.org