“Taglia le ali alle armi”

La campagna contro i caccia F-35 alla Camera: i dati del Ministero non
sono trasparenti

In audizione alla Commissione Difesa i rappresentanti di “Taglia le
ali alle armi” chiedono un’indagine conoscitiva sul programma JSF

Un’indagine conoscitiva delle competenti Commissioni parlamentari
per stabilire i reali costi (e la consistenza dei problemi tecnici del
velivolo) relativi alla partecipazione italiana al progetto Joint
Strike Fighter per il caccia d’attacco F-35. E’ quanto hanno
chiesto oggi alla Camera dei Deputati (in un’audizione presso la IV
Commissione Difesa) il portavoce di Sbilanciamoci! e di Rete Italiana
per il Disarmo, tra le organizzazioni promotrici della mobilitazione
insieme alla Tavola della Pace.

“Dopo le recenti comunicazioni del Ministero della Difesa che
sostengono che il costo di acquisto sarà molto minore rispetto a
quanto dicono i dati ufficiali USA – afferma Francesco Vignarca
coordinatore di Rete Disarmo – crediamo che non sia opportuno che il
Parlamento e il Governo procedano ad una scelta sul caccia F-35
basandosi su dati e numeri poco chiari e non dettagliati”. Tutte le
analisi effettuate da “Taglia le ali alle armi!” (consegnate alla
Commissione e disponibili da questa sera sul sito della Campagna
MailScanner has detected a possible fraud attempt from
“www.disarmo.org(nof35″ claiming to be www.disarmo.org/nof35) ci
portano ad un costo del prossimo lotto (quello di cui l’Italia
dovrebbe acquistare tre esemplari nel corso del 2012) di almeno 140
milioni di euro ad aereo. Quantomeno tale cifra é il costo ricavabile
dai dati statunitensi recentemente pubblicati. “Non ci sembra quindi
possibile, e lo abbiamo sottolineato nell’incontro con i
Parlamentari, credere fino a dimostrazione contraria agli 80 milioni
citati in audizione sia dal Ministro Di Paola che dal Segretario
Generale della Difesa De Bertolis” conclude Vignarca “nemmeno
prendendo in considerazione il solo costo di produzione avionica (il
cosiddetto “flyaway cost”)”.

La Campagna ha inoltre illustrato alla Commissione, in una riunione
che ha visto una buona partecipazione di deputati e diversi interventi
e domande, i veri dati sull’impatto industriale ed occupazionale che
il JSF porterà nel nostro paese che risultano essere di molto minori
(sia in termini di posti di lavoro che di lavorazioni e tecnologie
trasferite) rispetto a quanto prospettato dalla Difesa. Anche per
questo occorre prendersi un periodo di ulteriore approfondimento e
chiedere l’esplicitazione dei documenti e contratti ufficiali.

“Senza considerare quanto potremmo fare investendo questi soldi in
altri comparti della spesa pubblica – ha aggiunto alla discussione
Giulio Marcon portavoce di Sbilanciamoci” – che potrebbe trarre un
grosso beneficio economico e colmare lacune sociali importanti
utilizzando in altra maniera gli almeno 10 miliardi (circa 1
all’anno con le previsioni attuali) di costo di acquisto dei
caccia”. Un costo che sarà poi da moltiplicare per tre se si
considera tutta la vita e tutta la gestione degli aerei.

“Noi non siamo venuti qui solo come esponenti del mondo del disarmo
e della Pace – conclude Marcon – ma anche come rappresentanti dei
contribuenti che non vedono di buon occhio questa enorme spesa per un
programma aeronautico che ha inoltre dimostrato le proprie debolezze
tecnologiche ed economiche. Siamo consci che si debba realizzare una
politica di difesa per l’Italia, solo ci domandiamo perché debba
essere prevalentemente militare e non possa invece essere costruita
sulla tutela della vita dei cittadini italiani”.

Anche per il nostro ruolo internazionale nei conflitti
l’investimento sugli F-35 appare spropositato e insensato: “Per
fare interposizione in aeree di conflitto e ricostruzione non servono
certo i cacciabombardieri” conclude Vignarca.

Settebello d’Oro

il Settebello

Shanghai (Cina), 30 luglio 2011 di Fiorenzo Di Costanzo. L’attesa è durata 17 anni, ma è proprio vero che lo scorrere del tempo fa apprezzare di più i successi. La squadra di Campagna si aggiudica il titolo di campione del Mondo dopo una finale infinita disputata contro i campioni in carica  della Serbia terminata con il punteggio di 8 a 7.

Il risultato è reso ancora più prezioso se si pensa al percorso che ha fatto l’Italia che, partendo dal deludente undicesimo posto ottenuto al mondiale di Roma, è stata capace di eliminare squadre che godevano dei favori dei pronostici. Gli azzurri hanno eliminato prima la Spagna, vice campione del mondo, ai quarti e poi la Croazia, campione d’Europa in carica, prima di giungere al match decisivo.

Gli azzurri sono scesi in piscina convinti dei propri mezzi e hanno saputo imbrigliare i “mostri” serbi e gestito in maniera ottimale anche i momenti di difficoltà, dando sempre l’impressione che le sorti della finale dipendesse solo dalla loro tenuta mentale e dalle disposizioni tecniche del CT Campagna. Tuttavia la Serbia ogni volta che aveva il possesso di palla si rendeva pericoloso ma la difesa italiana concedeva solo i tiri che voleva, anche in inferiorità numerica, e al resto ci pensava uno stupendo Tempesti, eletto miglior portiere del torneo. I tempi regolamentari si concludono così sul punteggio di 6 pari.

Nei tempi supplementari ancora protagonista Tempesti che para il secondo rigore della giornata che da la carica giusta al resto della squadra. La rete decisiva porta la firma di Felugo quando mancano solo 35 secondi al termine del secondo tempo supplementare e mette così fine alle speranze serbe di bissare il successo di Roma. Non vanno dimenticati altri due grandi protagonisti, Presciutti e Aicardi, autori rispettivamente di una doppietta e di una tripletta.

 

Nel torneo femminile si segnala il successo della Grecia sulla Cina con il punteggio di 9 a 8, mentre l’Italia perde la finale per il terzo posto contro la Russia per 8 reti a 7.

 

Nelle gare in “corsia” ottima la finale di Luca Dotto che nei 50 metri stile libero conquista la medaglia di argento, alle spalle del brasiliano Cielo e anticipando il francese Bernard