“La vedova Socrate”, con Lella Costa

lella costa
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Dal 10 al 19 novembre, al Teatro Grassi, va in scena il passaggio di testimone tra due signore della scena: Lella Costa ha raccolto l’invito di Franca Valeri a interpretare uno dei suoi più celebri testi, La vedova Socrate, con protagonista Santippe, donna dal ragionare meticoloso, pungente e provocatorio, un personaggio indimenticabile.

Franca Valeri, grande matriarca del teatro italiano, prima di compiere 100 anni il 31 luglio 2020 aveva chiesto a Lella Costa di raccogliere il suo testimone e interpretare Santippe, la protagonista della commedia La vedova Socrate, testo da lei scritto nel 2003.

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Greco di Siracusa e ha intrapreso un tour estivo – con una tappa anche al Piccolo, al Chiostro Nina Vinchi, nel giorno stesso del compleanno dell’artista – durante il quale, purtroppo, Franca Valeri ci ha lasciato. La sua “vedova”, come lei voleva, continua a vivere, raccogliendo il commosso tributo delle molte platee dei teatri in cui fa tappa.

Il testo è un concentrato di ironia corrosiva e analisi sociale, rivendicazione disincantata e narrazione caustica. Liberamente ispirato a La morte di Socrate dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt, nato a seguito dell’intuizione di Giuseppe Patroni Griffi che glielo suggerì, è ambientato nella bottega di antiquariato ed oggettistica di Santippe, la moglie del filosofo, tramandata dagli storici come una delle donne più insopportabili dell’antichità.

«Patroni Griffi ha letto il testo di Dürrenmatt e mi ha detto se ne potevo trarre qualcosa. Mi incuriosiva l’idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica – spiegava Franca Valeri – Io ne faccio una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna intelligente che del marito vede anche tanti difetti. Nel testo di Dürrenmatt c’è poco di Santippe. Per questo, per conoscerla meglio, ho preso delle informazioni su Socrate e ho letto i Dialoghi di Platone. Mi sono fatta l’idea di una donna forte che ha vissuto accanto a un uomo per noi straordinario ma che per lei era semplicemente un marito e per giunta noioso».

Nello spettacolo si sfoga per tutto quello che le hanno fatto passare gli amici di Socrate come Aristofane e Alcibiade, una masnada di buoni a nulla, a cominciare da Platone, il principale bersaglio polemico dello spettacolo. Lei non sopporta che abbia usurpato le idee del consorte, anche se fu molto fedele nel riportarle. E così lo degrada a un semplice copista e si mette in testa di chiedergli pure i diritti d’autore. Anzi, alla fine pensa di poter scrivere lei un dialogo: protagoniste però sarebbero le donne.

Ed è infatti soprattutto alle donne che parla: neanche la vedovanza le toglie il diritto di emanare un giudizio onesto sul comportamento dei mariti, degli uomini in generale e anche di quelle donne che ingannano l’altro sesso. Non serve, dice, indagare sulla vera natura del proprio uomo, basta accettarlo così com’è da vivo e da morto; d’altronde, «la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe».

“The Red Lion”

TheRedLion_Ph_SalvatorePastore
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Piccolo Teatro Grassi, dal 21 ottobre all’1 novembre
The Red Lion
di Patrick Marber
Una coproduzione La Pirandelliana/Teatri Uniti

Lo spogliatoio di una squadra di calcio dilettantistica. Tre uomini si affrontano e si confrontano: una giovane promessa del calcio, l’allenatore e l’anziano factotum della società. Con Nello Mascia, Andrea Renzie Simone Mazzella,la messa in scenadi Marcello Cotugno trasferisce nella provincia campana l’originale di Patrick Marber.

Da Patrick Marber, autore di Closer, una drammaturgia sul mondo del calcio e sulla sua perdita di valori. Dirige Marcello Cotugno che, con lo scrittore napoletano Andrej Longo, ha trasposto il testo originale dalla provincia inglese a quella campana, affidando il racconto a un cast d’eccezione: Nello Mascia, Andrea Renzi e il giovane Simone Mazzella.

«The Red Lion – spiega Marcello Cotugno– analizza con ironia e spietatezza il mondo pieno di contraddizioni e ambizioni del calcio dilettantistico, illuminato/oscurato dalla chimera delle giovani promesse di essere lanciate nel paradiso del professionismo. Intorno a un giovane talento si muovono l’allenatore e l’anziano factotum della squadra che, ignari dei problemi del ragazzo, cercano di trarre profitto dalle sue capacità. MaThe Red Lion non parla solo di calcio, è anche una riflessione amara e profonda sulla lealtà e il senso di appartenenza. Il lirismo di certi passaggi contrasta con il linguaggio a tratti violento e con l’avidità e la mediocrità che aleggia nello spogliatoio dove si svolge l’intera pièce. Patrick Marber ci invita, attraverso un argomento cross-generazionale e di immediata ricezione, a riflettere sulla perdita di valori che oggi riguarda tanti altri contesti del contemporaneo».

«L’ambientazione in una provincia della Campania mira a rendere più evidente l’universalità dei temi trattati e ad annullare la distanza che spesso distorce la percezione e la lettura dei testi anglosassoni – continua Cotugno– La messa in scena semplice, simbolica, punterà a valorizzare le performance dei tre protagonisti, dando voce alle anime perse che, tra un calcio e l’altro, si confrontano e si scontrano nel logoro e affascinante backstage di un campetto malridotto di provincia, incarnando amaramente sogni e sconfitte di tutti noi».

Piccolo Teatro Studio Melato(Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 21 ottobre all’1 novembre 2020
The Red Lion
di Patrick Marberi
Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.
Lunedì riposo.
Durata: 110 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

Jazz al Piccolo: “Orchestra senza confini”

EnricoIntra_fotoAttilioMarasco
EnricoIntra_fotoAttilioMarasco

PICCOLO TEATRO GRASSI
LUNEDI’ 20 GENNAIO, ORE 21

Ventiduesima edizione di Orchestra Senza Confini
organizzata dall’Associazione Culturale Musica Oggi
in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

OMAGGIO A COUNT BASIE

Con la CIVICA JAZZ BAND
solisti Emilio Soana e Marco Mariani (tromba), Andrea Andreoli (trombone),
Giulio Visibelli (sassofoni e flauto), Paolo Tomelleri (clarinetto),
Marco Vaggi (contrabbasso), Tony Arco (batteria)
e gli studenti dei Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica C.Abbado di Milano

Direttori Enrico Intra e Luca Missiti

Programma:

Brani che percorrono l’intero cammino della big band basiana – Moten Swing, Tickle Toe, One O’Clock Jump, Jumpin’ At The Woodside, April in Paris, Lil’ Darlin, Shiny Stockings, Kid From Red Bank, Cute – scritti e arrangiati da Count Basie, Bennie Moten, Eddie Durham, Lester Young, Neal Hefti e Frank Foster

Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

Direttore del’orchestra più longeva della storia del jazz, la cui attività è proseguita anche dopo la sua morte, oltre che pianista, compositore e arrangiatore, Count Basie è sinonimo di swing, di colori blues, di uso del riff come elemento costitutivo di brani spesso legati a una travolgente comunicativa e a un eccezionale dinamismo.

Partita da Kansas City per diventare una delle orchestre di punta dell’era dello swing, la compagine basiana ha mantenuto sempre lo spirito del piccolo gruppo e la potenza sonora della big band, anche se dagli anni Cinquanta gli arrangiamenti hanno progressivamente conquistato uno spazio maggiore rispetto al primo periodo di vita dell’orchestra.

Piccolo Teatro di Milano: “La donna Leopardo”

Donna Leopardo Ph Fabio Lovino
Donna Leopardo Ph Fabio Lovino

Martedì 29 ottobre, debutta, in prima nazionale, al Piccolo Teatro Grassi, La donna Leopardo. Tratto dall’ultimo romanzo di Alberto Moravia, lo spettacolo rappresenta la prima regia teatrale di Michela Cescon (che insieme a Lorenzo Pavolini ha curato anche l’adattamento drammaturgico).

Ambientata tra Roma e il Gabon, è una lucida analisi delle “regole dell’attrazione” di cui sono protagoniste due coppie sposate (in scena Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali, Paolo Sassanelli).

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Dioniso di Torino – di cui Michela Cescon cura la direzione artistica dal 2017 – e dal Teatro Stabile del Veneto, replica a Milano fino a domenica 3 novembre, per poi iniziare la tournée italiana.

 

Mistero Buffo 50

Pirovano foto di Fabio Pirazzi
Pirovano foto di Fabio Pirazzi

A 50 anni esatti dal debutto, va in scena,al Piccolo Teatro Grassi (dall’8 al 20 ottobre), Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame. Lo spettacolo, che ha segnato la storia teatrale del Novecento, viene ora presentato in un nuovo allestimento creato in occasione dell’anniversario dalla Compagnia teatrale Fo Rame e dalla Corvino Produzioni.

In scena Mario Pirovano, “cresciuto” alla scuola dei due grandi attori, che da oltre 25 anni porta in Italia e all’estero i loro spettacoli.

Ogni sera, al Piccolo, per la speciale occasione dell’anniversario di Mistero buffo, lo spettacolo sarà introdottoda una “presentazione d’eccellenza”: protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo apriranno ogni recita con un ricordo personale di Dario Fo e Franca Rame.
Gli ospiti saranno:
Martedi 8 Ottobre: Jacopo Fo |
Mercoledì 9 Ottobre: Simone Cristicchi
Giovedì 10 Ottobre: Natalino Balasso |
Venerdì 11 Ottobre: Marco Travaglio
Sabato 12 Ottobre: MoniOvadia |
Domenica 13 Ottobre: Carlo Petrini
Martedì 15 Ottobre: Antonio Ricci |
Mercoledì 16 Ottobre: Ascanio Celestini
Giovedì 17 Ottobre: in via di definizione |
Venerdì 18 Ottobre: Marco Paolini
Sabato 19 Ottobre: Paola Cortellesi |
Domenica 20 Ottobre: Marco Baliani