Da Brera il Design arriva a Quarto Oggiaro

Quarto Oggiaro
Quarto Oggiaro

Portare la cultura del bello e del design dal centro alle periferie della città. Questo l’obiettivo di “Da Brera aQuarto – andata e ritorno: Bellosta e il design nei quartieri di Milano”, l’installazione inaugurata questo pomeriggio in piazza Capuana a Quarto Oggiaro. Il progetto, patrocinato dal Comune di Milano, è realizzato da Bellosta Rubinetterie in collaborazione con il Municipio 8 e con le principali associazioni attive nel quartiere.

Iniziative come questa contribuiscono  a implementare l’azione dell’Amministrazione volta a diffondere la vivacitàe la creatività della Milano Design Week in tutti i quartieri cittadini, soprattutto quelli al di fuori del centro. Il Fuorisalone non rappresenta solo una valida occasione di confronto per operatori e addetti ai lavori, ma è soprattutto un’opportunità per offrire ai cittadini la possibilità di avvicinarsi al bello e al ben fatto grazie ai nuovi linguaggi creativi sempre più attenti alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente. Un’occasione di confronto sul mondo del design che trae forza dal lavoro corale tra Comune di Milano e operatori privati uniti dalla volontà di promuovere Milano nel segno della creatività e dell’innovazione.

Per tutta la durata della Milano Design Week, grazie a “Da Brera aQuarto – andata e ritorno: il design nei quartieri di Milano”, largo Treves (Brera) e piazzetta Capuana (Quarto Oggiaro) saranno idealmente unite da due installazioni identiche che riproducono, per tratti essenziali, l’autobus di linea 57, storico collegamento tra piazzale Cadorna e Quarto Oggiaro.

L’interpretazione ideata da Bellosta Rubinetterie vuole essere un tributo a una realtà in divenire, sempre più attenta a creare un dialogo tra centro e realtà esterne alla circonvallazione nel segno del progetto, del bello e dell’innovazione. Un’istallazione che non è solo un viaggio concettuale ma anche fisico, da Brera a Quarto Oggiaro, per sottolineare come design e architettura non debbano essere uno strumento elitario solo per alcuni luoghi della città, ma al servizio dell’uomo con una finalità etica, oltre che estetica, capaci di valorizzare tutti i quartieri.

Un’istallazione che è anche un ricco calendario di eventi, aperti a tutti gli abitanti del quartiere e del centro città, che animerà piazzetta Capuana nei giorni del Fuorisalone. Si inizia, oggi, con le attività svolte da FabriQ, l’incubatore di Innovazione Sociale del Comune di Milano, che accompagnerà tutti i ragazzi alla scoperta della stampa 3D per realizzare il proprio gadget a forma di autobus 57. Mercoledì 10 aprile spazio alla pittura con il seminario a cura del gruppo “i colori di Quarto” che avrà per oggetto l’acqua e le sue rappresentazioni. Giovedì 11 aprile, dalle 17 alle 18, in diretta da piazzetta Capuana, Radio Popolare trasmetterà il programma I.P.I Impossibile Passare Inosservati dedicato alla Design Week. Venerdì 12 aprile ‘apericena’ per tutti i presenti e spettacolo musicale a cura di Arci Itaca. Sabato 13, nel pomeriggio, largo alla performance live di Germano Commissario, Street Artist conosciuto con lo pseudonimo di “TheProffMilano” nonché professore di educazione artistica presso l’istituto G. Vico che con i suoi studenti realizzerà live due opere ispirate all’acqua. A seguire in piazza spaghettata per Amatrice e spettacolo musicale a cura di Arci Itaca. Domenica 14, alle 18.30, presentazione del libro di Claudio Piani “Vagabondiario”: ‘un ragazzo di Quarto’, dall’Italia all’Indonesia coi mezzi pubblici, dal Tibet a Milano in bicicletta. Alle ore 20.30 proiezione del film “57 Quarto Oggiaro – Milano rinasce a nord ovest”, di Massimiliano Perna, Alina Nastasa, Marco Feliciani.

Per tutta la settimana sotto i portici di fronte alla struttura (lato Associazione Agorà) sarà allestita una mostra fotografica con immagini d’archivio a cura dei Vecchi Amici di Quarto. Un’occasione per confrontare com’era e com’è oggi la città dal punto di vista architettonico, urbanistico e artistico, con i suoi punti di forza e d’interesse.

Valentino Vago, incisioni “en plein air”

Valentino Vago - Copertina -
Valentino Vago – Copertina –

Catalogo Ragionato dell’opera grafica di Valentino Vago
Mercoledì 12 dicembre, h.17,00
Accademia di Belle Arti di Brera, Sala Napoleonica
interverranno:  Claudio Cerritelli, Viviana Cresseri, Elisabetta Longari,  Ornella Mignone, Valerio Vago

La produzione incisoria di Valentino Vago si concentra in un ristretto arco di anni, dal 1952 al 1959.
L’artista si avvicinò a questa disciplina da studente, quando presso l’Accademia di Belle Arti di Brera
frequentò i corsi tenuti da Benvenuto Disertori. L’interesse per l’acquaforte trascese dunque lo
studio, come testimonia la sua iscrizione, dal 1957 al 1960, all’Associazione Incisori d’Italia e la
partecipazione a tutte le mostre e i concorsi organizzati dall’Ente, in quegli anni presieduto da Carlo
Carrà e Aldo Carpi.

Molte delle lastre prodotte da Vago sono state disperse, distrutte o irrimediabilmente rovinate,
cionondimeno il regesto oggi stilato si basa solamente sulle lastre e sulle stampe raccolte presso
l’Archivio Valentino Vago: un corpus di oltre quaranta incisioni ad acquaforte molte delle quali
rieditate nel 2014 a partire dalle lastre originali degli anni Cinquanta, il cui restauro e successiva
stampa si deve alla Stamperia d’Arte Pilar Dominguez, mentre la loro organizzazione in piccole serie
(Estate, Marine, Donne, Campagna e Oltre il paesaggio) è stata curata da Valentino Vago stesso.
L’attività incisoria di Vago appartiene a un’epoca così iniziale del suo percorso da rappresentare uno
stadio che precede il delinearsi la sua fisionomia di autore; nonostante questo la sua esperienza da
acquafortista è caratterizzata da una parabola ascendente: la produzione grafica nel periodo iniziale
risente di evidenti caratteri accademici da cui l’artista si affranca nel corso del decennio. Il segno
acquista via via scioltezza e fluidità di tratteggio, l’immagine è resa con andamenti immediati e liberi
di indagare i valori atmosferici in relazione alle figure, con un desiderio crescente di superare la cura
dei dettagli per giungere alla loro trasfigurazione poetica.
La vicenda incisoria di Vago si esaurisce nell’arco di pochi anni ma la qualità della sua ricerca e delle
opere prodotte ad acquaforte è testimoniata dalla loro presenza in prestigiose collezioni, come nel
caso della Civica Raccolta Bertarelli presso il Castello Sforzesco e la Civica Raccolta del Disegno di
Salò.

BIOGRAFIA
Nato a Barlassina nel 1931, Valentino Vago frequenta l’Accademia di Brera nei primi anni Cinquanta: suoi compagni di studi
sono stati tra gli altri Valerio Adami, Bepi Romagnoni, Kengiro Azuma, Floriano Bodini. Nel 1960 inaugura la sua prima
rilevante personale al Salone Annunciata di Milano con una presentazione di Guido Ballo. Tra anni Sessanta e Settanta si
succedono personali all’Annunciata e nella galleria Morone 6 di Milano, ma anche da Martano a Torino e Contini a Roma. Nel
1972 vince il XXVI Premio Michetti. In questo stesso anno il suo lavoro è accostato a quello degli esponenti della Pittura
Analitica o Nuova Pittura, con i quali peraltro espone nelle mostre “fondative” di questa tendenza, ma senza mai sentirsi
totalmente in sintonia con essa. Nel 1980 il Palazzo Reale di Milano ospita un suo intervento ambientale intitolato Tre stanze
in scala tonale. L’anno precedente a trasformarsi in una grande opera pittorica tridimensionale erano stati gli spazi della Cassa
Rurale e Artigiana della sua città natale, Barlassina, che nel 1982 vedrà anche la chiesa parrocchiale di San Giulio trasformarsi
grazie alle campiture blu di Vago. Con gli anni Ottanta giungono anche la prima antologica al PAC di Milano, un ampio
consenso internazionale, un’attività espositiva che spazia dall’Europa all’America Latina. Si susseguono inoltre le collaborazioni
con architetti e gli interventi in chiese italiane e straniere. Nel 2007 l’artista dipinge i 12.000 mq di superficie della chiesa di
Nostra Signora del Rosario a Doha, in Qatar. Nel 2011 Skira da alle stampe i tre volumi di cui è composto il suo Catalogo
Generale. Nel 2017 termina l’opera ambientale nella Chiesa di San Giovanni in Laterano a Milano, che intitola Il mio Paradiso.
Muore a Milano il 17 gennaio 2018.

“Incisioni (1952-1959)”

mostra
mostra

L’Accademia delle Belle Arti di Brera presenta “Incisioni (1952-1959)”, una mostra che rende omaggio alla ricerca artistica di Valentino Vago (Barlassina 1931 – Milano 2018) presentando al pubblico milanese un corpus di oltre quaranta incisioni ad acquaforte rieditate nel 2014 a partire dalle lastre originali realizzate dall’artista nel corso degli anni Cinquanta.

Osservando le opere in mostra, si può ripercorrere la visione della realtà che l’artista comunicava tramite molteplici temi espressivi: figure del quotidiano, contadini al lavoro, paesaggi rurali, scene naturalistiche, fino a giungere alle composizioni astratte, nelle quali il centro di interesse delle ricerche non è più il soggetto o la forma, bensì l’atto creativo di qualcosa in divenire, preludio della ricerca artistica che caratterizzerà l’opera del maestro negli anni Sessanta.

“Zanzare… Che problema?!”

zanzare
zanzare

Si è appena concluso presso l’Orto Botanico di Brera l’incontro “Zanzare… che problema?!”, organizzato dal magazine Puliti&Felici (www.pulitiefelici.it) e promosso da Federchimica – Assocasa. Giornalisti e influencer sono stati guidati attraverso un viaggio itinerante alla scoperta dell’insetto più temuto dell’estate e dei suoi ambienti.

Che cosa sappiamo realmente delle zanzare? Hanno risposto a questa e ad altre domande Andrea Drago, entomologo esperto di questi insetti, Pierpaolo Zambotto, referente di Federchimica Assocasa e Paola Caccia, responsabile degli eventi dell’Orto Botanico di Brera.

Tra le piante della meravigliosa location milanese, sono stati dati suggerimenti e consigli preziosi su come bisogna agire per proteggersi; si è parlato di come prolifera la zanzara, di quali specie esistono, dei suoi comportamenti e delle problematiche nella convivenza con l’uomo.

Come in un documentario, gli ospiti hanno anche avuto l’opportunità di osservare da vicino le fasi di crescita di questo insetto, dalla larva alla fase adulta.

Molte le curiosità emerse: per esempio, sapete quanto vive una zanzara? La durata di vita degli adulti è variabile: i maschi vivono dai 10 ai 15 giorni, mentre le femmine da 1 mese a 4-5 mesi, riproducendosi più volte.

E’ stato quindi fornito un vademecum per la prevenzione e il contenimento della diffusione delle zanzare, che prevede un’azione consapevole e partecipata di tutti. Fondamentale è stato l’intervento di Pierpaolo Zambotto, che ha chiarito come in alcune situazioni sia importante intervenire con insetticidi e repellenti chimici, per evitare spiacevoli conseguenze anche sulla salute.

E’ stato proprio il rappresentante di Assocasa a precisare che questi prodotti sono rigidamente regolati da normative nazionali ed europee e vengono sempre valutati dal Ministero della Salute per garantirne l’efficacia e la non pericolosità.

Sul magazine www.pulitiefelici.it sarà disponibile a breve il video dell’evento.
Non perdete gli aggiornamenti che verranno pubblicati durante tutta l’estate!

Alessandro Alessandrini

Via Tommaso Grossi, Cordusio - Milano -

“Milano: il volto magico della mia città”

mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura

Foyer di Spazio Oberdan

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

dal 1° al 17 luglio 2011

orari: da lunedì a domenica 10-20

inaugurazione giovedì 30 giugno, ore18.30

ingresso libero

La mostra è dedicata agli angoli più suggestivi della città di Milano e, come dice il titolo stesso, a quella magia che ancora si respira in alcune zone come Brera, Porta Ticinese, Porta Romana, le strade intorno al Duomo, i Navigli, la zona Cordusio e le Cinque Vie, Porta Venezia e le arterie commerciali fatte di vetrine e luci colorate: luoghi questi con quell’atmosfera che ancora sussiste nascosta tra le colonne, negli antri in penombra, nelle viuzze strette, i vicoli, tra le finestre incorniciate da cotti, nei portoni ingentiliti dai balconi in ferro battuto o in pietra. Ma anche vie poco conosciute e mai ritratte dagli artisti conservano, all’occhio di Alessandrini, tratti di storia che in certi casi si trasformano in leggenda. Così pure tram e autobus, anche loro parte integrante della metropoli in continuo mutamento. L’artista ricerca dettagli quasi nascosti tra maestosi edifici che si stagliano verso il cielo come cattedrali, muri antichi che trasudano di storie senza tempo, ma anche l’armonia ed il contrasto del presente paesaggio urbano, che cambia, si trasforma per stare al passo con i tempi, subendo una metamorfosi. Il viaggiare tra le vie di Milano, dunque, come scoperta per immergersi nell’atmosfera di ogni luogo, fino a fondersi interamente nei vividi e cangianti colori che vi aleggiano, impossessandosi della sua poesia.

E in questo ardente universo emozionale, dove si intersecano vibranti sensazioni e veementi impressioni cromatiche Alessandrini coglie l’essenza dei luoghi, il «Carpe Diem» dei greci, l’attimo fuggente.

Tale percorso espressivo si configura in dipinti dai colori vigorosi e penetranti, armoniosamente avvolti in giochi di luci ed ombre, in un alternarsi inesauribile di fantasia e realtà, una sorta di immagini, di storie intrinseche vissute negli occhi, sulla pelle, nel cuore, testimone del passato e del tempo che verrà.