Patti Smith

 

 

 

Festival di Villa Arconati

26 giugno – 24 luglio 2012

24 luglio 2012, di Elisa Zini –  Un evento il concerto di Patti Smith al Festival di Villa Arconati. Giardini gremiti di gente ad accogliere la regina del punk. In Italia per presentare il nuovo album Bangabelieve or explode Patti si presenta sul palco in jeans e giacca nera con gilè.

Una vera poetessa d’altri tempi che riesce a rievocare un’atmosfera irripetibile, magica. Un’anima ribelle colma di sensibilità ha permesso a Patti Smith di comporre un album dai testi poetici, ispirati a riflessioni sulla nostra società e sul mondo nel quale viviamo. Con Banga Patti regala una piccola perla, preziosa, da custodire con cura. Fuji-san è una canzone rock dedicata al popolo giapponese messo in ginocchio dal disastro nucleare e dal terremoto, This Is The Girl è una ballata melodica in memoria di Amy Winehouse, Nine è una canzone scritta in occasione del compleanno dell’amico Johnny Deep, nato il 9 giugno. Un pensiero particolare al bel Paese: una deliziosa melodia a ricordare il viaggio di Vespucci, un brano dedicato alle opere di San Francesco d’Assisi e un pensiero al Sogno di Costantino di Piero della Francesca.

Più di due ore di concerto seguito in piedi, ballando, da un pubblico che abbraccia diverse generazioni e che ritrova energia dall’incantevole icona degli anni ’70. Un rock pulito, essenziale quello presentato al Festival: batteria, chitarra elettrica e acustica, basso, tastiere. Una Patti Smith in splendida forma con tanta voglia di parlare al suo pubblico che incredulo la stava a guardare. Prima di eseguire il brano dedicato a Amy Winehouse Patty la ricorda così: una grande cantante dalla voce autentica. Il pubblico la applaude, la vorrebbe toccare, abbracciare e spesso la invoca. Lei risponde: “ Tell me, come on tell me!”. Non poteva mancare la bellissima e intramontabile Because the night che fa cantare tutto il pubblico. Al termine dell’esibizione Patti si ferma e guarda l’asta del suo microfono. Chiede l’intervento di un tecnico: c’è un ragno che si arrampica sulla sua ragnatela. “The gost of Jimi Hendrix” sussurra e il pubblico divertito la acclama.

Incantevole quando in mezzo al palco imbraccia la sua chitarra acustica e inizia a suonare una ballata magnetica: atmosfere e sonorità punk, ritmo caldo, cadenzato, come la culla di un bambino. Patti comincia a girare su se stessa, testa bassa, capelli lunghi a delinearle il volto, musica nel cuore. Segue un lungo applauso, lei ringrazia e beve acqua da una bottiglietta di plastica.

A fine concerto si alza una voce dal pubblico a chiedere una canzone. Patti si ferma, allarga le braccia e a cappella canta una strofa del brano richiesto. Il pubblico è entusiasta della sua eroina e le vuole sempre più bene.

Un concerto indimenticabile e tanta voglia che il tempo non passi più.

 

LE DIMENSIONI SPIRITUALI DEL ROCK

 

Nel giro di 48 ore, il rock meno europeo e più maturo della cultura americana, proporrà le sue nuove e più profonde riflessioni, grazie ad artisti che hanno saputo, attraverso la cultura, superare l’inesorabile tendenza archivistica del tempo.

All’insegna della più raffinata e incisiva spiritualità elettrica, le ballate civili e poetiche di Patti Smith e la suggestiva atmosfera dei Tindersticks, entrambi frequentatori della forma-canzone, ci faranno ritrovare un’aria familiare, ricongiungendoci con l’apertura cantautorale del Festival.

A sedici anni di distanza dalla sua ultima esibizione sul palco di Villa Arconati (1996) PATTI SMITH, presenta “BANGA”, il suo nuovo e undicesimo album, ottimamente accolto da critica e pubblico, proponendo le nuove canzoni, pervase da uno spirito d’esplorazione particolarmente ispirato dalle straordinarie visioni e osservazioni della poetessa-rock, con brani che riflettono il nostro mondo complesso, pieno di caos e bellezza.

I riferimenti all’Italia, a riprova dell’amore che lega l’artista al nostro paese, sono numerosi: un’ouverture melodica per immaginare il viaggio di Amerigo Vespucci nel Nuovo Mondo nel 1497 (“Amerigo”), un brano dedicato a San Francesco, un altro ancora al Sogno di Costantino di Piero della Francesca.

Sul palco ad accompagnare PATTI SMITH (Vocal/Guitar) ci saranno: LENNY KAYE – Guitar/Vocal, JAY DEE DAUGHERTY – Drums, TONY SHANAHAN – Bass+ Piano/Vocal e JACK PETRUZZELLI – Guitars.

L’ultima sera sarà appannaggio dei TINDERSTICKS, un gruppo che sin dal  debutto agli inizi degli anni ’90, ha saputo farsi apprezzare per le sue sonorità mistiche, le melodie riflessive e intimiste, amalgamate insieme da pop e partiture orchestrali. I richiami al songwriting (Leonard Cohen), a produrre atmosfere magiche, l’utilizzo degli archi e della costante sperimentazione sono sbalorditivi per l’epoca, lontano dalle mode: assetti orchestrali, strumenti classici alternati a strumenti elettronici, sonorità psichedeliche alternate a sessioni di fiati; universi musicali miscelati insieme con minuziosi e delicati accorgimenti.