Studenti di Medicina volontari per il numero verde Sanitario

stefano-geuna
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A partire da oggi 27 febbraio e fino all’11 marzo con possibilità di proroga, 78 studenti della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, coordinati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus “Covid19”, saranno impegnati nel garantire volontariamente la copertura 24 ore su 24 di due postazioni telefoniche del numero verde sanitario 800 19 20 20 per dare informazioni ai cittadini sulle misure da adottare per fronteggiare in maniera corretta la situazione.

Il numero verde 800 19 20 20, istituito dall’Unità di crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus “Covid19”, è attivo 24 ore su 24 ed è a disposizione di tutti i cittadini che abbiano il dubbio di aver contratto il virus. Gli studenti di medicina dell’Università di Torino che risponderanno al telefono eseguiranno un pre-triage, una sorta di prima valutazione, e, sulla base di una serie di domande e risposte, indicheranno al paziente cosa fare o dove recarsi per ottenere la risposta assistenziale più appropriata. Il servizio infatti, è stato organizzato per alleggerire i numeri dedicati normalmente all’emergenza dal grande flusso di chiamate che in queste ore sta intasando i centralini del 112 e 118.

“L’Università di Torino sta seguendo con grande impegno l’evoluzione dei fatti relativi alla diffusione del Coronavirus in diretto contatto con le autorità” dichiara il Rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna. “Questa lodevole iniziativa, che denota un alto senso civico dei nostri studenti e l’acquisizione di una sensibilità medica che tutto il corpo docente ha loro trasmesso, permette di contribuire attivamente alla risposta eccezionale a garanzia della salute pubblica e offrire un primo contributo alle istituzioni impegnate in un servizio straordinario”.

Giovani e lavoro – “Palestre digitali”

Martina Cambiaghi
Martina Cambiaghi

“Vogliamo dar voce a voi, capire le vostre esigenze e priorita’, vogliamo attuare politiche regionali il piu’ possibili aderenti alle vostre richieste e facilitare incontro tra domanda e offerta”.
Cosi’ l’assessore regionale allo Sport e giovani, Martina Cambiaghi, che questa mattina nel corso dell’evento di apertura del percorso di ‘Palestre digitali’, ha incontrato i 50 giovani selezionati a cui sono stati illustrati i principali ‘step’ del progetto.

‘Palestre Digitali’, promossa dall’associazione no profit “Young Women Network” con la collaborazione di Regione Lombardia e altri partner, e’ finalizzato ad aumentare l’occupabilita’ di giovani laureati in discipline umanistiche, formandoli alle professioni digitali piu’ richieste dal mercato (Digital Marketing, Web Reputation management, Sem/Seo, Analytics), favorendo inoltre l’acquisizione, da parte dei giovani, di skill e competenze chiave da mettere in gioco nei momenti di transizione tra scuola e lavoro e nel percorso professionale.

“Non esiste metodo migliore – ha detto Cambiaghi rivolgendosi ai partecipanti – dello scambio di idee. Noi siamo qui per ascoltare. Vogliamo essere un facilitatore, insieme ad altre realta’, come Accenture, coinvolte in questo progetto. Stiamo lavorando per realizzare la prima legge regionale dedicata ai giovani, creando un percorso che corrisponda il piu’ possibile alle esigenze di chi vive, lavora e studia in Lombardia. Una legge che possa essere presa ad esempio a livello nazionale.
Vogliamo essere promotori di un percorso che possa dare reale voce a tutti gli under 35 che vivono qui”.

Con ‘Palestre digitali’ sono stati formati gratuitamente, a oggi, oltre 650 giovani, con un tasso di assunzione nel settore digitale pari al 70% nei primi tre mesi dopo aver terminato il percorso formativo.

L’Assessorato regionale Sport e Giovani sostiene e realizza attivita’ finalizzate a mettere in rete soggetti che sappiano promuovere politiche per i giovani, ‘con’ i giovani, per incentivarne le sinergie e l’integrazione nel contesto regionale e internazionale. Lo fa attraverso momenti di informazione, formazione e networking sui temi dell’imprenditorialita’ e occupabilita’ giovanile, dell’educazione economica e sostenibilita’ ambientale, della cittadinanza attiva, coinvolgendo numerosi stakeholder del settore, dalle associazioni imprenditoriali, alle universita’ e agli istituti di ricerca, senza dimenticare pubbliche amministrazioni, enti locali, organizzazioni no-profit, fondazioni, gruppi e associazioni informali di giovani.