La prima di Na Li, la sesta di Rafa

Il trionfo di Nadal

Parigi (Francia), 5 giugno 2011 di Fiorenzo Di Costanzo.

Si è concluso il secondo torneo dello Slam, edizione del Roland Garros che verrà ricordato per due dati statistici: la prima vittoria per una giocatrice proveniente dall’Asia in un torneo dello Slam e l’interruzione della striscia di vittorie consecutive, pari a 43, fatta registrare da Djokovic.

 

Nel torneo femminile sono arrivate in finale l’azzurra Francesca Schiavone, vincitrice dell’edizione scorsa, e la cinese Na Li. La milanese nel corso del torneo ha mostrato un gioco brillante e solido, anche migliore di quello messo in mostra nell’edizione scorsa, tuttavia lungo il suo cammino ha dovuto lottare contro avversarie che hanno giocato, probabilmente, anche oltre i loro limiti, ma, si sa, questo è il destino dei campioni in carica. La milanese ha trovato sul proprio cammino dapprima la Oudin (6/2 – 6/0), poi, nei turni successivi,  la Dolonts (6/1 – 6/2), la Peng, costretta al ritiro. Dal quarto turno in poi le cose si sono fatte più complicate: prima la Jankovic (6/3 – 2/6 – 6/4), poi la Pavlyunchenkova (1/6 – 7/5 – 7/5) hanno reso la vita della nostra portacolori molto difficile e, soprattutto la russa ha “rischiato” seriamente di vincere. In semifinale, invece, la Schiavone ha avuto vita facile con la Batoli, liquidata con un doppio 6/3.

La cinese Li, già finalista in Australia, ha avuto un percorso più complicato del previsto: con la Strycova, al primo turno, ha vinto solo al terzo set (6/3 – 6/7 – 6/3); poi sono arrivate le vittorie sulla Soler-Espinosa (6/4 – 7/5), sulla Cirstea con un doppio 6/2, e sulla Kvitova (2/6 – 6/1 – 6/3). Nei quarti di finale la cinese compie un vero capolavoro, eliminando la Azarenka (7/5 – 6/2), la favorita per la vittoria finale alla vigilia del torneo; mentre in semifinale fa fuori la Sharapova (6/4 – 7/5).

 

Ma veniamo alla finale: la Schiavone parte contratta e i suoi colpi sono poco precisi e incisivi, mentre la Li conduce, senza troppa difficoltà, gli scambi riuscendo a mettere i piedi al di qua della linea di fondo. La svolta, nel primo set, si ha sul punteggio di 2 pari, quando la Schiavone perde il proprio turno di servizio, break che non riuscirà più a recuperare e così il primo parziale si conclude con il punteggio di 6/4 per la Li. La milanese non sembra trovare le chiavi del gioco nel primo set risalta un dato: 3 soli vincenti e 5 errori forzati sono indici che la Li fa il bello e, ahimè per noi tifosi, il brutto tempo. L’inizio del secondo set è un vero e proprio gancio al mento: Francesca subisce subito il break e sui turni di servizio della Li non riesce ad imporre il suo gioco e il suo ritmo. A dir il vero, contro la forza e la precisione dei colpi della cinese c’è poco da fare. Ma l’azzurra è una vera leonessa: più di una volta è sull’orlo del precipizio, ad un 15 dal doppio break di svantaggio, ma nel ottavo game del set, riesce a riportarsi sul 4 pari. Sul 5 a 4 Francesca arriva per ben tre volte a due punti dal seti, ma prima la Li con la precisione del suo rovescio e poi l’imprecisione dei colpi della milanese prolungano il set. La Schiavone non molla e mette pressione alla cinese, alla quale, tuttavia, non viene il braccino corto ed è anche fortunata: nel dodicesimo gioco, sul punteggio di 30 pari, il giudice di linea chiama una palla della cinese out, sarebbe il punto che manda la Schiavone al set point, ma l’arbitro di sedia inverte la decisione. Si giunge così al tie break: la Li è mostruosa, gioca sempre a pochissimi millimetri dalle righe, mentre la Schiavone subisce il contraccolpo psicologico per l’occasione non sfruttata nel game precedente. La cinese ha così vita e stravince con il punteggio di 7 a 0.

Per la Li è una vittoria strameritata, mai messa in discussione anche quando sembrava che la Schiavone potesse riaprire i giochi. Con questa vittoria la Li sale al quarto posto del ranking mondiale, mentre Francesca perde due posizioni e scivola al settimo posto.

 

Nel tabellone maschile in finale si gioca l’ennesimo match della sfida infinita tra Federer e Nadal.

Lo spagnolo nei primi due turni ha avuto due match difficili, soprattutto nel primo quando si è trovato sotto di 2 set a 1 contro Isner (6/4 – 6/7 – 6/7 – 6/2 – 6/4), mentre nel secondo ha lottato contro Andujar (7/5 – 6/3 – 7/6). Terzo e quarto turno abbastanza agevoli, con i facili successi su Veic (6/1 – 6/3 – 6/0) e Ljubicic (7/5 – 6/3 – 6/3). Nei quarti e in semifinale ha affrontato due avversari molto temibili, ma il maiorchino è una vera macchina: sia Soderling (6/4 – 6/1 – 7/6) che Murray (6/4 – 7/5 – 6/4) cedono in tre set.

Federer giunge in finale perdendo un solo set lungo il proprio percorso, peraltro in semifinale contro “l’invincibile” Djokovic, e sembra aver ritrovato la brillantezza che negli ultimi grandi appuntamenti sembrava averlo abbandonato. Sotto i colpi di Roger sono caduti: Feliciano Lopez (6/3 – 6/4 – 7/6), Teixeira (6/3 – 6/0 – 6/2), Tipsarevic (6/1 – 6/4 – 6/3), Wawrinka (6/3 – 6/2 – 7/5), Monfils (6/4 – 6/3 – 7/6) e, appunto, Djokovic (7/6 – 6/3 – 3/6 – 7/6).

 

La finale: Federer parte subito alla grande rubando il servizio allo spagnolo e portandosi sul 3 a 0. Lo svizzero sembra davvero in giornata: il suo servizio fa davvero male e il suo gioco aggressivo toglie il ritmo di gara a Nadal. Sul punteggio di 5 a 2 lo spagnolo salva un set point: è la svolta del match. Nadal trova nuova linfa e pian pianino impone i suo gioco; Federer accusa il colpo e cede il primo set per 7 game a 5. Lo svizzero è in rottura prolungata e va sotto anche nel secondo set, ma sembra di rivivere il primo set ma a ruoli invertiti. Federer non molla il match e si porta in parità sul 4 pari. Con Nadal al servizio il match viene interrotto per la pioggia. Alle riprese delle ostilità Rafa sembra voler allungare nel punteggio, Roger non molla e porta il secondo set al tie-break: qui lo spagnolo innalza ancor di più il suo livello di gioco e si  aggiudica la seconda frazione di gara. Il match nel terzo set segue il registro dei primi due: Roger cerca di controllare il gioco con colpi violenti dal fondo campo e con molti cambi di ritmo, ma Nadal sembra essere più decisivo nei punti che contano ed infatti si porta sul 4 a 2. Quando il match sembra destinato ad una fine veloce, Roger tira fuori gli attributi e riesce ad allungare il match aggiudicandosi il set per 7 game a 5. Il primo game del quarto set illude Federer: si porta sul 40 a 0 con lo spagnolo a servizio, ma Rafa riesce a mantenere il vantaggio del servizio. E questa volta è davvero la fine per il match. Rafa è un muro da fondo campo e un cannibale quando deve attaccare: il set si conclude agevolmente per lo spagnolo che vince 6 game a 1.

Nadal con il successo nel torneo si iscrive, una volta per tutte, nella storia del tennis: raggiunto Borg e le sue 6 vittorie al Roland Garros.