“Pomeriggio cinque”

Barbara D'Urso
Barbara D’Urso

Venerdì17 maggio, su Canale 5, “Pomeriggio cinque” ha proposto un’intervista esclusiva di Barbara d’Urso a Vincenzo, il papà delle due bambine maltrattate a Caserta. Vincenzo e Anna, sono stati scarcerati dopo 15 giorni per le accuse di violenze e maltrattamenti, che avrebbero causato le ferite alle due figlie, attualmente al sicuro in una casa-famiglia.

«Qualche volta ho sospettato che Anna picchiasse la bambina. Quando tornavo la sera, mi sembrava che la bambina grande avesse paura di qualcosa, che volesse dirmi qualcosa. Mi diceva “papà finalmente sei tornato” e mi abbracciava forte. La bambina aveva anche raccontato a mia madre che Anna la chiudeva al buio e la liberava quando tornavo dal lavoro».

Secondo Vincenzo, quando tornava dal lavoro Anna diceva di aver trovato dei lividi sul corpo della bambina: «Lei mi diceva che erano le ‘ianare’, le ‘streghe’, secondo una credenza popolare, che sarebbero venute di notte».

Infine, in merito alle accuse della compagna Anna, che sosteneva di aver subito violenze, Vincenzo replica: «Non è assolutamente vero, questo è quello che dice Anna. Per me sta trovando una scorciatoia in una strada buia e non sa più come uscirne. Prima dell’arresto mi ha chiamato amore e ci siamo salutati, poi non so cosa le sia successo».

Videosorveglianza per nidi e micro nidi

Piani
Silvia Piani

Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato oggi il via libera alla legge ‘Iniziative a favore dei minori che frequentano nidi e micro nidi’ che favorisce l’installazione di telecamere negli asili nido, un provvedimento promosso dalla Giunta su proposta del presidente Attilio Fontana e dell’assessore alle Politiche per famiglia, genitorialità e pari opportunità Silvia Piani.

“Dopo l’approvazione della Commissione Sanità il 7 novembre e quello dalla Commissione Bilancio il 23 novembre, che ha dato il via libera alla sua copertura finanziaria – commenta l’assessore Silvia Piani – oggi il progetto è legge regionale. Con questo atto assegniamo 600.000 euro per i sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso (300.000 euro per il 2019 e 300.000 euro per il 2020) e 300.000 per la formazione degli operatori (150.000 sul 2018 e altrettanti sul 2019), per un totale di 900.000 euro”.

“Sono orgogliosa del lavoro svolto – aggiunge Silvia Piani – perché credo in questo provvedimento che ho voluto fortemente.
Un grazie particolare lo rivolgo al Consiglio regionale, il cui impegno è stato imprescindibile. Abbiamo avuto anche il sostegno e l’apprezzamento di tanti operatori del mondo dell’educazione e della formazione, del sistema sociosanitario, della sicurezza e della giustizia, oltre al plauso di molti amministratori locali”.

“L’obiettivo – ricorda l’assessore alle Politiche per la famiglia – è tutelare i nostri bambini prevenendo i maltrattamenti e favorendo, a tale scopo, l’installazione su base volontaria dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso. Fare tutto ciò che è possibile per cercare di impedire i maltrattamenti, sebbene fortunatamente isolati, è per noi estremamente importante. I filmati registrati all’interno dei nidi e dei micronidi saranno resi disponibili esclusivamente all’autorità giudiziaria”.

“Ricordo – conclude l’assessore Piani – che abbiamo chiesto alle Ats di intervenire perché siano loro a formare il personale affinché individui il prima possibile eventuali segnali di disagio e favorisca una migliore circolazione delle informazioni tra organismi pubblici e privati. Divulgare le buone prassi per la corretta gestione delle segnalazioni assicurerà un’azione più efficace di prevenzione e di contrasto. Oltre che una migliore assistenza alle vittime e alle famiglie”.

Arresto per maltrattamenti

poliziaLocale
poliziaLocale

L’Unità Tutela Donne e Minori della Polizia Locale di Milano, coordinata dal Comandante Marco Ciacci e sotto la direzione della Procura della Repubblica di Milano, è intervenuta il 27 gennaio scorso in un quartiere popolare della zona Baggio, ponendo fine ad una serie di violenze avvenute all’interno di una famiglia e arrestando il responsabile.

L’uomo, M. B. di 42 anni, è sposato dal 2003 con F. L. di 44 anni. La coppia ha avuto quattro figli, che hanno dai sei ai quattordici anni.

Il 16 gennaio F. L. ha presentato una formale denuncia presso la Procura della Repubblica nella quale dichiarava di essere vittima di ripetuti maltrattamenti e violenze sessuali commesse dal coniuge. L’uomo è un disoccupato pluripregiudicato, dedito all’alcool e cocainomane, ossessionato dalla gelosia nei confronti della moglie.

Le minacce alla moglie sono iniziate fin dai primi tempi del matrimonio, intensificandosi sempre di più con il passare degli anni e arrivando ad autentiche aggressioni fisiche.

La donna, tra l’altro, è l’unica fonte di reddito della famiglia e più di una volta si è recata al lavoro mascherando per la vergogna i lividi causati dalle percosse ricevute dal marito. Questa ossessiva gelosia, degenerata anche dallo stato di ubriachezza in cui spesso si trovava l’uomo, è arrivata fino al punto di investire anche i bambini della coppia con aggressioni fisiche, minacce e comportamenti che li terrorizzavano.

Preso atto della gravità della situazione l’Unità Tutela Donne e Minori, incaricata delle indagini, ha operato in modo discreto ma anche molto veloce e nel giro di pochi giorni sono state acquisite testimonianze di parenti e conoscenti della coppia.

Fondamentali anche alcuni file audio sui quali sono stati registrati questi comportamenti e grazie ai quali è stato possibile verificare tutta la drammatica veridicità di quanto denunciato dalla donna.

Il 27 gennaio è stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano.