L’Olimpia Milano conquista il tricolore

Assago (Milano), 27 giugno 2014 di Stefano Daprile. Lo speaker ci prova: “Al termine della gara ci sarà la premiazione, siete pregati di non entrare in campo”. Ma le maglie rosse sugli spalti non ci sentono, probabilmente assordate dalle loro stesse grida ed emozioni, e da quella splendida situazione colma di energia positiva che il Forum di Assago racchiude. Si chiama Tifo. Si chiama Passione. Si chiama Sport. Scendono dalla curva, dalle tribune, dal secondo anello. Un cordone rosso a bordo campo instabile come un atomo di uranio. Lo speaker ci riprova, ripete l’annuncio, ma molto probabilmente non ci crede nemmeno lui. L’attesa è diventata maggiorenne, ha compiuto 18 anni, ed arginare l’onda rossa a bordo campo con le sole parole, sarebbe come arginare uno Tsunami costruendo un muretto. Il cronometro corre, le lacrime di gioia si mescolano ai brividi e ai sorrisi, poi l’esplosione, e la festa.

L’Olimpia torna ad essere Campione d’Italia. Anzi forse è opportuno chiamarla Olimpia Emporio Armani Milano, perché questo trionfo è assolutamente griffato Re Giorgio che ha raccolto le ceneri di una società allo sfascio, e l’ha saputa trasformare, con infinita pazienza e sofferenza, in una splendida realtà non solo italiana. Questa vittoria è soprattutto sua, e ci sono tanti indizi che dicono che potrebbe essere l’impulso per far si che le scarpette rosse aprano un ciclo che permetta di conquistare tante soddisfazioni , in Italia e in Europa, nelle prossime stagioni. Le basi sono gettate, sono solide e di qualità.

In una stagione dove abbiamo visto tutto e il contrario di tutto non era per nulla scontato vincere. Le difficoltà di Milano in questa finale, e in tutti i Play Off, hanno caricato ancor di più un ambiente già colmo di pressioni. Coach Banchi, come lui stesso ha ribadito, ha dovuto lavorare molto per sgombrare la testa dei suoi ragazzi dai fantasmi che le infestavano. Qualsiasi risultato che non fosse stato la vittoria sarebbe stato un fallimento. Un fardello assai difficile da sopportare, che sommato alla grande, grandissima, indimenticabile Siena ha reso questa vittoria ancora più dolce.

Elencare tutti i meriti degli avversari per quanto fatto è impossibile. Gli splendidi ragazzi dell’eccezionale Coach Crespi, già cancellati dalle malefatte targate Minucci, meritano gli stessi identici elogi dei vincitori. Dalla prossima stagione la Mens Sana ripartirà dal purgatorio delle serie minori, e per chi ama il basket già se ne sente la mancanza.

La partita: vietata ai deboli di cuore gara 7 è stata una partita incredibile. Milano gioca un gran primo tempo chiuso sopra di 7 lunghezze, dando l’impressione per grandi tratti di poter fare ancor più male a Siena.

In apertura di ripresa l’Emporio tocca il massimo vantaggio sul 41 a 29. I 12.000 del Forum sono in delirio. Ci si aspetta la resa di Siena ma non è nel loro DNA.
A cavallo delle ultime 2 frazioni la Mens Sana piazza un parziale di 19 a 2 che avrebbe potuto disintegrare il palazzetto. A 7 minuti dal termine gli ospiti toccano il loro massimo vantaggio sul 50 a 58.

Coach Banchi rischia e sceglie di tenere sua maestà Langford fuori dal quintetto. Scelta azzardata ma vincente. L’EA7 trascinata dal pubblico, chiamato in causa nel momento di maggior difficoltà da uno strepitoso Melli, riaggancia la parità con la tripla di Jerrells e con l’MVP delle Finals Gentile, che si carica le scarpette rosse sulle spalle. E’ pandemonio puro. Melli mette la ciliegina sulla torta della sua fantastica prestazione firmando il sorpasso. Hackett, tutta la partita col limitatore, si scioglie e trova le giocate che firmano il break decisivo. Finisce 74 a 67. Inizia la festa, l’Olimpia e il suo pubblico si fondono. E’ tornato l’amore, anzi non era mai andato via, ma questa vittoria ha tolto tutte le scorie che ne impedivano di splendere. Ora è luminosissimo.

Pagelle: Gentile 8 – Cerella 6,5. – Melli 7,5 – Hackett 7 – Kangur s.v. – Langford 6,5 – Samuels 6 – Wallace s.v. – Lawal 6,5 – Moss 6,5 – Jerrells 7.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Montepaschi Siena

Assago (Milano), 23 giugno 2014 di Stefano Daprile. La partita: Haynes, Janning, Carter, Ress e Hunter formano lo starting five scelto da Coach Crespi, mentre Coach Banchi si affida ad Hackett, Langford, Gentile, Melli e Samuels.

Parte forte la Mens Sana. Haynes e compagni costruiscono con tanta difesa un preoccupante 3 a 12 iniziale, sfruttando gli ormai soliti fantasmi che attanagliano Hackett e compagni nei momenti decisivi. Il timeout è l’unica soluzione di Milano per arginare la situazione, e alla ripresa il gap è ridotto a 4 lunghezze in virtù delle (troppe) forzature di Langford e Hackett e dei frequenti viaggi in lunetta di Gentile. L’Emporio prova a muovere meglio il pallone cercando di spostare il baricentro del gioco sotto le plance, ma i campioni d’Italia tirano meglio e chiudono la prima frazione sopra 15 a 20.

Ci vorrebbe un Cerella e risponde Bruno con il Jumper del meno 3. Sembra il segnale della riscossa visto che Langford con un gioco da 3 punti impatta il Match a quota 20. Crespi fiuta il pericolo e interrompe il momento Ok EA7 con un timoeut. Alla ripresa Hunter rimette gli ospiti sopra di 5 lunghezze e fa capire a Milano che Cerella è un ottimo combustibile per gli spalti, ma per il parquet ci vuole molta più legna. L’Olimpia si rimbocca le maniche e con un gioco lento e raffazzonato, neanche lontano parente di quello spumeggiante delle notti d’Eurolega, arriva all’intervallo lungo col contropiede di Jerrells che limita i danni sul 33 a 34.

Tanto nulla nella ripresa fino ai liberi di Haynes del nuovo +3 Mens Sana. Samuels rimane il più affidabile in attacco per l’Emporio, mentre il meno efficace, Hackett firma il primo vantaggio Olimpia sul 37 a 36. La partita sale notevolmente di intensità. I protagonisti di Gara 4 per gli ospiti, Janning e Viaggiano, trovano le loro prime retine che rimettono i toscani davanti. Langford, in collaborazione con tanto Cerella, firma il controsorpasso fino al 47 a 43, prontamente ricucito da Hunter e Green. Siena allunga ancora a +3 con la tripla di Viggiano a cui risponde Langford capitalizzando un ottimo rimbalzo offensivo. C’è spazio ancora per l’ennesima giocata del MVP del match, Hunter, che completa l’Alley Oop che fissa il punteggio all’ultimo intervallo sul 49 a 52.

L’attacco senese si muove bene permettendo ad Hunter e Haynes di aprire con uno 0 a 5 il quarto periodo facendo malissimo alle scarpette rosse.

Milano è in tilt e il segnale più brutto lo da Coach Banchi in ginocchio a bordo campo. Ancora Hunter svetta per il primo vantaggio in doppia cifra degli ospiti sul 49 a 59. Le risposte di Milano sono una tripla di Jerrells che non prende neanche il ferro e un’incredibile palla persa di Gentile. Ci vogliono oltre 4 minuti all’Olimpia per capire che il match gli sta sfuggendo di mano e per muovere nuovamente il punteggio. Gentile capitalizza un ottimo gioco da 3 punti e in collaborazione con Lawal trova un insperato quanto vitale meno 5. Il solito Hunter è pero inarrestabile e trova 2 schiacciate che schiacciano anche le ultime urla del Forum.

Banchi si inventa un improbabile quintetto di soli piccoli. Milano può solo sparacchiare dall’arco, ma Jerrells e Langford sono ovviamente più controllati di un bambino dai genitori al parco, e trovano più ferri che in una bottega di un fabbro.

La Montepaschi espugna il forum 68 a 72 e tra 48 ore avrà il Match Point al Pala Estra. Comunque vada Siena sparirà, mentre Milano invece, in caso di sconfitta, si dovrà nascondere dalla vergogna.

Pagelle: Gentile 5 – Cerella 6,5. – Melli 4 – Hackett 5 – Kangur N.E. – Langford 5 – Samuels 5 – Wallace 5 – Lawal 5 – Moss 4,5 – Jerrells 5.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Montepaschi Siena

Assago (Milano) 17 giugno 2014 di Stefano Daprile. La partita: Jerrells, Langford, Gentile, Melli e Samuels sono i 5 scelti da Coach Banchi per continuare la corsa alla conquista del tricolore. Crespi si affida invece allo stesso quintetto di 2 giorni fa al forum formato da Haynes, Green, Carter, Ress e Hunter. C’è un’altra Siena rispetto a gara 1. Ress con 2 triple migliora, dopo appena una manciata di minuti, l’intero bottino toscano di Gara 1 permettendo ai suoi di iscriversi al match con il 2 a 8 di partenza. A Milano bastano comunque una manciata di minuti per effettuare il sorpasso affidandosi alla maggior fisicità di Samuels sotto le plance. I ragazzi di Crespi rimangono concentrati e rimangono a contatto fino alla tripla di Kangur allo scadere che manda in archivio la prima frazione sul 19 a 16.

L’Olimpia diventa più aggressiva in attacco e comincia il secondo periodo attaccando il ferro con maggiore convinzione. Hackett, Samuels e Jerrells vanno a segno, ma la dinamicità di Janning e le lunghe leve di Hunter tengono la Montepaschi ben ancorata al match. Lawal è la solita croce e delizia, prima calamitando e capitalizzando i palloni del nuovo +6, ma poi sprecando tutto con i banali errori che rimettono gli ospiti a un solo possesso sul 29 a 27. Milano è sotto ogni aspetto meno brillante di 2 giorni fa e riesce a trascinare il punteggio solo coi liberi di Hackett, decisamente troppo poco per scrollarsi di dosso i campioni d’Italia. L’antisportivo fischiato a Samuels grida vendetta ma surriscalda l’ambiente. C’è bisogno di un innesco, Gentile e Moss dall’arco appiccano almeno le scintille del +8 EA7, premessa del 42 a 35 che accompagna le squadre negli spogliatoi.

Nella ripresa Samuels rimane il punto di riferimento dell’attacco, a tratti troppo statico, di Milano. Il centrone giamaicano inventa il +8 che ha il grande merito di suonare la carica. Melli completamente solo dall’arco scrive il +9, il capitano firma la prima doppia cifra per il 52 a 41. Il gap si dilata a 13 lunghezze ma la voglia di vendetta di Haynes tiene in vita la Mens Sana fino a quando Langford, notizia più unica che rara, trova la prima retina dal campo dopo quasi 30 minuti, e complici i tanti viaggi in lunetta, manda l’Emporio all’ultimo intervallo sopra 63 a 50.

Tutti sbagliano tutto nella quarta frazione. Dopo quasi 3 minuti sono i liberi di Haynes a muovere il punteggio. La successiva tripla di Carter dice 63 a 55 provoca qualche brivido fuori stagione in pianura padana. Gli ospiti sembrano crederci, ma l’illusione dura una manciata di secondi. Spencer vola in contropiede ma anziché trovare il fondo della retina incorre nella stoppata di un monumentale Moss. E’ il gesto che svuota le energie e le speranze senesi. Langford e Gentile inventano un uno-due che vale il 68 a 55. Milano trascinata dal suo fantastico pubblico si concede anche di giocare sul velluto e decollare fino +18, prima del 79 a 65 finale. 2 a 0 e serie che si sposta in terra toscana con la consapevolezza che si può tornare a Milano già Campioni d’Italia.

Pagelle: Gentile 7 – Cerella s.v. – Melli 6,5 – Hackett 6 – Kangur 6 – Langford 6,5 – Samuels 8 – Wallace n.e. – Lawal 6 – Moss 7 – Jerrells 6.

Oliimpia EA7 Emporio Armani Milano – Montepaschi Siena

Assago (Milano), 15 giugno 2014 di Stefano Daprile. La partita: riconquistiamolo. L’imperativo EA7 per riportare lo scudetto sotto la madonnina, assente ingiustificato dal 1996, passa dalle mani di Jerrells, Langford, Moss, Melli e Samuels. Coach Crespi, capitano della gloriosa nave Montepaschi, già destinata ad essere smantellata chissà dove, chiede un ultimo sforzo ai suoi per chiudere in bellezza lo straordinario e storico ciclo di vittorie, scegliendo Haynes, Green, Carter, Ress e Hunter come starting five.

Parte forte l’Olimpia che costringe Siena a faticare su ogni possesso, sporcandogli le traiettorie e non concedendo tiri aperti. Solo Janning e Hunter per i toscani trovano qualche chiave per aprire la difesa milanese, ma bastano le mani infuocate di Curtis Jerrells ad abbozzare i primi disegni di fuga. L’oggetto misterioso di inizio stagione insieme ad Haynes, rimasto tale, vede il canestro grande come il cantiere dell’Expo e inventa 3 triple che chiudono la prima frazione sul 22 a 15 EA7.

Lo show di Jerrells continua anche nel secondo quarto con il jumper del +9 e l’assist per il +11 di Lawal. Milano è padrona del campo con Siena che già mostra facce decisamente diverse da quelle dei ragazzacci di Meo Sacchetti viste nelle rimonte sarde. Nemmeno i disastri di Lawal riescono a scuotere i ragazzi di Crespi. Lo 0 su 4 di Haynes ai liberi è l’immagine migliore dell’impotenza di Siena. Il gap si dilata a +18 con la quarta e quinta tripla di Jerrells, che completano il primo tempo fantastico del Play di Austin da 21 punti a referto che permettono il comodo 44 a 28 scritto sui tabelloni nell’intervallo lungo.

La ripresa si apre con i tiri aperti di Moss e Melli del +19. L’assist no look di Jerrells per Samuels dice +21. Non ci sarebbe partita ma Milano vittima di se stessa si rilassa concedendo a Hunter e Haynes i canestri che permettono alla Montepaschi di rientrare parzialmente 54 a 39. Niente panico. Milano lavora tranquilla ai fianchi la difesa senese, e senza forzare fa circolare bene il pallone trovando le retine di Jerrells, Langford e Samuels, che accompagnano l’Emporio all’ultimo intervallo sul tranquillo 60 a 44.

Nella frazione conclusiva Hackett prova a prendersi la squadra sulle spalle ma i risultati sono alterni. 2 forzature del grande ex della gara rimettono Siena a sole 12 lunghezze. Un bel lavoro in post basso e un pregevole assist per Lawal rimettono il match sul +16 con 5 minuti residui. E’ garbage time, Lo dicono le infinite stoppate e schiacciate, regolari e non, del canguro Lawal, unici sussulti interessanti di un finale di partita di un match a senso unico. Milano vince 74 a 61. Il viaggio del tricolore da Piazza del Campo a Piazza del Duomo è partito.

Pagelle: Gentile 6,5 – Cerella s.v. – Melli 5,5 – Hackett 5,5 – Kangur 5,5 – Langford 6 – Samuels 6 – Wallace n.e. – Lawal 6 – Moss 6,5 – Jerrells 8.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Montepaschi Siena

Assago (Milano), 12 gennaio 2014 di Stefano Daprile. Vittoria fondamentale di Milano contro i pluricampioni d’Italia della Montepaschi. Sicuramente non spumeggiante come il trentello appena rifilato agli altri campioni, quelli d’Europa dell’Olympiakos, ma paradossalmente ancora più fondamentale. Trovare le giuste energie fisiche, ma soprattutto mentali, azzerare quel trionfo pazzesco e trovare un’altra vittoria, anche in una serata visibilmente meno brillante, sono chiari segnali da grande squadra. L’Olimpia sta imparando ad esserlo,e di certo se ne sono accorti anche gli oltre 10.000 del Forum di questa sera.

La Partita: starting five composti da Hackett, Langford, Moss, Kangur e Samuels per Milano, Haynes, Janning, Carter, Ress e Ortner per i campioni d’Italia. La voglia di vendetta di Haynes sbatte immediatamente contro la difesa arcigna delle scarpette rosse, sullo stesso stile di quella vista contro il Olympiakos in settimana. Ma è l’attacco EA7 il reparto non all’altezza, notevolmente trasformato rispetto all’ultima apparizione. I primi 7 minuti scorrono infatti con una sterilità preoccupante, interrotta solo da un paio di giocate di un Samuels ancora indietro di condizione. Anche la Mens Sana produce poco, capitalizzando non al meglio i 4 rimbalzi offensivi di Ortner con una manovra appena abbozzata. Un lampo di Langford chiude la prima (brutta) frazione con un misera parità a quota 10 scritta sui tabelloni.

Si riprende con Haynes che continua la sua battaglia personale contro l’Emporio. Il suo voler strafare produce un +4 esterno prontamente ricucito da Langford e Lawal , i meno spenti in attacco per l’Olimpia. Ma l’enorme difficoltà a trovare punti per Milano rimane, e la Montepaschi prova a scappare con il Jumper di Ress del 20 a 29 a un minuto dal termine. Ci vuole un timeout scossa di Coach Banchi per dire che c’è vita. Una tripla di Moss, 2 libri di Hackett e 3 liberi di Langford fanno da contorno alla bella giocata di Green per il 28 a 31 che accompagna le squadre negli spogliatoi.

8 punti consecutivi di Moss aprono il secondo tempo cambiando decisamente l’inerzia del Match. Ora è Siena a inseguire una Milano decisamente rivitalizzata dopo l’intervallo. Melli scava il primo significativo vantaggio EA7 con la tripla del +6, ma i lunghi toscani, Ress e Hunter su tutti, arginano la crescita di Lagford e compagni. E’ proprio il talento dell’ex Maccabi a far dilatare il gap fino al nuovo massimo vantaggio EA7 per il 50 a 42 di fine terzo periodo.

Le triple di Haynes e Carter aprono l’ultima frazione e dicono che il match è tutt’altro che concluso. Il cost to cost di Langford riprende a muovere il punteggio per Olimpia e infonde coraggio ai suoi. Moss e Hackett provano a costruire il break decisivo ma Siena resta in agguato. Haynes non si fa rimpiangere trovando il nulla dalla lunetta e Hackett folleggia per il nuovo +6 con 3 minuti residui. Ci vuole il colpo che azzanni definitivamente la preda, puntualmente trovato dal solito Langford con la tripla del 62 a 53 a 2 minuti abbondanti dal termine. I campioni d’Italia inesorabilmente si spengono. Wallace trova il primo vantaggio in doppia cifra sul 64 a 53 prima che il match termini 66 a 56 collocando Milano terza in griglia di partenza nel tabellone della Coppa Italia per la sfida contro Sassari.

Pagelle: Gentile 5,5 – Gigli n.e. – Cerella s.v. – Melli 6 – Hackett 6,5 – Kangur 5,5 –  Langford 7,5 – Samuels 5,5 – Wallace 6 – Lawal 6,5 – Moss 7,5 – Jerrells 6