Vipra: “Bene dai”

VIPRA 3 Photo_ Silvia Dongiovanni Stylist_ Ilenia Tesoro Make up_ Vania Tommasi_b
VIPRA 3 Photo_ Silvia Dongiovanni Stylist_ Ilenia Tesoro Make up_ Vania Tommasi_b

Fuori venerdì 19 giugno “BENE DAI” (Asian Fake/Sony Music Italy), nuovo singolo del percorso da solista di VIPRA.

In un momento in cui il presente sembra peggiorare di giorno in giorno e il futuro diventa sempre più minaccioso, “BENE DAI” – prodotto da Mr Monkey – è la risposta di chi non ha più voglia di parlare, di raccontare drammi e delusioni a un’altra persona che, molto probabilmente, non capirebbe.

Il brano riprende le atmosfere emerse in “Ragazzino”, disponibile in streaming e digitale al link https://smi.lnk.to/ragazzino. Un’ironia agrodolce racconta la vita di un giovane e della sua generazione: il lavoro, l’amore e gli amici, insieme a tutti gli elementi del quotidiano, sono temi ampi e astratti che l’occhio di Vipra taglia per il suo personalissimo racconto.

Di Sorrowland, di quel viaggio senza ritorno, resta l’amicizia con gli ex componenti del gruppo, la consapevolezza che quel treno fermo sulle rotaie è ancora pieno di spunti e ispirazione.
Del resto questa sarà la nuova vita del terzetto, non più gruppo ma collettivo, base di lancio per i progetti solisti e fucina creativa per un immaginario e un’estetica che oggi vivono nella testa dei creatori.

È un po’ come succede con un’esperienza di viaggio: cambia il panorama, il clima e l’orizzonte, resta però il ricordo e, in questo caso, anche qualcosa di più.

“Italiani si rimane” di Beppe Severgnini

Copertina libro
Copertina libro

Un viaggio ironico, sentimentale e istruttivo: dalla scuola di Montanelli al Corriere della Sera, dal primo articolo per La Provincia di Cremona al New York Times, dai libri alla radio, da Twitter al teatro (entrambi utili, il secondo più moderno).

Questo libro arriva vent’anni dopo Italiani si diventa, dove l’autore ripercorreva l’infanzia, l’adolescenza e la prima gioventù. La sua collaudata ironia ora diventa autoironia, l’autobiografia diventa biografia di una generazione.

Serenità, intuizione, occhio prensile: a Beppe Severgnini i dettagli non sfuggono. Le
pagine luccicano di leggerezza intelligente. Italiani si rimane è un viaggio dentro il cambiamento: personale, professionale, nazionale. Un racconto utile ai più giovani per progettare e ai meno giovani per ricordare. Un libro che prova una cosa: qualunque lavoro si faccia, e qualsiasi cosa succeda, italiani si rimane.

In Italia e in Europa, in America e in Australia, in televisione e sui treni del mondo. In ogni esperienza si nasconde una lezione. L’autore prova a capire qual è, e condivide con il lettore le sue scoperte.

In libreria per Solferino dal 25 ottobre

“Quell’esplosione, cent’anni fa”

Quell'esplosione di cent'anni fa
Quell’esplosione di cent’anni fa

A pochi chilometri da Milano è tutto pronto per una lunga serata d’estate dedicata al ricordo della tragedia avvenuta cento anni fa a Castellazzo di Bollate. Un appuntamento collettivo, un momento di condivisione che accompagna l’imbrunire con testimonianze, arte, musica ed immagini, affinché non scenda mai la notte su quel terribile giorno.

Il 7 giugno 1918 una tremenda esplosione sventrò il reparto di spedizioni dello stabilimento bellico Sutter & Thévenot, portandosi via i sogni e il futuro di moltissime giovani operaie – cinquantadue delle cinquantanove vittime – oltre trecento i feriti.

Il progetto Quell’esplosione, cent’anni fa vuole ricordare e riflettere su temi importanti come la dignità, i diritti, il lavoro, la giustizia, il sacrificio e il ruolo civile e sociale delle donne.

Il 7 giugno 2018, in occasione del centesimo anniversario, la tragedia sarà ricordata con momenti celebrativi molto intensi. Anche nei giorni a ridosso della ricorrenza il programma è ricco di attività e appuntamenti volti a diffondere la conoscenza di quell’importante episodio storico e a promuovere il valore culturale e naturalistico del territorio del Castellazzo.

Giovedì 7 giugno – Le donne protagoniste
Per raggiungere tutti insieme a piedi l’area dove si svolgerà il primo momento di celebrazione è prevista una camminata con partenza alle 18.30 dalla Corte Grande di Castellazzo di Bollate (via Fametta – parcheggio davanti a Villa Arconati FAR) coordinata dal Gruppo Podistico Avisino.

Sul percorso una mostra fotografica vivente: una suggestiva immagine dove donne reali alternate alle operaie in fabbrica ritratte in pannelli fotografici accoglieranno il pubblico, in una sorta di intreccio tra passato e presente.

Da qui l’appello forte degli organizzatori a tutte le donne, invitate a essere protagoniste di questa estemporanea rappresentazione visiva. (Informazioni e necessaria comunicazione delle adesioni: cultura@comune.bollate.mi.it – 02.35005501)

• Ore 19.00 | area ex fabbrica Sutter & Thévenot

Inaugurazione di un murales della giovane artista Ale Senso. Realizzata sulla cabina elettrica, unico elemento architettonico di quell’epoca tutt’ora esistente, l’opera ripropone l’immagine di una giovane donna, e di un foglio bianco che tiene nelle mani. Bianco perché mai scritto, come il racconto di vita delle giovani vittime dell’esplosione che qualcuno cent’anni dopo proverà a immaginare.

• Ore 20.30 | Corti del Borgo di Castellazzo [via Fametta]
Saluti istituzionali: Francesco Vassallo, Sindaco di Bollate; Arianna Censi, Vice Sindaca Città Metropolitana;
Arianna Errico, Fondazione Augusto Rancilio; un rappresentante di CIGL, CISL e UIL
Racconto della tragedia con Cinzia Poli di Caterpillar AM – RAI Radio2
Reading teatrale con Lella Costa

Momento commemorativo e videoproiezione con le immagini di Luca Comerio, a cura di G. Minora
Concerto dei Barabàn | Musiche e canzoni dedicate al lavoro, alle donne, alla Grande Guerra.
Punto ristoro: Confraternita della Pentola di Senago e il Water Truck di CAP Holding

Guccini – “Se io avessi previsto tutto questo”

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Il 27 novembre esce “SE IO AVESSI PREVISTO TUTTO QUESTO – Gli amici, la strada, le canzoni” (Universal), la prima opera monumentale che racconta, attraverso inediti riscoperti, rarità, duetti, collaborazioni, grandi successi e live mai pubblicati prima d’ora, oltre quarant’anni di carriera di FRANCESCO GUCCINI a cui proprio in questi giorni è dedicato il Premio Tenco.

Un racconto in musica, un viaggio nella scrittura di uno dei nostri cantautori più rappresentativi, dal suo debutto ufficiale nel 1967 fino all’ultimo album studio del 2012. Un lavoro di ricerca e valorizzazione di un patrimonio musicale vasto e sfaccettato racchiuso in un cofanetto in due versioni, DELUXE e SUPER DELUXE:

Il cofanetto SUPER DELUXE si compone di un libro di 100 pagine con foto e note introduttive ai brani scritte dallo stesso Francesco e 10 CD: 5 CD con il “meglio in studio” arricchito da “Allora il mondo finirà”, brano inedito tratto dalle registrazioni del suo primo album Folk Beat n.1 del 1967 e una versione alternativa di “Eskimo” registrata nel 1978.

4 CD con il “meglio live”, registrazioni mai pubblicate prima d’ora tratte da alcuni dei suoi migliori concerti dal 1974 al 2010, tra cui emozionanti interpretazioni acustiche e il brano inedito “L’Osteria dei Poeti” registrato al Folk Studio di Roma nel 1974.

1 CD di rarità, duetti, collaborazioni e 2 brani strumentali per la prima volta su supporto digitale.

 Il BOX DELUXE racchiude una selezione della versione SUPER DELUXE e si compone di un libretto di 48 pagine ricco di fotografie e note introduttive ai brani scritte dallo stesso Guccini e 4 CD:  2 CD con una selezione del meglio “in studio” compreso l’inedito “Allora il mondo finirà” e una versione alternativa di “Eskimo” registrata nel 1978.

1 CD con quindici tracce dal vivo mai pubblicate prima compreso l’inedito “L’Osteria dei Poeti” ” registrato al Folk Studio di Roma nel 1974. 1 CD di rarità, duetti e collaborazioni e 2 brani strumentali per la prima volta su supporto digitale.

Francesco Guccini sarà inoltre protagonista in veste di scrittore grazie alla sua seconda riuscitissima vocazione.
Il 3 novembre uscirà, infatti, in libreria “UN MATRIMONIO, UN FUNERALE, PER NON PARLAR DEL GATTO” (Mondadori). Nel suo nuovo libro Guccini si conferma, ancora una volta, uno dei più interessanti cantori della nostra provincia e del nostro passato più autentico, raccontando in modo esilarante e a tratti malinconico, alcune delle figure e delle situazioni più strambe che ha incontrato nella sua lunga vita.

Il funerale del mitico Gigi dell’Orbo, il sarto sempre ubriaco, il tenore lirico appassionato di ciclismo, la contadina poetessa, l’uomo che era convinto di dover reggere il cielo diventano vere e proprie “istantanee” colme di ironia di un universo sempre sospeso tra Storia e leggenda.