8 marzo a Bollate: telo contro il femminicidio

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Bollate. Festa della donna 2020, torna il telo contro il femminicidio

Festa della donna 2020. Se le attività in piazza sono state tutte sospese a causa dell’allerta COVID-19, non manca il segnale che l’Amministrazione vuole dare per ricordare che l’8 marzo deve essere sempre e di più l’occasione per dire no alla violenza di genere. E lo fa, anche quest’anno, con l’esposizione, sulla facciata del Comune, di un grande drappo rosso ben visibile da tutti. Che vuole portare l’attenzione su un tema sempre drammaticamente attuale: il femminicidio.

Una frase di Alda Merini svetta sulla scalinata del Comune: “La sensibilità non è donna. La sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo, diventa poesia”. Contro il femminicidio.

Con questo messaggio l’Assessore alle Pari opportunità Lucia Rocca augura un buon 8 marzo a tutte le donne di Bollate ricordando l’importanza della sensibilizzazione contro ogni forma di sopraffazione.

“La Festa della Donna è un appuntamento importante – dice l’Assessore Rocca – sia per le sue radici storiche della ricorrenza sia perché ci offre, ogni anno, l’occasione per riflettere e confrontarci sul tema delle Pari opportunità. Il nostro desiderio è di dare un contributo a estirpare una vera e propria piaga sociale che colpisce le donne in forme e modi diversi: dalla discriminazione nel lavoro e nella società, alla violenza domestica. A favore di una partecipazione, professionalità e diritti senza discriminazioni”.

Scuola San Giusto contro femminicidio

bambole contro violenza donne
bambole contro violenza donne

Questo pomeriggio, in occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, le 9 colorate bambole realizzate dalle ragazze della Scuola San Giusto del Comune di Milano rappresentano l’impegno e la vicinanza dell’Amministrazione nel promuovere il rispetto della cultura di genere e nel contrastare il femminicidio.

Wall of Dolls è l’installazione che dal 2013 ricopre il muro eterno della Casa dei Diritti in via De Amicis che accoglie le bambole ideate e realizzate dai nomi più importanti del mondo della musica, dello spettacolo e della moda ma anche da semplici cittadini per testimoniare l’impegno contro la violenza sulle donne.

“È significativo che i protagonisti della società civile, del mondo dello spettacolo, della moda oltre a tanti semplici cittadini e ragazze si siano attivati a sostegno di una causa così importante, anche alla luce dei più recenti fatti di cronaca. Fatti che dimostrano come ci sia ancora molto da fare per contrastare la violenza sulle donne e ogni discriminazione di genere”. Così commenta l’iniziativa l’assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive, Commercio, Moda e Design, Cristina Tajani.

“Violenza – prosegue l’assessore – che avviene soprattutto tra le mura domestiche ed è quindi nascosta. È necessario che tutti, e in primo luogo chi è più conosciuto al grande pubblico, porti il suo contributo per sensibilizzare le nuove generazioni alla cultura del rispetto e della parità tra i generi”.

Le giovani allieve, tutte disabili e di nazionalità diverse con età compresa tra 18 e 30 anni, sono state accompagnate dall’assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive, Commercio, Moda e Design, Cristina Tajani e hanno regalato alla città le loro creazioni (9 bambole fatte di stoffa e interamente realizzate a mano) collocandole sul muro di via De Amicis 2, presso la Casa dei Diritti, in rappresentanza della voce della scuola e del Comune contro la violenza sulle donne, di cui il Wall of Dolls è il simbolo.

Nel corso della giornata, nonostante la pioggia, sono stati diversi i momenti, tra musica e poesia, che hanno invitato i cittadini a riflettere sul tema della violenza di genere a cominciare dalle note del coro gospel delle detenute della Casa Circondariale di S. Vittore “Oltre le mura” dirette da Sara Bordoni. Molte le presenze e gli interventi: da Jo Squillo a Giusy Versace, Marta Marangoni – DUxDU, Reading di poesia con Mariella Cuoccio, Antonella Iannili, Katia Catalano, Marianna Culosi, Adele Affini, Rosalia Meggiolaro. La giornata si concluderà alle ore 18 in Piazza Duomo con un insolito Flash Mob Nazionale con Jo Squillo e Giusy Versace, Lorena Cacciatore, Ginger Bender, le poetesse e tutte le Associazioni cittadine impegnate contro la violenza sulle donne.

Atm a sostegno della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Locandina
Locandina

Sabato 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Atm partecipa alla campagna “Posto Occupato”, per sensibilizzare alla lotta contro il femminicidio anche chi viaggia sui mezzi pubblici.

Per tutta la giornata di sabato, un posto sarà simbolicamente occupato in ricordo delle donne vittime di violenza: l’adesivo della campagna sarà apposto su un sedile di tutti i bus della linea 94 in circolazione, e sarà riservato a quelle donne che hanno subito violenza.

Atm ha voluto aderire a questa iniziativa, non solo per il carattere sociale e l’importanza che questo tema ha per tutta la comunità, ma anche perché, da azienda in cui il personale maschile è nettamente in prevalenza, sente il dovere di sensibilizzare tutti i dipendenti padri di famiglia, mariti, figli, fratelli, colleghi, al rispetto della donna in ogni ambito e in ogni luogo.

Lo sforzo di Atm non riguarda solo la sensibilizzazione del proprio personale, ma si manifesta anche su fatti concreti. Le quote rosa, negli ultimi anni sono quasi raddoppiate. Le donne che lavorano in Atm sono infatti sempre di più, anche grazie alle politiche di welfare e di conciliazione famiglia-lavoro messe in atto dall’Azienda, ma rimangono comunque un numero minoritario, per un lavoro che è considerato per lo più maschile.

Sono infatti circa 700 le lavoratrici di Atm, di cui 200 tra il personale viaggiante: 103 in metropolitana, di cui 10 macchiniste, 105 conducenti, di cui 47 tranviere. Nell’ultimo anno, ad esempio, il numero di donne assunte con profilo professionale di Operatore di stazione è stato del 20%, un segnale importante di cambiamento culturale e di modernizzazione, in una società in cui il fattore D è sempre più elemento di sviluppo anche economico.

L’Azienda è quindi da sempre parte attiva in tutte quelle iniziative ed eventi che hanno l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere temi sociali, oltre a contribuire attivamente ad attività socio culturali per valorizzare i luoghi metropolitani.

Bollate celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

giornata contro la violenza sulle donne
giornata contro la violenza sulle donne

L’Amministrazione comunale di Bollate dice NO al femminicidio e alla violenza, celebrando la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novebre con diverse inziative. Tra le altre, l’installazione di una panchina rossa in piazza A.Moro, a ricordo di tutte le donne che hanno perso la vita in modo violento.

Ecco le iniziative per commemorare la Giornata contro la violenza sulle donne :

Da giovedì 16 novembre è stato esposto nello scalone esterno del Comune, un telo rosso contro il femminicidio, impegno simbolico di questa Amministrazione a contrastare la violenza ogni giorno dell’anno.

Il 25 novembre, alle ore 16, davanti all’ingresso del Municipio, verrà posizionata la panchina rossa a ricordo di tutte le donne che hanno perso la loro vita per mano di chi «diceva di amarle», come recita la scritta sullo schienale. A seguire, flash mob di Daf time ASD che riproporrà anche a Bollate dell’evento che riempì piazza Duomo nel 2014.

A tutti i partecipanti (donne e uomini), verrà distribuito un filo rosso da conservare, sia come ricordo della giornata che come filo conduttore di tutte prossime iniziative sulle pari opportunità che verranno organizzate a Bollate.

Per saperne di più:
Nel 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e indicato come data per la sua ricorrenza il 25 novembre. Tale giorno era già stato scelto da un gruppo di attiviste sudamericane che si erano riunite nel 1981 a Bogotà per l’Incontro Femminista latinoamericano e dei Caraibi finalizzato a ricordare il brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, catturate, torturate e massacrate dai militari della Repubblica Dominicana sotto il regime dittatoriale di Rafael Leonidas Trujillo.
Nella giornata del 25 novembre i governi, le organizzazioni internazionali, le ONG e le istituzioni (centrali e locali) sono invitate a organizzare attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Anche nel nostro Paese, dal 2005, si celebra la ricorrenza con iniziative culturali e politiche.

50 sfumature di violenza di Barbara Benedettelli

Copertina libro
Copertina libro

È difficile pensare che un maschio possa subire quelle stesse violenze morali, psicologiche e anche fisiche che siamo abituati a vedere compiere contro il genere femminile. Invece quella violenza esiste. E fa male.

Lo dice pure la Convenzione di Istanbul: anche gli uomini possono essere vittime di violenza domestica. Beninteso: le donne sono certamente più colpite, a causa della minor forza fisica, della dipendenza economica e spesso emotiva, ed è dunque fondamentale che sia prioritaria l’attenzione verso di loro. Ma l’interesse non deve essere esclusivo: va riconosciuto che anche loro possono aggredire all’interno delle relazioni affettive, psicologicamente e fisicamente. Talvolta fino a uccidere.
La violenza domestica è infatti un fenomeno complesso e ricco di sfumature. Oggi, indipendentemente dal genere, all’interno dei rapporti famigliari si riscontra un drammatico analfabetismo emotivo, l’oggettiva incapacità di amare. Un cinismo e un senso del possesso che non sono solo maschili.

Dati, fatti e testimonianze, dimostrano che le donne possono maltrattare, accoltellare, sfregiare, uccidere i loro uomini. E i loro figli, spesso usati per colpire al cuore chi le ha fatte soffrire. Eppure le massicce campagne di sensibilizzazione parrebbero semplificare la questione in un assunto: gli uomini sono “tutti” carnefici, le donne sono “sempre” vittime.
In questo libro si vuole dare dignità a tutte le vittime, per guardare dentro a un fenomeno che include, sì, il femminicidio ma chiama in causa il “maschicidio”, termine controcorrente per nominare l’altra faccia della stessa medaglia.

Le storie qui raccontate non intendono in alcun modo decostruire il lavoro fatto finora per le donne, ma solo allargare il punto di vista verso la comprensione di un malessere che sta diventando emergenza sociale.

L’AUTRICE

Barbara Benedettelli è saggista, opinionista e attivista per i diritti delle vittime di ogni forma di violenza. Tra i suoi libri Punto e a Capo. Ricominciare la nuova vita dopo la separazione (Mondadori, 2004); I delitti del condominio, storie di vicini che ammazzano (Cairo, 2008); Vittime per sempre (Aliberti, 2011); L’amore ci salva, storie di sopravvissuti alla vita (Imprimatur Editore, 2014). Collabora con il Giornale.