Covid-19 e prestiti alle famiglie italiane: previsioni per il 2021

Famiglia
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L’emergenza sanitaria cominciata a fine febbraio dello scorso anno con la diffusione del Coronavirus ha radicalmente influito sull’andamento di tutti i settori dell’economia nazionale e, di conseguenza, ha inciso anche sulla stabilità patrimoniale delle famiglie italiane.

Infatti, molte di esse si sono ritrovate in maniera del tutto imprevedibile ed inaspettata a fronteggiare una situazione di profonda crisi, da imputarsi non solo alla chiusura delle attività commerciali per brevi o lunghi periodi dell’anno ma anche alla perdita del posto di lavoro o alla riduzione delle spettanze retributive.

Pertanto, non v’è dubbio che questa situazione finisca per riflettersi in misura decisa sulle scelte finanziarie degli italiani, che cominciano a viaggiare su binari decisamente differenti rispetto agli anni passati.

Durante il primo lockdown sia i finanziamenti inferiori a 5mila euro che i prestiti personali hanno subito una sensibile riduzione. Ma, da recenti studi di settore emerge che il primo trimestre 2021 sarà invece protagonista della crescita dei finanziamenti over 5mila euro rispetto agli ultimi sei mesi del 2020, oltre che dell’aumento -sebbene contenuto- di quelli inferiori alla suddetta cifra e dei prestiti personali.

Ed effettivamente,  per chiunque dovesse trovarsi in una situazione di sofferenza economica tale da non riuscire a pagare spese superiori alla sua materiale disponibilità, una soluzione pratica ed efficace è rappresentata dai prestiti veloci.

Si tratta di una categoria eterogenea di prodotti finanziari che si distinguono dai normali prestiti erogati dagli istituti di credito per la rapida erogabilità e, in alcuni casi, anche per la possibilità di accedervi a mezzo dei canali online.

Rientrano nei prestiti veloci sia quelli personali che quelli finalizzati (generalmente diretti all’acquisto di un determinato bene): indipendentemente dalla tipologia di prestito alla quale si fa riferimento, l’accesso è subordinato alla richiesta di importi non superiori a 3 o 5 mila euro ed il numero delle rate da versare è di solito inferiore a 36/48.

Dunque, non essendo prevista una fase istruttoria complessa, la concessione del prestito richiede la presentazione immediata dei documenti identificativi del richiedente e di idonea documentazione attestante il reddito, come ad esempio la busta paga del richiedente (per ulteriori approfondimenti su caratteristiche e vantaggi dei prestiti veloci: Calcoloprestito.org).

Precarietà economica in Italia: anche i pensionati in sofferenza

pensionati
pensionati

La situazione economica italiana inizia a preoccupare seriamente, a maggior ragione dopo quanto accaduto negli scorsi mesi a causa della repentina ed inattesa diffusione del Covid-19 sull’intero territorio.

Non a caso, da una recente indagine sull’andamento delle finanze di famiglie ed imprenditori, emerge chiaramente un netto peggioramento delle condizioni economiche di gran parte della popolazione italiana, che addirittura in alcuni casi arriva a rasentare la povertà.

Naturale conseguenza di quanto appena detto è l’aumento delle richieste di accesso al credito (rispetto ai dati finanziari registrati nel mese di agosto 2019) che si attesta sull’1,5% con riguardo ai finanziamenti privati e sull’1,9% per le società non finanziarie.

Ma ciò che stupisce in modo particolare è che non si tratta soltanto delle imprese e dei lavoratori, in qualche modo travolti dagli effetti negativi dell’emergenza sanitaria, ma anche della categoria dei pensionati, da sempre considerata maggiormente stabile.

Secondo alcune recenti previsioni il 37,8% dei pensionati italiani in breve tempo non disporrà neppure della liquidità minima per pagare le spese essenziali della vita quotidiana.

Questa situazione di precariato riguarda prevalentemente coloro che percepiscono mensilmente una somma inferiore a 750 euro.

Basti pensare che su tutto il territorio nazionale si contano poco più di 4 milioni e mezzo di poveri e che ben un terzo di essi è costituito da ultrasessantacinquenni pensionati, incapaci addirittura di provvedere al proprio sostentamento giornaliero.

Entrando più nello specifico di ciò che accade nelle varie zone del Paese, sulle Regioni settentrionali sembra incombere la crisi più grave, con un aumento del

165% delle famiglie neppure in grado di pagare le bollette e di concedersi da soli un pasto caldo.

Risultano leggermente inferiori le percentuali nella zona centrale e meridionale, ove l’incremento si ferma rispettivamente al 79% ed al 72% rispetto allo scorso anno.

Nonostante queste angoscianti prospettive economiche, può essere utile sottolineare che i pensionati in difficoltà economica, ove abbiano bisogno di liquidità in breve tempo, possono usufruire di una forma particolare di prestito quale la cessione del quinto della pensione.

E’ importante sottolineare che, però, non rientrano nel calcolo della quota cedibile alcune misure di assistenza previdenziale, fra cui ad esempio l’assegno di inabilità, la pensione di invalidità civile e la pensione sociale.

Si tratta di un prestito agevolato dal punto di vista economico ed operativo, anche perchè è garantito dall’Inps. A tale ultimo proposito, infatti, la cessione del quinto prevede una peculiare modalità di rimborso del capitale ricevuto, mediante trattenuta della rata concordata con l’ente erogante dalla pensione netta percepita mensilmente dal richiedente (per ulteriori approfondimenti sulle varie tipologie di cessione del quinto per i pensionati: https://www.calcoloprestito.org/guida/cessione-quinto-pensionati)