“Verissimo – Le Storie”: sabato ore 16 Canale 5

Verissimo Le Storie
Verissimo Le Storie

I Videomessaggi di Carlo Verdone, Elisabetta Canalis e Filippo Magnini con Giorgia Palmas
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“Verissimo – Le Storie”
Conduce Silvia Toffanin

Sabato 16 maggio, alle ore 16.00, su canale 5

Sabato 16 maggio, alle ore 16.00, su Canale 5, nuovo appuntamento con “Verissimo – le storie”, condotto da Silvia Toffanin.

Si fa sempre più lunga la lista di artisti e personaggi che hanno voluto partecipare al grande coro virtuale #ImagineForVerissimo. Questa settimana canteranno tra gli altri: Noemi, Lorenzo Fragola, Paolo Jannacci, Emma Muscat, Federica Carta e Clizia Fornasier con il compagno Attilio Fontana.

Tra videomessaggi giunti questo sabato a Verissimo quello di Elisabetta Canalis da Los Angeles, quello dei futuri sposi Filippo Magnini e Giorgia Palmas, che sono stati costretti causa Covid19 a rimandare le loro nozze, quello di una coppia tutta da ridere formata da Katia Follesa e Angelo Pisani e, infine, la clip del vincitore delle nuove proposte di ‘Sanremo 2020’ Leo Gassmann.

Inoltre, in occasione del suo sessantesimo compleanno, Verissimo riproporrà l’incontro avvenuto tra Fiorello e Silvia Toffanin.
Inoltre, i telespettatori potranno rivedere le interviste a: Patty Pravo, Sabrina Ferilli, Ambra Angiolini, Bruno Barbieri e alla coppia formata da Federica Nargi e Alessandro Matri.

A conclusione di puntata sarà Carlo Verdone ad offrire al pubblico una sua riflessione personale su questo periodo.

Verissimo è anche sul web con un sito ricco di contenuti inediti, video e curiosità: www.verissimo.it

Nuoto, Magnini a Radio 24: “Tornare alle gare? Non chiudo le porte”

Filippo Magnini La resistenza dell'acqua
Filippo Magnini La resistenza dell’acqua

Nuoto, Magnini a Radio 24: “Tornare alle gare? Non chiudo le porte”

“Prima di tornare alle gare bisogna tornare ad allenarsi, non lo so, non chiudo le porte”. Lo ha detto Filippo Magnini a Tutti convocati su Radio 24, all’indomani dell’uscita del suo libro “La resistenza dell’acqua” (Sperling & Kupfer) in cui racconta anche la vicenda della squalifica per doping e la battaglia legale poi vinta al Tas di Losanna con la sua completa assoluzione. “Anche Jordan quando si ritirò disse non chiudo la porta. Ho 38 anni, gareggerei con chi ne ha 20, quando ho smesso di nuotare ero stanco e anche tranquillo della mia scelta, ma chi lo sa dai! Forse quando succedono cose come quello che è successo a me, aver vinto questa battaglia con la giustizia sportiva – continua Magnini a Radio 24 – ha fatto riaccendere l’adrenalina, poi sentire che hanno rimandato le Olimpiadi e avere ancora un anno a disposizione. Però al momento rimangono pensieri”.

Filippo Magnini a Verissimo su Canale 5

MAGNINI 7 MARZO
MAGNINI 7 MARZO

Filippo Magnini:

“La verità è venuta fuori e ora sono libero.

È come se fossi stato in galera per tre anni”

“Futuro? Allenatore non mi ci vedo, vedremo se tornerò a nuotare”

Domani, sabato 7 marzo, alle ore 16.00, su Canale 5

“Ho vinto finalmente una delle gare più importanti”.

Così Filippo Magnini, ospite domani a Verissimo, esprime la sua felicità per la decisione del TAS (Corte di Arbitrato di Losanna) che l’ha assolto dalle accuse di doping: “Ci sono voluti tre anni, ma la mia fiducia nella giustizia, ordinaria e sportiva, c’è sempre stata. Fino all’ultimo credevo e speravo di vincere: la verità è venuta fuori e ora finalmente sono libero”.

A Silvia Toffanin, il nuotatore, visibilmente emozionato, ricorda questo percorso iniziato nel giugno del 2017: “Quella mattina è stato un brutto risveglio, non avrei mai pensato di vedere il mio nome associato al doping. Alcuni giornalisti mi hanno avvertito che sui giornali era uscita questa notizia: l’ho scoperto così e lì è iniziato il mio incubo.

Ognuno di noi deve combattere delle battaglie, ma quando combatti contro quella che tu vedi come un’ingiustizia è un dolore pazzesco. Vorresti urlare la verità mentre tutte le persone leggono sui giornali il contrario. La storia” prosegue Filippo “è finita bene, ma è stato un percorso delicato e doloroso per me e per le persone che mi sono state vicino. Questa vittoria mi ha liberato, è come se fossi stato tre anni in galera. La ferita rimane comunque, ci vorrà ancora un bel po’ di tempo per ricucirla”.

Il campione olimpico racconta, inoltre, di come siano andate le indagini: “Ho realizzato di essere dentro a un’indagine pazzesca, che forse riservano solo ai terroristi. Ma io, nella mia innocenza, ero contento di questa cosa, perché quando non hai fatto niente e vieni intercettato, pedinato e ti mettono le cimici in macchina, a quel punto la verità deve venir fuori. Più informazioni c’erano su di me, più ero contento. E alla fine ho avuto ragione. Sono convinto che il 99% degli atleti non ce l’avrebbe fatta a difendersi”.

Infine, una rivelazione sul futuro e su un possibile ripensamento dopo il suo ritiro dalle vasche: “Allenatore ancora non mi vedo, però penso di essere ancora un atleta. Vedremo se tornerò a nuotare, chissà…”.