Intervista a Tavo

tavo_rivoluzione
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Siamo soliti associare questa parola al cambiamento. Ai grandi ideali storici. TAVO nel nuovo singolo attribuisce a “Rivoluzione” il significato di imperturbabilità di rigenerazione dopo la sconfitta, dopo il dolore. La capacità di resistere. Di tornare al punto esatto di partenza come esseri immutabili. Inossidabili.

Dopo i riconoscimenti che hai ottenuto da varie testate giornalistiche, hai altri obiettivi per questo nuovo anno?

“Credo che non sarò mai all’altezza di quei riconoscimenti. Mi sento e sono ancora al primo gradino di una lunghissima scalinata. Per questo nuovo anno spero solo in una cosa: suonare, suonare e suonare. Mi manca il palco che è la cosa che più amo di questo mestiere”

Alla base del tuo nuovo brano, “Rivoluzione”, c’è anche un’idea filosofica?

“In questo singolo ho attribuito alla parola “rivoluzione” il significato imperturbabilità. Di rigenerazione dopo la sconfitta, dopo il dolore. Rivoluzione è, per me, la capacità di tornare al punto esatto di partenza come esseri immutabili. Inossidabili”

Come è nato il tuo singolo e come ci hai lavorato?

“In questo periodo in cui è assente il contatto umano ho sentito l’esigenza di ricevere un abbraccio. Ci sono momenti in cui un messaggio o i social non possono sostituire le persone che vuoi accanto. Ho scritto “Rivoluzione” e mi sono rifugiato nella musica affinché la mia solitudine fosse condivisa. Alla produzione di questo singolo hanno lavorato anche Roberto Lazzarin e Andrea Cherian ai quali devo molto”

Dove ti immagini il tuo primo concerto alla fine di quest’emergenza?

“Non mi pongo il problema della location. Ovunque! Perché possa tornare a suonare davanti alle persone”