Marina Militare: Giuramento solenne in Accademia Navale

Giuramento-Marina-Militare-
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Ieri, 1 dicembre presso l’Accademia Navale di Livorno hanno giurato fedeltà alla Repubblica italiana 198 allievi Ufficiali della Marina Militare, tra i quali 10 provenienti dalla Regione Lombardia.

I 115 allievi della 1^ Classe del Corso Normale con i 78 del 18° del Corso a Ferma Prefissata e 5 del 18° Corso Piloti di Complemento, pronunciando la formula del giuramento, hanno consacrato il loro legame alla Patria, entrando così a far parte ufficialmente della grande famiglia della Marina Militare.

Giuramento pronunciato fieramente davanti alle autorità di vertice della Difesa – tra cui il sottosegretario alla Difesa, onorevole Raffaele Volpi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli e il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli –

Al termine della cerimonia del Giuramento solenne, la Bandiera nazionale e gli allievi, partendo da Piazza San Jacopo in Acquaviva, hanno sfilato  lungo il Viale Italia accompagnati dalle note della fanfara dell’Accademia Navale, a testimonianza del rapporto di stretta interconnessione che da sempre lega la città labronica al prestigioso Istituto di formazione.

Come da tradizione la sera di venerdì 30 novembre, dalle 22:00 alle 22:45, la cittadinanza ha potuto assistere alla “ritirata degli allievi”, una sfilata dei giurandi che, accompagnati dalla Fanfara dell’Accademia Navale, hanno percorso Viale Italia, Terrazza Mascagni con rientro in Accademia Navale.

“Cent’anni dopo – Ricordi di guerra, Sguardi di pace” – mostra

DANIELE LIRA_Centanni dopo
DANIELE LIRA_Centanni dopo

A cent’anni dal primo conflitto mondiale, in collaborazione con Trentino Marketing e con il supporto di Montura, FUJIFILM ITALIA ha chiamato a raccolta cinque professionisti dell’immagine per realizzare un progetto fotografico articolato ed eterogeneo su uno degli avvenimenti più tragici del nostro passato.

Un lavoro affidato alla forza iconica della fotografia per non dimenticare cosa è stato, per intraprendere una rilettura di alcuni dei luoghi principe di scontri e battaglie, per celebrare l’eroismo di chi ne è stato protagonista e, infine, per comprendere il significato del termine “pace”.

Quattro fotografi e un videomaker, ossia cinque sguardi, cinque punti di vista per ripercorrere i luoghi teatro della Prima Guerra Mondiale, un territorio che si estende dal Passo del Tonale sino alla Marmolada per 500 chilometri, il confine conteso tra l’esercito italiano e austro-ungarico.

Un progetto fotografico a più mani che ha visto i cinque autori, Giulia Bianchi, Gianluca Colla, Luciano Gaudenzio, Daniele Lira, Pierluigi Orler, impegnati per mesi in esplorazioni delle montagne e delle valli del Trentino, alla ricerca di quei segni più o meno tangibili che rendono onore al sacrificio di chi ha combattuto per la libertà e la Patria.

Un omaggio al valore della Pace.
Il lavoro risulta articolato, ma chiaro nel suo significato, e culmina in una mostra-racconto che promette emozioni e sensazioni potenti e viscerali, dal titolo “Cent’anni dopo – Ricordi di guerra, Sguardi di Pace”.

La mostra assicura il ripercorrere della storia, di uno spaccato cupo del nostro passato prossimo in piena dialettica, se non in antitesi, con il presente e la fruizione che oggi si fa di questi luoghi magnifici.

Lo spettatore si troverà ad alternare diversi stati d’animo, scoprendosi a dialogare con immagini che immortalano i segni indelebili della guerra, altre che magnificano il paesaggio, altre ancora che mostrano il soggetto ritratto, il territorio osservato, vissuto da persone del luogo o turisti: una presenza umana che contestualizza e mitiga l’orrore di ciò che fu.

La mostra sarà in esposizione dal 28 aprile al 2 settembre 2018 al Palazzo delle Albere di Trento. La curatela è stata affidata a Giovanna Calvenzi che con il suo apporto ha saputo far dialogare assieme 162 fotografie di autori con stili e approcci differenti, creando, col filo conduttore rappresentato dalla memoria, un ricco racconto che si articola in quattro chiavi di lettura, quella del paesaggio dei luoghi interessati, quella dell’esperienza legata ai sentieri e ai rifugi, quella di documentazione dei reperti del conflitto (forti, trincee, camminamenti, etc.) e infine una globale, fortemente emozionale, affidata a immagini video.

“Gli autori hanno deciso di misurarsi con un mondo che conoscevano perfettamente o che non avevano mai visto. L’obiettivo era suggerito dal titolo dell’evento: ricordi di guerra, sguardi di pace, il passato e il presente, appunto, e una speranza per progettare il futuro. In modo inevitabile, quindi, indipendentemente dalle storie personali, professionali e artistiche, ogni autore non ha potuto non misurarsi con la storia e con la memoria. La fotografia e il video sono stati strumenti di indagine prima ancora che di creazione, troppo forti le memorie, troppa la sofferenza della quale i luoghi attraversati dal Sentiero sono stati testimoni. Poi lentamente ognuno ha definito il proprio itinerario, in sintonia con la propria storia, con la propria capacità di declinare la visione, in sintonia anche e soprattutto con la forte carica emotiva che i paesaggi attraversati dal Sentiero della pace suscitava in loro” – Giovanna Calvenzi.

Miss Italia Alice Sabatini, a Tv2000 parla di patria

Miss Italia Alice Sabatini
Miss Italia Alice Sabatini

“Io porto il titolo di Miss Italia, che è nato nel 1946 insieme alla nostra Repubblica, l’anno che vide risorgere la democrazia e consentì per la prima volta alle donne di votare: penso che molte ragazze italiane, e non solo coloro che hanno partecipato con me al concorso, possano identificarsi con il mio titolo”: così Alice Sabatini, intervenuta nel programma “Revolution” su Tv2000, in una puntata sull’amor di Patria, un viaggio nell’Italia e nell’umanità contemporanea con varie storie.

“Noi giovani – ha spiegato – non siamo stati educati al concetto, al mito della Patria, di cui non si parla mai. E rare sono le occasioni per ascoltare il nostro Inno, a parte le gare sportive importanti dove si affermano i nostri colori. Però amo la mia terra e sono orgogliosa di appartenere a questa Nazione” .

Sul tema della trasmissione, Alice ha spiegato che anche in Spagna e in Francia si usa lo stesso termine, Patria. Al nord, per esempio in Danimarca e Olanda si indica la patria come ‘terra delle madri”, ma la definizione più interessante – ha aggiunto – è quella in vigore in Germania, heimat, che vuol dire casa, ma anche piccola patria. “La patria, quindi, è il luogo in cui ci si sente a casa propria perché vi si parla la lingua degli affetti e lì vi sono le nostre radici”. Il programma di Tv 2000 viene condotto da Arianna Ciampoli.