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venerdì, Ottobre 23, 2026

Il culto sinagogale per i maestri ebrei

Rotolo della Torah

Rifacendoci alle esigue testimonianze rabbiniche sulla sinagoga nel periodo della diaspora romana anteriormente al 70, si può vedere come nella sinagoga momento centrale è la partecipazione degli adunati alla lettura del rotolo della Torah, i quali quando qualcuno leggeva un brano della Torah agitavano i drappi e rispondevano amen. Questa partecipazione era avvalorata dal fatto che tutti insieme, senza nessuno escluso dei presenti, agitava il drappo e rispondeva amen. Nella sinagoga ognuno sedeva per conto proprio e ordinatamente, in modo tale che chi entrava poteva far parte di quella sola categoria di persone che facevano il suo stesso lavoro, in modo da guadagnarsi da vivere:

“Quando qualcuno prendeva il rotolo della torah per leggere, agitava i drappi ed essi (coloro che erano adunati) rispondevano ‘Amen’ per ogni benedizione; quindi agitava nuovamente i drappi e rispondevano nuovamente ‘Amen’. E non si sedevano disordinatamente, ma gli orafi si sedevano per conto proprio, i fabbri per conto proprio. Così che se giunge un visitatore, possa immediatamente entrare in contatto con il proprio lavoro, e quindi essere in grado di guadagnarsi da vivere”.

A tal proposito abbiamo anche la testimonianza del giudeo-alessandrino Filone, il quale attesta che esistevano vere e proprie case di preghiera, dove i giudei si riunivano nel settimo giorno per istruirsi nelle leggi e nella filosofia dei Padri: “Avevano case di preghiera e vi si riunivano, soprattutto nel sacro settimo giorno, quando vengono istruiti in comune nella filosofia dei padri (…) per essere istruiti nelle leggi“.

Sempre Filone nel De Vita Mosis afferma che i giudei si riunivano in giorno di sabato per studiare la Torah: “Da allora fino ad oggi i giudei si incontrano nel settimo giorno per studiare la Torah dei loro Padri“.

In un’altra opera Filone dichiara che i giudei si riunivano nelle sinagoghe tutti i sabati per ascoltare la lettura della Torah: “Incontrarsi in un luogo tutti i sabati sedendo insieme nella santità del posto (…) ascoltando la lettura della Torah“.

Inoltre nel De vita contemplativa afferma che i terapeuti solo nel settimo giorno si riuniscono in sinagoga, dove ascoltano le parole sapienti degli anziani della comunità, ai quali è affidato il governo della sinagoga: “solo nel settimo giorno si riuniscono insieme nel luogo sacro comune (la sinagoga) dove l’anziano pronuncia loro parole di sapienza“.

Nell’epoca tannaitica la sinagoga era il luogo dove si leggeva la Torah. Infatti nella Tosefta Megillah 3,7 viene affermato che

Non bisogna comportarsi in maniera frivola dentro la sinagoga. Non si deve entrare in essa per ripararsi dal caldo, dal freddo o dalla pioggia. Non si mangia, non si beve e non si dorme in essa, non ci si adorna. Ma in essa si legge la Torah, si studia, si predica e si loda.

 


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Davide Falco

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