Moon, Seon Mee

GIVING AWAY THE BRIDE (2013) 28x40 oil on woodbox 2013

Moon, Seon Mee

“Story (Box) Telling; Intimacy”  

A cura di Alessia Locatelli

Dal 17 settembre al 25 ottobre 2013

Studio Akka di Ho Jin Jung | Via Pietro Custodi,8 | 20136 Mi (IT) Ph: 0258112996 / 3937807440

Vernice: 17 Settembre h.19.00

e       5 Ottobre h.19.00: in occasione della giornata del contemporaneo organizzata da AMACI

Seon Mee Moon ha nella sua produzione una poetica definita che accompagnata da un tratto molto personale, le permette di affidare ad una visione artistico/narrativa completa i suoi lavori artistici. L’estetica di Moon passa attraverso un figurativo che ricorda Botero nei volumi tondi e pieni, ma in cui l’elemento caricaturale – pur senza il nodo critico – è rintracciabile nei lavori di Honoré de Balzac e George Grosz e abilmente utilizzato ai fini di una narrazione descrittiva ed ironica.

I suoi oli ci introducono personaggi, principalmente coppie o piccoli gruppi, che occupano con la loro fisicità ingombrante e impacciata quasi tutto lo spazio disponibile. Moon ci regala un’umanità (come Balzac nella sua Comédie Humaine) che si restituisce allo sguardo attraverso piccoli episodi, divertenti e sfiziosi, come “Here”(2013) o “Cafè, rendez vous”(2012) in cui la parola sussurrata di nascosto dietro ad una tazza di caffè, diventa parte di un gioco emozionale che coinvolge l’osservatore portandolo a cercare nell’opera tutti i particolari raffigurati per ricostruire la vicenda.(…)  Ma come accade in una storia dei fratelli Andersen, non sempre il mondo fiabesco è latore di tranquillità. Nonostante i colori pastello, il tratto pulito e grafico e la serenità restituita dalle morbide forme attraverso le figure di Moon si muove qualcosa d’inquietante: l’uso dei verdi – soprattutto nelle raffigurazioni maschili, gli sguardi sottecchi delle coppie che oscillano tra il timido e la diffidenza, le lacrime che si trasformano in filo o cadono pesanti al suolo, restituiscono delle emozioni contrastanti. (…) Moon lavora ad olio, sia su tela che utilizzando dei Box di legno, contenitori da lei creati per racchiudere i suoi personaggi in ambienti dagli orizzonti ancora più ristretti, in cui le figure interagiscono giocosamente con lo spazio circoscritto della scatola amplificandone il senso di segretezza e di intimità.

                                                                                        Estratto dal testo ciritico di Alessia Locatelli