Nuovo libro di Cinzia Randazzo

Gesù

Cinzia Randazzo, “Cristo e la sinagoga: un possibile rinnovamento delle modalità e degli elementi liturgici nelle nostre chiese cristiane?”, Tricase (LE) 2012. ISBN: 9788866188513.

PREFAZIONE

Cos’era in origine la sinagoga, cosa ai tempi di Gesù e cosa è diventata oggi? Il volume ripercorre e indaga il processo storico-culturale che prende avvio dalle prime sinagoghe, intese come luogo di riunione di persone dedite alla preghiera, createsi dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, e giunge alla costruzione di edifici atti a queste assemblee di tipo religioso. Attraverso una liturgia sinagogale fatta di recita e trasmissione orale, attentamente descritta all’interno del testo, il popolo eletto di Dio si sottomette ai comandamenti e alla volontà divina per avere in cambio una prosperità materiale. È proprio la sinagoga a essere dunque eletta come luogo di liberazione da ogni male, in quanto è là che si realizza pienamente quella dimensione orizzontale del nuovo culto sabbatico. La sinagoga diviene un luogo di salvezza fisica e spirituale, ragione per cui è stata istituita, e sono proprio le parole del Vangelo a ricordarcelo nel momento in cui il figlio di Dio caccia i mercanti dal tempio, inteso come casa di preghiera e di insegnamento e non di maldicenze, di frivolezze e di peccato. Le chiese sono dunque chiamate da Gesù a essere immagini viventi della sinagoga attraverso la guida della figura sacerdotale. È la figura di Aronne, ampiamente sviluppata nel volume, a essere centrale per l’edificazione dei nuovi sacerdoti, la cui consacrazione permanente a Dio ha lo scopo di custodire il santuario, di insegnare la Sacra Scrittura e di offrire sacrifici, “vivendo ogni giorno il culto sabbatico, ovvero il culto spirituale gradito a Dio”. Il sacerdote così diviene immagine di quella eterna relazione di amore che il Figlio consumava prima della creazione del mondo (sabato protologico) e anche di totale oblazione a Dio (sabato soteriologico), realizzando pienamente il suo culto sabbatico. In tal modo il sacerdote anticipa sulla terra il sabato escatologico, quello che si consumerà alla fine del mondo, quando gli uomini contempleranno eternamente le meraviglie di Dio.

A una diversa percezione della sinagoga nelle chiese cristiane si affianca una liturgia dissimile specie nei riguardi della sacralità del testo biblico, elementi che determinano difficoltà nelle relazioni con gli ebrei. La sudditanza del sacerdote alle Sacre Scritture è evidenziato da una serie di accorgimenti e atteggiamenti sul modello di quanto descritto nei Vangeli. È lo stesso Gesù, seppur Figlio di Dio, a ricevere la Parola del Padre del testo sacro da un inserviente, una lettura che avviene attraverso i rotoli della Legge e in lingua aramaica. Nelle chiese cristiane la sacralità delle Scritture sembra essere venuta meno dinanzi all’accostamento diretto del sacerdote a un libro che giace sul leggio, alla mercé di tutti e del degrado, e di una lettura e una predica in lingua italiana.

La reintroduzione del rotolo, del linguaggio aramaico per leggere e predicare la parola di Dio, di strumenti musicali presenti nelle sinagoghe ebraiche al tempo di Gesù, oltre che di altri strumenti e accorgimenti alla lettura atti a salvaguardare fisicamente il testo sacro è nella proposta del volume. L’obiettivo non è solo quello di riavvicinarsi ai fratelli ebrei ma anche di recuperare le vere radici cristiane delle origini, ossia le ancestrali radici giudaiche, in modo da rendere la liturgia il più possibile contemporanea al suo ambiente di origine. Una proposta che non può che scontrarsi con la pratica del sacerdozio oggi e con gli elementi liturgici e le modalità predisposte dal Concilio Vaticano I e II. Una sfida di certo al sistema e un’opportunità di spessore di confronto e dibattito per l’individuazione di piste di rinnovamento in ambito liturgico.