
Al Teatro della Cooperativa di Milano La Corte Ospitale e Babelia&C presentano FIGLIE DELL’EPOCA di e con Roberta Biagiarelli, il secondo di cinque spettacoli, inseriti in questa nuova stagione, che fanno parte della Rassegna dal titolo LA GRANDE GUERRA – Un ciclo di spettacoli per ricordare.
La rassegna rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale.
“Il Novecento si apre e si chiude a Sarajevo”.
Frase consumata, ma efficace per creare un ponte tra l’inizio della prima “grande guerra” e le macerie dell’ultima guerra in terra d’Europa: il conflitto tra gli stati dell’ex-Jugoslavia.
Ecco, io quel conflitto l’ho attraversato e lo conosco a fondo. Sono più di 15 anni che ne parlo attraverso le parole di un altro spettacolo e lo abito nelle sue conseguenze, come artista ed essere umano, nei miei viaggi, progetti ed azioni concrete nei confronti della Bosnia-Herzegovina, ed in particolare delle sue donne.
E allora io mi metto a confronto con quelle donne e tento la strada di un dialogo, di una rappresentazione, di una memoria; mi metto dentro le loro storie, aggiungo le mie di questi anni in Bosnia, di artista, di donna e traccio una linea immaginaria tra loro e me. Divento un ponte tra le donne di ieri e le donne di oggi.
Decido di dare voce all’unica italiana presente al Congresso, Rosa Genoni, valtellinese di nascita, trasferita a Milano, sartina prima e stilista affermata poi: una vita che è un’icona del femminismo, del pacifismo, dell’assunzione di responsabilità; che mi occuperò di un’australiana eccentrica che guida un’ambulanza da 16 posti, di una crocerossina sepolta fra migliaia di soldati, di un’americana simbolo del femminismo mondiale, di un’altra italiana, milanese pure lei, che al congresso non potè andare e scrisse una lettera esemplare che getta le basi per la futura Unione Europea.
E di altre “figlie della loro epoca”. E di me rispetto a loro. Me ne occupo e vedo cosa resta. Creo un cosmo popolato da donne con biografie esemplari dentro al flusso della Storia.
Uno spettacolo di genere, per fare emergere un protagonismo al femminile della prima guerra mondiale e vedere, di nuovo, cosa resta oggi.
– Roberta Biagiarelli –



