Lucerne Festival Orchestra

Riccardo Chailly
Riccardo Chailly

Riccardo Chailly confermato Direttore musicale della Lucerne Festival Orchestra
Il contratto di Riccardo Chailly come Direttore musicale della
Lucerne Festival Orchestra sarà prolungato fino alla fine del 2026. Successore di Claudio
Abbado, il Maestro Chailly ha assunto la direzione della storica Orchestra del Festival
nell’estate del 2016.
La collaborazione della Lucerne Festival Orchestra con Riccardo Chailly è nata con la monumentale Ottava Sinfonia di Mahler, in occasione dell’apertura del Festival in estate nel 2016.
Negli anni successivi Chailly ha ampliato progressivamente il repertorio dell’orchestra con opere
di Richard Strauss, Igor Stravinskij, Maurice Ravel e Richard Wagner. Nell’autunno del 2017,
2018 e 2019 ha portato questo nuovo repertorio anche in tournée in Asia. L’Orchestra si è
esibita in Giappone, Corea del Sud e Cina, e nel 2018 e 2019 è stata ospite alla Scala di Milano
e residente a Shanghai. Nell’estate del 2019, a Lucerna, Chailly ha diretto la Sesta Sinfonia di
Mahler e con l’Orchestra ha avviato un ampio ciclo dedicato a Rachmaninov. Nell’estate del
2021 Chailly e la Lucerne Festival Orchestra riprenderanno questo ciclo con il Concerto per
pianoforte e orchestra n. 2 e la Sinfonia n. 2. In programma figurano anche la Sinfonia n. 1 di
Gustav Mahler e i Drei Bruchstücke aus Wozzeck di Alban Berg.
«L’opportunità di proseguire nell’incarico di Direttore musicale della Lucerne Festival Orchestra
mi rende molto orgoglioso», commenta Riccardo Chailly. «Per me questo comporta l’importante
responsabilità di portare avanti l’eccezionale identità musicale di questa Orchestra, in quanto
eredità lasciata dal formidabile percorso artistico di Claudio Abbado. Al contempo, per il futuro,
è fondamentale sviluppare nuovi orizzonti artistici con questi straordinari musicisti e offrire al
pubblico nuovi scenari musicali. Nel corso degli anni è nata un’amicizia personale con alcuni dei
musicisti. Sono contento di pianificare gli anni a venire insieme a Michael Haefliger, con grande
entusiasmo ed energia creativa.»
«Sono particolarmente felice che la collaborazione tra Riccardo Chailly e la Lucerne Festival
Orchestra possa essere estesa per i prossimi cinque anni», dichiara Michael Haefliger, direttore
artistico del Lucerne Festival. «Siamo legati da una collaborazione fondata sulla fiducia e
l’ispirazione. Negli ultimi anni siamo riusciti ad ampliare ulteriormente il repertorio di base
dell’Orchestra. La continuità di un legame così prezioso come quello tra questa Orchestra e
Riccardo Chailly promette altri successi artistici per il futuro!»
Nell’ambito della positiva collaborazione con Accentus Music sono già stati pubblicati quattro
DVD della Lucerne Festival Orchestra diretta da Riccardo Chailly. Il DVD più recente, che presenta il programma dedicato a Rachmaninov in occasione del concerto di apertura del 2019, è
stato premiato con un International Music Award (ICMA) nella categoria «Video Performance».
In collaborazione con Decca sono stati finora pubblicati due CD: il concerto dedicato a Richard
Strauss e quello dedicato a Stravinskij dall’edizione del 2017. Il CD straussiano è stato insignito
del Diapason d’Or de l’Année. È prevista la pubblicazione di altri CD.
+++Embargo fino a Giovedì, 11 febbraio 2021, ore 10:00+++
Sulla pagina internet del festival sono attualmente disponibili le seguenti tre registrazioni dal
titolo Meisterwerke@Home come video-on-demand: la Sinfonia n.7 di Bruckner (2018), le
Ouvertures di Wagner (2018) e la Sinfonia n.4 di Čajkovskij (2019). I video sono visionabili fino
alla fine di marzo.

“A riveder le stelle”: il programma

K65A3910 ph Brescia e Amisano ©Teatro alla Scala
K65A3910 ph Brescia e Amisano ©Teatro alla Scala

A riveder le stelle: il programma

Brani e artisti della Serata del 7 dicembre che sarà trasmessa su Rai 1, Radio 3, Raiplay

Un secolo di musica e di cultura italiana ed europea: la sera del 7 dicembre Riccardo Chailly alla guida di Orchestra e Coro del Teatro alla Scala sarà l’anima musicale di un racconto sull’opera e sulla danza la cui drammaturgia è stata pensata e trasformata in spettacolo da Davide Livermore e dai suoi collaboratori. Un racconto che nella sera di teatro musicale più famosa del mondo vuole celebrare il ruolo centrale che l’Opera e la Danza hanno avuto non solo per la cultura ma anche per la crescita civile del nostro Paese segnandone in modo decisivo l’identità. La serata raccoglie 25 tra i maggiori cantanti del mondo che hanno voluto partecipare a questa serata senza precedenti, ma anche i ballerini scaligeri protagonisti in tre momenti tra i quali una creazione del neodirettore Manuel Legris.

F. Cilea – “Io son l’umile ancella” da Adriana Lecouvreur – Registrazione (3’40”)
Inno di Mameli (3’)
G. Verdi – Preludio da Rigoletto (2’30”)
G. Verdi – “Cortigiani vil razza dannata” da Rigoletto – Luca Salsi (4’30”)
G. Verdi – “La donna è mobile” da Rigoletto – Vittorio Grigolo (2’)
G. Verdi – “Ella giammai m’amò” da Don Carlo – Ildar Abdrazakov (10’)
G. Verdi – “Per me giunto” da Don Carlo – Ludovic Tézier (6’30”)
G. Verdi – “O don fatale” da Don Carlo – Elīna Garanča (4’30”)
G. Donizetti – “Regnava nel silenzio” da Lucia di Lammermoor – Lisette Oropesa (8’30”)
G. Puccini – “Tu, tu piccolo Iddio” da Madama Butterfly – Kristine Opolais (4’)
R. Wagner – “Winterstürme” da Walküre – Camilla Nylund, Andreas Schager (14’)
G. Donizetti – “So anch’io la virtù magica” da Don Pasquale – Rosa Feola (5’30”)
G. Donizetti – “Una furtiva lacrima” da Elisir d’amore – Juan Diego Flórez (5’)
(Ballo) Lo Schiaccianoci – Adagio dal Grand pas de deux, Atto II con Nicoletta Manni e Timofej Adrijashenko (5’30”)
G. Puccini – “Signore ascolta” da Turandot – Aleksandra Kurzak (2’30”)
G. Bizet – Preludio da Carmen (2’30”)
G. Bizet – “Habanera” da Carmen – Marianne Crebassa (4’)
G. Bizet – “La fleur que tu m’avais jetée” da Carmen – Piotr Beczala (4’)
G. Verdi – “Morrò, ma prima in grazia” da Un ballo in maschera – Eleonora Buratto (4’30”)
G. Verdi – “Eri tu” da Un ballo in maschera – Geroge Petean (4’30”)
G. Verdi – “Ma se m’è forza perderti” da Un ballo in maschera – Francesco Meli (5’30”)
J. Massenet – “Pourquoi me réveiller” da Werther – Benjamin Bernheim (3’30”)
“Waves” – Ballo con Roberto Bolle (7’)
(Ballo) “Verdi Suite” – Estratti dai ballabili da I Vespri siciliani, Jérusalem, Il trovatore – Coreografia Manuel Legris con Martina Arduino, Virna Toppi, Claudio Coviello, Marco Agostino, Nicola Del Freo (7’)
G. Verdi – “Credo” da Otello – Carlos Álvarez (5’)
U. Giordano – “Nemico della patria” da Andrea Chénier – Plácido Domingo (5’)
U. Giordano – “La mamma morta” da Andrea Chénier – Sonya Yoncheva (5’)
G. Puccini – “E lucevan le stelle” da Tosca – Roberto Alagna (3’30”)
G. Puccini – “Nessun dorma” da Turandot – Jonas Kaufmann (3’)
G. Puccini – “Un bel dì vedremo” da Madama Butterfly – Marina Rebeka (4’30”)
31. G. Rossini – “Tutto cangia”, finale da Guglielmo Tell (3’30”) – Eleonora Buratto, Rosa Feola, Marianne Crebassa, Juan Diego Flórez, Luca Salsi, Mirk

Beethoven l’energia immortale della musica

Ludwig Van Beethoven
Ludwig Van Beethoven

L’energia immortale della musica
Ludwig Van Beethoven a 250 anni dalla sua nascita con Riccardo Chailly e Dominique Meyer
Inaugurazione stagione culturale 2020-21 della Scuola della Cattedrale
DUOMO DI MILANO – MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE ORE 18.30
LIMITATA DISPONIBILITÀ DI POSTI NEL RISPETTO DELLE NORME SANITARIE VIGENTI
L’ACCESSO ALL’EVENTO È GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SU WWW.DUOMOMILANO.IT
DIRETTA TELEVISIVA SU CHIESA TV E STREAMING SUL CANALE YOUTUBE DEL DUOMO
La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons.
Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano,
inaugura l’ottava edizione 2020-21 unendosi alle
celebrazioni internazionali dedicate al 250° anniversario
della nascita del genio musicale dell’Europa moderna:
Ludwig van Beethoven (Bonn, 16 dicembre 1770).
Un secondo appuntamento in collaborazione con il
Teatro alla Scala dopo la Messa da Requiem di Giuseppe
Verdi in memoria delle vittime della pandemia lo scorso
4 settembre, per rendere omaggio al grande
compositore, pianista e direttore d’orchestra tedesco
insieme al Direttore musicale, Maestro Riccardo Chailly,
e al Sovrintendente, Maestro Dominique Meyer.
Bambino prodigio, violinista nell’orchestra di corte, Ludwig riuscì a sedici anni ad avere un’audizione
con un altro famosissimo enfant-prodige, Wolfgang Amadeus Mozart, che dopo averlo ascoltato
improvvisare al pianoforte, disse: “Tenete d’occhio questo giovane, avrà qualcosa da raccontarvi”.
Anche l’eccelso virtuoso di Salisburgo aveva forse intuito che quel ragazzo avrebbe lasciato il suo segno
nella storia della musica trasformandola radicalmente, che ci sarebbe stato l’avvento di un mondo
nuovo di cui il compositore delle nove sinfonie sarebbe stato un indiscusso e originalissimo
protagonista.
Interpretato in tutto il mondo dalle massime orchestre, Beethoven è l’autore di una vastissima
produzione musicale che spazia a tutto campo, dalle composizioni da camera a quelle per orchestra,
dal pianoforte agli archi, alla musica vocale. Un lavoro epocale che ha squarciato in modo memorabile
il mondo della musica portando innovazione, capacità evocativa ed emozionale, e una forza espressiva
mai raggiunta da nessun compositore fino ad allora.
Dal suo talento smisurato, nonostante la precoce sordità e l’isolamento sociale che ne derivò, nacque
un immenso capolavoro: la grandiosa architettura sonora dell’Inno alla gioia, inno ufficiale dell’Unione
europea che suggella i valori degli Stati membri e la loro “unità nella diversità”.

«La prima esecuzione dell’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven
ebbe luogo a Vienna al Kärntnertor Theater il 7 maggio 1824.
L’orchestra era teoricamente diretta da Beethoven stesso,
ma in realtà il vero direttore era il maestro di cappella Michael Umlauf.
L’esecuzione fu perfetta e l’emozione che suscitò sul pubblico enorme.
Beethoven, dopo l’ultima nota della prima esecuzione della Nona Sinfonia,
rimase per parecchi secondi assorto nella sua sordità,
seduto vicino al direttore con le spalle rivolte al pubblico che applaudiva furiosamente.
La cantante Caroline Unger ruppe il protocollo per costringerlo a voltarsi
affinché vedesse l’esultanza della folla e capisse quale grande successo aveva riscosso,
lasciò il suo posto e si avvicinò a Beethoven, ancora chino sul leggio e rivolto verso gli orchestrali,
gli toccò il braccio mentre egli le diede un’occhiata severa, ma Caroline insistette e lo voltò verso la folla
che acclamava entusiasta sventolando un mare di fazzoletti bianchi.
In una standing ovation, prima una persona, poi tutto il pubblico si alzarono.
Chi gli era vicino racconta che una singola, piccola lacrima di gioia luccicò sulla gota del compositore.»
L’evento, moderato da Armando Torno, si terrà mercoledì 14 ottobre 2020 alle ore 18.30 nel Duomo
di Milano, e vedrà un saluto di Mons. Gianantonio Borgonovo, e la partecipazione di Riccardo Chailly,
Direttore musicale del Teatro alla Scala e Direttore principale della Filarmonica, e di Dominique Meyer,
Sovrintendente del Teatro alla Scala.
Nell’osservanza delle vigenti normative in materia di prevenzione da Covid-19, per partecipare
all’evento in Duomo è obbligatoria la prenotazione sul sito ufficiale www.duomomilano.it fino a
esaurimento dei posti disponibili.
L’incontro sarà trasmesso in diretta televisiva da Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre) e in
streaming sul canale Youtube del Duomo.
SCUOLA DELLA CATTEDRALE
MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE ORE 18.30
DUOMO DI MILANO
L’ENERGIA IMMORTALE DELLA MUSICA
LUDWIG VAN BEETHOVEN A 250 ANNI DALLA SUA NASCITA

 

Nona di Beethoven alla Scala

Nona di Beethoven alla Scala
Nona di Beethoven alla Scala

Orchestra e Coro tornano al Piermarini
con la Nona di Beethoven diretta dal M° Chailly

Sabato 12 settembre il primo concerto riservato agli operatori sanitari, poi le date
del 14, 16 e 17 aperte al pubblico. Cantano Krassimira Stoyanova, Ekaterina Gubanova,
Michael König e Tomasz Konieczny con il Coro diretto da Bruno Casoni.
E il 14 ottobre dialogo su Beethoven in Duomo tra Mons. Borgonovo,
Riccardo Chailly e Dominique Meyer

Dopo il raccoglimento con il Requiem nelle tre cattedrali lombarde, per il ritorno nella sala del Piermarini Riccardo Chailly sceglie di riunire nuovamente Coro e Orchestra sulle note della Nona Sinfonia di Beethoven, messaggio di fiducia nel futuro e nell’unione tra gli uomini. Il primo concerto, il 12 settembre, vede per la prima volta i musicisti scaligeri riuniti a pieni ranghi nel loro Teatro ed è un atto di gratitudine verso il personale sanitario che nel corso di questi mesi si è prodigato e ancora si prodiga per affrontare una situazione eccezionale. Medici, infermieri, scienziati hanno offerto assistenza e sostegno ai malati con professionalità e dedizione combattendo un male che imparavano a conoscere sul campo, giorno per giorno. Proprio questo impegno fino al sacrificio di sé è il primo elemento su cui è possibile ricostruire fiducia nel futuro della nostra Città e della nostra Regione. Alla prima serata, riservata a medici e infermieri e sostenuta da Fondazione Bracco, ne seguiranno altre tre aperte al pubblico, che dopo molti mesi potrà riascoltare Orchestra e Coro scaligeri nella sala del Piermarini.

Fondazione Bracco nel 2020 celebra i primi 10 anni di attività ed è lieta di confermare il sostegno al Teatro alla Scala anche in occasione del Concerto Straordinario di riapertura di sabato 12 settembre, dedicato al personale sanitario.

“È con immenso piacere che vediamo l’Orchestra e il Coro ritornare nella sala del Teatro”, commenta il Sovrintendente Dominique Meyer. “La Scala è ripartita con un omaggio, sentito e commovente, alle vittime della pandemia con il Requiem di Verdi prima in Duomo e poi nelle città più colpite, Bergamo e Brescia. Il concerto di riapertura del Teatro, sempre diretto da Riccardo Chailly, ha un significato simbolico altrettanto importante, espresso dalle note di Beethoven: ringraziare gli operatori sanitari e guardare con fiducia al futuro. Con un messaggio rivolto al pubblico: i Teatri applicano con rigore le norme di distanziamento e di prevenzione e sono oggi tra i luoghi più protetti. Tornare alla Scala significa cominciare a ricostruire la nostra comunità in condizioni di sicurezza”.

“Il periodo che abbiamo vissuto ha lasciato una traccia indelebile in ognuno di noi. Ma adesso è il momento di reagire e farlo insieme” afferma Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, che è da sempre al fianco del Teatro alla Scala e che da quasi 10 anni è membro Fondatore dell’Accademia scaligera. “Occorre un’iniezione di fiducia nel futuro. Milano non può smarrire la sua vocazione di essere per l’Italia un traino e un vero motore civile, sociale e culturale, oltre che economico. Per tutti questi motivi Fondazione Bracco ha deciso di sostenere come Main Sponsor questo concerto di riapertura al pubblico del Piermarini, dedicato al personale sanitario. Un momento di ripartenza dal forte valore emblematico per ogni milanese”.

12 settembre 2020 (riservato al personale sanitario)
14, 16, 17 settembre 2020
ore 20

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Direttore Riccardo Chailly

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 9 in re min. op. 125
per soli, coro e orchestra

Krassimira Stoyanova, soprano
Ekaterina Gubanova, mezzosoprano
Michael König, tenore
Tomasz Konieczny, basso

Maestro del Coro Bruno Casoni

Prezzi: da 95 a 7 euro più prevendita
Infotel 02 72 00 37 44
www.teatroallascala.org

La Scala riparte con Riccardo Chailly

La Scala e la Filarmonica ripartono
La Scala e la Filarmonica ripartono

La Scala e la Filarmonica ripartono con Riccardo Chailly

L’impegno del Direttore Musicale per la ripartenza di Orchestra e Coro
si concretizza in un fitto calendario di appuntamenti tra Scala e Filarmonica:
dopo la Messa da Requiem in Duomo e a Bergamo e Brescia la Nona di Beethoven,
il Concerto per l’Italia e i concerti in abbonamento della Filarmonica
fino ad Aida in forma di concerto a ottobre.
E intanto Decca pubblica il nuovo CD con la Filarmonica.

La ripartenza scaligera dopo i mesi di lockdown e i quattro concerti-test di luglio prevede per i mesi autunnali un calendario denso di appuntamenti in cui spicca la presenza costante del Direttore Musicale Riccardo Chailly, impegnato con Coro, Orchestra e Filarmonica in dodici serate che coprono repertori diversi, dalla musica sacra alla sinfonica e all’opera, in luoghi e contesti diversi, dal Duomo di Milano alla piazza e naturalmente alla sala del Piermarini. Un autentico tour de force che ha un obiettivo dichiarato: lavorare quotidianamente insieme a Orchestra e Coro per ritrovare l’identità sonora dei complessi scaligeri, in un arco temporale che vedrà i musicisti e il loro direttore a stretto contatto fino al 7 dicembre e alla nuova Stagione. Una continuità necessaria per garantire la serietà nel lavoro e la qualità del risultato artistico che contraddistinguono la tradizione del Teatro e della Filarmonica.

La Messa da Requiem in memoria delle vittime

Venerdì 4, lunedì 7 e mercoledì 9 settembre alle 20.30 il Maestro dirige la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi nel Duomo di Milano, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo e nel Duomo Vecchio di Brescia con l’Orchestra del Teatro alla Scala, il Coro preparato da Bruno Casoni e i solisti Krassimira Stoyanova, Elīna Garanča, Francesco Meli e René Pape (a Bergamo sarà Michele Pertusi) in tre serate dedicate alle vittime della pandemia da Covid-19: un momento di raccoglimento spirituale che unisce Milano a due delle città più colpite della Lombardia nella condivisione delle sofferenze di questi mesi. La serata sarà trasmessa in diretta televisiva da Rai Cultura su Rai5 (inizio trasmissione alle 20.15), in differita da Arte e in diretta radiofonica da Radio3. Alle trasmissioni radiotelevisive si aggiungono anche gli schermi approntati nella Parrocchia di San Biagio e della Beata Vergine Immacolata di Codogno, e in tre chiese site in zone meno centrali della città di Milano, a testimonianza della volontà di coinvolgere tutti i quartieri nella commemorazione: la Parrocchia di San Michele Arcangelo e Santa Rita al Corvetto, il Santuario di Santa Rita alla Barona e la Parrocchia di Sant’Agnese nel quartiere Vialba. Gli oltre 400 biglietti per la serata del 4 messi a disposizione della cittadinanza sono andati esauriti in pochi minuti.

Il ritorno al Piermarini con la Nona di Beethoven per gli operatori sanitari

Dopo il raccoglimento con il Requiem nelle tre cattedrali lombarde, per il ritorno nella sala del Piermarini Riccardo Chailly sceglie di riunire nuovamente Orchestra e Coro sulle note della Nona Sinfonia di Beethoven, messaggio di fiducia nel futuro e nell’unione tra gli uomini. Il primo concerto, il 12 settembre, vede per la prima volta i musicisti scaligeri riuniti a pieni ranghi nel loro Teatro ed è un atto di gratitudine verso il personale sanitario che nel corso di questi mesi si è prodigato e ancora si prodiga per affrontare una situazione eccezionale. Alla prima serata, riservata a medici e infermieri, ne seguiranno il 14, 16 e 17 altre tre aperte al pubblico, che dopo oltre sei mesi potrà riascoltare Orchestra e Coro scaligeri nella sala del Piermarini. Per questo grande concerto di riapertura che riprende le celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Beethoven si riunisce un illustre quartetto di solisti: Krassimira Stoyanova, Ekaterina Gubanova, Michael König e Tomasz Konieczny.

L’omaggio a Respighi nel nuovo CD con la Filarmonica della Scala

Da venerdì 11 settembre sarà disponibile il nuovo CD registrato con Riccardo Chailly per Decca. L’incisione dedicata a Respighi include Pini di Roma; Aria per archi; Leggenda; Di sera; Antiche danze ed arie per liuto, Suite III, P. 172; per violino e orchestra; Fontane di Roma. Un progetto discografico che restituisce la complessità della figura del compositore attraverso due trittici di lavori: uno, poco noto, giovanile, l’altro della maturità, non coincidente con la celebre trilogia. Si attraversano trent’anni di musica: l’intero percorso respighiano, dalla formazione ai tre decenni della maturità.

L’abbraccio della piazza con la Filarmonica e Maxim Vengerov

L’attività concertistica della Filarmonica della Scala riparte a settembre e trova nuove formule: il Concerto per Milano, rinviato a giugno a causa delle limitazioni per l’emergenza sanitaria, si terrà domenica 13 settembre alle 20.30. Si chiamerà Concerto per l’Italia, a dirigerlo sarà Riccardo Chailly, ospite il violinista Maxim Vengerov, con un programma che al Concerto per violino di Mendelssohn accosta le pagine sinfoniche più celebri del repertorio operistico italiano, da Don Pasquale a Norma, da Manon Lescaut a La forza del destino. Dal sagrato del Duomo di Milano il concerto sarà trasmesso come sempre in diretta da Rai5 in Italia e da Arte TV in Europa, oltre che distribuito da RaiCom in oltre 20 Paesi, inclusi Asia, Giappone e Medio Oriente. Torna così a vivere di musica Piazza Duomo, a lungo rimasta silente, con un concerto per duemila spettatori seduti e distanziati, nel rispetto delle normative in materia sanitaria. L’accesso sarà consentito solo con prenotazione obbligatoria, da effettuarsi sul sito filarmonica.it a partire dal 7 settembre. A fronte della forzata riduzione della partecipazione dal vivo, che negli anni precedenti ha visto fino a 40.000 presenze, sarà potenziata la diffusione televisiva e in streaming.

La ripresa autunnale della Stagione della Filarmonica

Il 4 ottobre il Maestro Chailly inaugura il ciclo di doppi concerti autunnali della Filarmonica della Scala con Aria di Respighi, la Serenata per fiati op. 44 di Dvorák, Apollon Musagète di Stravinskij. Le misure per il distanziamento che limitano la capienza del Piermarini hanno infatti indotto la Filarmonica a recuperare gli appuntamenti annullati dall’inizio del “lockdown” con una Stagione d’Autunno che prevede per ogni programma un doppio concerto di domenica, con matinée e turni serali, per permettere la partecipazione di tutti gli abbonati; e con programmi originali senza intervallo. Il Maestro tornerà sul podio della Filarmonica il 14 dicembre per l’inaugurazione della Stagione di Concerti 2020-2021.

Aida in forma di concerto con grandi voci e una versione mai ascoltata dell’Atto III

Dal 6 al 19 ottobre Riccardo Chailly torna a Aida dopo l’inaugurazione della Stagione 2006/2007 con regia, scene e costumi di Franco Zeffirelli. Questa volta non ci saranno ispirazioni pittoriche e scene monumentali, ma un cast stellare che schiera Saioa Hernández, Anita Rachvelishvili, Francesco Meli e Luca Salsi e la possibilità di ascoltare per la prima volta una versione del terzo atto di recente scoperta che getta nuova luce sulla genesi dell’opera. Dalle carte del lascito verdiano di Villa Sant’Agata, consultabili dalla primavera 2019 presso l’Archivio di Stato di Parma, è infatti riemersa grazie anche al lavoro musicologico del professor Anselm Gerhard, che sarà presente alla prima, la versione originaria dell’attacco del terzo atto di Aida – un centinaio di battute, per circa otto minuti di musica -, ancora priva dell’originale attacco strumentale, dell’aria solistica di Aida “O cieli azzurri”, ma soprattutto con un coro a quattro voci ‘alla Palestrina’ di cui Verdi parla in alcune lettere e di cui s’era persa traccia. In origine Verdi aveva voluto differenziare il linguaggio arcaico e solenne dei sacerdoti egizi da quello dei protagonisti assegnandogli una scrittura neo-palestriniana, a cappella e a quattro voci. Dopo l’interruzione dovuta all’assedio di Parigi, e al conseguente mancato invio al Cairo delle scene che erano state commissionate all’Opéra, Verdi riprendendo in mano il lavoro nell’agosto 1871 giudicò che la soluzione ‘alla Palestrina’ non fosse abbastanza caratteristica e la sostituì con il coro unisono esotizzante che conosciamo. Il ritrovamento dei fogli che Verdi tolse dalla partitura rivela ora due cose: la prima è che questo esordio, espunto e messo da parte, era già completato e addirittura in bella copia; la seconda, che si tratta della stessa musica usata per il «Te decet Hymnus» del Requiem composto nel 1874 in memoria di Alessandro Manzoni. Ancora una volta, un’occasione d’ascolto preziosa per comprendere le intenzioni drammaturgiche d’autore e immergersi nel processo creativo del compositore: la Scala tiene fede alla sua missione che non è meramente esecutiva, ma votata alla promozione della conoscenza della nostra tradizione musicale.