Intervista a Giulia Mazzoni

Giulia Mazzon - foto di Alessio Pizzicannella

 

Come è nata la tua passione per il pianoforte?

La mia passione per il pianoforte è nata per caso.

Ho scoperto questo strumento meraviglioso molti anni fa.

Mi ricordo ancora con una certa emozione la magia di quell’ incontro.

Avevo solo 10 anni, ero in quinta elementare e durante una ricreazione rimasi molto colpita da un suono che proveniva da un’aula dove stavano provando.

Quella stanza diventò ben presto uno dei miei posti preferiti, ogni volta che potevo ci andavo e giocavo con il pianoforte.

All’inizio picchiavo su quei tasti bianchi e neri in maniera inconsapevole, libera e spontanea non avendo ancora una preparazione musicale.

Per me era come giocare con le costruzioni o i bottoni.

Il gioco per un bambino è fondamentale, è apprendimento e conoscenza.

Rudolf Steiner diceva che il gioco è il lavoro più serio per il bambino, gli spazi del gioco sono “spazi di futuro” ed “afferrare” diventa “comprendere”.

Ho sviluppato con il pianoforte un’amicizia profonda, un legame importante che non ho perso negli anni successivi e che mi porterò per sempre con me.

L’anno seguente (in prima media) iniziai a studiare musica, prima alla scuola G. Verdi di Prato e poi al conservatorio G. Verdi di Milano.

Esperienza eclettica a teatro. Testo, scenografia, musica. Una preferenza?

Oltre al mio grande amore, la musica, ho molti altri interessi e passioni.

Amo molto l’arte in tutte le sue manifestazioni e forme (pittura, cinema, scrittura, teatro).

Questo amore per queste forme d’arte si è concretizzato in uno spettacolo teatrale scritto e diretto da me dal titolo: “il viaggio: dialogo tra musica, pittura e parola.”

Un esperimento nel quale ho cercato di raccontare attraverso la musica, la parola e la pittura, il percorso che l’uomo e l’artista compiono nella loro esistenza.

E’ stato un progetto molto bello ed un’esperienza che mi ha arricchito molto sia dal punto di vista artistico che umano.

Sei giovane, cosa vorresti migliorare di te?

Ho tanto da imparare ancora e una lunga anzi, lunghissima strada da percorrere. Quello che posso dirle è che sto continuando a studiare per migliorarmi artisticamente e umanamente. E’ un percorso faticoso, infinito e meraviglioso nel quale si scoprono ogni giorno parti nascoste di noi stessi, limiti e pregi.

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