Lorenzo live 2018

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Dopo il sold out di Zurigo, Lorenzo live 2018 approda sabato 23 giugno al Forest National di Bruxelles, e lunedì 25 giugno, per la prima volta in un Palazzo dello sport del Regno Unito, alla SSE Wembley Arena di Londra.

“Mi fa piacere suonare a Londra- ha dichiarato Lorenzo- Avevo suonato in piccoli club, ma è la prima volta che suoniamo in un vero palazzetto. E’ una città importante per tutti quelli che come me amano la musica. Il mio primo viaggio da ragazzino è stato proprio qui, con lo zainetto in spalla per andare a comprare i 45 giri. Tutti noi che amiamo la musica siamo cresciuti con il mito di Londra”

Per la chiusura del tour arriva il video di Viva la libertà, voluto da Lorenzo come grande omaggio e ringraziamento per il suo pubblico e realizzato proprio per festeggiare il finale di questo tour dei record.

Viva la libertà, tratto da Oh, vita! l’album prodotto da Rick Rubin per Polydor e già certificato Fimi triplo disco di platino, è il pezzo con cui Lorenzo ha chiuso tutti i concerti e con cui ogni sera, saluta il pubblico dopo tre ore di concerto.

Il video è una scatola magica, un live che però ha dentro elementi fantastici: il massimo della finzione nel massimo della realtà.

“Quando ho scritto viva la libertà l’ho fatto proprio pensando ai concerti, desideravo che la mia gente uscisse dai palasport con quella parola in testa e una melodia semplicissima da portarsi addosso per un po’”

Dopo la tappa nella capitale inglese del 25 giugno il tour proseguirà per Lugano (30 giugno), per poi chiudere a Milano con una grande festa finale il 3 e 4 luglio, dove il tour è partito e dove, 30 anni fa, è iniziata la carriera dell’artista che più di ogni altro ha saputo rinnovarsi e che con il suo talento, la sua intelligenza, la sua dedizione e la sua generosità è un vero e proprio riferimento culturale del nostro tempo.

Lugano – Museo d’arte della Svizzera

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E’ aperta a Lugano al Museo d’arte della Svizzera italiana fino al 21 gennaio 2018 una grande mostra dedicata all’India dal titolo “Sulle vie dell’illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017”. Si tratta di 400 opere e una molteplicità di materiali esposte su due piani che mettono in luce la profonda influenza che l’India ha esercitato sull’arte e sulla cultura occidentale negli ultimi due secoli.
La mostra si propone di raccontare come questo grande Paese sia diventato quell’altrove mitico cui il mondo Occidentale, in particolare a partire dagli anni Sessanta, ha guardato come alternativa a un contesto sempre più rigidamente sottomesso alle logiche materiali della produzione e del consumo.

Questo mito ha profondamente esercitato una influenza sulla cultura e l’arte internazionale e questa lealtà globalizzataci viene trasmessa attraverso gli scatti di grandi fotografi l’attualità del nostro tempo.
Numerosi sono gli appuntamenti in programma che abbracciano in maniera interdisciplinare tra l’altro, la musica, la danza, il cinema oltre altre sfaccettature della cultura indiana quali la medicina, la meditazione, la cucina, laboratori per bambini, conferenze sull’ayurveda, sessioni di yoga, letture, master class e una inedita rassegna cinematografica curata da Marco Muller.

Mostra dedicata a Wolfgang Laib

wolfgang laib
wolfgang laib

Al Museo Arte e Cultura (LAC) di Lugano è in corso sino al 7 gennaio 2018 la mostra monografica dedicata a Wolfgang Laib, artista tedesco la cui opera si distingue nel panorama artistico contemporaneo per essenzialità, chiarezza e profondità di pensiero. Sono esposte 50 opere tra sculture, fotografie, disegni e installazioni che esplorano tutti gli ambiti del suo universo creativo.

La rassegna sin dall’inizio coniuga con armonia e semplicità una profonda conoscenza dell’artista di culture e religioni orientali con una riflessione sulle le radici del patrimonio culturale occidentale.

Le fotografie realizzate da Laib durante i suoi viaggi in Europa e in Asia compongono un repertorio di forme che prende nuova vita nei suoi essenziali disegni a pastello. A loro volta i motivi che popolano le opere su carta riecheggiano e si amplificano nelle sculture e installazioni che completano il percorso espositivo secondo un principio di circolarità e ripetizione paradigmatico dell’opera dell’artista.

Nell’ampio spazio espositivo del piano -2 dialogano senza barriere opere rappresentative dell’intero percorso artistico di Laib: dalla Milkstone, scultura essenziale che sposa in un equilibrio perfetto la durezza del marmo alla fluidità del latte presente sin dalle prime esposizioni alle più recenti strutture in legno ricoperte da rilucente lacca birmana (Untitled, 2003); dalla celeberrima sequenza dei Rice Meals (1983) fino all’imponente ziggurat (Es gibt keine Anfang und kein Ende, 1999) in legno e cera d’api che impressiona con la sua mole e il suo intenso profumo. Prezioso fulcro della mostra è l’ampio e luminoso campo di polline di pino, presenza al tempo stesso effimera e grandiosa, che inevitabilmente invita a meditare sulla ciclicità della natura e la precarietà dell’esistenza, celebrandone al contempo la complessità e la ricchezza.

Significativa è l’attitudine con la quale Laib da sempre si confronta con i materiali organici e inorganici che rendono inconfondibili le sue opere: il marmo viene scolpito, la cera viene plasmata e il polline disposto in ordinate composizioni senza la presunzione di attribuire alla materia un nuovo valore, bensì la volontà di essere un tramite che con il suo lavoro rende visibile la bellezza intrinseca ad ogni materiale

Dal 1970 Laib trascorre con la famiglia ogni estate nel sud dell’India e il contatto con lo stile di vita dei piccoli villaggi indiani lo influenzano profondamente. Nel corso della sua carriera ha esposto nei principali musei europei e americani e partecipato a diverse edizioni della Documenta e della Biennale. Nel 2015 ha ricevuto il Premio imperiale per la scultura. (c.t.)

Museo d’arte della Svizzera Italiana di Lugano

C Horsfield_PIAZZA DE MARTINO_2016
C Horsfield_PIAZZA DE MARTINO_2016

Il Museo d’arte della Svizzera Italiana di Lugano in collaborazione con il Centraal Museum di Utrecht, dal 12 marzo al 2 luglio, dedica un’ampia esposizione monografica a Craigie Horsfield, artista britannico che dagli anni Ottanta conduce una straordinaria indagine sulla natura stessa dell’immagine fotografica.

La mostra presenta una serie di ritratti inediti realizzati a Lugano appositamente
per l’esposizione del MASI e nelle immagini prevale l’esplorazione dei processi attraverso i quali cerchiamo di comprenderci uno con l’altro e di esistere insieme; contemporaneamente queste opere rappresentano l’unicità delle persone che collaborano con l’artista e la loro singolare e unica esistenza nel presente, riconosciuta nell’attenzione dello spettatore attraverso il raccoglimento, la sensibilità e l’empatia.

La fotografia rappresenta solo uno dei molteplici tasselli che si sovrappongono nella sua produzione artistica: dal negativo o da un fotogramma realizza opere di grande formato con tecniche sorprendenti e disparate come arazzi e affreschi.

Nel suo lavoro si notano ritratti, nature morte nonché momenti di vita quotidiana, riti e tradizioni popolari, temi e generi diversi rappresentati con tecniche innovative che tendono a stemperare i limiti fra le varie discipline artistiche.

La mostra si sviluppa in sezioni tematiche incentrate su opere emblematiche spesso su lavori monumentali come i maestosi arazzi dedicati alla scena apocalittica di Ground Zero o al Golfo di Napoli in un’ambigua visione notturna. Lo straordinario percorso che ne scaturisce porta alla luce le relazioni che intercorrono fra eventi accaduti in luoghi e momenti apparentemente lontani fra le persone che ne sono state partecipi e gli spettatori che ne fanno scoperta.

Secondo l’artista un’opera d’arte si realizza pienamente solo grazie al ruolo attivo del pubblico e quello che avviene qui è il riconoscimento di un passaggio di comprensione, di raccoglimento e di identificazione: l’impressione di dare tempo e attenzione al mondo e agli altri nonchè a un presente profondo. Questi passaggi sono frequentemente fluidi nelle loro interrelazioni mentre in altre occasioni sono spigolosi e discordanti.

Sin dall’inizio della sua carriera Craigie Horsfield coltiva un profondo interesse per il suono e la
musica, una passione che si riflette nella struttura della mostra, articolata come i movimenti di una
composizione musicale. Accanto agli arazzi, agli affreschi e alle stampe, il percorso espositivo include
un’installazione sonora composta e mixata dall’artista in collaborazione con Reinier Rietveld
appositamente per lo spazio espositivo del MASI. Questo elemento sonoro, in dialogo con le altre
opere, contribuisce all’elaborazione di nuovi e specifici significati.

Oltre alle consuete visite guidate gratuite, sono previste per tutta la durata della mostra numerose
attività di mediazione culturale volte a favorire la fruizione da parte del pubblico e a trasformare la
visita in un’esperienza arricchente ed emozionante. Il programma è disponibile sul sito
www.edu.luganolac.ch.

“Storie di ali”

LOCANDINA Storie di Ali
“Storie di Ali” – Mostra personale dell’artista Andrea Scacciotti
Dal 2 al 30 novembre 2015
Presso BIM, Banca Intermobiliare
Contrada Sassello 10, Lugano
Orari: da lunedì a venerdì 8.30-17.30
INGRESSO LIBERO

Vernissage GIOVEDI 19 NOVEMBRE, dalle 18.00 alle 20.30
Presenta l’evento la nota ballerina, pittrice e scrittrice Simona Atzori

Da sempre impegnata nel sostegno e nella valorizzazione dell’arte contemporanea, la Bim Banca Intermobiliare ospiterà l’esposizione personale dell’artista Andrea Scacciotti. Un ritorno atteso, dopo la mostra dedicatagli nel 2012, che dimostra da parte della banca una particolare attenzione per il panorama culturale attuale, un’accorta e mirata progettualità negli interventi in suo sostegno e, non da ultima, una sentita partecipazione allo sviluppo del percorso professionale dei suoi protagonisti.

Per tutto il mese di novembre, nella suggestiva Sala Mostre della sede di Lugano, il pubblico potrà ammirare gli esiti più recenti della sperimentazione estetica di Andrea Scacciotti, artista poliedrico che ha saputo affiancare all’attività pittorica quella di gallerista e di promotore di eventi culturali.

Il tradizionale vernissage inaugurale sarà sostituito da una speciale serata-evento (Giovedì 19, dalle ore 18.00 in poi) che avrà per protagonisti l’autore e una madrina d’eccezione, la nota ballerina, pittrice e scrittrice Simona Atzori, a cui Scacciotti è legato da un intenso rapporto di amicizia e di stima reciproca.

Un dialogo serrato tra le diverse forme d’arte fondato sulla comune passione per la bellezza e l’armonia emergerà dall’incontro e dal confronto, coinvolgendo i partecipanti in quella particolare atmosfera intima e introspettiva che sempre si crea a contatto con i creativi e la loro capacità di esprimere emozioni comuni in una forma del tutto unica e personale.

“Storie di Ali” presenterà le due ricerche, distinte ma complementari, che in questo periodo sono al centro dell’indagine di Andrea Scacciotti.
La serie più recente, intitolata “Tracce”, è composta da opere su carta di piccole dimensioni ed è ispirata alla preziosità e alla leggerezza.

Pezzi unici, su carta realizzata a mano dallo stesso artista, ripropongono solo una minima parte della composizione dei dipinti su tela; dettagli di un discorso più ampio che vengono poi rielaborati con interventi pittorici che enfatizzano la fragile ruvidezza della trama, le delicate velature di colore e le zone di luce e di ombra che movimentano la superficie.

La loro forma irregolare le rende palpitanti, vive. Racchiuse nella cornice, richiamano alla mente l’immagine delle vecchie fotografie o dei cimeli di un lontano passato: hanno la stessa forza evocativa, la stessa malinconica compostezza dei testimoni di un tempo -che non è e non sarà più- che vale la pena di ricordare. Si fanno emblema del significato profondo che Scacciotti da sempre persegue nel suo percorso artistico: la memoria.

Sia essa personale o collettiva, reale o immaginata, serena o dolorosa, amica o nemica, la memoria è una compagna con cui non possiamo fare a meno di confrontarci per la nostra autoconsapevolezza, per comprendere i nostri limiti e per superarli.
Ciascuna “traccia” assume pertanto il valore dell’impronta ideale di un’esperienza, diventa il riflesso di un ricordo, di un pensiero, di un’emozione. Qualcuna si accartoccia leggermente, si solleva dal fondo su cui proietta la propria ombra, creando un effetto tridimensionale appena accennato ma vibrante. Qualcun’altra si sdoppia a seguito di uno strappo, dando origine ad una coppia di entità simili ma indipendenti.

Altre ancora assumono i contorni e i volumi di minuscole, coloratissime farfalle; applicate sul fondo chiaro, riproducono il disordinato e allegro movimento di una sciame, ovvero un’immagine che appartiene all’immaginario collettivo come l’invito più seducente alla spensieratezza e all’evasione fantastica.

Non mancheranno in mostra anche i dipinti astratti e polimaterici di grande dimensione, recenti e inediti, nel solco dello stile che Andrea Scacciotti ha affinato nel tempo. In questi lavori olii e acrilici si fondono e si uniscono a materiali naturali e industriali come sabbie, legni, cemento e materiali plastici, ottenendo interessanti effetti visivi fatti di rilievi, di iridescenze e di trasparenze, che spesso riescono a trasmettere una sensazione quasi tattile.

Opere animate da un movimento irrequieto in continua espansione, che trae forza dal contrasto tra tonalità scure e colori brillanti; emblematiche visioni cosmiche in cui il caos e la ragione appaiono strette in un conflitto irrisolvibile, profondità abissali squarciate da improvvisi lampi di luce e superfici piane idealmente segnate dal tempo e dagli eventi: graffi, crepe, increspature, lacerazioni simboliche dell’anima e della materia.

Quello delineato dall’autore è uno spazio interiore che si rivela attraverso la dissolvenza di filtri onirici in cui la forma, fluida e luminosa, perde in definizione e si identifica nelle coincidenze di interpretazione. Uno spazio che si presta ad una visione ad occhi chiusi, abbandonandosi al volo dell’immaginazione con quel piacere leggero e palpitante che si prova quando ci si libra sulle ali dell’arte.

Per informazioni:
contatti@alteregogallery.com | www.alteregogallery.com | +41 (0)793572548 | +39 3495259573