Mostra “Outfit ‘900” nelle sale di Palazzo Morando

mostra outfit 900
mostra outfit 900

Apre domani al pubblico la mostra “Outfit ‘900” che espone nelle sale di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine una selezione di outfit dal 1900 agli anni ’90 del secolo scorso: abiti magnifici appartenenti alle raccolte civiche, che sono in grado di raccontare lo stile, le occasioni, le scelte e le storie personali di elegantissime signore.

Accanto agli abiti sono esposte le immagini dei proprietari, e quindi le storie e gli eventi speciali che hanno tracciato il gusto di un’epoca, il ‘900 appunto, e di una città, Milano.
La mostra, aperta al pubblico dal 20 dicembre 2017 al 4 novembre 2018, si divide in due sezioni, il giorno e la sera, per gli inevitabili cambi di registro nella scelta dell’abito.

Nella sezione “giorno” trovano spazio abiti da sposa, da cerimonia e per speciali eventi diurni. La sezione sera comincia con un abito da “gran pranzo” del 1900 per poi proseguire verso il ballo e la “serata di gala”.
La mostra è una preziosa occasione per mostrare una serie di abiti appartenenti alle raccolte civiche, la maggior parte inediti.

Un tema così trasversale non poteva che essere ideato alla fine di un altro nucleo di schedatura e di studio della collezione iniziato nel 2016 che ha permesso di confermare che all’interno della raccolta, ancora poco conosciuta, si celano grandi nomi della moda italiana e internazionale.

Due abiti in particolare, risalenti agli anni ’20 del ‘900, sono stati oggetto di restauro nel 2017 ad opera di Tessili Antichi s.r.l. grazie al sostegno dell’Associazione Dimore Storiche Italiane.
Per il secondo anno consecutivo, inoltre, l’esposizione avrà un ospite d’onore: l’abito di Giorgio Armani indossato da Glenn Close per la cerimonia degli Oscar nel 1994.

A Palazzo Morando va in scena la Milano della “Mala”

Palazzo_Morando_(Milan)
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Dal 9 Novembre e fino all’11 febbraio 2018, a Palazzo Morando vanno in scena quarant’anni di storia criminale di Milano, con 170 immagini d’epoca, documenti, “strumenti del mestiere”, reperti, periodici e quotidiani che documentano l’evoluzione della malavita in città tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Ottanta.

Il lato oscuro di una città in rapidissima ascesa economica viene raccontato per tappe, come rapide pennellate su una tela, partendo dai primi gruppi improvvisati dell’immediato dopoguerra (la cosiddetta Ligera), passando per le imprese più clamorose e i profili dei suoi protagonisti, dai criminali della rapina di via Osoppo a Luciano Lutring, da Francis Turatello a Renato Vallanzasca. In controcanto, il percorso testimonia il lavoro della Questura di Milano che, insieme a tutte le Forze dell’Ordine, cercava di contrastare la criminalità di quegli anni.

Curata da Stefano Galli, la mostra “Milano e la mala. Storia criminale della città dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca”, è promossa da Comune di Milano|Cultura e organizzata dall’Associazione Spirale d’Idee con la Polizia di Stato, che ha collaborato per la ricerca e la scelta della documentazione e delle fotografie e nella selezione delle strumentazioni tecniche e degli arredi di ufficio originali – in uso alla Questura di Milano in quegli anni e custoditi presso gli archivi del Museo Storico della Polizia di Stato – oltre che per la scelta delle armi in uso a quell’epoca e messe a disposizione dalla Fabbrica d’armi Pietro Beretta S.P.A.

Il percorso espositivo, ordinato cronologicamente, prende avvio dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla rapina di via Osoppo (1958), definita dai giornali dell’epoca “il colpo del secolo”: l’assalto di sette uomini a un portavalori con il risultato di un bottino di oltre 614 milioni di lire “guadagnato” senza neppure sparare un colpo. L’episodio rappresentò l’apice della Ligera, una forma di delinquenza tutta milanese che ebbe origine già nel XIX secolo, composta da piccoli gruppi di criminali e spesso “romanticamente” ricordata anche nelle canzoni popolari.

L’assalto al portavalori di via Osoppo segnò la fine di questo tipo di malavita lasciando il campo, nel ventennio 1960/80, a una nuova forma criminale strutturata in gruppi omogenei – anche di stampo mafioso – diretta al controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e, infine, del traffico degli stupefacenti. Tra i protagonisti di questa stagione nomi del calibro di Francis Turatello, Angelo Epaminonda, Renato Vallanzasca.

A fare da sfondo a queste imprese c’è Milano, che a seguito del boom economico si modifica in maniera profonda: la Milano della Mala è una città che vive anche di notte nelle bische, nei night club, nei circoli privati.
L’esposizione documenta tutte queste atmosfere, oltre a riportare in primo piano i quartieri della malavita: il Giambellino, l’Isola, la casba di via Conca del Naviglio e il Ticinese.

Particolari focus sono dedicati a fenomeni particolari – i sequestri reali e quelli solamente minacciati, i luoghi di detenzione e le rivolte carcerarie – e ai gruppi di killer come i famigerati Apaches di Epaminonda che terrorizzarono la città nei primissimi anni Ottanta. Un importante e ulteriore approfondimento è rivolto ai rappresentanti delle forze dell’ordine, in primis la Polizia di Stato con il Commissario Mario Nardone e il futuro Questore Achille Serra.

Sono illustrate le indagini della Questura di Milano volte a contrastare la criminalità di quegli anni, l’evoluzione delle tecniche investigative e dei supporti tecnici e i risultati conseguiti dalla Polizia di Stato che, insieme a tutte le Forze dell’Ordine e con il sacrificio di molte vittime, ha contrastato quei tragici eventi.

“MILANO E LA MALA” è il nuovo appuntamento espositivo a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine iniziato con “Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti” (2013) e proseguito con “Milano, città d’acqua” (2015) e “Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione” (2016). Questa serie di iniziative racconta il capoluogo meneghino a partire dalla sua storia, dalla sua specificità, dalle sue vicende sociali, capaci di trasformare in modo radicale il volto della città.

Data l’importante valenza documentaria del progetto, che si avvale anche del contributo del Museo del Manifesto Cinematografico Fermo Immagine con l’esposizione di sei delle 23 locandine originali di film polizieschi degli anni ‘60 e ‘70 girati a Milano, donate alla Questura di Milano ed esposte negli uffici del Commissariato Greco Turro, sono stati predisposti appositi percorsi didattici per consentire agli alunni delle scuole di ogni genere e grado di approfondire gli argomenti trattati. Sono previsti anche workshop specifici di fotografia e incontri sui temi in mostra.

Accompagna l’esposizione un catalogo edizioni Spirale d’Idee.
Orari:
Martedì- domenica: 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Giovedì: 10.00 – 22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti:
intero: € 10
ridotto: € 8 (studenti under 26, over 65, disabili, gruppi adulti e tutte le convenzioni)
Biglietto Famiglia:
1 genitore: € 8 + 1 figlio entro i 14 anni, € 5
2 genitori: € 8 cad. + 1-2 figli, € 5 cad.

Ridotto Speciale: € 8 (per chi esibisce il biglietto di ingresso intero a Palazzo Morando|Costume Moda Immagine relativo ad una visita effettuata il giorno stesso); € 5 (gruppi scuole); € 8 aderenti alle forze della Polizia di Stato
Gratuito: bambini da 0 a 6 anni, guide turistiche, accompagnatori di disabili; giornalisti accreditati; possessori Abbonamenti Musei Lombardia Milano
Visite guidate (adulti): € 100,00 + biglietto ingresso
Visite guidate scuole: € 80,00 + biglietto ingresso
Visite guidate (adulti inglese): 130,00€ + biglietto
PER INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI VISITE GUIDATE:
segreteria@spiraledidee.com

Mostra di Elle Decor: “Grand Hotel”

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“ELLE DECOR GRAND HOTEL” è il progetto-installazione nato da un’idea di Elle Decor Italia, magazine internazionale di design e tendenze, allestito nelle sale di Palazzo Morando – Costume Moda Immagine, a Milano in via Sant’Andrea 6, oggi sede di un museo dedicato alla Città e alla collezione civica di Costume e Moda.

“L’idea di dar vita a ELLE DECOR GRAND HOTEL”, sottolinea Livia Peraldo Matton, direttore responsabile di Elle Decor Italia, “nasce dalla riflessione sull’evoluzione dell’hotellerie che da sempre abbiamo affrontato e registrato sulle pagine del nostro magazine. Nel corso del tempo abbiamo assistito a una vera e propria trasformazione nella progettazione degli alberghi. Sono nati i boutique e design hotel, si sono andati diffondendo progetti dalla forte identità, non solo perfetti sotto il profilo dell’ospitalità, ma anche luoghi di esperienze.”

ELLE DECOR GRAND HOTEL offre ai visitatori un percorso da sperimentare in prima persona, attraversando gli ambienti riservati alla convivialità, alla lettura, al wellness e all’ospitalità, liberi di curiosare tra camere, salotti, giardini. É firmato da due progettisti d’eccezione anche nel campo dell’hotellerie: Piero Lissoni, autore del progetto degli spazi pubblici concepiti come quelli di un “Hôtel Particulier”, e Patricia Urquiola che ha disegnato gli ambienti più privati, le “Stanzas”.

“Ho concepito un albergo che non fosse un albergo, piuttosto un ostello aristocratico”, afferma l’architetto e designer milanese Piero Lissoni, “semplicemente cambiando l’estetica degli spazi e usando la cifra stilistica di architetti italiani a cavallo tra XVI e XVII secolo, periodo particolarmente luminoso e di rigorosissime proporzioni architettoniche. L’intero progetto lavora su contrasti evidenti, classicità con modernità e la modernità che dialoga con la storia”.

Gli ambienti che ha disegnato, chiamati con nomi francesi Accueil, Fumoir, Bibliothèque, Café & Restaurant, Séjour e Jardin, sono arredati con pezzi di design contemporaneo, che entrano in relazione con facciate e interni di palazzi storici riprodotti con elaborazioni fotografiche a parete.

La mostra è aperta dal 6 al 22 ottobre 2016, da lunedì a domenica – Ingresso libero
ore 10.00 alle 20.00
Via Sant’Andrea, 6 – 20121 Milano

 

Domenica al museo

Duomo Milano

IL 2 AGOSTO INGRESSO GRATUITO NEI MUSEI CIVICI MILANESI
Assessore Del Corno: “La cultura a Milano non va in vacanza. In agosto aperti i musei cittadini per chi resta in città e per i visitatori di Expo”

Il 2 agosto torna l’iniziativa ‘Domenica al Museo’: come ogni prima domenica del mese, le porte dei musei civici milanesi saranno aperte gratuitamente. Con questo progetto, che durerà fino a domenica 6 dicembre 2015, il Comune di Milano ha aderito, per primo in Italia, all’iniziativa voluta dal Ministro Franceschini per consentire visite gratuite alle collezioni d’arte pubbliche.

Domenica resteranno dunque aperti con ingresso gratuito la Pinacoteca di Brera e tutti i Musei civici: Musei del Castello Sforzesco, Museo del Risorgimento, Palazzo Morando, GAM Galleria d’Arte Moderna, Museo Archeologico, Museo di Storia Naturale, Acquario, Museo del Novecento e Museo della Pietà Rondanini.

“Anche durante l’estate – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Milano apre le porte dei propri musei grazie a questa iniziativa e non solo. Resteranno infatti aperti nel mese di agosto i musei cittadini, offrendo l’opportunità di conoscere la bellezza del nostro patrimonio artistico e culturale sia ai milanesi che restano in città sia ai turisti che visitano Milano durante i mesi di Expo”.

Da Palazzo Reale, che ha appena inaugurato la mostra “Natura – Mito e paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei”, al Castello Sforzesco che ospita il Museo della Pietà Rondanini, dal Museo del Novecento al Museo delle Culture, l’offerta culturale della città sarà garantita dall’apertura dei musei con le loro interessanti mostre per tutto il mese d’agosto.

L’accesso ai musei è libero acquistando la MuseoCard che, al costo di 35 euro, permette l’ingresso gratuito per un anno – calcolato a partire dalla data di emissione – e il biglietto ridotto alle mostre promosse e organizzate nelle sedi espositive del Comune di Milano. Chi si ferma in città per pochi giorni potrà invece utilizzare il biglietto turistico che, al costo di 12 euro, consente l’ingresso a tutti i musei civici per tre giorni a partire da quello di emissione.