Tornano I masnadieri, alla Scala e in tournée

i masnadieri
i masnadieri

I masnadieri di Giuseppe Verdi, su libretto di Andrea Maffei da Friedrich Schiller, torna alla Scala per sette rappresentazioni dal 18 giugno al 7 luglio in un nuovo allestimento diretto da Michele Mariotti con la regia di David McVicar, le scene di Charles Edwards e i costumi di Brigitte Reiffenstuel. Il cast comprende Lisette Oropesa, ormai contesa dai teatri di tutto il mondo (ha vinto tra l’altro il Tucker Prize 2019) al debutto scaligero, Fabio Sartori che torna a Verdi dopo il successo con l’Attila inaugurale di Stagione, Michele Pertusi, tra le voci scaligere più amate degli ultimi anni in Verdi ma anche in Rossini, e Massimo Cavalletti recentemente ascoltato anche in Manon Lescaut.

L’allestimento sarà presentato al Festival di Savonlinna (Finlandia) il 15, 17 e 20 luglio (il 18 luglio il M° Mariotti dirigerà i complessi scaligeri anche in un concerto di gala con arie d’opera). Si tratta della prima tournée della Scala in Finlandia.

Vincent Van Gogh- L’odore assordante del bianco

Alessandro Preziosi
Alessandro Preziosi

Le austere e slavate pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco?

È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare.

Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, che si avvale della messa in scena di Alessandro Maggi, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Il testo vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.) firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta, ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

Al Teatro Manzoni di Milano
dal 15 novembre al 2 dicembre 2018
Khora.Teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo
presentano
ALESSANDRO PREZIOSI
VINCENT VAN GOGH
L’odore assordante del bianco
di Stefano Massini

“Dieci storie proprio così” al Piccolo Teatro di Milano

Diecistorie_fotoFrancescoSqueglia
Diecistorie_fotoFrancescoSqueglia

Dieci storie proprio così, scritto da Giulia Minoli ed Emanuela Giordano, che ne cura anche la regia, in scena al Teatro Grassi dal 24 al 29 gennaio, racconta le vittime innocenti della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, di responsabilità individuali e collettive, di connivenze istituzionali e di taciti consensi.

Una toccante testimonianza corale, un appassionato affresco che ha il colore del coraggio, quello dimostrato dalle associazioni di ragazzi caparbi, e della tenacia, quella dei parenti delle vittime e di tutti gli italiani che fanno dell’impegno un diritto inalienabile.

Lo spettacolo nasce come opera-dibattito sulla legalità e, partendo dall’esperienza della Campania, si è arricchito con storie di dolore e riscatto della Sicilia e del Lazio. Dal 2017, in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio viene presentata una nuova versione drammaturgica con un ulteriore approfondimento su Mafia Capitale e sui legami tra ‘Ndrangheta calabrese e Lombardia.

Dieci storie proprio così è una ragionata provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. Presentato per la prima volta all’interno della stagione Educational del Teatro San Carlo di Napoli nel 2011, lo spettacolo nasce dall’incontro con decine di familiari di vittime innocenti di mafia, camorra, criminalità e con i responsabili di cooperative ed associazioni che sulle terre confiscate alla mafia hanno costruito speranze, lavoro, accoglienza, idee.

In seguito a questo primo traguardo, lo spettacolo è diventato parte integrante di un progetto nazionale, ‘Il palcoscenico della legalità’, che coinvolge scuole, carceri minorili e teatri. La cultura diventa strumento di educazione alla legalità, attraverso il teatro, per apprendere insieme un nuovo alfabeto civile.

Da allora sono stati attivati laboratori nelle scuole (più di 30.000 gli studenti coinvolti) e negli istituti penitenziari minorili. Attualmente il progetto educativo è attivo nelle scuole di Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia e nell’IPM Malaspina di Palermo e di Ariola (Bn).

Dal 2017, il progetto si arricchisce della naturale collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e in particolare con il Corso di Sociologia della Criminalità organizzata di Nando Dalla Chiesa, con il quale il Piccolo, attraverso l’ ‘Osservatorio sul presente’ svolge, da tre anni, un intenso lavoro di studio e riflessione sui temi della legalità. Il lungo e rigoroso percorso scientifico ha portato, nel 2014, alla produzione di E io dico no diretto da Marco Rampoldi.