La pesca ora è una moda

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LA PESCA ORA E’ UNA MODA, IL DJ VILLA RI LANCIA IL BASS FISHING WORKSHOP

Sport per i vip negli Stati Uniti, pratica in ascesa in Italia. A Vicenza un dj decide di cambiare vita e dedicarsi da professionista alla pesca del Black Bass. Alessandro Villari: “Non uccidiamo i pesci, le go pro in barca per immortalare la giornata: sempre più giovani appassionati, ormai è cool pescare”

Il Bass Fishing è una disciplina sportiva che sta spopolando negli Stati Uniti. Attori, giocatori di Nba e di football, ma anche cantanti e vip: tutti si immortalano con la canna da pesca in mano per poi diffondere su Instagram le loro immagini. L’era del pescatore solitario e povero è ormai retaggio del passato, ora andare a caccia della Black Bass è similitudine di amore per la natura (il pesce viene infatti rilasciato vivo in acqua dopo esser stato pescato), ma anche di stile. Chi va in barca ormai cerca l’outfit perfetto, raccontarsi con video e foto sui social è diventata una mania.

A Bassano del Grappa, nel Vicentino, c’è forse il miglior interprete di questa nuova tendenza, a metà tra costume e sport. Si chiama Alessandro Villari, ha 47 anni e due generazioni di appassionati della movida lo conoscono perché è dj molto noto col nome di “Bad Boy”, oltre che titolare del negozio di abbigliamento Tcb e personaggio iconico anche per i suoi tatuaggi. Da trent’anni pratica il Bass Fishing, la sua è una passione naturale. E da qualche anno è tra i pochi professionisti del settore in Italia (sono circa 200), capaci di gareggiare nei tornei nazionali e internazionali e attrarre l’ammirazione delle decine di migliaia di appassionati.

“Quando si pesca all’aria aperta ci si rilassa e si rompono le convenzioni sociali”, spiega il “bassman”, che è stato tra i primi ad organizzare dei “bass fishing workshop” forte della sua esperienza (vanta una media di 250 giorni all’anno in acqua). “Porto le persone sul lago, a bordo di una barca realizzata appositamente. Usiamo esche al 100% artificiali, mulinelli e canne da pesca per tutti. Senza dimenticare la go pro, per riprendere i momenti delle catture”. La sua patria elettiva è il lago di Bolsena, in provincia di Viterbo, dove le Bass Boat solcano l’acqua a caccia del Black Bass.

Qui e in altri meravigliosi specchi d’acqua – citiamo ad esempio il Lago di Garda – Villari organizza – dei corsi per i ragazzi che vogliono avvicinarsi alla disciplina. Non solo, in collaborazione con la sede del suo Club di Selvazzano, nel Padovano, della MLF (Major League Fishing) ha organizzato raccolte di fondi, senza dimenticare un’asta di beneficenza nella quale, vendendo la propria attrezzatura personale, ha raccolto 6.500 euro per Vicenza for Children. “In un anno, ho portato 350 giovani alla scoperta del Black Bass e di quello che intendiamo noi per pesca sportiva”, racconta ancora Villari. “Da marzo a novembre la stagione è aperta, anche se poi si pesca tutto l’anno, vivere all’aperto è un toccasana per il fisico e per la mente. Organizziamo anche giornate di conservazione ambientale, per raccogliere i rifiuti dai laghi e dai corsi d’acqua.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – IL BASS FISHING
Con il termine “bass fishing” si indica una tecnica di pesca sportiva, effettuata con il solo uso di esche artificiali, sia rigide che in gomma, praticata per insidiare il persico trota, che in inglese è chiamato appunto black bass. Negli Stati Uniti, il persico trota è stato insidiato con esche artificiali già a partire dalla fine del XIX secolo. Dal 1967 Ray Scott, un commerciante d’auto, fonda la B.A.S.S. (Bass Anglers Sportsman Society) e organizza i primi “tournament” di bass fishing, che si svolgono dalla barca e che sono espressamente dedicati alla pesca del persico trota con esche naturali. Da questo momento l’ascesa del bass fishing è inarrestabile, facendo nascere tra l’altro una vera e propria industria dedicata, dalla produzione di imbarcazioni specifiche (le cosiddette Bass Boat) a quella dei vari componenti dell’attrezzatura: canne, mulinelli, fili, esche, ecoscandagli, motori elettrici. Una grande rivoluzione nell’attrezzatura consiste nella comparsa delle cosiddette soft baits, ovvero esche in gomma, che dal punto di vista tecnico hanno permesso di pescare in posti (o “spot” come si dice nel gergo del bass fishing) altrimenti irraggiungibili con le classiche esche dotate di ancorette quali hardbait e cucchiaini rotanti e ondulanti. Oggi questa tecnica di pesca è considerata uno sport a tutti gli effetti, tanto che esistono in tutto il mondo diversi tornei di bass fishing, alcuni dei quali anche molto prestigiosi e con premi da capogiro (nel bassmaster classic, che si svolge negli Stati Uniti d’America, il primo premio ammonta a diverse centinaia di migliaia di dollari). Il bass fishing può essere praticato sia da riva, che da natante, dotato di motore elettrico, a scoppio, o nel caso delle bassboat, da entrambi. In tempi recenti sta prendendo molto piede tra gli appassionati anche il famoso belly boat, che in italiano viene chiamato “ciambella”, una sorta di poltrona, che ai lati è dotata di due camere d’aria, mentre fra queste ultime si trova la seduta dove il pescatore si posiziona per pescare.

“Pesca” Il nuovo singolo di GionnyScandal

Gionny Scandal
Gionny Scandal

“Pesca”
Il nuovo singolo di GionnyScandal da Mercoledì 27 Maggio
Disponibile in digitale su tutte le principali piattaforme

Da Mercoledì 27 Maggio sarà disponibile su Spotify, ITunes e su tutte le principali piattaforme digitali “Pesca “, il nuovo singolo di GionnyScandal, uno dei maggiori esponenti della generazione rap in grado di mixare sapientemente in un tutt’uno davvero inedito elementi rap, pop, Trap, Emo e sorprendenti melodie vocali.

Dopo l’ottimo riscontro del suo ultimo album “Black Mood” e sulla scia del successo di hit virali che hanno ricevuto milioni di streaming, “Pesca”, in uscita per Virgin Records (Universal Music Italy), è il primo singolo con il quale Gionny si presenta in una chiave rinnovata dal punto di vista delle sonorità divertendosi con il genere estivo per antonomasia: il reggaeton.

“Pesca – dichiara GionnyScandal – vuole essere una canzone leggera e spensierata in grado di farci distrarre anche solo per un attimo da tutto quello che ci è successo nell’ultimo periodo. Abbiamo necessità di evadere e di ritrovare la gioia di vivere. In questo la musica ci può aiutare e con il suo ritmo è in grado di tenerci vivi. Pesca è un singolo in veste reggaeton, un pezzo estivo che nasce proprio con lo spirito di far ballare, non importa se a casa o se in spiaggia, l’importante è lasciarsi trasportare dalle vibrazioni positive che solo la musica è in grado di regalarci… D’ora in poi non voglio sentirmi legato a nessun genere musicale in particolare, desidero solo produrre la musica che mi piace e se mi va di fare un pezzo reggaeton, come in questo caso, lo faccio senza troppi pensieri. La musica è movimento e ispirazione per cui non possiamo limitarci nei testi e nelle sonorità”.

La canzone, scritta dallo stesso GionnyScandal e prodotta da Sam Lover, è una vigorosa esplosione di elementi diversi in cui sonorità pop – rap s’intrecciano perfettamente con il reggaeton. Un inno in chiave ironica destinato ad esaltare la bellezza e le curve perfette dell’universo femminile che fanno girare la testa a molti uomini. Grazie ad un sound coinvolgente e ad un ritornello diretto e vincente che rimane nelle orecchie sin dai primi ascolti, “Pesca” è un brano di grande energia che ben rispecchia il personale percorso del giovane artista confermando la sua egregia versatilità nel muoversi in diversi range, spaziando tra diversi stili e generi musicali. Una canzone fresca e leggera destinata a diventare virale su Tik Tok, nonché uno dei nuovi tormentoni estivi, pronta a scaldare l’estate 2020 ormai alle porte.

Canali ufficiali GionnyScandal
Facebook: facebook.com/GionnyScandalUFFICIALE
Instagram: instagram.com/gionnyscandalreal
Canale Vevo: https://www.vevo.com/artist/gionnyscandal

 

Agricoltura: al via il Fondo Covid-19

Giuseppe L'Abbate - Politiche Agricole
Giuseppe L’Abbate – Politiche Agricole

Agricoltura: al via il Fondo Covid-19 da 100 milioni previsto dal Cura Italia per il comparto primario

La Conferenza Stato-Regioni ha trovato l’accordo sul Fondo predisposto nel Cura Italia per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza sanitaria Covid-19 e per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura. La dotazione è di 100 milioni di euro per il 2020 ed è finalizzata alla copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti, alla copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni su mutui contratti dalle suddette imprese, nonché per la sospensione dell’attività economica delle imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura.

“Stiamo accelerando le procedure per poter garantire questo aiuto finanziario alle imprese del comparto primario – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Nonostante le tante difficoltà causate dall’emergenza sanitaria Covid-19, con i canali ho.re.ca chiusi e le difficoltà nelle esportazioni, le filiere agroalimentari non si sono fermate garantendo alimenti, lavoro e PIL al Paese. Abbiamo pertanto l’obbligo di sostenere i loro sforzi in tutti i modi possibili, attraverso diversi strumenti. Il Fondo previsto dal Cura Italia è uno di questi e confido – conclude L’Abbate – che gli istituti che gestiranno la distribuzione delle risorse, Agea e Ismea, emaneranno a stretto giro le relative circolari per rendere operative le misure”.

L’erogazione degli aiuti avverrà sotto forma di contributo finanziario a copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti con un importo massimo ad impresa di 20.000 euro. A questa misura, gestita da Ismea, sono destinati 20 milioni di euro. Il secondo intervento prevede la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati e pagati nel biennio 2018-2019 su mutui contratti nell’esercizio delle imprese con un importo erogato da Agea da un minimo di 500 euro ad un massimo di 6.000 euro ad azienda. A questa finalità sono dedicati 60 milioni di euro. L’ultima misura, infine, riguarda la sospensione dell’attività di pesca, anche nelle acque interne del Paese, e dell’acquacoltura: per distribuire i 20 milioni di euro stanziati si procederà con un decreto ad hoc.