Ciò che accadde all’improvviso (27 – 30 ottobre), racconta una storia al limite tra il reale e l’irreale. Un surrealismo giocato con i tempi della commedia comica che spesso storce nel giallo, si adagia sul grottesco per arrivare a un finale drammatico. Tre uomini che hanno perso la strada, che non si riconoscono più; tre personalità che diventano metafora dell’uomo.
Il dialogo spesso assume tono e vigore comici, s’inerpica per le vie del surrealismo e di volta in volta frustra gli spettatori che cercano di dare un senso a ciò che vedono in scena: che situazione è quella in cui il dialogo si svolge? Un frammento di realtà? Un manicomio? Un appena accennato aldilà? Una scena teatrale rivissuta meta-teatralmente? E chi sarebbe quello che i tre misteriosamente chiamano “quello del fatto”? Un dio? Il caso? Un medico arcigno?

Non ci sono risposte univoche, lineari. Non possono essercene. Forse nulla di tutto questo o tutto questo insieme. Lo spettacolo è una sorta di favola nera che si prende gioco dei diversi piani significanti della realtà. Ci sputa. Ne ride. Fa quello che ciascuno di noi è costretto a fare: tirare avanti, malgrado tutto.
Ciò che accadde all’improvviso, il primo testo teatrale di Rosario Palazzolo, ci apre le porte di mondi impossibili dove convivono, in una catena infinita di rimandi ricorsivi, Beckett ed Escher.
Rosario Palazzolo è drammaturgo, scrittore, regista e attore. Vive e lavora a Palermo. Nel 2016 vince il Premio Nazionale della Critica per la sua attività di drammaturgo e nel 2020 il suo testo per il teatro ’A Cirimonia, vince il Premio ANCT.
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