Laser ultima generazione per iperplasia prostatica

Prof. Luca Carmignani, Urologo
Prof. Luca Carmignani, Urologo

Calcoli urinari e iperplasia prostatica: con i laser di ultima generazione, interventi più sicuri e “su misura”, anche per pazienti fragili

Prostata ingrossata e calcolosi delle vie urinarie sono i disturbi urologici più frequenti nella popolazione e i più trattati negli ospedali italiani. Oggi i continui progressi della chirurgia endoscopica con laser ad olmio e al tulio permettono di semplificare notevolmente le tecniche operatorie, intervenendo senza tagli né sanguinamenti, con solo 1-2 notti di ricovero e un più rapido ritorno alle normali attività quotidiane.

Milano, 5 febbraio 2020 – La luce che cura al posto del bisturi. Il futuro dell’urologia va sempre più in questa direzione, per trattare patologie in costante crescita anche tra i più giovani, come la calcolosi urinaria e l’iperplasia prostatica benigna.

Attraggono il calcolo in un “tunnel di vapore” e lo polverizzano in una sola seduta; vaporizzano e asportano il tessuto prostatico in eccesso con precisione millimetrica, rispettando l’area circostante; riducono tempi operatori, dolore e perdite ematiche, con una degenza di 1-2 notti e un più rapido recupero post-intervento, preservando la virilità e la continenza urinaria. Sono i laser ad olmio e al tulio di nuova generazione, sempre più potenti e versatili, in grado di garantire un approccio mininvasivo, ritagliato sul singolo paziente. Peculiarità, queste, che li rendono indicati anche nei soggetti più fragili, anziani o polipatologici, inoperabili con altre metodiche.

Se ne è parlato oggi a Milano, all’incontro “La luce che cura in urologia”, nel corso del quale gli esperti hanno fatto chiarezza sui più comuni disturbi urologici, delineando i percorsi terapeutici più all’avanguardia per risolverli e sfatando timori o falsi miti ancora diffusi.

La calcolosi delle vie urinarie (rene, uretere, vescica) interessa il 10% degli uomini e il 7% delle donne, spesso a causa di regimi alimentari e stili di vita scorretti, ma è sempre più frequente anche in età pediatrica. In Italia si stimano 100.000 nuovi casi l’anno, con un rischio elevato di recidive, in parte evitabili se si eseguisse di routine l’esame chimico-fisico del calcolo, utile per identificare le sostanze responsabili della sua formazione e limitarne l’apporto con la dieta.

“In media, il 10% della popolazione avrà un calcolo almeno una volta nella vita”, dichiara Guido Giusti, Responsabile dello Stone Center e dello European Training Center in Endourology presso l’Ospedale San Raffaele Turro di Milano. “Questo numero elevato si spiega in gran parte con gli stili alimentari scorretti dei Paesi occidentali: beviamo poco, mangiamo molto più del necessario e, soprattutto, assumiamo proteine animali in eccesso. In passato il bombardamento con onde d’urto per i piccoli calcoli e la chirurgia a cielo aperto per quelli voluminosi erano le due procedure standard. Oggi la litotrissia endoscopica mininvasiva con laser a olmio rappresenta la nuova frontiera terapeutica, nella maggioranza dei casi. Non solo evita grandi incisioni e complicanze tipiche dell’intervento chirurgico tradizionale – ormai da riservare a poche situazioni molto complesse – ma permette la completa bonifica del calcolo, quando le onde d’urto falliscono; il classico bombardamento, infatti, non è del tutto innocuo e sarebbe un errore ripeterlo più volte, perché l’energia liberata dal litotritore può, nel tempo, causare danni al rene. Con la chirurgia laser – prosegue Giusti – oggi operiamo in day surgery, dimettendo il paziente nelle 24 ore successive. Grazie inoltre a particolari modalità di emissione del laser a olmio e alle tecnologie Vapor tunnel e Virtual basket, è possibile ridurre al minimo la retropulsione del calcolo durante il trattamento, attirandolo verso il raggio di luce in modo da rendere la sua polverizzazione più fine, veloce e sicura”.

L’ipertrofia benigna della prostata (IPB) è, dopo l’ipertensione, la malattia più diffusa nel sesso maschile. Affligge 6 milioni di italiani over 50 ma colpisce anche 1 under 50 su 10, in presenza di fattori di rischio come disturbi cardiovascolari, fumo, livelli elevati di glicemia, colesterolo e trigliceridi.

“L’impiego delle tecnologie con energia laser è in rapido aumento anche per curare l’ostruzione prostatica benigna, a fronte dei vantaggi offerti e del minor numero di complicanze rispetto alle metodiche classiche”, spiega Luca Carmignani, Presidente Fondazione SIU e Responsabile Unità Operativa di Urologia dell’IRCCS Policlinico San Donato. “Grazie alla disponibilità di laser come quello al tulio, che offre la maneggevolezza necessaria a operare qualsiasi prostata, e quello ad olmio, che in più consente di frantumare i calcoli vescicali, oggi quasi tutti i pazienti con IPB si possono trattare per via endoscopica, anche in caso di adenomi molto voluminosi. Per lungo tempo – continua l’esperto – gli uomini hanno temuto il chirurgo, soprattutto per questa problematica che coinvolge la sfera intima. Non devono più esserci ritrosie o paure, perché la nuova chirurgia laser è sicura e rispettosa di tutte le funzioni, sessuali e non: risolve il problema con un ricovero di 1-2 notti e favorisce una più rapida guarigione dei tessuti, permettendo di tornare in breve alle normali attività. Si può inoltre personalizzare l’intervento, adattandolo al tipo di paziente, alla sua patologia e alle sue aspettative. Un esempio su tutti: la vaporizzazione della prostata con laser al tulio, tecnica che limita al minimo il sanguinamento, è indicata anche in soggetti molto anziani, cardiopatici o con disturbi della coagulazione. Il nostro obiettivo è che nessuno sia più costretto a vivere con il catetere, a qualunque età, ma tutti possano essere operati con queste metodiche performanti e poco invasive”.

L’IPB rappresenta ancora un tabù, una condizione con un notevole impatto sugli aspetti psicologici e sulla vita privata di chi ne soffre.

“Capita spesso, parlando di fastidi alla prostata, che gli uomini attivino pensieri legati alla potenza sessuale o all’invecchiamento”, commenta Roberta Ganzetti, psicoterapeuta EMDR presso la Clinica Villa Donatello di Firenze. “Si arriva così a negare il problema, evitando di rivolgersi al medico per approfondirne le cause, oppure a reagire con modalità ansioso-depressive, prefigurandosi scenari di malattia ben più complessi. Pudore, vergogna e paura limitano la ricerca della corretta diagnosi e della cura più opportuna oppure spingono a cercare risposte solo sul web, col rischio di pericolose autodiagnosi. L’accettazione del problema, un approccio psicologico corretto, la fiducia nei medici e nelle nuove tecnologie che semplificano l’atto chirurgico sono alla base di un efficace modello di cura”.

“Il recente sviluppo tecnologico e la miniaturizzazione degli strumenti endoscopici hanno rivoluzionato l’urologia”, racconta Filippo Fagnani, Direttore Scientifico Divisione chirurgica di Quanta System. “Oltre ad avere una forte tradizione in campo urologico, Quanta è tra le aziende che hanno apportato il maggior tasso di innovazione nella tecnologia laser applicata a questo settore, negli ultimi 3 anni. Ma il nostro impegno non si ferma qui: stiamo sviluppando nuove piattaforme per rispondere in maniera puntuale alle richieste degli urologi, nello sforzo costante di tramutare le esigenze cliniche in ulteriori soluzioni tecnologiche, in grado di portare benefici sia agli operatori sanitari sia ai pazienti”.

L’evoluzione dei sistemi laser, dunque, prosegue. Il loro costante perfezionamento aprirà in futuro nuove prospettive terapeutiche nella litotrissia avanzata e nel trattamento dei tumori renali e vescicali.

Quanta System è un’azienda 100% italiana che dal 1985 porta sul mercato globale tecnologie laser per la chirurgia, la medicina estetica e la conservazione di beni artistici. Nella sede centrale di Samarate (Varese), che impiega 185 persone, avviene l’intero processo di ricerca, sviluppo e produzione dei laser utilizzati in tutto il mondo. Quanta System, parte del Gruppo El.En. SpA, capofila di un gruppo hi-tech quotato al Segmento STAR di Borsa Italiana, è partner di riferimento di strutture sanitarie, Istituti ed Enti impegnati in progetti scientifici e di ricerca a livello worldwide: www.quantasystem.com/it/.

Imperfezioni volto

CO2 RUGHE
CO2 RUGHE

Un volto che presenta imperfezioni come cicatrici, rughe, rossori e capillari evidenti, può causare imbarazzo, stress, problemi sul lavoro o con il partner.
Lo dichiara l’88% di chi soffre di queste patologie. Ma riappropriarsi della propria bellezza è possibile grazie alla tecnologia laser

“Come fa quell’attrice ad essere sempre così perfetta? Quale sarà il suo segreto”? Chissà quante volte ci siamo fatti queste domande, magari proprio mentre guardavamo l’ultimo divo di Hollywood al cinema, in televisione, o semplicemente in una fotografia.

Un volto luminoso, levigato, ed una pelle invidiabile, sempre liscia e perfetta. È così che siamo abituati a vedere le celebrità. E spesso, proprio per imitarle, ed avere un viso sempre in ordine, le proviamo di tutte: dal trucco, alle creme anti-age, dalle maschere purificanti, ai rimedi più drastici per nascondere vere e proprie imperfezioni. D’altronde è un fatto ormai appurato: chi presenta inestetismi più o meno significativi al volto, o in altre parti “sensibili” del corpo, nell’88% dei casi sviluppa anche forti disturbi emotivi, che hanno ripercussioni sia sul lavoro (78% dei casi) sia nel privato (77%). Perché, in fondo, diciamocelo: chi di noi vorrebbe avere un volto paonazzo come quello di Bill Clinton, che per anni ha combattuto con la rosacea, o le cicatrici di Darth Vader, tanto per fare un esempio? Ovviamente nessuno. Ma allora cosa si può fare, se la pelle del nostro volto non è più bella come vorremmo?

LE SOLUZIONI VENGONO DAL LASER – Che si parli di un evento traumatico, patologico o di un semplice inestetismo, per fortuna oggi esiste un’unica soluzione in grado di mettere KO le più comuni imperfezioni del volto, come cicatrici, rughe, peli superflui, capillari arrossati. “Contro questi inestetismi lo strumento più completo è sicuramente il laser, nello specifico la combinazione del dye laser con il laser CO2- spiega la dott.ssa Cristina Cuciti, dermatologo e dermochirurgo di Arezzo. – Personalmente utilizzo Synchro VasQ con Smartxide Punto ed i miglioramenti, confermati da tutti i miei pazienti, sono notevoli. Se parliamo sempre del dye laser e del laser CO2 applicati separatamente, li utilizzo rispettivamente anche per il trattamento della rosacea (e di tutte le malformazioni vascolari congenite quali, ad esempio, Port Wine Stain ed emangiomi, anche in età pediatrica) e del ringiovanimento del volto, quindi rughe o trattamento delle cicatrici da acne, anche qui con risultati importanti”. Anche i peli superflui possono essere trattati in modo selettivo e sicuro. L’irsutismo del volto, che crea imbarazzo e disagio anche a livello psicologico, può essere eliminato progressivamente con il laser. “Tra i più efficaci c’è il Duetto MT – continua la Dr.ssa Cuciti – ottimo per la sua capacità, sia con il laser ad Alessandrite che Nd:YAG di trattare efficacemente diversi tipi di peli e di pelle durante tutto l’anno.

RITROVARE LA PROPRIA BELLEZZA – Avere una pelle bella e luminosa non è un’utopia. Serve una cura quotidiana, buone abitudini e, se questo non dovesse bastare, allora la tecnologia ci offre un valido aiuto. Il laser rappresenta una soluzione ideale per migliorare o cancellare le imperfezioni. “Il laser è in grado di restituire al paziente un aspetto naturale, proprio perché favorisce i regolari processi di rigenerazione cutanea della zona trattata”, prosegue la dott.ssa Cuciti.

UN SISTEMA PER OGNI ESIGENZA – Se quindi il laser è un sistema efficace, adatto per i trattamenti più vari, negli ultimi anni sono nate vere e proprie mode, attorno al suo utilizzo. Tra le più recenti c’è sicuramente quella della BEARD DESIGN, la barba scolpita e definita, richiesta dal 65% delle donne ai propri uomini. Il laser, inoltre, viene richiesto anche nel trattamento della rosacea e delle altre patologie vascolari, oppure delle cicatrici causate da un trauma o da un’operazione. Alcune di queste possono trasformarsi in cheloidi, ovvero ispessimenti abnormi di tessuto cicatriziale, che oltre ad essere visivamente invasivi, ricordano costantemente l’evento traumatico che li ha provocati, rischiando di portarsi dietro anche problematiche psicologiche. “Anche per queste lesioni le ultime novità nel campo della chirurgia estetica indicano il laser come soluzione ottimale e ben tollerabile per il paziente – conclude la dott.ssa Cuciti – Serve comunque pazienza, perché i risultati non sono immediati. Alcuni trattamenti richiedono più tempo rispetto ad altri, ed anche tra quelli più lunghi le tempistiche variano da paziente a paziente. Sembra scontato, ma lo è meno di quanto si pensi. I pazienti oggi tendono a volere un risultato in tempi brevissimi e a volte sono anche mal consigliati. Per questo è sempre utile non solo informare, ma anche far vedere quale sarà il risultato finale, attraverso immagini di casi clinici e spiegando “step by step” le varie fasi del trattamento. Se si ha pazienza, i risultati arrivano! E certe volte possono sorprenderci. Non sono rari infatti i casi di pazienti con importanti inestetismi al volto, che hanno difficoltà anche solo ad uscire di casa, ma che grazie alla terapia laser ritrovano non soltanto un aspetto naturalmente bello e privo di imperfezioni, ma anche la loro autostima”.

Medicina riabilitativa e Laser

Ing Girolamo Lionetti_Dott Alberto Martegani_Dott Franco Molteni
Ing Girolamo Lionetti_Dott Alberto Martegani_Dott Franco Molteni

Sono stati presentati a Como i primi casi clinici al mondo di pazienti con gravi disabilità – spasticità severa e contratture deformanti agli arti inferiori – che hanno ritrovato mobilità, dignità e una nuova qualità di vita grazie ad interventi altamente innovativi e minimamente invasivi effettuati presso l’Ospedale Valduce di Como con il sistema laser di ultima generazione al Tulio Opera donato da Quanta System, azienda italiana tra le prime al mondo nella tecnologia laser ad uso medicale.

“Abbiamo l’onore di presentare, insieme all’équipe medica del Presidio Riabilitativo Villa Beretta, un nuovo primato tutto italiano con i primi casi clinici di pazienti trattati con il laser al Tulio Opera che abbiamo donato a Villa Beretta – Ospedale Valduce circa un anno fa: oltre 25 persone trattate sino a ora, tutte con esiti molto positivi che segnano una oggettiva e grandiosa innovazione scientifica a livello mondiale che apre nuove possibilità terapeutiche per molte persone. Sono risultati che ci riempiono di gioia e fierezza” ha commentato Girolamo Lionetti, General Manager di Quanta System.

L’uso delle tecnologie laser di Quanta System in medicina riabilitativa mette a segno nuovi importanti progressi in diverse applicazioni su pazienti con lesioni midollari e cerebrali, spasticità grave e contratture deformanti degli arti inferiori causate, ad esempio, da trauma cranici, da ictus cerebrale o sclerosi multipla. “I risultati ottenuti con il nostro laser Opera (radiazione al Tulio), sono il frutto delle intuizioni dei professionisti del centro Villa Beretta – Ospedale Valduce unite al supporto che abbiamo avuto l’onore di portare sul fronte tecnologico. Insieme, in completa sinergia, abbiamo aperto strade prima nemmeno immaginate mettendo a segno progressi che rappresentano nuovi standard a livello globale” aggiunge Filippo Fagnani Direttore Scientifico della divisione chirurgica di Quanta System.

Un primo importante ambito di intervento è la disabilità conseguente a lesioni cerebrali o midollari con spasticità gravi, ovvero spasmi involontari che bloccano la possibilità di movimento o forzano gli arti in posture innaturali, deformanti e dolorose. In questi casi, il trattamento tradizionale consiste nell’intervento chirurgico con bisturi o il ricorso a farmaci, spesso tramite dispenser impiantabili. “Rispetto a questo scenario terapeutico certamente invasivo si è creato, grazie all’impiego delle nuove tecnologie laser al Tulio, un nuovo approccio che ci ha consentito di intervenire in modo mininvasivo e percutaneo su persone con gravi cerebrolesioni o gravi lesioni midollari effettuando un intervento di rizotomia laser dorsale selettiva che, se fatto con tecnica tradizionale, è un pesante intervento neurochirurgico” osserva il Dr. Franco Molteni, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Riabilitativa di Villa Beretta. Si tratta di un percorso che deve essere molto ben delineato da un punto di vista medico, a partire dalla selezione accurata della tipologia di paziente, alla disponibilità di grande expertise in ambito di radiologia interventistica fino alla disponibilità di una strumentazione ad alta tecnologia come il laser al Tulio. “È una procedura altamente innovativa che dà risultati davvero interessanti e meritevoli di essere condivisi con la comunità scientifica che proprio per questo si è riunita a Como” nota il Dr. Molteni.
Per lo svolgimento dei trattamenti è stata fondamentale la presenza del Dr. Alberto Martegani, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Diagnostica per Immagini dell’Ospedale Valduce di Como che, grazie alla pluriennale esperienza e professionalità, ha consentito di giungere a ottimi risultati in termini di efficienza ed efficacia fin dai primi interventi.
“L’introduzione del laser” ha commentato il Dr. Martegani “non solo ha consentito di innovare la tipologia d’intervento rendendola più rapida, sicura e con minori complicanze, bensì ha permesso di aprire nuovi scenari fino a poco tempo fa inimmaginabili. E il futuro che ci attende è ricco di nuove opportunità!”.

Il laser è caratterizzato da una notevole precisione e questa sua peculiarità ha aperto la strada anche ad altre applicazioni sul sistema nervoso. Consente, ad esempio, di selezionare nervi più periferici che una volta silenziati – ovvero tagliati – con il laser smettono di attivare in modo inconsulto la risposta di alcuni gruppi muscolari: per esempio gli adduttori della coscia che portano i pazienti a serrare le gambe impedendo ogni movimento e persino la cura dell’igiene intima. “Anche in questo caso siamo riusciti a silenziare i nervi, in modo selettivo e senza aprire la cute, riportando l’arto a una condizione di normalità. Guidati dall’ecografo, si identifica il nervo responsabile e in modo non invasivo, in pochi istanti si agisce sul singolo punto interessato, in anestesia locale e senza bisturi. Si fa così, per la prima volta al mondo, in modo mininvasivo ciò che prima si faceva in anestesia totale, in sala operatoria con un intervento chirurgico tradizionale” commenta il Dr. Molteni.

Un ulteriore ambito di applicazione presentato, con circa 15 pazienti già trattati con successo, è quello della rigidità dell’articolazione detta “equinismo del piede” indotto dalla ridotta elasticità di muscoli e tendini a seguito di varie cause, come ad esempio ictus cerebrale. Grazie all’utilizzo del laser è oggi possibile intervenire sull’allungamento di muscoli e tendini – sempre dopo un’accurata selezione dei pazienti – in fase precoce, senza bisturi, ma solo con guida ecografica: in una sola sessione e in anestesia locale – anzichè spinale – è possibile risolvere la problematica. Con questa nuova opzione terapeutica, il paziente non deve più sottoporsi a trattamenti temporanei in attesa che le condizioni si aggravino fino ad arrivare a richiedere l’intervento chirurgico: si può agire in fase precoce, restituendo mobilità, in modo mininvasivo ed evitando il ricorso al bisturi.

“Siamo felici di aver messo a segno questi risultati importanti insieme all’équipe medica dell’Ospedale Valduce e di rendere così disponibili nuove opzioni di cura per più pazienti e aprire la strada a nuovi sviluppi in medicina riabilitativa” commenta Paolo Salvadeo, Direttore Generale del Gruppo El.En. di cui Quanta System fa parte dal 2004. “La collaborazione con grandi realtà scientifiche, enti di ricerca e con le Istituzioni Sanitarie è nel nostro DNA ed è per noi un impegno concreto e quotidiano. Lavoriamo al fianco dei nostri partner nel settore della sanità, in Italia e all’estero, in progetti di ricerca per portare nuove speranze di cura e dare impulso al progresso in medicina”.

Un laser Made in Italy per salvaguardare il patrimonio artistico della Cina

Incontro delegazioni Italia-Cina

È prevista per la primavera 2016 la cerimonia di consegna di un laser di altissima precisione, grazie al quale potranno essere recuperati monumenti ed opere del millenario patrimonio artistico cinese.
In volo da Malpensa verso Pechino per salvaguardare il patrimonio artistico del Paese del Dragone grazie alla più avveniristica tecnologia Made in Italy. E’ notizia di questi giorni, infatti, che una delegazione tutta italiana è stata scelta dalla Cina per un importante progetto di amicizia e gemellaggio tra i beni artistici e culturali dei due paesi.

Di tale delegazione, chiamata “Beni Artistici”, capeggiata dal Professor Leonardo Masotti, fa parte la varesina Quanta System SpA, del Gruppo El.En. (Segmento Star di Borsa Italiana ELN.MI), la quale, informata di essere stata prescelta dalle autorità cinesi, ha deciso con orgoglio di proporre la donazione alla Cina di un laser per il restauro conservativo. Tale gesto, oltre che fortemente simbolico, farà sì che parte del tesoro artistico e culturale che racconta la millenaria storia della Repubblica Popolare Cinese potrà ritornare al proprio originario splendore.

Si tratta di un patrimonio di inestimabile valore che ha visto protagoniste le diverse dinastie dell’Impero e che ora, come testimonia un allarme lanciato la scorsa estate dal Governo cinese, rischia di finire schiacciato dal peso dell’incuria e del tempo. Quanta System è stata la prima, tra tutti, ad accogliere l’appello di Xi Jinping, presidente della nazione più popolosa del mondo, mettendo a disposizione quanto di meglio è stato realizzato dopo anni di ricerca da uno staff di ingegneri e tecnici. Questa tecnologia, infatti, è in grado di operare con efficacia senza pari su superfici marmoree, legni, stucchi, ori, bronzi, carte antiche, superfici policromatiche, dipinti, quadri ed affreschi.

A rendere possibile l’intervento in Cina sarà il laser “Thunder Art”, operante con tre colori (lunghezze d’onda), a 1064 (infrarosso), 532 (verde) e 355 nanometri (ultravioletto).
L’Associazione CPAFFC – Chinese People Association for Friendship with Foreign Countries, dopo essersi consultata con le massime autorità governative cinesi, renderà infine noto a quale istituzione verrà assegnata la preziosissima apparecchiatura.

E’ prevista una delegazione che si recherà a Pechino, della quale farà parte l’Ing. Paolo Salvadeo, CEO di Quanta System. Con lui saranno presenti la signora Maria Moreni, presidente dell’Associazione Physeon che patrocina i marchi High Quality Italy e High Quality China, con altri alti dirigenti della Camera dei Deputati e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La donazione del laser Thunder Art è stata preannunciata ai dirigenti cinesi, capi delegazione, durante l’incontro bilaterale  “CPAFFC – ITALY   DAY “, tenutosi il 27 Novembre presso la Regione Lombardia.

Il laser che verrà donato al Paese del dragone è unico nel suo genere poiché permette un intervento molto rapido e selettivo, e non crea danni alle opere, rispettandone le patine di valore e le superfici originarie. Il fascio di luce del laser agisce in maniera precisa e selettiva, recupera e ripulisce le opere dai segni del tempo. Un progresso tecnologico, quello del laser, a zero impatto ambientale, di grande importanza, che permette una maggiore accuratezza del restauro.

Papa Francesco e i laser

Bolivia
Da Varese all’America Latina, in aiuto ai bambini di Nicaragua, Bolivia e Paraguay. Tre laser di tecnologia ‘Made in Italy’ grazie ai quali migliaia di piccoli pazienti affetti da calcolosi, potranno finalmente essere guariti. Artefice di tutto questo è Quanta System, azienda italiana con sede a Solbiate Olona, appartenente al gruppo El.En (Segmento Star di Borsa Italiana – ELN.MI), tra i più importanti produttori mondiali di laser medicali, che ha donato al Vaticano tre apparecchiature laser ad Olmio, chiamate Litho, che in questi giorni sono state consegnate nei paesi di destinazione dietro il diretto interessamento di Papa Francesco, attraverso l’impegno dei Nunzi Apostolici a Managua e Asuncion, e dell’Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra.

“Siamo felici ed orgogliosi di aiutare le popolazioni locali con delle apparecchiature che, grazie ad una tecnologia di ultima generazione, possono migliorare l’attenzione dedicata ai pazienti che soffrono di calcoli, con particolare attenzione all’infanzia – afferma Paolo Salvadeo, amministratore delegato di Quanta System – Unitamente a ciascun laser abbiamo anche consegnato anche lo strumento principe per applicazioni endourologiche, ovvero un ureteroscopio, realizzato e messo a disposizione dalla società tedesca Richard Wolf, nostra partner in numerosi progetti. La donazione in America Latina conferma l’impegno della nostra azienda nel sociale, con la convinzione che il compito da onorare sia di prendersi la massima cura delle persone, con attenzione e scrupolo.

Fortissima l’emozione sia mia che dei colleghi Filippo Fagnani e Mario Annesi, che mi hanno accompagnato in questo lunghissimo viaggio, e con i quali ho avuto modo di vivere momenti indimenticabili vicino alla gente e alle comunità. Nei loro occhi lo stupore, l’ammirazione e soprattutto l’orgoglio di aver ricevuto un grande gesto di attenzione da parte del Santo Padre. Queste popolazioni sono assolutamente meno abbienti rispetto agli standard europei o nord americani, ed in taluni casi sono poverissime, ma piene di dignità, rispetto per i valori veri della vita, e con un senso di accoglienza senza eguali”.

Oltre alla consegna dei laser, avvenuta alla presenza delle massime autorità locali civili, politiche ed ecclesiastiche, sono avvenute anche donazioni di altra strumentazione utile ai medici di queste regioni, incluso un defibrillatore semiautomatico per il Nicaragua, che potrà essere usato sia su adulti che su bambini.

Il laser “Litho”, progettato da uno staff di ingegneri e tecnici della sede varesina di Quanta System,   verrà utilizzato nelle operazioni di scicalolitiasi, ovvero su formazioni di calcoli salivari, ma soprattutto in interventi di calcoli urinari. Il suo punto di forza è racchiuso nella fortissima azione di rottura o polverizzazione dei calcoli, grazie alla creazione di onde d’urto controllate. Un progresso tecnologico di grande importanza che permette un risparmio di tempo, un’aumentata accuratezza dell’intervento e maggior sicurezza per i pazienti.

Le applicazioni del laser in ambito chirurgico rappresentano un significativo passo in avanti della tecnologia più avveniristica, capace di dare speranza e un’aspettativa di vita migliore alle famiglie delle popolazioni più sofferenti, per le quali il costo di interventi chirurgici spesso non è sostenibile; inoltre in questi paesi le strutture sanitarie non sono sempre adeguatamente attrezzate per far fronte alle necessità dei pazienti.
La donazione dei tre laser per l’America Latina arriva dopo la consegna di due apparecchiature ai Musei Vaticani dove, per la prima volta al mondo, 500 tra sculture in marmo, busti, fontane e statue sono tornate in vita grazie ad un nuovo metodo di pulitura attraverso il laser Made in Italy, lo stesso impiegato in ambito medicale proprio per la rimozione dei calcoli renali.