Enrico Melozzi

Enrico Melozzi

 

La Sinfonia Concertante in Do Minore, composta nel 2007 da Enrico Melozzi (1977)*, compie, nei suoi quattro movimenti, un percorso complesso di continuità e contrasto con cambi di tema, colore, velocità, metro, facendo emergere un’energia classica bruciante.

L’opera si dipana in un linguaggio variegato e complesso, in un moto armonico continuo che avanza con forza trascinante, con allusioni a classici come Bach, Stravinskj, Debussy, e con audaci richiami a moderne musiche da film. Allusioni e richiami trattati originalmente, che sollecitano la complicità degli esperti, ma ugualmente apprezzabili e godibili dai semplici amatori.

Dall’incipit grave e solenne, che adombra l’infelice stato del Pianeta Terra, povero e malato, abitato da esseri in eterna lotta tra loro, si passa via via ad un intimo fraseggio, al Fugato Andante in cui l’organo è solo, come se cercasse di superare lo smarrimento dell’uomo moderno, il travaglio della storia, alla ricerca di una via di salvezza.

Nel quarto movimento, annunciato dal suono vivo e battente delle percussioni, tra echi contrastanti di giubilo e angoscia, si delinea il tema del riscatto nascente da una rinnovata alleanza con la natura.  

Giorgio Gaslini ha commentato così questa Sinfonia:

“La definirei un’opera “Titanica” sia per la intensa e sentita qualità e significazione delle fonti testuali, sia per la potenza sonora-orchestrale impiegata, sia per un evidente senso superiore della forma. La forza e il rigore compositivo si impongono all’ascolto di questa Sinfonia. Quando dalla fedeltà all’impianto tonale fa staccare parti strumentali da sole o intrecciate, e le porta in alto, liberate, significanti, ecco è allora che scopro una diversa bellezza protesa verso il nostro tempo”.

*Enrico Melozzi (Teramo, Italia, 1977) compositore, arrangiatore, violoncellista. Personalità poliedrica della scena musicale italiana, spazia dall’attività di compositore a quella di concertista, muovendosi agilmente tra diversi generi e stili, dalla musica classica al jazz, fino alle più particolari forme di improvvisazione acustiche e elettroniche. Molto apprezzate le sue colonne sonore per il cinema (L’uomo Fiammifero, La Casa Sulle Nuvole).

Carlo Bello