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domenica, Agosto 30, 2026

Caro bollette: a rischio chiusura 90.000 imprese

Le nefaste previsioni e gli infausti sentori sulle ripercussioni del caro energia sono state confermate dalla pubblicazione di uno studio a cura di Unicusano di qualche giorno fa.

L’inflazione, in generale, e l’aumento delle bollette di gas, acqua ed energia elettrica, in particolare, concorreranno a creare un pericoloso scenario di crisi per l’intero Paese, che lo studio in questione ha quantificato in termini numerici. La prospettiva è che a rischiare di chiudere i battenti entro la metà del prossimo anno saranno 90.000 imprese italiane, le quali già stanno sostenendo l’avvenuto aumento dei costi per la fornitura energetica, dal 10% al 20%.

Ma la situazione è destinata a peggiorare nell’arco dei prossimi 12 mesi: Unicusano prevede che la stangata in arrivo per le attività sarà pari a 11 miliardi di euro.

Dopo il calvario della pandemia, aziende che si sono riprese a malapena rischieranno ancora di più

Le prime a pagare il dazio saranno purtroppo quelle imprese sopravvissute a malapena alla scia di crisi delineata dalla pandemia da Covid-19. Piccole e medie imprese, spesso a gestione familiare, che erano riuscite a sbarcare il lunario nonostante le difficoltà derivanti dalle chiusure imposte a norma di legge, rischiano di soccombere dinnanzi all’ennesimo supplizio, ormai prive da tempo di salvagenti e risorse a cui appigliarsi.

Capeggiano questa triste categoria gli esercizi di gioco pubblico, che secondo l’allarme lanciato da Egp-Fipe sono a rischio nella misura di 2.000 unità, per 10.000 posti di lavoro totali. Le più aspre restrizioni sanitarie avevano infatti riguardato proprio questo comparto, blindato per 166 giorni nel 2020 e fra i 151 e i 178 nel 2021, in questo secondo caso in base al colore della regione di appartenenza.

Dalla crisi energetica alla crisi sociale il passo è breve

E proprio il l’esempio del gioco pubblico rende immediatamente evidente come le conseguenze di questo caro energia non saranno solo economiche, ma si riverseranno anche sulla sfera sociale. In occasione della pandemia è già stato infatti sperimentato come il taglio netto all’offerta legale avesse fatto innalzare ai massimi livelli il gioco illegale, dilagato sia nel retail che nell’online e contrastato solo grazie all’alacre operato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, come ricorda Info Casino nel proprio portale, non solo cura la fase di rilascio delle concessioni agli operatori di gioco e monitora che le condizioni rimangano tali anche una volta ottenuta, a tutela del consumatore, ma si occupa anche del monitoraggio e della repressione del gioco illegale.

Il rischio, quindi, non è solo una grande crisi economica, ma una profonda crisi sociale che andrebbe a impattare su famiglie stremate dall’esorbitante aumento dei costi della vita, stimato da Unicusano in 771 euro in più a famiglia, per un incremento del 10% sul prezzo dei prodotti. E senza calcolare la spesa per luce e gas, che si aggirerà fra i 1.990 e i 3.667 euro.

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Davide Falco

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