Patrizia Laquidara intervista

Patrizia Laquidara

ANGUANA E’ UNA NINFA DELLE LEGGENDE FRIULANE E DELLE DOLOMITI…COME SEI ARRIVATA A QUESTO?

Il mio primo intento, il punto dalla quale sono partita , ra il desiderio di fare un disco di musica popolare. Un disco che racchiudesse in se’ una sonorita’ ampia e variegata , acustico ma moderno. Va da se’ che ragionandoci su’ ho deciso di partire da un luogo in cui ho vissuto per molto tempo , l’alto vicentino. Un luogo che sento ormai sotto pelle , che e’ entrato a far parte di me , anche s enon e’ il luogo dove io sono nata o in cui mi riconosco totalmente.  Ma sentivo la necessita’ di parlare e cantare di un luogo che conosco bene, nei suoi umori, nella sua gente, nei suoi colori, nella sua dolcezza e durezza.

Questo perche’ ho sempre pensato che la musica etnica estrapolata dal suo contento e’ difficilmente onesta fino in fondo.

Per cui sono partita dal dialetto alto vicentino, da li’ si e’ poi presentata la figura dell’Anguana che gia’ a volte avevo incrociato nelle leggende di questi luoghi e non solo, tramite l’amicizia con il poeta e scrittore Enio Sartori che ho scelto come collaboratore di questo disco. Tramite Enio Sartori (autore di tutti i testi che del disco) , le liriche del disco sono diventate la  colonna portante dell’album. E’ lui che ha dato con le sue parole il valore letterario e poetico al Canto dell’Anguana. La scelta musicale si e’ poi diretta verso melodie efficaci, semplici , popolari, mischiate a sonorita’ e arrangiamenti  che pur presentando una loro compatezza si fanno veicolo per parlare di varie culture musicali . Nel disco troviamo generi che vanno dalla taranta, habanera, fiati balcanici e cosi via.

–         Questo si e’ potuto ottenere grazie all’esperienza che ho accumulato negli anni sul repertorio della world music, grazie alle collaborazioni decennale con gli Hotel rif il gruppo che ha suonato nell’album, grazie a collaborazioni che mi hanno dato molto (Sparagna, Elena Ledda, Carlos Nunes , Rodrigo Leao , Nicola Parov  ,Lautari e via dicendo) e grazie soprattutto alla collaborazione con Alfonso Santimone , musicista onnivoro che qui e’ stato anche arrangiatore dei brani e, insieme a me produttore artistico dell’album. Grazie  atutto questo, alla fine siamo arrivati alla figura portante, la vera protagonista dell’album che e’ L’anguana. Figura ambivalente, misteriosa, generosa oppure sfuggente. Voce del  desiderio , dalla quale mi sono fatta stregare.

PATRIZIA, UNA PERSONA POLIEDRICA , TANTE LINGUE CONOSCIUTE, LA MUSICA , I CANTI POPOLARI, I TESTI. QUALE PASSIONE NASCE PRIMA  E SVILUPPA LE ALTRE?

 Direi che nasce prima la musica  intensa come suono in tutte le sue forme e le sue manifestazioni. E’ attraverso la musica che mi sono avvicinata al la poesia, alla scrittura dei testi, ora anche alla recitazione,. Tanto che nel mio prossimo fututo spero di poter lavorare anche come attrice oltre che cantante.

Il canto popolare e’ stata la ovvia conseguenza di variegati ascolti, di un acuriosita’ che mi ha sempre spinto ad ascoltare molte cose, a cercare soprattutto voci e e sonorita’ particolari . La mia curiosita’ viene sempre appagata generosamente quando ascolto o stuio voci provenienti da vari luoghi della terra . ogni popolo ha il suo modo di cantare di usare e manifestare il proprio suono, he dipende da molte cose, dalla lingua parlata , dal grado di umidita’ dell’aria , dalle radici di quella determinata cultura e via dicendo. Insomma, un bacino inesauribile di ricerca e di suoni.

QUALE MESSAGGIO VUOI LANCIARE AI TUOI ASCOLTATORI?

Il messaggio che desidererei portare e’ che viviamo ormai in u mondo dove tutto e’ mescolato , dove i confini sono labili  e questi confini non sono limiti, ma limini  da esplorare e da ampliare.

Voler fermare questo mescolarsi di cose,  suoni, popoli, culture, lingue, voler fermare i flussi migratori , e come’ voler fermare il soffio del vento. Impossibile e innaturale.