Agricoltura, Rolfi: controllo storni e colombi

Storni e colombi
Storni e colombi

Agricoltura, Rolfi: via libera a controllo storni e colombi. Hanno causato danni per 1,7 milioni
Assessore: deroghe autorizzate da Ispra. Prelievo per 8.000 storni e 50.000 colombi
(Milano, 23 giu) La Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, le delibere riguardanti l’autorizzazione al controllo dello storno e del colombo di città per prevenire danni all’agricoltura.

“Queste due specie – ha dichiarato Rolfi – negli ultimi anni hanno causato 1,7 milioni di euro di danni alle coltivazioni lombarde. Purtroppo i metodi dissuasivi messi in atto sono risultati scarsamente efficaci. Le deroghe al prelievo venatorio sono state approvate da Ispra”.

L’autorizzazione al controllo della specie storno mediante prelievo venatorio viene autorizzata per il periodo 1° settembre – 31 ottobre 2020. In Lombardia, dal 2008 al 2019 sono stati complessivamente accertati danni causati dallo storno alle produzioni agricole per un totale di 845.000 euro. Il prelievo potrà essere effettuato nei frutteti e vigneti in presenza del frutto pendente nonché a una distanza non superiore a 500 metri dalle suddette colture. Il prelievo potrà essere effettuato dai cacciatori residenti in Lombardia espressamente autorizzati e potrà essere realizzato nelle forme da appostamento fisso e vagante, senza l’utilizzo di richiami o ausili di altra natura. È stato stabilito un numero massimo di 8.000 capi prelevabili e un numero massimo di 600 cacciatori autorizzabili al controllo.

“Le colture maggiormente danneggiate dallo storno – ha spiegato l’assessore – sono quelle vitivinicole per la produzione di vini Doc e Docg e frutticole con concentrazione dei danni nel periodo della maturazione dei frutti a giugno e tra agosto e ottobre. Le misure dissuasive per allontanare gli storni non sono risultate sufficientemente efficaci e per la Regione è fondamentale difendere le produzioni di frutta e di vino”.

Per quanto riguarda il colombo di città il prelievo venatorio viene autorizzato durante il periodo 20 settembre 2020 – 20 gennaio 2021. In Lombardia, l’importo dei danni accertati alle produzioni agricole dal colombo di città negli anni dal 2004 al 2019 è di 932.000 euro. L’abbattimento dovrà essere effettuato ad una distanza non superiore a 100 metri in corrispondenza delle fasi di semina, emergenza e sviluppo iniziale delle plantule delle coltivazioni agrarie. Il prelievo potrà essere effettuato dai cacciatori residenti in Lombardia espressamente autorizzati dal competente ufficio. Il prelievo dovrà essere attuato da appostamento fisso e appostamento temporaneo, mediante utilizzo di zimbelli non vivi e stampi attrattori. È stato stabilito un numero massimo pari a 50.000 capi prelevabili e un numero massimo pari a 600 cacciatori autorizzabili al controllo.

“È una specie – ha ricordato l’assessore – che danneggia i campi di frumento, girasole, mais, orzo, pisello, riso, soia e che va contenuta anche in considerazione della diffusione e abbondanza sul territorio agricolo regionale. Tra l’altro, il colombo porta un rischio anche di tipo sanitario presso gli allevamenti, in quanto i piccioni possono ospitare una quantità di patogeni di varia natura trasmissibili per via aerea e non solo”. “Continuiamo quindi – ha concluso Rolfi – nell’opera di tutela della nostra agricoltura che passa necessariamente da una alleanza sempre più stretta tra mondo agricolo e mondo venatorio”.

 

Cinghiali: nel 2019 in Lombardia 128 incidenti

Fabio Rolfi
Fabio Rolfi

Cinghiali, Rolfi: nel 2019 in Lombardia 128 incidenti, 600.000 euro di danni all’agricoltura
“Attendiamo via libera a caccia selezione tutto l’anno e visore notturno. Da Roma solo parole”
(Milano, 20 mag) “Dobbiamo ampliare il contenimento del cinghiale che sta distruggendo intere coltivazioni nelle zone pedemontane e non solo. Da Roma abbiamo sentito tante promesse in questi mesi, ma pochi fatti. La Regione Lombardia va nella direzione opposta: zero ideologia e tante azioni concrete per aiutare gli agricoltori colpiti. Nel 2019 in Lombardia abbiamo contato 128 incidenti stradali causati dal cinghiale e la Regione ha rendicontato 600.000 euro di danni causati da questa specie all’agricoltura”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi.

Trend abbattimenti in crescita
“Nella stagione venatoria 2019/2020 – ha aggiunto Rolfi – in Lombardia sono stati abbattuti 9.200 cinghiali, ben 1.827 in più rispetto alla stagione precedente. Questi sono i numeri che dimostrano come la caccia di selezione sia efficace se sostenuta da norme avanzate e adeguate ai tempi. La caccia di selezione infatti è passata da 2.324 capi a 3.118. I cinghiali stanno mettendo in pericolo l’agricoltura e anche la sicurezza dei cittadini, basti pensare agli incidenti mortali che abbiamo registrato”. “La caccia di selezione – ha aggiunto – ripartirà a giugno mentre l’attività di contenimento è attiva, di competenza delle Province alle quali anche recentemente abbiamo sollecitato un’azione più incisiva”.

Lockdown condizione favorevole per fauna selvatica
“Il lockdown – ha sottolineato – ha favorito la proliferazione della fauna selvatica. Per questo abbiamo ritenuto necessario modificare la legge per concedere la caccia di selezione al cinghiale durante tutto l’anno anche con visore notturno”. “È una possibilità concessa dalla normativa nazionale – ha continuato – che vogliamo sfruttare per tutelare al meglio le aziende agricole e le comunità locali che stanno subendo i danni relativi alla presenza di questo animale. Attendiamo per martedì il via libera definitivo dal Consiglio”. “È tempo, però, che anche da Roma, dal ministro dell’Agricoltura in primis, arrivino risposte e non solo passerelle su un tema – ha concluso Rolfi – sul quale la politica nazionale non ha il coraggio di prendere responsabilità”.

 

Misure forestali per valorizzare il legno

Fabio Rolfi assessore Agricoltura
Fabio Rolfi assessore Agricoltura

Misure forestali, 3,8 milioni a 70 aziende per valorizzazione economica legno
Rolfi: dare valore economico a bosco è modo migliore per difenderlo
La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di Sviluppo rurale, ha emesso un decreto con il quale verranno destinati 3,8 milioni di euro a 70 aziende lombarde per finanziare investimenti finalizzati ad accrescere il valore dei prodotti forestali e investimenti nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti delle foreste.

Valore economico al bosco
“Dare valore economico al legno – ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia – è il modo migliore per difendere i boschi. Abbiamo la migliore industria di trasformazione al mondo e troppo spesso utilizziamo materia prima straniera. Ora è tempo di utilizzare legno lombardo. Questo significa meno trasporti su gomma, meno inquinamento ambientale e una cura delle foreste che contribuirà alla difesa delle nostre montagne dai problemi di carattere idrogeologico”.

Interventi
Con queste risorse saranno finanziati interventi in bosco in grado di creare condizioni di crescita e di sviluppo degli esemplari arborei presenti e contestualmente di assicurare il rinnovo naturale del soprassuolo. Saranno acquistate macchine e attrezzature innovative dalle imprese che operano nel settore forestale, per assicurare un utilizzo sostenibile dei boschi, sia in termini ambientali che economici.

Processo di innovazione
“Il bosco deve essere oggetto di manutenzione, ripuliture, interventi selvicolturali. Con queste risorse aiutiamo nel processo di innovazione anche le imprese che operano nell’ambito della prima trasformazione, mobilitazione e commercializzazione di prodotti delle foreste. Un modo per intervenire concretamente in materia di sostenibilità ambientale, garantendo produttività e redditività dell’intera filiera bosco-legno” ha aggiunto Rolfi, ricordando come grazie al lavoro della Regione Lombardia nell’ultimo anno i boschi della nostra regione con certificazione ambientale (ossia riconosciuti a livello internazionale come gestiti in modo sostenibile) sono quasi raddoppiati, passando a coprire da 38.885 a 70.486 ettari, pari all’11% dei boschi lombardi contro una media nazionale del 9%. “Una scelta – ha continuato – richiesta dal mercato. Il legno certificato è più appetibile per l’industria di trasformazione ed è garanzia di una manutenzione sostenibile delle nostre foreste”.

Distribuzione delle risorse
Le risorse saranno così distribuite:

Provincia di Bergamo: 5 aziende, 290.000 euro;
Provincia di Brescia: 16 aziende, 1 milione di euro;
Provincia di Como: 11 aziende 420.000 euro;
Provincia di Lecco: 7 aziende, 320.000 euro;
Provincia di Milano: 1 azienda, 13.000 euro;
Provincia di Sondrio: 14 aziende, 1,1 milioni di euro;
Provincia di Varese: 16 aziende, 680.000 euro.

“Semi, ambasciatori di biodiversità”

'Semi, ambasciatori di biodiversità'
‘Semi, ambasciatori di biodiversità’

L’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi partecipa oggi, martedi’ 1 ottobre, a Milano, alla cerimonia di premiazione del concorso, dedicato alle scuole, dal titolo ‘Semi, ambasciatori di biodiversità’.

Oltre all’assessore Rolfi, saranno presenti: Alessandro Fede Pellone (presidente Ersaf-Ente regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), Simona Chinelli (referente dell’Ufficio scolastico di Milano), Fabrizio Piccarolo (direttore Fla-Fondazione Lombardia per l’Ambiente), Daniele Palmulli (dirigente Arpa Lombardia-Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente).

– ore 9.30, Palazzo Lombardia (piazza Citta’ di Lombardia, 1 – Milano), Auditorium Testori.

Programma triennale apicolo regionale 2020-2022

Fabio Rolfi
Fabio Rolfi

La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha approvato il Programma triennale apicolo regionale 2020-2022. Il documento stabilisce le linee generali per l’attuazione delle azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura. Il finanziamento totale ammonta a 3,2 milioni di euro.

“Vogliamo promuovere la qualità dei prodotti lombardi
– ha dichiarato Rolfi – e contrastare l’importazione di miele sintetico dalla Cina. L’allevamento apistico della nostra regione è oggetto di crescente attenzione, non solo per le sue produzioni di riconosciuta qualità, ma anche perché rappresenta la fonte di reddito principale per 350 operatori. I piccoli operatori nella nostra regione sono addirittura 3.000 e con l’attività impollinatrice contribuiscono alle produzioni agricole e al mantenimento della biodiversità vegetale”.

 “La Lombardia conta circa 5.000 apicoltori fra professionisti e hobbisti – ha sottolineato l’assessore – e oltre 143.000 alveari, il 12% del totale nazionale; dedichiamo a questo piano d’azione 3,2 milioni di euro grazie a fondi comunitari e nazionali”.

 Gli interventi finanziati riguarderanno innovazione e sviluppo, contenimento delle avversità sanitarie, miglioramento della qualità delle produzioni, sviluppo del mercato del miele lombardo e sviluppo del patrimonio apistico lombardo.