Genova ponte Morandi: Chi controllava i controllori ?

Ponte Morandi
Ponte Morandi

RICOSTRUITA LA RETE DI CHI MONITORAVA LA MANUTENZIONE ANCHE IEVOLELLA, DELLA COMMISSIONE DI INCHIESTA, AVREBBE AVUTO COLLABORAZIONI CON AUTOSTRADE

“QUARTO GRADO”

 Durante la puntata in onda ieri, venerdì 14 settembre, “Quarto Grado” si è occupato del crollo del Ponte Morandi di Genova, a un mese esatto dalla tragedia nella quale hanno perso la vita 43 persone.

Lo scorso 6 settembre, la procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati 20 persone e la società Autostrade per l’Italia.

L’inviato di “Quarto Grado” Simone Toscano ha ricostruito la rete di chi doveva controllare i lavori di manutenzione della struttura, affidati alla società Autostrade per l’Italia.

Fino al 2012 il controllo era di Anas, poi arriva il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che istituisce una Direzione per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali. È a questa struttura che appartengono quattro degli indagati per il crollo del ponte: Vincenzo Cinelli, Mauro Coletta, Bruno Santoro e Carmine Testa.

– Vincenzo Cinelli, attuale Direttore della Vigilanza.

Secondo quanto ricostruito dalla trasmissione, avrebbe percepito – come collaborazione – 30.920 euro nel 2016 e 19.878 euro nel 2017 da SAT, Società Autostrada Tirrenica, partecipata al 99,928% dal gruppo Autostrade per l’Italia.

– Mauro Coletta, Direttore della Vigilanza prima di Cinelli.

Coletta nel 2006 avrebbe percepito 16.612 euro da Autostrade; nel 2014, invece, avrebbe ricevuto 23.743 euro da Veneto Strade Spa, società tra i cui azionisti – seppur solo al 5% – figura anche Autostrade.

– Carmine Testa, da tre anni Direttore dell’Ufficio Ispettivo Territoriale di Genova da cui è passato il maggior numero di atti che riguardavano i monitoraggi e lo stato del viadotto.

Negli anni, Testa avrebbe continuato ad avere collaborazioni esterne, percependo 30.920 euro nel 2016 e 6.510 nel 2017, anche lui da SAT.

– Bruno Santoro, dirigente della Divisione 1 (Vigilanza Tecnica e Operativa della Rete Autostradale in concessione) della Direzione Generale per la Vigilanza sulle concessionarie autostradali.

Anche Santoro avrebbe avuto contatti diretti con Autostrade: nel 2009 a lui sarebbero andati 76.500 euro, nel 2010 20.545 euro.

Santoro figurava anche tra gli uomini scelti dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli per la Commissione che dovrà fare luce sulle cause del crollo, comprese eventuali responsabilità di Autostrade.

La nuova Commissione istituita dal Dicastero, col passare dei giorni ha perso pezzi: oltre a Santoro, non ci sono più Antonio Brenchic, Bruno Ferrazza e Michele Franzese.

In questa commissione siede ancora, invece, l’ingegnere Gianluca Ievolella. Ma, secondo quanto ricostruito da “Quarto Grado”, anche Ievolella avrebbe avuto collaborazioni con Autostrade grazie alle quali avrebbe ricevuto 18.882 euro nel 2007, 28.520 euro nel 2008, 15.250 euro nel 2009, fino ai 10.413 euro del 2016.