“ConFini Comici” – ultimo appuntamento

Martedì 25 febbraio Rita Pelusio e mercoledì 26 febbraio Maurizio Lastrico saranno entrambi alle prese con i grandi classici della letteratura. Rita Pelusio in “Urlando furiosa” è un’eroina all’incontrario, Maurizio Lastrico racconta la comicità del quotidiano in endecasillabi danteschi in “Nel mezzo del casin di nostra vita”.

Teatro San Babila – martedì 25 febbraio – ore 20.30

urlando-furiosa @laila pozzo
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RITA PELUSIO
URLANDO FURIOSA – UN POEMA ETICO
di Domenico Ferrari, Riccardo Piferi, Riccardo Pippa e Rita Pelusio
regia Riccardo Pippa
Giocando con l’immaginario dell’epica Rita Pelusio ci presenta Urlando, un’eroina all’incontrario, piena di dubbi, in crisi, perennemente bastonata dalla realtà. Intollerante al senno, è inadatta a vivere sulla terra e per questo viene esiliata sulla Luna, luogo dove finiscono le cose perdute.
Attraverso le sue riflessioni e il racconto delle sue battaglie perse, Urlando si interroga sulle contraddizioni del presente e si chiede se ha ancora senso credere nell’incredibile, sfidare il cinismo e la disillusione, immaginare il futuro con più incanto.

Teatro San Babila – mercoledì 26 febbraio – ore 20.30

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MAURIZIO LASTRICO
NEL MEZZO DEL CASIN DI NOSTRA VITA
di Maurizio Lastrico
I celebri endecasillabi “danteschi”, che mescolano il tono alto e quello basso e raccontano con ironia di incidenti quotidiani, di una sfortuna che incombe, di un caos che gode nel distruggere i rari momenti di tranquillità della vita, si alternano alle storie condensate, in cui la sintesi e l’omissione generano un gioco comico di grande impatto. La sperimentazione sul linguaggio parlato e scritto nasce dall’osservazione di realtà fra loro molto distanti: il mondo dei bar, colorato di borbottii e luoghi comuni, gli oratori delle parrocchie, i teatri stabili in cui si mettono in scena i grandi classici, le scuole (dell’obbligo e di recitazione), la campagna e la città.

Mostra: “A cosa serve l’utopia”

 Mladen Stilinović Sale of Dictatorship 1977-2000
Mladen Stilinović Sale of Dictatorship 1977-2000

Inaugura venerdì 27 aprile 2018 alle ore 18 alla Galleria Civica di Modena la mostra A cosa serve l’utopia, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, prodotta da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE nell’ambito del festival Fotografia Europea dedicato quest’anno al tema “RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie.”

Il titolo della mostra è tratto dal paragrafo “Finestra sull’utopia” del volume Parole in cammino di Eduardo Galeano (1940-2015). Lo scrittore uruguaiano descrive l’utopia come un orizzonte mai raggiungibile, che si allontana da noi di tanti passi quanti ne facciamo. Chiedendosi “a cosa serve l’utopia”, si risponde “a camminare”.

Coniato nel Cinquecento da Thomas More, il termine utopia è passato progressivamente nel corso dei secoli a indicare non solo un luogo astratto o irraggiungibile, ma anche un progetto di società possibile, in cui perseguire obiettivi concreti come l’uguaglianza sociale, i diritti universali, la pace mondiale.

Le rivoluzioni del Novecento ne hanno delineato una duplice natura: da una parte sogno concreto, speranza nel cambiamento, fiducia nel futuro; dall’altra capovolgimento in distopia, un modello di società che reprime le libertà dell’uomo e lascia un’amara disillusione verso gli ideali infranti o traditi.

La mostra esplora la tensione tra queste due dimensioni attraverso una selezione di fotografie e video di artisti e fotografi italiani e internazionali