Presentazione del libro “Luca Ronconi. Prove di autobiografia” – lunedì 25 febbraio, ore 18.30

Luca-Ronconi
Luca-Ronconi

 

Lunedì 25 febbraio, alle ore 18.30, al Piccolo Teatro Grassi, viene presentato il volume, edito da Feltrinelli, Luca Ronconi. Prove di autobiografia, a cura di Giovanni Agosti e basato sugli appunti della giornalista e critica teatrale Maria Grazia Gregori.
Saranno presenti all’incontro, con il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, Giovanni Agosti, Roberta Carlotto, Maria Grazia Gregori e Margherita Palli.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria su www.piccoloteatro.org.

Colla, “Sogno di una notte di mezza estate”

Sogno di una notte di mezza estate
Sogno di una notte di mezza estate

Da martedì 12 a giovedì 21 giugno 2018
martedì, giovedì e sabato ore 19.30
mercoledì e venerdì ore 20.30
domenica ore 16
lunedì riposo

al Piccolo Teatro Grassi
via Rovello, 2 – Milano

La messa in scena di Sogno di una notte di mezza estate, terzo spettacolo shakespeariano dei Colla dopo La tempesta (1985) tradotta in napoletano da Eduardo De Filippo e dopo Macbeth (2007) che aveva debuttato a Chicago in collaborazione con lo Shakespeare Theater della città americana, è stata “costruita” partendo dagli appunti lasciati da Eugenio Monti Colla prima della sua scomparsa nel novembre scorso.

Sulla scena sono presenti circa sessanta marionette fra figure regali, guerrieri, amazzoni, servitori, fate ed esseri o esserini fantastici, come sempre sontuosamente vestiti, mentre è più complesso contare i cambi di scena che, alternando una decina di fondali differenti e una più numerosa quantità di elementi, propone una grande varietà di ambienti e situazioni in una sorta di caleidoscopio visivo.

Lo spettacolo si basa quindi sulla metamorfosi continua e fluente di un ambiente che si trasforma in continuazione passando da situazioni realistiche e stilisticamente definite ad ambienti più leggiadri e impalpabili che ci trasportano nel mondo onirico denso di brezze, colori e luci notturne che caratterizza questo testo.

I personaggi sono ben identificati dai costumi, come sempre ricchissimi, e dalle sculture dei volti che sottolineano e delineano le sfere di appartenenza: vengono così definiti il mondo della corte ateniese, il mondo fiabesco con stretti riferimenti all’epoca del Bardo e della Regina Elisabetta, ma rivisitati per le scelte cromatiche e per i materiali utilizzati e, infine, il mondo degli artigiani, che provano la loro recita “sgangheratamente ma con coraggio”, con una serie di personaggi che suggeriscono la caricatura dell’essere umano.

La regia è stata sviluppata, seguendo le linee guida indicate da Eugenio Monti Colla, da Franco Citterio (nuovo Direttore artistico della Compagnia) e Giovanni Schiavolin, storici collaboratori dell’ultimo marionettista della famiglia Colla, che fanno parte della Compagnia da circa quarant’anni e che con lui hanno lavorato alla messa in scena di quarantasei nuove produzioni.

Le storiche voci degli allestimenti degli ultimi decenni, con qualche nuovo inserimento, sono state coordinate in fase di registrazione da Lisa Mazzotti.

Le musiche di Danilo Lorenzini, appositamente composte per lo spettacolo e registrate da un ensemble musicale di giovani strumentisti formatosi nel Conservatorio di Como, diretto da Carlo Balzaretti, sono nate da una stretta e continua collaborazione e vogliono suggerire allo spettatore sensazioni e sfumature emozionali che lo accompagnino lungo tutto lo spettacolo.

“La classe operaia va in paradiso”

la classe operaia va in paradiso foto giuseppe distefano
la classe operaia va in paradiso foto giuseppe distefano

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 15 al 20 maggio 2018: La classe operaia va in paradiso liberamente tratto dal film di Elio Petri (sceneggiatura Elio Petri e Ugo Pirro)  di Paolo Di Paolo regia Claudio Longhi

A quasi cinquant’anni dal suo debutto sui grandi schermi, un ritorno allo sguardo scandaloso ed “eterodosso”, ferocemente grottesco, del film di Petri per provare a riflettere sulla recente storia del nostro Paese, con le sue ritornanti accensioni utopiche e i suoi successivi bruschi risvegli.

Alla sua uscita nelle sale cinematografiche nel 1971, La classe operaia va in paradiso di Elio Petri riuscì nella difficile impresa di mettere d’accordo gli opposti. Industriali, sindacalisti, studenti, nonché alcuni dei critici cinematografici più impegnati dell’epoca, si ritrovarono parte di uno strano fronte comune contro il film.

E la pellicola non ha così avuto una grande fortuna in Italia, nonostante la Palma d’Oro a Cannes e la galleria di stelle presenti, fra cui Gian Maria Volonté, Mariangela Melato e Salvo Randone.

Piccolo Teatro: Arlecchino servitore di due padroni.

Arlecchino2
Arlecchino2

È la rappresentazione teatrale italiana più vista in ogni angolo del mondo. Un’avventura scenica unica e irripetibile, fatta di giochi e malinconie, trepidazioni e burle, lazzi e bisticci che incantano perché sono quelli di sempre.

Anche quest’anno Arlecchino servitore di due padroni torna, immancabile e amato come in ogni stagione del Piccolo. Giorgio Strehler, che lo mise in scena per la prima volta nel 1947 reinterpretando e rinnovando la tradizione goldoniana, diceva che questo spettacolo è “memoria vivente”.

L’Arlecchino, negli anni, si è confermato inoltre come una vera palestra per gli attori: da sempre gli allievi della Scuola del Piccolo entrano a far parte della grande famiglia di Arlecchino, in un ideale passaggio del testimone con i loro predecessori. Ed è un atto d’amore assoluto per il teatro che ha saputo conquistare svariate generazioni di spettatori.
Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio), dal 24 aprile al 13 maggio 2018

Al Teatro Grassi: “Copenaghen”

Copenaghen_OrsiniPopolizioLojodice
Copenaghen_OrsiniPopolizioLojodice

Dal 3 aprile, al Piccolo Teatro Grassi, torna in scena Copenaghen di Michael Frayn.
Lo spettacolo, oggi prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale, in collaborazione con CSS Teatro Stabile di Innovazione FVG, vede sul palcoscenico lo stesso straordinario trio di attori che lo interpretò nel 1999: Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice.

In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono gli scienziati Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio).

Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti.

Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr; il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi.

Su questi presupposti l’autore dà vita ad un appassionante intreccio in cui i piani temporali si sovrappongono, offrendo un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Le diverse ipotesi concepite all’epoca vengono qui enunciate una dopo l’altra, riproponendo i possibili incontri tra i due fisici.

Non è possibile una sola verità oppure una sintesi efficace delle diverse ipotesi perché ciascuna è semplicemente un punto di vista di chi l’ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto.

A diciotto anni dalla sua prima rappresentazione, torna al Piccolo uno spettacolo diventato ormai un classico del teatro contemporaneo grazie ad un trio di attori straordinari.

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 3 al 22 aprile 2018
Copenaghen
di Michael Frayn, traduzione Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi, regia Mauro Avogadro
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e con Giuliana Lojodice